Di seguito le informazioni ambientabili detenute da Expo 215 S.p.A.

Sostenibilità ambientale

Il piano delle opere per la realizzazione del Sito espositivo,  dei relativi manufatti di Expo Milano 2015 e la gestione del semestre espositivo sono  soggetti, al rispetto della legislazione ambientale applicabile, e ad procedura di autorizzazione nell’ambito dei lavori della Conferenza dei Servizi permanente (CdS, istituita con Decreto n. 12161 del 21 ottobre 2011 del Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche per la Lombardia e la Liguria).

Le procedure di autorizzazioni specifiche principali, hanno riguardato:

  • La Valutazione Ambientale Strategica (VAS): finalizzata alle valutazioni dell’Accordo di Programma (AdP), che costituisce  Variante urbanistica ai piani regolatori generali dei Comuni di Milano e di Rho, necessaria per la realizzazione dell’Esposizione Universale 2015. L’Accordo di Programma è stato definitivamente approvato con DPGR n. 7471 del 4 agosto 2011.
  • la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per il progetto preliminare della Piastra espositiva: procedura chiusa con DGR IX/2969 del 2 febbraio 2012 (integrata poi dalla DGR n. 4779 del 30 gennaio 2013 e dalla DGR 725 del 27 settembre 2013). Tale decreto contiene: a) il giudizio positivo sulla compatibilità ambientale del progetto, b) alcune prescrizioni specifiche che dovranno essere ottemperate; c) l’istituzione dell’Osservatorio Ambientale Expo 2015.

La suddetta  deliberazione VIA n. 2969/2012 ha istituito l’Osservatorio ambientale Expo 2015, con le seguenti funzioni:

  1. Verificare l’ottemperanza delle prescrizioni del provvedimento di compatibilità ambientale e la corretta esecuzione delle attività di monitoraggio ambientale nelle fasi:
    • Ante Operam (2011-2012);
    • Corso d’Opera (fino al 30 aprile 2015);
    • Evento (1 maggio – 31 ottobre 2015);
    • Dismissione (1 novembre 2015 – 30 giugno 2016)
    • post Expo (periodo legato allo sviluppo successivo dell’area)
  1. Individuare e programmare gli interventi di compensazione, la gestione di specifiche criticità ambientali.
  2. Divulgare le informazioni ambientali al pubblico.

L’obiettivo generale di questo articolato piano di verifiche è stato quello di garantire che le opere e le attività eseguite sul Sito espositivo venissero realizzate in modo sostenibile dal punto di vista ambientale. Le prescrizioni individuate sono state in molti casi più restrittive rispetto alle normative in vigore. Tutto è stato ispirato alla necessità di fare del cantiere e del futuro Sito un progetto pienamente coerente con lo spirito del tema Nutrire il pianeta, Energia per la vita.
Al tavolo dell’Osservatorio Ambientale Expo 2015 siedono, oltre ad Expo 2015, i rappresentanti degli Enti competenti in materia: Regione Lombardia, ARPA, Città Metropolitana, Comune di Milano, Comune di Rho, ASL, ATO (Ufficio d’Ambito della città metropolitana di Milano) e le strutture del Sistema Regionale che hanno partecipato all’istruttoria di VIA.

Dal punto di vista tecnico l’Osservatorio, operativo anche nella presente fase di Dismissione, è aperto alla partecipazione di soggetti esterni interessati che ne hanno fatta richiesta (es. Legambiente, Fai, Fondazione Cariplo, WWF, Distretto Agricolo Sud Milano).
Al fine di rendere più efficace l’attività dell’Osservatorio sono stati istituiti cinque gruppi di lavoro: Progettazione e Servizi, Monitoraggio, Compensazioni ambientali (valore ecologico e CO2) e Fitosanitario, Terre e rocce da scavo, Salute Pubblica.

Programma di monitoraggio ambientale
Expo 2015 ha predisposto un Programma di Monitoraggio Ambientale per ognuna delle seguenti fasi: Ante Operam, Corso d’Opera, Evento, Dismissione. Ciascun Programma è stato preventivamente approvato dall’Osservatorio Ambientale.
Ad oggi Expo 2015 ha  attuato i programmi di monitoraggio ambientale Ante Operam, Cantiere ed Evento. Il programma di monitoraggio della fase Dismissione è attualmente in corso.

Le attività di monitoraggio eseguite da Expo 2015 hanno interessato – a seconda della fase –  le seguenti matrici ambientali: rumore, vibrazioni, atmosfera, acque, suolo, ecosistemi, fauna, vegetazione, campi elettromagnetici.

Compensazioni ambientali – emissioni di CO2
Lo Studio di Impatto Ambientale (SIA) ha presentato un bilancio delle emissioni climalteranti o a effetto serra (o più semplicemente denominate CO2eq) che ha analizzato:

  1. Le fasi di cantiere, allestimento, esercizio e dismissione del Sito, ovvero le emissioni dirette generate nel Sito e le emissioni indirette da consumo energetico nel Sito.
  2. La produzione di materiali da costruzione.
  3. Gli spostamenti di lungo raggio dei visitatori.

Le voci, b) e c) rappresentano le emissioni indirette, derivanti da sorgenti di proprietà o controllo di soggetti esterni a Expo 2015 o comunque generate al di fuori del Sito, quali appunto trasporto di persone e merci, produzione di materiali, viaggi dei visitatori.
Al fine di una rendicontazione su dati effettivi, Expo 2015 ha quantificato le proprie emissioni climalterantiavviando dal 2012 la compilazione del proprio Inventario emissioni secondo lo standard internazionale ISO 14064:2006 – relativamente alle  fasi di allestimento del Sito e di evento, proseguendo tale attività per la fase di dismissione del Sito.

Le quantità di gas effetto serra si discostano significativamente da quelle stimate nello SIA perché il progetto è progressivamente cambiato dal 2011 ad oggi e perché sono state messe in atto numerose misure di contenimento delle emissioni.

I dati inventariati sono calcolati a consuntivo o stimati per gli anni 2015 e 2016 che, comunque, verranno conteggiati a consuntivo e sottoposti a verifica esterna (oggi complessivamente si stima a fine evento oltre 400.000 tonnellate).

Expo 2015 ha poi investito per le compensazioni delle emissioni climalteranti somme superiori a 3 M€, prevalentemente destinate a progetti di efficientamento energetico di edifici pubblici nei Comuni di Milano, Rho e Arese e solo in parte (circa il 25% M€) per l’acquisto di crediti dal mercato internazionale. Gli interventi locali, se pure hanno comportato valori compensativi modesti, permettono di massimizzare i benefici per i territori più direttamente impattati dalla manifestazione. In attesa delle necessarie rendicontazioni e certificazioni, si ipotizza che la strategia adottata possa compensare tutte le emissioni attribuibili ai c.d. Scopi 1 e 2 (ISO 14064: combustibili ed energia elettrica) e delle emissioni Scopo 3 (attività dei cantieri di costruzione e di demolizione, cambio uso del suolo, gestione rifiuti, consumi carta) escludendo unicamente una parte dei materiali da costruzione utilizzati per quei manufatti che restano in vita oltre l’Evento.

Complessivamente, nel campo del cosiddetto “carbon management”, Expo 2015 ha sviluppato una legacy metodologica, sia per la costruzione del perimetro dell’Inventario  emissioni  sopra citato per il caso di grandi eventi sui generis come l’esposizione universale, sia per la messa a punto del bando per l’acquisto dal mercato internazionale dei crediti di carbonio.

Tale approccio é stato discusso e condiviso con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela de Territorio e del Mare (MATTM).

Per quanto riguarda l’acquisto dei crediti Expo 2015 ha infatti pianificato attentamente la propria strategia, secondo le migliori pratiche internazionali, per avere garanzia dei requisiti di  qualità del credito e di trasparenza nelle procedure di generazione-registrazione-cancellazione degli stessi, e nel pieno  rispetto dei requisiti delle gare pubbliche (ai sensi dell’art. 55 del d.lgs. 163/2006).

In particolare, per quanto riguarda la selezione del fornitore e dei progetti di compensazione ha seguito criteri specifici:

  • Controlli finanziari, organizzativi e di esperienza sui fornitori, per assicurare la qualità e robustezza dell’azione
  • Un preciso algoritmo di valutazione, per assicurare la trasparenza delle valutazioni delle offerte
  • Crediti verificati da auditor esterni, certificati secondo i migliori standard del mercato (Gold Standard, VCS, CDM, Social Carbon e CCB)
  • Localizzazione prioritaria dei progetti: secondo il Programma di Assistenza EXPO e il Programma Cluster, in un’ottica di cooperazione internazionale
  • Tipologie di progetti prioritari, allineate con le tematiche della sicurezza alimentare, dell’efficienza energetica dell’Esposizione Universale
  • Un tetto massimo di crediti per progetto, per massimizzare l’impatto su vari progetti

In dettaglio, Expo 2015 compensa 279000 teqCO2, generati da 4 progetti in Africa,  2 in Asia, 1 in Europa, 4 in Sud America, contribuendo allo sviluppo a basso impatto climatico di Paesi vulnerabili. I vari progetti includono i seguenti ambiti di intervento: deforestazione evitata e protezione della biodiversità; accesso all’acqua potabile; diffusione di stufe di cottura efficienti; sicurezza energetica; accesso all’energia rinnovabile.

Compensazioni ambientali – valore ecologico

Con l’urbanizzazione del Sito Espositivo si sono persi in termini di valore ecologico circa 160 ettari equivalenti. Questa perdita viene compensata attraverso un programma di ricostruzione ecologica. L’individuazione degli interventi da fare  su un orizzonte temporale di 20/30, è stata avviata insieme all’Osservatorio Ambientale Expo 2015, istituito presso la Regione Lombardia. Expo provvede, con il supporto di ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste), sia alla realizzazione degli interventi sia al loro mantenimento nei primi 5 anni (fase di avviamento degli ecosistemi), per un impegno complessivo pari a 6 milioni di Euro. La superficie complessiva interessata è di circa 95 ettari per un recupero ecologico stimato di 136 ettari equivalenti, corrispondente all’85% del valore ecologico  da compensare.

 

Salute pubblica

Expo 2015 si sta facendo carico di valutare se le previste modificazioni ambientali nell’area del sito espositivo possono comportare eventuali effetti sulla salute della popolazione limitrofa. Allo scopo sta conducendo un progetto basato sulla Valutazione di Impatto sulla Salute (VIS): lo studio è attualmente in corso.

Cos’è la VIS? Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si tratta di “una combinazione di procedure, metodi e strumenti con cui è possibile giudicare una politica, un programma o un progetto, relativamente ai loro potenziali effetti sulla salute di una data popolazione e alla distribuzione di questi effetti all’interno della popolazione stessa”.
Per condurre la VIS, Expo 2015 segue la procedura della stessa OMS, le cui fasi sono:

  • Screening: valutare se la politica/il programma/il progetto proposti implicano effetti sulla salute;
  • Scoping: determinare quali effetti sulla salute saranno esaminati, con quali modalità e su quale popolazione;
  • Appraisal: valutare la direzione e la magnitudo degli effetti attesi sulla salute;
  • Reporting: comunicare i risultati e proporre eventuali raccomandazioni;
  • Monitoring: verificare in tempi successivi l’accuratezza delle indicazioni previsionali e l’efficacia delle eventuali raccomandazioni.

Allegati Sostenibilità ambientale

DGR 2969

DGR 2969 allegato A

DGR_725

Programma di Monitoraggio Ambientale Ante Operam

Programma di Monitoraggio Ambientale Ante Operam – Relazione Generale Conclusiva

Programma di Monitoraggio Ambientale Fase cantiere

Programma di Monitoraggio Ambientale Fase Evento

Programma di Monitoraggio Ambientale Fase Dismissione