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Le capre ragno e i ponti del futuro

Sostenibilità / -

© Niall Benvie/CORBIS

Il futuro è alle porte carico di speranze, novità ma anche di nuove necessità. L’industria edile è infatti sempre alla ricerca di nuovi materiali in grado di soddisfare le crescenti esigenze delle nuove costruzioni. Una risposta a queste richieste sembra provenire dall’unione dei ragni e delle capre.

Per soddisfare il loro terribile appetito, nelle foreste del Cretaceo, periodo risalente a più di cento milioni di anni fa, alcuni organismi iniziarono a produrre delle trappole vischiose perfette per catturare gli insetti preistorici, già ricchissimi in proteine e altre sostanze nutrienti. Ebbene, questi organismi hanno attraversato la storia della vita e sono giunti fino al nostro tempo, continuando a usare questo metodo di caccia consacrato come efficiente dalla realtà. Sono i ragni, i simpatici artropodi a otto zampe che amano nutrirsi della carne degli insetti, integrando la dieta con il nettare dei fiori e con del polline.

La tela, la risposta naturale all’acciaio
Le tele dei ragni possono avere diverse forme: a spirale, a groviglio, a imbuto, tubolari ecc. Ma tutte servono per catture le prede e tutte sono costituite da una sostanza che, come è noto, prende il nome di seta. Questa sostanza è prodotta anche da alcuni insetti come le api, ma soprattutto dalle farfalle notturne che costruiscono il bozzolo come ricovero per la loro crisalide.
Ebbene, la seta del ragno è speciale sia perché è vischiosa, per intrappolare gli insetti, e sia perché ha delle caratteristiche di resistenza paragonabili a quelle del miglior acciaio disponibile sul mercato.
Per questo motivo, sono ormai tanti anni che l’essere umano cerca un modo di copiare al fine di usarla nelle sue costruzioni.

Una capra da laboratorio
Alcuni ricercatori dell’Università dello Utah sono stati in grado di riprodurre quello che la natura ha “inventato” nella notte dei tempi.
I ricercatori, mediante tecniche d’ingegneria genetica, hanno impiantato dei geni di ragno in alcune capre trasformandole in “capra-ragno”. Se vi immaginate delle capre volteggianti tra i grattacieli di New York siete decisamente fuori strada. Le capre ragno sono identiche alle capre normali: vivono nelle stalle, belano come le altre, mangiano il fieno e producono il latte. L’unica differenza tra le capre ragno e quelle normali consiste in una proteina contenuta nel latte.
Le capre ragno presentano nel latte la proteina costituiva della tela del ragno. Mediante un semplice procedimento fisico questa proteina viene estratta dal latte e combinata per produrre un fenomenale bio acciaio 7 volte più resistente, più leggero e con una elasticità 20 volte superiore al normale acciaio. Come se non bastasse, il bio acciaio sopporta perfettamente temperature che variamo dai -20 ai 330 gradi celsius. 

Una strada dritta verso il futuro
Gli scienziati hanno già in mente come mettere in pratica questa rivoluzionaria scoperta. Alcuni la vorrebbero usare per costruire dei giubbotti antiproiettile di nuova generazione, altri le impiegherebbero nel campo biomedicale per ricostruire i tendini dei muscoli danneggiati ma la stragrande maggioranza ha intenzione di sfruttare il bio acciaio per i ponti del futuro.
Questi ponti futuribili saranno più leggeri, facile da costruire, ma soprattutto saranno bellissimi perché si potranno “vestire” con i mille colori che la fantasia degli uomini è in grado di generare. Sembra infatti che il bio acciaio abbia mantenuto la facilità, tipica della seta, di impregnarsi facilmente con dei pigmenti. Dall’atavica fame dei ragni si otterranno quindi delle squadre di lavoro formate da ingegneri e stilisti che insieme costruiranno i ponti su cui viaggerà spedito il nostro futuro. 
 
Expo Milano 2015 è un'occasione per conoscere l'importanza della biodiversità sul nostro Pianeta. In particolare l'Area Tematica Biodiversity Park vuole valorizzare le eccellenze italiane ambientali, agricole e agroalimentari attraverso un percorso che racconta l’evoluzione e la salvaguardia della biodiversità agraria, anche grazie a un palinsesto di eventi, incontri ed esperienze multimediali.

Terzo trend: sostenibilità

Innovazione / -

 
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LA ZUCCA DI CENERENTOLA

È un’azienda che coltiva ortaggi e frutta senza trattamenti chimici. La sinergia tra le piante e i microorganismi naturalmente presenti nel terreno consente una produzione realmente biosostenibile, con valore nutrizionale maggiore. L’agricoltore sinergico non ara, non concima e non tratta, ma in spazi strutturati consocia piante coltivate, fiori e piante indigene per conservare un ecosistema in cui non si perda nessuna forma di vita normalmente presente nel terreno allo stato selvaggio.
Categoria: biologico

MASSIMO CENTO

Il progetto prevede la costituzione di una rete di aziende denominata Pro.Te.Sta. (Prodotto, Territorio e Stagione) che, oltre a riunire aziende piemontesi affermate del canale vending, raggruppa produttori e trasformatori del territorio specializzati nella produzione di prodotti sani, freschi e di filiera corta, coltivati e trasformati in un raggio di “massimo cento” chilometri dal luogo di consumo.
Categoria: filiera corta

DRINKPURE

Il filtro d’acqua DrinkPure di Novamem purifica acqua sporca. Il filtro riduce germi patogeni nell‘acqua separando, fra l’altro, batteri, protozoi e polipi nonché sostanze disciolte come plastificanti e metalli pesanti. DrinkPure è il primo sistema di filtrazione dell’acqua che utilizza nanotecnologia allo stato dell’arte. Proprio grazie a questa tecnologia, il filtro DrinkPure ottiene una velocità di flusso fino a dieci volte più elevato rispetto ad altri filtri.
Categoria: sostenibilità

KIWINY

Azienda agricola di kiwi biologici di due tipologie (Hayward e Soreli Gold) a Giavera del Montello, nel nord est della provincia di Treviso, che produce succhi, smoothies e marmellate, che promuove attraverso una propria app di infotainment.
Categoria: biologico

ORTO PER MILLE

L'Associazione Orto x Mille nasce a Scandicci (FI) per coinvolgere i proprietari di terreni agricoli incolti che desiderano recuperarli e renderli nuovamente produttivi. La formula “Adotta il contadino” dà vita a partnership tra aziende agricole e famiglie. Il metodo innovativo fatto di cooperazione tra famiglie e contadini permette la diffusione delle pratiche e culture contadine e il divulgarsi del senso di appartenenza al territorio.
Categoria: filiera corta

FOODWA

Sistema innovativo e autonomo a energia solare per l’essiccamento di biomasse alimentari (frutta, verdura, pesce e carne) al fine di migliorare la loro conservazione in un’ottica di commercializzazione. Potrebbe favorire anche l’estrazione di olii essenziali utili all’industria chimica e cosmetica. Foodwa è in grado di essiccare in maniera sicura, igienica e veloce i prodotti destinati al consumo umano o industriale.
Categoria: energia

ALTO PIEMONTE. AL TOP!

Dall'idea di associare un prodotto come il vino alla cultura, la startup promuove l'instaurazione di un circolo virtuoso tra i due. Nel santuario di Boca, un’opera artistica molto importante dell’architetto Antonelli, sono stati piantati dei vigneti che formano una sorta di anfiteatro che lo abbraccia idealmente. All’interno dell’anfiteatro, sorgerà il polo culturale dove saranno organizzati diversi eventi enogastronomici e culturali.
Categoria: produzione sostenibile

ONE EARTH DESIGN

Questa startup nata in Himalaya ha creato il fornello solare (SolSource) più efficiente al mondo. Il sistema permette l’accesso a un combustibile pulito grazie a una stufa che contribuisce a ridurre l'inquinamento dell'aria e risponde alla scarsità di carburante. Inoltre con la vendita di SolSource nei Paesi sviluppati, che permette un risparmio del costo mensile di carburante fino a 64 dollari, si punta a raggiungere gli oltre 3 miliardi di persone che nel mondo non hanno accesso a un combustibile pulito.
Categoria: auto produzione (Torbjørn Buvarp)

ENERGAID

Mantenere una temperatura costante e controllata nei magazzini impiegati per la stagionatura di formaggi, vino e salumi con un consumo energetico prossimo allo zero. Queste sono le caratteristiche dell’innovativa cella Energaid, che sfrutta un sistema di controllo della temperatura simile a quello delle grotte.
Categoria: energia

NEWCOLD

NewCold riguarda l'efficientamento energetico negli impianti di refrigerazione industriale. Nel settore agroalimentare l'impianto frigorifero è responsabile del 70% dei costi totali della bolletta energetica aziendale. Il sistema CDC riduce i consumi elettrici del frigorifero con il controllo della condensazione. Grazie a un algoritmo, il sistema fa modulare la temperatura di condensazione, mantenendola al livello più basso possibile in base alle condizioni termo-igrometriche dell'aria esterna. Questo permette di ridurre i consumi del 20% annuo.
Categoria: energia

CENTRO LOMBRICOLTURA TOSCANO

La startup produce e vende humus di lombrico (un ammendante organico ricco di elementi nutritivi), usando come materia prima rifiuti aziendali di natura organica. Due le problematiche ambientali affrontate: la scarsità̀ di sostanza organica nei terreni coltivati con il relativo smisurato utilizzo di concimi di sintesi e quella d’impianti virtuosi di riciclo dei rifiuti organici. Il principio è creare un virtuoso ciclo di rifiuti su piccola scala immettendo sul mercato locale un prodotto naturale al 100% per agricoltura e giardinaggio.
Categoria: produzione sostenibile

VINO SENZA CHIMICA AGGIUNTA

Con l’aumento della sensibilità dei consumatori verso gli alimenti salutistici, privi di additivi alimentari o possibili intolleranze e allergie, ecco un nuovo processo di vinificazione che esclude in maniera definita e inequivocabile il ricorso all'aggiunta di additivi, particolarmente di solfiti. Oltre a vini senza additivi chimici in fase di vinificazione, tale protocollo può essere opportunamente adattato anche a diverse matrici alimentari.
Categoria: biologico

SHOWED

Il progetto ShoWED Short Wave Electric Desalination è un sistema che usa le onde del mare di piccola altezza, presenti a riva, nei porti o nelle scogliere, per desalinizzare e sterilizzare l'acqua di mare e renderla disponibile all'utilizzo alimentare. Il sistema è composto di tre sezioni: il generatore di elettricità dal moto ondoso, il desalinizzatore elettrico e lo sterilizzatore elettrico.
Categoria: produzione sostenibile

GIOCO, IMPARO, MI NUTRO

"Gioco, imparo, mi nutro" affronta il tema dell'alimentazione e del movimento nel bambino quali componenti fondamentali della vita. Lo scopo è spiegare ai bambini concetti molto importanti riguardanti l'alimentazione attraverso un canale facilmente comprensibile: il gioco. Con attività ludiche e motorie si raggiungono maggiormente i canali di apprendimento dei bambini e si rende la comunicazione più efficace.
Categoria: network

COSA VOSTRA

Crea e promuove la vendita di prodotti di aziende, già operative, nate dai terreni confiscati alla mafia, ma con difficoltà legate alla posizione sociale o geografica. Si rivolge a italiani e stranieri per valorizzare il territorio. Organizza eventi soprattutto per le scuole al fine di contrastare l’illegalità.
Categoria: innovazione sociale

BIRROIR

Sorge nel comune di Capannori (Lu) un microbirrificio ‘al femminile’ che fa leva principalmente sulle risorse locali. Il progetto migliora la sostenibilità ambientale e mira a valorizzare le migliori acque sorgive e il legame con il territorio. Dalle cui risorse nascono le cinque birre artigianali finora in portafoglio: Isotta, Lalita, Gigliola, Pantera e Noelia, ispirate alle tradizioni del Belgio, dell’Inghilterra e dell’Irlanda.
Categoria: filiera corta

È la parola chiave di Expo Milano 2015. Il cibo del futuro dovrà essere sostenibile. E quindi richiedere meno acqua, meno energia, meno fertilizzanti, meno trasporti. Rientra in questo filone innovativo anche tutto il tema della filiera corta e delle piattaforme che ne rendono più semplice la commercializzazione. E siccome a volte per innovare bisogna valorizzare il passato, tra le numerosissime startup passate da Expo Milano 2015, molte sono costituite da giovani che si stanno dedicando all’agricoltura riprendendo metodi di coltivazione biologica, biodinamica, permacoltura, agricoltura sinergica. Senza dimenticare la sostenibilità sociale, ovvero l’inclusione di fasce deboli, svantaggiate, o l’imprenditoria femminile.

Cinque domande a FiBL. Tre Paesi del West Africa innovano l’agricoltura

Innovazione / -

Produzione biologica in West Africa

Sviluppare un programma con contadini e ricercatori insieme è stata la chiave della riuscita del progetto, che cerca di unire gestione industriale con agricoltura biologica. L’Istituto Svizzero di Ricerche dell’Agricoltura Biologica (FiBL), grazie a diversi metodi per la coltivazione sostenibile, mostra come creare valore aggiunto nelle aree in via di sviluppo.

A Expo Milano 2015, i visitatori conosceranno il progetto di FiBL grazie alla foto-story esposta nel Padiglione Zero. Che messaggio vi piacerebbe trasmettere del vostro approccio al tema della sicurezza alimentare?
La produzione di cotone biologico nell’Ovest dell’Africa è tecnicamente possibile, economicamente sostenibile, salutare per l’ambiente e socialmente vantaggiosa per la parte più povera degli abitanti delle zone rurali. Questo sistema può essere costruito se contadini, ricercatori, tecnici delle cooperative di agricoltori e aziende private lavorano insieme nello sviluppo e nell’adattamento delle nuove tecniche al mutevole ambiente socio-ecologico.
 
Quali difficoltà avete incontrato nel vostro percorso? Come le avete superate?
Le maggiori difficoltà riscontrate dall’inizio hanno riguardato la comunicazione e la comprensione reciproca del progetto tra i vari attori, in particolare tra i contadini e i ricercatori delle varie discipline. La sociologia, come scienza chiave, e un approccio di adaptive management hanno permesso di ridurre le distanze sociali e geografiche. Abbiamo investito altre risorse sullo sviluppo di una soluzione, che sfrutta il sistema bluetooth, per migliorare la comunicazione tra i contadini.
 
Rispetto alla data di presentazione della domanda, come si è sviluppato oggi il progetto?
Il progetto è stato costruito sulle basi di una produzione industriale (principalmente di cotone biologico) insieme con l’apporto di associazioni di contadini che lavorano a livello nazionale. Ma l’iniziativa non ha i mezzi (o non ne ha a sufficienza) per influenzarne la gestione e l’operato. Queste tre associazioni di contadini non sono riuscite a fare progressi nella definizione delle innovazioni, che pure erano state testate con successo.
 
 
Che sviluppi avete previsto nel lungo termine per la vostra idea?
Come ultima parte del progetto, cercheremo di capitalizzare tutti i risultati e le conoscenze apprese, per convogliare le informazioni tecniche nell’estensione del sistema a tutta la sotto-regione, con l’aggiunta di proposte per le istituzioni. Ci aspettiamo un riconoscimento e tentativi d’imitazione nel promuovere lo sviluppo di una rete di ricercatori e contadini con programmi integrati, che nascono dall’espressa necessità degli stessi agricoltori.

Intendete replicare il progetto in altri Paesi o in altri contesti?
Abbiamo già iniziato nuove iniziative applicando tre elementi fondamentali del nostro progetto Syprobio: l’uso di una piattaforma innovativa, il ruolo della sociologia nella mediazione delle varie sotto-discipline scientifiche e un approccio sistemico che include la società civile a tutti i livelli (locale, nazionale e globale). Discuteremo queste nuove possibilità con i finanziatori (per esempio EuropeAid) per replicare il progetto su questioni strategiche con elementi di agricoltura biologica e produzione industriale.
 

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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