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Startup

L’innovazione? L'abbiamo fatta in nove

Innovazione / Emanuela Taverna - Michele Sechi Gatta

Una mappatura delle 175 food startup più inerenti al Tema di Expo Milano 2015 ha consentito di delineare i trend dell’innovazione agroalimentare, raggruppandoli in nove filoni. Ecco quali.

Primo trend: Internet of Things

Innovazione / Emanuela Taverna - Michele Sechi Gatta

Grazie a Internet, potenzialmente ogni oggetto della nostra esperienza quotidiana acquista una sua identità nel mondo digitale: strumenti e dispositivi di uso comune possono dialogare attraverso componenti elettroniche, sensori e software connessi tra loro. Allo stesso modo, tali dispositivi sono controllabili a distanza. In una parola, tutto può diventare ‘smart’, anche l’agricoltura (smart farming). Queste caratteristiche aprono un campo amplissimo di potenziali applicazioni nel settore agroalimentare, come le possibilità di monitoraggio ambientale, fito-sanitario, delle condizioni microclimatiche. Un altro fronte di innovazione, all’altro capo della filiera, è la possibilità di dialogare con i propri elettrodomestici, governandoli a distanza.

Secondo trend: orti urbani

Innovazione / Michele Sechi Gatta - Emanuela Taverna

Aumentare le superfici coltivabili in aree urbane è una necessità…e anche un piacevole hobby. Nel caso dell’indoor farming (coltivazione in serra, ma anche su tetti, in appartamenti, uffici, ecc.) l'uso di sensori rende disponibili i dati relativi a temperatura dell’aria, umidità dell’aria e del suolo, concentrazione dei principali nutrienti attraverso un’interfaccia web o mobile che consente non solo di avere una fotografia in tempo reale dell’ambiente entro il quale le piante coltivate crescono, ma anche di controllare in remoto operazioni quali irrigazione, aerazione e fertilizzazione. Insomma…tutti possono diventare contadini, anche con poco spazio a disposizione. Ma per sfruttare superfici piccole, sono ideali anche i metodi di aeroponica, acquaponica e idroponica, che non richiedono l’uso di suolo.

Terzo trend: sostenibilità

Innovazione / Emanuela Taverna - Michele Sechi Gatta

È la parola chiave di Expo Milano 2015. Il cibo del futuro dovrà essere sostenibile. E quindi richiedere meno acqua, meno energia, meno fertilizzanti, meno trasporti. Rientra in questo filone innovativo anche tutto il tema della filiera corta e delle piattaforme che ne rendono più semplice la commercializzazione. E siccome a volte per innovare bisogna valorizzare il passato, tra le numerosissime startup passate da Expo Milano 2015, molte sono costituite da giovani che si stanno dedicando all’agricoltura riprendendo metodi di coltivazione biologica, biodinamica, permacoltura, agricoltura sinergica. Senza dimenticare la sostenibilità sociale, ovvero l’inclusione di fasce deboli, svantaggiate, o l’imprenditoria femminile.

Quarto trend: salute

Innovazione / Emanuela Taverna - Michele Sechi Gatta

“La salute non è tutto, ma senza la salute tutto è niente”, recita un celebre aforisma di Schopenauer. E infatti anche il gusto del buon cibo può essere completamente rovinato se si soffrono allergie e intolleranze, o altre patologie come il diabete. Che in tutto il mondo sono in fortissima crescita, e stanno andando a creare un target group di sicuro interesse per il mercato. Il manipolo di startup raggruppate in questo filone cerca soluzioni per alimenti sani, genuini, adatti anche alle esigenze di diete particolari, ma sempre gustosi e di facile reperibilità. Il sottogruppo più significativo, in particolare, è quello che propone sostituti alle proteine animali: la comunità scientifica concorda infatti sul fatto che il consumo di carne va limitato nell’ambito di una dieta sana e variata. E gli allevamenti hanno un forte impatto ambientale, fatto che motiva il diffondersi della scelta vegetariana o vegana. Ma perché non ingannare l’occhio – e il gusto – con preparati vegetali che non ci facciano rimpiangere uova, latte, pesce & Co.? Questa la sfida lanciata da alcuni pionieri e ritenuta promettente da molti investitori di alto livello.

Quinto trend: sicurezza e tracciabilità

Innovazione / Michele Sechi Gatta - Emanuela Taverna

Tutto sotto controllo. La tracciabilità dei prodotti agroalimentari è un elemento sempre più rilevante sia per le istituzioni sia per i privati. A questo proposito, l’uso di dispositivi mobili, combinato con l’identificazione mediante radio frequenza (RFID), l’utilizzo di reti di sensori wireless e di sistemi di posizionamento globale (GPS) consente di monitorare le variabili chimico-fisiche associate alle diverse fasi del processo di produzione e distribuzione dei prodotti, trasmetterle a banche dati per l'analisi, garantendo così il rispetto degli standard. Molte nuove tecniche di valutazione sono state sviluppate utilizzando dispositivi di sensing, che consentono il rilevamento di agenti patogeni e di sostanze tossiche oppure la valutazione delle caratteristiche chimico-fisiche dei prodotti alimentari lungo tutta la catena di produzione, con elevata precisione, sensibilità e in maniera semplificata. L’utilizzo di una sola tecnica o la loro combinazione permette di coprire le necessità di un’ampia fascia di problematiche lungo tutta la filiera.

Sesto trend: superfood

Innovazione / Michele Sechi Gatta - Emanuela Taverna

Diceva Ippocrate: il cibo sia la tua medicina. E le startup passate da Expo Milano 2015 sembrano aver rispolverato quest’antico adagio. Rinnovandolo grazie agli ultimi ritrovati della ricerca scientifica, che ha permesso di scoprire proprietà nutrizionali ancora inesplorate. Tanto da aver individuato dei veri e propri superfood. Alcuni sono già esistenti in natura, ma da riscoprire e da rendere più facilmente reperibili sul mercato, perché caduti in disuso oppure provenienti da regioni lontane del Pianeta. Altri alimenti derivano da arricchimenti nutrizionali operati in laboratorio. All’interno di questo macrotrend, che si rivolge a tutti gli appassionati di alimentazione salutistica e funzionale, meritano una menzione a parte le alghe. Da molti definite cibo del futuro, perché la loro coltivazione non occupa suolo fertile, le alghe sono ricche in vitamine e sali minerali. La spirulina è addirittura considerata un superfood, con un contenuto di proteine del 65% superiore a quello della carne di manzo, maiale o pollo. Le alghe sono già presenti nella dieta di molti popoli orientali e sono indicate dalla FAO come una delle possibili soluzioni alla malnutrizione anche nei Paesi in Via di Sviluppo.

Settimo filone: sharing

Innovazione / Emanuela Taverna - Michele Sechi Gatta

Siamo o non siamo nella sharing economy? È quindi normale che, tra gli ambiti in cui si esprime la voglia di condivisione, non entrino solo automobili, case e vacanze, ma sia coinvolto anche l’ampio comparto del food. Nelle maniere più diverse. Appartengono a questo trend, infatti, tutte le piattaforme online e le applicazioni mobile che consentono di fare rete, mettendo a disposizione le risorse del digitale per ottenere prodotti a filiera corta, pranzi e cene in case private, soluzioni di edutainment interattive per i bambini, store locator di ristoranti.

Ottavo trend: lotta allo spreco

Innovazione / Michele Sechi Gatta - Emanuela Taverna

La tecnologia può fornire valide armi anche contro lo scandalo dello spreco alimentare. La possibilità di comunicare in tempo reale (magari a partire dal proprio smartphone) la disponibilità di alimenti in eccedenza, infatti, ha reso molto più capillari le modalità di recupero. Sono sempre di più le applicazioni e le piattaforme online – nate da menti creative italiane e straniere – che permettono di condividere gli alimenti avanzati o di ritirare a prezzo scontato i prodotti vicini alla scadenza. Il grande vantaggio è che queste applicazioni consentono un recupero molto capillare anche di piccole quantità, che spesso sfuggono o non sono rintracciabili dalle grandi organizzazioni caritatevoli, creando quindi un recupero incrementale e nuove opportunità di collaborazione con le ONG e le istituzioni.

Nono trend: stampa 3D

Innovazione / Emanuela Taverna - Michele Sechi Gatta

Un fenomeno molto interessante è il diffondersi delle stampanti 3D, il cui uso inizia ad affacciarsi anche in ristoranti e case private. Si tratta di una variante più sofisticata dell’autoproduzione: un trend di consumo sempre più ricorrente e trasversale, ma reso smart dall’uso di questa nuova tecnologia.

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