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Marco Costantini. La biodiversità del piatto salva la biodiversità del mare

Sostenibilità / -

Il responsabile del Programma Mare di Wwf Italia, Marco Costantini, ha inaugurato l’istallazione interattiva sulla dedicata alla pesca sostenibile, Fish Forward, presso gli spazi di Cascina Triulza a Expo Milano 2015. “Stiamo pescando più di quanto il mare possa produrre in termini di pesce, in questo senso la pesca è insostenibile e deve essere gestita dai governi e controllata dalla domanda e dalle abitudini alimentari dei consumatori.”

Le donne possono fare e stanno facendo la differenza. Al Women’s Forum a Expo Milano 2015 un confronto sulle soluzioni praticabili

Cultura / -

Jacqueline Franjou

Molti sono i temi che verranno affrontati il 29 e il 30 giugno a Expo Milano 2015 al Women’s Forum Italy: un momento importante per discutere delle soluzioni in cui le donne possono fare la differenza. Mentre tracciamo la rotta dell’umanità verso un futuro sostenibile, non dobbiamo solo assicurarci che le donne siano a bordo; dobbiamo dare loro le stesse possibilità di governare la nave.

Quando parliamo di “Nutrire un futuro sostenibile”, il nostro tema per Women’s Forum Italy 2015, ci sono due ottime ragioni per parlarne pensando alle donne. Le donne e le ragazze rappresentano la metà della popolazione mondiale, e sono in genere in prima linea non solo quando si tratta di nutrire le proprie famiglie, ma anche quando si tratta di nutrire il mondo. Le donne che vivono nelle zone rurali producono la metà del cibo prodotto nel mondo e, nei paesi in via di sviluppo, sono responsabili per il 60-80 per cento delle colture alimentari.

Quindi, in primo luogo, se vogliamo vincere la fame e la malnutrizione, dobbiamo porre fine a tutte le pratiche che negano alle donne i loro diritti umani fondamentali, e dobbiamo abbattere le barriere che impediscono alle donne di realizzare il loro pieno potenziale in agricoltura come in tutti gli altri settori. In secondo luogo, dobbiamo fare affidamento sull’intelligenza e sulle conoscenze delle donne, mentre cerchiamo soluzioni sostenibili alla crisi alimentare mondiale. Mentre tracciamo la rotta dell’umanità verso un futuro sostenibile, non dobbiamo solo assicurarci che le donne siano a bordo; dobbiamo dare loro le stesse possibilità di governare la nave.

Nel corso delle nostre discussioni al Women’s Forum Italy dal 29 al 30 giugno, ci concentreremo non soltanto sui problemi – fame, obesità, mancanza d’acqua, rifiuti alimentari, cambiamenti climatici, insicurezza alimentare… – ma anche sulle soluzioni praticabili nelle quali le donne possono fare e stanno facendo la differenza. Vedremo come le conoscenze e gli sforzi concertati delle donne stanno migliorando la produttività delle risorse, aiutando la conservazione degli ecosistemi e migliorando la nutrizione per uomini, donne e bambini in tutte le aree geografiche e a tutti i livelli di reddito. Ascolteremo pioniere come Ertharin Cousin, Vandana Shiva ed Emma Bonino, e importanti dirigenti d’azienda come Guido Barilla, Fiona Dawson, Oscar Farinetti e Alessandro Marchionne. Siamo felici che questa riunione del Women’s Forum si tenga in Italia, dove ha avuto origine il movimento “Slow Food” e dove Expo Milano 2015 ha portato la nutrizione e la sostenibilità al centro del dibattito. Siamo orgogliose di essere associate a Valore D e WE-Women for Expo, due reti di successo che aiutano le donne in Italia a mettersi in contatto tra loro e con altre donne di tutto il mondo. E siamo grate per il sostegno ricevuto dai nostri partner aziendali Bank of America, Chopard, The Coca-Cola Company, Generali Group, Sisal, CNH Industrial, Intesa San Paolo e Mars, Inc., e dai nostri partner del mondo dei media EurActiv.it, France Médias Monde e L’Huffington Post.

William Peduto. Pittsburgh è rinata grazie all’innovazione

Innovazione / -

William Peduto è il sindaco di Pittsburgh e la sua amministrazione è un esempio di innovazione sociale e urbanistica. Ospite dell’Innovation Forum del Padiglione USA a Expo Milano 2015, è stato intervistato da Exponet, il magazine ufficiale dell’Esposizione Universale.

Mister Peduto, Pittsburgh è diventata una città modello per innovazione e sostenibilità, quali sono i passi e le partnership fondamentali che avete sviluppato per migliorare e promuovere l’innovazione?
Pittsburgh vanta una lunga storia di sostenibilità: basta guardare agli anni Cinquanta quando il Sindaco David Lawrence iniziò a collaborare con i leader aziendali per approvare le prime leggi sull’aria pulita negli Stati Uniti. Tali partnership si sono erose insieme all’economia cittadina nei decenni seguenti, per rinascere solo grazie a nuovi legami che la città ha costruito con le sue principali università. Carnegie Mellon, l’Università di Pittsburgh e altre hanno lavorato con me e altri leader cittadini per sostenere un nuovo modello economico e sociale fondato sulle nostre condivise abilità di innovare, usando il cervello invece dei muscoli.

Man mano le città crescono, assistiamo a un sempre maggiore affidamento alle partnership pubblico-privato. Ci può dire come tali rapporti hanno o non hanno funzionato per la città di Pittsburgh?
Noi siamo stati fortunati ad avere grandi partner nella comunità filantropica di Pittsburgh, che hanno diffuso il nostro lavoro negli ambiti dell’innovazione e sostenibilità e ci hanno permesso di acquisire capacità. Quando mi sono insediato ho dimostrato loro che il mio impegno verso quell’innovazione che serviva alla nostra città per crescere e diventare competitiva era serio: per assumere i miei amministratori di alto livello ho scardinato il vecchio modello del “patronage” e ho affidato il processo di reclutamento a comitati di ricerca gestiti attraverso una fondazione locale, permettendo loro di scovare i migliori talenti nel paese e nel mondo. Queste decisioni hanno dimostrato ad agenzie esterne come la National League of Cities, la Rockefeller Foundation e Code for America che eravamo seri e volevamo davvero creare un’esperienza senza precedenti nel campo dell’innovazione: ciò ha prodotto un movimento che ha attirato fondi e sostegno su tutto il progetto, dai nuovi programmi per fornire pasti e assistenza sanitaria ai bambini in difficoltà, fino alla ristrutturazione dei nostri sistemi di approvvigionamento mirata a conferire maggiore trasparenza e equità nell’acquisto di beni e servizi.

In occasione dell’Innovation Summit al Padiglione USA a Expo Milano 2015, Lei ha parlato dell’importanza delle 4P: Planet, People, Place e Performance. Come ha sviluppato questo concetto e come ha messo in atto queste idee?
Le 4P sono nate dalle discussioni con il mio buon amico Andre Heinz e la dirigenza di Heinz Endowments. Come potremmo applicare a Pittsburgh le migliori pratiche per un equo sviluppo economico realizzate dalle città scandinave - che hanno economie e ambienti abbastanza simili a quelli della nostra città? Come potremmo crescere in maniera intelligente, sostenibile ed equa per tutti? Questa primavera Heinz ha riunito i maggiori esperti globali in questi ambiti nella prima conferenza del suo genere a Pittsburgh e i nostri primi passi verso l’ implementazione di questi concetti sono già in atto. Quest’estate abbiamo potuto annunciare che un’importante azienda operante nei concetti 4P - il Bjarke Ingels Group di Copenaghen - dirigerà la progettazione di alloggi e spazi pubblici in un ex stadio di hockey vicino al centro cittadino di Pittsburgh, un luogo di 28 acri in cui costruiremo spazi a uso misto per collegare il nostro principale distretto commerciale a Hill District, un quartiere rinomato, ma in sofferenza che si trova proprio nelle vicinanze.

Il concetto dell’Innovation Summit ha evidenziato come i problemi dovrebbero essere affrontati da diversi punti di vista e considerare diversi portatori d’interesse. Può fornirci un esempio di come il coinvolgimento di più portatori d’interesse sia stato utile ad affrontare un problema nella vostra città?
Appena un paio di miglia fuori dal centro, lungo il fiume Monongahela, si trova una ex acciaieria di 175 acri chiamata Almono. Sebbene in passato l’acciaieria abbia nutrito l’economia locale - pagando gli stipendi che portavano il cibo sulle tavole del quartiere di Hazelwood ed esportando i nostri prodotti metallurgici nel mondo, con introiti per il fisco locale - ora era diventata un gigantesco simbolo di declino e degrado. Quattro fondazioni locali si sono attivate non solo acquistando il sito, ma anche annunciando che diventerà un modello di sviluppo sostenibile, che combinerà i concetti di energia zero, gestione delle acque piovane e reflue e innovazione nei trasporti. Una commissione di esperti progettisti nazionali del Daniel Rose Center for Public Leadership ha incontrato i residenti ed elaborato delle linee guida per lo sviluppo. Ho aiutato altri legislatori locali nella ricerca di sostegno federale agli studi sui trasporti e di soluzioni ecologiche per la gestione delle acque piovane e reflue. Lavorando insieme abbiamo gettato le basi per realizzare un distretto innovativo e sostenibile di livello internazionale, che prenderà il posto di un decrepito esempio dell’antico passato economico di Pittsburgh.

La Città di Pittsburgh ha sviluppato forti legami con le università locali, tramite memorandum d’intesa. Ci può indicare come ciò ha creato benefici per la città e per le università e descriverci quali passi altre città, negli U.S.A. e nel mondo, possono promuovere lo sviluppo di tali relazioni.
Pittsburgh si è trasformata in un laboratorio urbano in cui le università possono testare i concetti che, se di successo, generano migliori servizi per i residenti e prodotti che i ricercatori possono portare sul mercato in altre città del mondo. Insieme alla mia amministrazione, la Carnegie Mellon University ha lavorato a semafori intelligenti che hanno ridotto del 25% i tempi di attesa e le emissioni agli incroci, al controllo stradale automatizzato grazie a telecamere piazzate su veicoli del comune e a un’analisi predittiva dei dati sulle lamentele dei residenti mirata a rendere più efficienti i servizi pubblici. In settembre la Casa Bianca ha nominato la città e la Carnegie Mellon membri fondatori del MetroLab Network, una rete in cui città e università continueranno a fare squadra per elaborare, sviluppare e mettere in pratica tecnologie innovative per affrontare le sfide critiche per le aree urbane nel Paese. Inoltre, il Center for Energy dell’Università di Pittsburgh ci sta aiutando a gestire uno storico Memorandum d’Intesa che abbiamo sottoscritto con il Dipartimento americano dell’Energia per diventare leader mondiali nel settore della produzione energetica, riunendo esperti del settore per costruire un portafoglio di ricerca e sviluppo e identificare gli investimenti fondamentali da effettuare sulle infrastrutture. Pittsburgh è un luogo speciale: è abbastanza piccola per poter testare concetti con le università partner in maniera conveniente ed efficace, ma abbastanza grande perchè quando qualcosa funziona, tutto il mondo può scoprirlo e - speriamo - trarne beneficio.
 
 

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