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Ipcc: il problema principale dei cambiamenti climatici rischia di essere il cibo

Sostenibilità / -

ipcc problema clima cibo
© Bruno Morandi/Robert Harding World Imagery/Corbis

Secondo il più recente rapporto del più autorevole panel di scienziati al mondo sul clima, l’Ipcc, l’allarme per i cambiamenti climatici si sta spostando sul tema delle produzioni agricole. Un rischio che tocca tutti i Paesi, dal Sud all’Occidente fino ai più piccoli Stati insulari.

Una delle conseguenze negative del riscaldamento globale sarà un calo della produzione di cibo nel mondo a fronte di un aumento della popolazione. Le regioni più colpite saranno quelle dove già oggi esiste un problema legato alla sicurezza alimentare, mettendo in difficoltà il lavoro di agricoltori, pescatori e di tutte quelle persone che dipendono dalle risorse forestali per nutrirsi. È quanto sostiene l’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc), il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico creato nel 1988 dalle Nazioni Unite, che quest’anno ha aggiornato i suoi rapporti su cause e conseguenze del riscaldamento globale in vista di un accordo internazionale da raggiungere alle prossime conferenze sul clima.
 
Dopo anni di lavoro e di ricerca (la pubblicazione precedente risale al 2007) gli scienziati hanno concluso che, anche se la natura sta cercando di resistere trovando nuove forme di adattamento, gli effetti negativi dell’aumento della concentrazione di gas ad effetto serra in atmosfera sono già visibili e le conseguenze peggiori devono ancora verificarsi.
 
L'importanza della parola "rischio"
Le 2.600 pagine del rapporto pubblicato a marzo 2014 contengono la parola “rischio” per 230 volte, molte delle quali legate proprio alla scarsità di cibo e alla possibilità che si verifichino conflitti dovuti a un aumento delle persone che soffrono la fame. Mentre è previsto che la popolazione mondiale raggiungerà quota 9 miliardi nel 2050 (forse 11 miliardi nel 2100), la produzione di cibo si ridurrà a causa di un calo della resa dei campi agricoli, già in atto, come grano e mais.
 
Michael Oppenheimer, professore dell’università di Princeton e tra gli autori del rapporto dell’Ipcc, ha detto che “il cambiamento climatico sta agendo da freno. Abbiamo bisogno di un aumento del rendimento per rispondere alla domanda di cibo, ma questo invece sta calando per colpa del riscaldamento globale”.
 
Il pesce che non c'è
Stessa sorte subirà il settore ittico. Il pescato di alcune aree marine dei tropici calerà del 40, se non del 60 per cento con gravi ripercussioni sulla sussistenza delle popolazioni di decine di stati insulari che basano la loro alimentazione sui “frutti” provenienti dagli oceani.
 
Gli stati isola stanno studiando piani di migrazione controllata come soluzione a un calo dell’offerta di cibo. In continenti come Africa e Asia, invece, è già in atto una corsa all’accaparramento di terreni e di aree ricche di risorse naturali da parte delle multinazionali del settore alimentare. Una corsa che nel medio e lungo termine potrebbe essere anche fonte di conflitti e rivolte armate.
 
A fronte di un calo dell’offerta e di un incremento della domanda, infatti, i prezzi dei beni alimentari sono destinati a salire. Un esempio di quello che potrebbe succedere si è verificato nel 2008 e nel 2011 in seguito a una serie di eventi climatici estremi, come incendi devastanti in Russia, che avevano ridotto le scorte di grano causando il panico sui mercati internazionali delle materie prime e tra i paesi importatori.
 

Il pane cunzatu siciliano: un tripudio di olio, pomodorini, pecorino e olive

Gusto / -

pane cunzatu
Annalisa Cavaleri © Expo Milano 2015

Un piatto che raccoglie tutte le ricchezze del Mediterraneo: grani siciliani, pomodorini, olive nere, pecorino, origano, basilico e un generoso giro di olio extravergine di oliva. Si può assaggiare a Expo Milano 2015 nel Cluster Bio-Mediterraneo da Sicilian Bakery, la panetteria siciliana che panifica al momento.

La Sicilia può essere considerata una delle "culle del grano". La popolazione indigena, i Sicani, e successivamente i Siculi, hanno continuato la tradizione di semina e raccolta, tanto è vero che, nelle forme originarie delle parole, "sica" sta per "falce" e "siculo" per "falciatore".
La vocazione cerealicola fu poi migliorata dai greci e dai romani e, tra i più pregiati grani locali c'è la tumminia, che si coltivava originariamente a Lontinoi, una delle prime colonie greche della Sicilia.
 
La prova di assaggio: il pane cunzatu del Cluster Bio-Mediterraneo
Il pane di tummina si produce utilizzando semola integrale macinata in mulini con mole di pietra e con lievito madre, che conferisce un profumo e un sapore particolari. Questo pane è la base di uno degli street food più semplici e geniali della Sicilia: il pane cunzatu, o pane condito.
Si tratta di un panino tagliato a metà e farcito con pecorino, olive nere, pomodorini semisecchi, basilico, origano e abbondante olio extravergine di oliva.
Il pane è morbido e conserva la dolcezza del grano duro, inconfondibile per chiunque l'abbia assaggiato almeno una volta un pane prodotto con grani siciliani. Masticando, alla sensazione dolce, segue una lieve acidità dovuta al lievito madre. Arrivano poi i pomodorini semisecchi, che, ancorsaporito il pane. La parte sapida è data dal pecorino siciliano, in questo caso pecorino primo sale di Enna, che, con il suo carattere deciso, contrasta la delicatezza del pane e dei pomodori. Ancora più gusto quando si incontrano le olive nere e i capperi di Pantelleria, che aumentano la salivazione e invogliano al morso successivo.
La costante piacevolezza ad ogni boccone è data dalla componente grassa dell'olio extravergine di oliva biologico dei Monti Iblei, che avvolge la bocca lasciando un finale piccante. Non manca una componente di freschezza data dal basilico fresco e la parte aromatica dell'origano che profuma il tutto.
 
Con le patate è ancora più nutriente
Il pane cunzatu si può condire in diversi modi, basta lasciare spazio alla fantasia: consigliata l'aggiunta della cipolla di Giarratana, i carciofi di Catania, le melanzane di Vittoria, le acciughe di Porto Palo e lo sgombro di Sciacca. Incredibile con la patata di Siracusa, che con la sua dolcezza e pastosità, assorbe la sapidità delle olive e dei capperi, e rende il pasto e il boccone ancora più pieno, avvolgente e nutriente.
 
Puoi assaggiare il pane cunzatu siciliano con pomodori, capperi, olive nere, pecorino e olio extravergine di oliva da Sicilian Bakery dei Fratelli Vescera nel Cluster Bio-Mediterraneo
 

Il senso della Terra per l’acqua

Sostenibilità / -

© Jerome Levitch-Corbis

Si celebra il 22 marzo la Giornata Mondiale Onu dell’Acqua, una risorsa “fragile”, strettamente collegata al riscaldamento globale e che richiede misure urgenti di tutela per evitare conseguenze devastanti. Anche nel nostro Paese.

“Piove sul bagnato”: mai proverbio fu più adatto per sintetizzare il profondo legame tra acqua e riscaldamento globale: l'acqua è, infatti, un bene comune fondamentale per la vita e gli effetti dei mutamenti climatici, l'inquinamento, gli sprechi, la rendono una risorsa sempre più scarsa e al centro di gravi tensioni sociali. Un legame che ha come campanello d’allarme l’intensificarsi delle piogge da un lato e lo scioglimento dei ghiacci dall’altro.
 
Il legame tra l’acqua, il clima e le questioni sociali
Gli scienziati del National Snow Data Center degli Stati Uniti hanno rilevato come nei cinque anni dal 2003 al 2008 si sono liquefatti oltre 1000 miliardi di tonnellate di ghiaccio artico. Lo stesso vale per il Polo Sud. Secondo l’Economist, la temperatura dell’Antartico cresce più di qualunque altra zona della Terra fondendo i ghiacci con una velocità pari al 75% in più rispetto al decennio precedente. Una delle conseguenze è che dal 1980 ad oggi, la zona considerata tropicale si è allargata di oltre 22 milioni di chilometri quadrati, cioè due gradi a sud e due a nord.
Le zone subtropicali, sia a nord che a sud, saranno interessate sempre di più da fenomeni di inaridimento, poiché l’apporto di acqua portata dai venti tropicali si spinge più a nord e più a sud, appunto di due gradi, lasciando a secco aree sempre più vaste di interi continenti.
Inoltre, tra il 1995 e il 2008, nell’Atlantico Tropicale si sono formati 111 uragani, un aumento del 75% rispetto ai tredici anni precedenti. Le stime parlano di un aumento medio nel mondo di tifoni e uragani pari a quattro volte il decennio precedente e dell’aumento dei livelli di pioggia anche in molti paesi europei. Inutile dire che i danni per le economie sono incalcolabili.
Al Polo Nord dove le temperature crescono più  velocemente che in ogni altra parte del pianeta, si sono create delle situazioni meteorologiche anomale create dalla diminuzione dei ghiacci, le quali spingono verso sud venti freddi.
 
La situazione delle acque dolci in Italia
Ma anche in Italia è urgente affrontare il problema della corretta gestione di questa risorsa. Ancora oggi nel nostro Paese 18 milioni di cittadini scaricano i loro reflui nei fiumi, nei laghi e nel mare senza depurazione, 9 milioni non sono serviti dalla rete fognaria, 1 milione beve acqua del rubinetto in deroga ai parametri di qualità per arsenico, boro e fluoruri.
È perciò fondamentale promuovere nuove politiche di gestione il cui obiettivo è ridurre i consumi, raggiungere maggiore efficienza degli usi, creare una tariffazione diversificata utile per incentivare le buone pratiche e penalizzare gli eccessi di consumo.
Proprio lo scorso anno è stato presentato un appello nazionale per la salvaguardia dei corsi d’acqua dall’eccesso di sfruttamento idroelettrico che chiede regole nuove per fermare gli incentivi ad impianti idroelettrici che danneggiano i fiumi e un impegno concreto per ridurre gli impatti da parte degli impianti esistenti. L’energia idroelettrica, infatti, può dare un contributo importante alla produzione da fonti rinnovabili ma occorre tutelare una risorsa delicata come l'acqua, i fiumi e la biodiversità e mettere in campo subito azioni concrete per tutelare un patrimonio fondamentale per tutti e siano un margine ai troppi fenomeni di illegalità.
 
L'acqua e la gestione delle risorse idriche sono al centro dell'interesse di Expo Milano 2015 e di Federutility, che all'interno dell'Esposizione Universale organizza il Festival dell'acqua 2015.
 

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

Leggi il manifesto e partecipa