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Ivana Marova. Ecco come ho inventato la tecnologia Hydal

Innovazione / -

Ivana Marova

La statua che a Expo Milano 2015 domina la piscina del Padiglione della Repubblica Ceca è in realtà un depuratore che funziona con un sistema nanotecnologico d’avanguardia inventato da una donna: ce lo spiega la scienziata ceca Ivana Marova, docente all'Università della Tecnologia di Brno, che ha illustrato i pregi della tecnologia Hydal su cui si basa il funzionamento della macchina-uccello.

Se la Repubblica Ceca può contribuire al dialogo globale sulle risorse di cibo e d’acqua, può farlo anche attraverso le tecnologie più innovative. La Repubblica Ceca ha una lunga tradizione di gestione delle proprie risorse idriche, con numerosissimi centri benessere e piscine, in patria. Ed è proprio una piscina l’elemento più visibile e attraente del Padiglione della Repubblica Ceca a Expo Milano 2015, dominata da una scultura “uccello-macchina” di Lukáš Rittstein, che è in effetti un depuratore a biopolimeri.
 
La tecnologia alla base del suo funzionamento è stata mostrata durante un incontro pubblico a Expo Milano 2015 da Lenka Mynarova, di Nafigate Corporation, che ha parlato insieme alla professoressa Ivana Marova, ideatrice della nuova tecnologia Hydal, così rivoluzionaria nella produzione di bioplastica da aver ricevuto il Frost&Sullivan Technology Innovation Award del 2015. I vantaggi dell’uso degli oli esausti al posto di altre materie prime per produrre bioplastica sono molteplici. La materia prima è sovrabbondante, non sottrae risorse alimentari né agricole, ma soprattutto è facilmente reperibile: molti Stati (tra cui la Cina e l’Italia) hanno programmi obbligatori di raccolta degli oli in appositi centri, quindi sarebbe molto vantaggioso ubicare in loro prossimità gli stabilimenti. L’applicazione su scala industriale di questa biotecnologia ottempera a due richieste chiave dell’industria (biodegradabilità e resistenza meccanica) ed è una soluzione low carbon. È quindi nata a febbraio una joint venture ceca-cinese, la Suzhou Hydal Biotech, il cui compito è concretizzare e ampliare questa inedita cooperazione nel campo delle biotecnologie, a partire proprio dalla Cina, dove vi sono enormi quantità di oli esausti da impiegare.
 
Nafigate Corporation è un’azienda leader mondiale nel settore delle tecnologie innovative ma anche nell’utilizzo delle membrane di nanofibre, ovvero fibre aventi un diametro dell’ordine dei 100 nanometri, per il trattamento delle acque con un basso consumo energetico. Questi nanomateriali possono rendere batteriologicamente pura l’acqua. Nel Padiglione ceco la depurazione della piscina avviene all’interno della ormai nota statua uccello/macchina posta sulla superficie, che assorbe l’acqua, la purifica al suo interno mediante le nanotecnologie, e la spruzza fuori pulita.
 
Professoressa Ivana Marova, lei ha ideato la tecnologia Hydal, nel cuore della scultura macchina-uccello nella piscina davanti al Padiglione della Repubblica Ceca. Quale segreto ha?
Il segreto del nostro depuratore-uccello è il suo cuore fatto di biopolimeri. Nell'interno della statua si svolge un processo che assorbe le impurità presenti nell'acqua, una tecnologia efficace e anche sostenibile.
 
Qual è stato il suo percorso di studio e di lavoro?
Ho studiato biochimica alla facoltà di scienze dell’Università della Tecnologia di Brno, dove ora sono docente. Ai tempi (era durante il precedente regime) ho scelto biochimica perché non avrei subito alcun condizionamento politico. In parte, ho già affrontato il tema del metabolismo nella mia tesi di laurea, poi sono stata dieci anni impegnata nella ricerca clinica, poi sono ritornata a insegnare ciò che ho studiato fin dall’inizio.
 
L’idea che le sue ricerche scientifiche migliorino la qualità della vita delle persone, appaga di più il suo lato altruista o quello “egoista”, ovvero, l’orgoglio di esserci arrivata per prima?
Chi insegna, di solito, è altruista, perché deve darsi agli altri. Nella ricerca scientifica è un po’ diverso, perché lì bisogna seguire il proprio percorso e affrontare i problemi in prima persona, per superare i diversi passaggi. Quando ho cominciato a insegnare, tornando alle materie che affrontai nel mio corso di studi fino alla laurea, non ho avuto problemi a dare dei temi da sviluppare agli studenti più meritevoli, creativi, condividendo cioè i miei studi con loro, perché sapevo che così si poteva arrivare a qualcosa di interessante. E poi, devo ammettere che in alcune tappe, ho avuto anche un po’ di fortuna…
 
In che anno avete cominciato a studiare la polimerizzazione?
Circa otto anni fa. Dopo aver individuato i più promettenti filoni di ricerca, abbiamo avuto la fortuna di poter collaborare con diversi enti esterni, e quando abbiamo constatato quanto era davvero efficiente questa tecnologia, abbiamo stretto l’accordo con Nafigate, interessata alle applicazioni industriali delle nostre ricerche. Avevamo già fatto le prime prove di laboratorio e avevamo bisogno di provarlo in grande! I risultati del sodalizio hanno avuto grande risonanza e ciò ci ha permesso di procedere molto speditamente. I batteri c’erano già, ma noi abbiamo ideato un nuovo processo di polimerizzazione, a partire dagli oli esausti. Dopo un anno, si è rivelato utilissimo il fatto che Nafigate avesse un partner in Cina, Paese in cui c’è sovrabbondanza di olii di frittura, e avevano bisogno di reimpiegarli in qualche modo. Ci è andata bene!
 
Lei è una scienziata e una docente, donna. Nel mondo scientifico, le donne hanno le stesse chance degli uomini, davvero?
Secondo me, sì. Quando ho iniziato a studiare, in effetti, la donna doveva ingegnarsi per organizzarsi molto bene per poter avere sia la famiglia che il lavoro. Se al lavoro non faceva pesare gli impegni familiari, non veniva discriminata. Ed è vero che probabilmente la donna all’inizio deve lavorare un po’ più degli uomini ed è pagata un po’ meno. Però non è una situazione che dura per sempre, poi cambia. La cosa importante è non soffermarsi sul fatto di essere una donna, ma convincere i colleghi che sei un partner. 
 

Vandana Shiva. Abbiamo bisogno di uno sguardo che venga dalla terra e che venga dalle donne

Cultura / -

L’attivista e ambientalista indiana si batte per cambiare le politiche agricole e alimentari. Vandana Shiva è uno dei volti di Ambassador per Expo Milano 2015 e partecipa al Women's Forum Italy all'interno di "L'altra metà della Terra - Women's Weeks" a Expo Milano 2015. In questa intervista spiega perché il contributo delle donne, il loro sguardo è fondamentale per tutelare la Terra e conservare le sementi.

La lista della spesa del futuro. Sarà via web, in diretta dal frigo

Innovazione / -

elettrodomestici del futuro imm

Da qui al 2020 saranno miliardi gli oggetti, gli apparecchi e le case sempre connessi alla rete, ma se è importante provare a prevenire sprechi e incidenti e dare sempre più comfort e tecnologie alle famiglie, Internet of Things dovrà al contempo garantire connessioni protette da hacker, spam e furti.

Le previsioni fioccano, le ricerche si moltiplicano e le dichiarazioni ottimistiche si sprecano sul nuovo mercato degli oggetti intelligenti, quelli collegati al web e dal web ai nostri dispositivi (Internet of Things, IoT), che sarà nei prossimi anni l’unico a crescere a doppia cifra nel settore dei beni di consumo. Dalle grandi kermesse delle nuove tecnologie, il Ces di Las Vegas e la IFA di Berlino, sono arrivate cifre impressionanti, come quelle di GFK e di Gartner: entro il 2020 l’85% dell’elettronica di consumo e degli elettrodomestici sarà connesso al web. Gli strumenti di Internet of Things saranno dai 25 ai 50 miliardi, compresi frigoriferi, abat-jour, frullini, tv, orologi, innaffiatori, climatizzatori, security e caffettiere. Lo ha confermato il 4 febbraio 2015 il vertice di Samsung a Monaco, in occasione dell’European Forum 2015.
 
Chi vincerà la sfida della casa connessa?
“L’azienda è fortemente impegnata nello sviluppo di oggetti connessi" ha dichiarato Boo-Keun Yoon, Ceo di  Samsung. "La società ha realizzato i maggior investimenti a livello mondiale,100 milioni di dollari solo nel 2015, e già oggi il 75% dei televisori Samsung è collegato al web. Entro il 2017 arriveremo al 100% ed entro il 2020 lo saranno tutti gli apparecchi Samsung. Abbiamo intenzione diventare i leader di questo nuovo mercato. Già dall’anno scorso i nostri apparecchi di elettronica di consumo, gli elettrodomestici, i climatizzatori e altri prodotti abilitati per l’IoT sono stati oltre 665 milioni”. Un’evoluzione tecnologica ormai in accelerazione per controllare interamente la casa, l’auto e l’azienda dallo smartphone.
 
I benefici? Niente sprechi e tanti risparmi
Nel giro di pochi anni si potrebbero ridurre nettamente, per esempio, gli incidenti e i furti domestici. Diventerà presto possibile e quasi gratis ricevere dalla casa informazioni, allarmi, foto, video e inviare messaggi, gestendo il climatizzatore, il forno e la lavastoviglie senza sprechi e senza sacrificare il comfort. Cosa che oggi è consentita a pochi.
 
Messaggio per il forno, ci sono ospiti a cena
Il forno connesso “intelligente” esiste già, anche se parla, per il momento, un linguaggio “esclusivo”, quello dell’azienda che lo fabbrica, che lo mette in vendita e che fornisce la relativa applicazionr per comandarlo dallo smartphone. A cosa serve? Questo apparecchio, una volta attivato, evita costose perdite causate da bruciature dovute a scelte sbagliate dei tempi, delle temperature oppure causate da distrazioni che possono rendere immangiabile un piatto o addirittura un intero menù. L'elettrodomestico può mettersi anche in funzione quando l’energia elettrica costa meno. Lo smartphone o il tablet consentono di verificare visivamente le diverse cotture, “entrando” nel forno. È possibile inoltre trovare la ricetta più adatta in base alle provviste presenti nel frigo oppure agli ingredienti di stagione.  
 
Internet “salva” i surgelati
Esistono anche lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi che telefonano all’assistenza tecnica comunicando il guasto o che inviano un allarme via sms al padrone di casa anche se ciascuna azienda ha un suo “codice” valido per i “suoi” elettrodomestici. Con Internet of Things tutto si sta accelerando. È possibile, grazie a micro sensori-di costo molto basso e applicati ovunque, collegare gli oggetti e gli apparecchi a internet e trovare il gelato pronto e mantenuto al fresco dalla gelatiera connessa o il caffè profumato pronto per il mattino. Il frigo e il congelatore, con il loro carico prezioso, saranno sotto controllo in caso di black-out e con un linguaggio aperto, comune, grazie a sensori e protocolli open.
 
Con la domotica scende la bolletta
“Sicurezza e risparmio energetico. Per le famiglie questa è la domotica" dichiara Federica Rossi Gasparrini presidente di Federcasalinghe-Donne Europee. "Già ora, grazie a semplici app per il controllo a distanza del riscaldamento, della climatizzazione e dell’illuminazione è possibile ridurre la bolletta energetica europea dall' 11 al 30%. Stiamo lavorando con istituzioni pubbliche e private europee affinché le nuove tecnologie non siano più un lusso ma una realtà accessibile”.
 
E non si getta via il cibo
L’ultima sfida è quella della gestione intelligente del cibo. “Solo un frigorifero di classe energetica A+++, controllabile a distanza, può darci una mano" prosegue Rossi Gasparrini "insieme all’abbattitore domestico della temperatura e al sottovuoto possiamo ridurre quello che considero il più vergognoso degli sprechi, quello alimentare. Significherebbe cioè salvare quel 30-40% di provviste alimentari che le famiglie buttano letteralmente nella pattumiera”. Federcasalinghe sta anche studiando, a livello europeo, un grande progetto per una innovazione delle tecnologie domestiche di conservazione alimentare e per ridurre i rifiuti domestici.
 
Senza password, il  frigorifero  è “spammato”
Una casa interamente connessa, oltre a essere ecosostenibile e sicura, può però diventare una facile preda degli hacker. Un nuovo megafrigo, che fa anche il caffè, può ricevere via internet o via smartphone il comando per preparare il ghiaccio in cubetti e per mantenere lo champagne freddo al punto giusto. Ma, come è già accaduto, se non vengono protetti con password, i segnali degli elettrodomestici, della tv, del la gelatiera, possono essere intercettati. Sta accadendo ormai sempre più di frequente che l’impianto di allarme venga bloccato o che la casa superconnessa rimanga senza elettricità.
 
 

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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