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Indice Globale della Fame 2014, il caso della Somalia

Sostenibilità / -

Somalia, Fulvio Zubiani

Quest'anno Cesvi ha deciso di fare un focus sulla Somalia, paese in cui fa la sua parte dal 2006, e dove il livello di fame è sicuramente drammatico.

Nella mappa dell’Indice Globale della Fame 2014 la Somalia appare ancora come un’area grigia a causa del difficile reperimento di dati affidabili sulla denutrizione e sul livello di fame nel Paese. 
 
Dalla fine del regime di Siad Barré nel 1991 è iniziata una fase di profonda instabilità che ha visto susseguirsi una guerra civile, il collasso dello stato, un’apparente anarchia e frequenti siccità e carestie. Nel biennio 2011-2012 la Somalia ha sofferto della prima grande carestia del Ventunesimo secolo, che ha colpito il paese lasciando circa la metà della popolazione in uno stato di grave insicurezza alimentare.
 
La situazione generale e l’alta vulnerabilità della popolazione locale alla malnutrizione hanno portato al bisogno di un’analisi più dettagliata per valutare il livello nutrizionale delle aree dove operiamo come Cesvi, in modo tale da intervenire in maniera più efficace. Nel marzo di quest’anno, Cesvi ha condotto un’indagine nelle regioni del South Mudug, che ha fornito dati aggiornati sui tassi di malnutrizione nell’area. Su una popolazione di quasi 126mila abitanti, un campione di 412 bambini - tra i sei mesi e i cinque anni - è stato utilizzato nell’indagine mostrandoci tassi di malnutrizione molto alti. 
 
Lo stato di malnutrizione in Somalia è grave e potrebbe peggiorare se gli interventi in materia di salute e nutrizione non venissero mantenuti e calibrati per raggiungere tutti i gruppi più vulnerabili. Per questo in base all’esperienza decennale di Cesvi, soprattutto nei contesti più complicati, l’unico modo per dare una risposta adeguata alle popolazioni vulnerabili è quello di basarsi su un approccio multidimensionale ed integrato.
 
Nel caso qui in esame della Somalia, quello che Cesvi fa è proprio mirare all’integrazione di tre componenti interconnesse tra di loro, in ambito sanitario attraverso la formazione e le campagne di sensibilizzazione al personale sanitario, alle strutture sanitarie e quelle di assistenza comunitaria; di quello sicurezza alimentare volta a migliorare la capacità di sussistenza delle famiglie beneficiarie, l’accesso al cibo e alla capacità di reazione a shock e crisi e in ambito di nutrizione con la prevenzione, il trattamento e la riabilitazione dei casi soggetti a malnutrizione acuta.
 
Per vincere questa sfida anche in Somalia dobbiamo continuare il trattamento diretto dei bambini malnutriti sia a livello moderato sia grave continuando a garantire e a migliorare la copertura delle vaccinazioni e dell’apporto di vitamina A, fondamentale insieme agli altri micronutrienti per garantire uno sviluppo sano dei bambini e delle madri. Tutte ciò non può pero prescindere dalla costante sensibilizzazione comunitaria sulle pratiche igienico-sanitarie, di salute materno infantile e di promozione dell’utilizzo delle strutture sanitarie. Inoltre rimane essenziale, anche nel locale, come nel globale, mettere l’accento sulla qualità della dieta, per affrontare ed eliminare la fame nascosta. Continuando con la promozione di una educazione alimentare.
 

Gli smartphone promuovono una nuova consapevolezza della salute e della nutrizione

Innovazione / -

© GIPhotoStock/Cultura/Corbis

Ogni generazione di telefoni cellulari diventa sempre più ricca e facile da usare grazie a nuove applicazioni e software intelligenti. Consentendo il monitoraggio costante di dati relativi alla salute, per una migliore alimentazione e stili di vita più sani. Recenti applicazioni in India avranno un impatto positivo sulla vita di milioni di persone.

Una critica frequente contro la tecnologia è che aiuta solo i ricchi, o quei pochi che ne hanno accesso. Mentre questo è quasi sempre vero all'inizio del ciclo di vita delle applicazioni di una nuova generazione di tecnologie, questo punto di vista non prende in considerazione quello che Ray Kurzweil, fondatore con Peter Diamandis della Singularity University, chiama la legge dei ritorni accelerati. Il telefono cellulare è uno dei migliori esempi di questo fenomeno. Nei primi anni '90 fu un prodotto da élite, tanto che le immagini di yuppie mentre si appoggiavano sulle loro auto sportive tenendo telefoni enormi alle orecchie sono sinonimi del consumismo e dell'elitarismo del decennio. Ma oggi, 20 anni dopo, letteralmente tutti possono permettersi un telefono, anche tra i più poveri, in una forma o nell'altra, e questi sono molto più potenti rispetto ai suoi predecessori. Ray Kurzweil usa affermare che ci sono maggiori le informazioni disponibili in tempo reale a chiunque oggi possieda uno smartphone rispetto a quante ne aveva il Presidente degli Stati Uniti vent'anni fa.
Veri computer a portata di mano
I supercomputer che teniamo nelle nostre tasche non sono più solo per chiamare e parlare. I loro moduli di comunicazione radio flessibile sono stati integrati da dei sensori aggiuntivi: per la luce visibile e infrarossi; movimento, orientamento e la forza di gravità; la pressione atmosferica, il tatto, le impronte digitali, e molti altri. Essi sono collegati a Internet, e sono in grado di produrre calcoli sui dati che raccolgono con potenti algoritmi, per analizzarli e correlarli con quelli aggregati da altri telefoni. L'applicazione di questo crescente livello di intelligenza, a ciò che mangiamo e su come viviamo, è estremamente utile. Siamo in grado di monitorare i nostri diversi parametri di salute, da una semplice registrazione giornaliera del nostro peso, al numero di passi che effettuiamo durante il nostro esercizio fisico o semplicemente passeggiando in giro durante il giorno.
Un’applicazione che aiuta la salute dei bambini
La singola applicazione con il più alto impatto in termini di effetti, a breve e lungo termine, nella vita degli individui è probabilmente il progetto HealthPhone, in fase di lancio in India. Immaginato, progettato e realizzato da Nand Wadhwani, in collaborazione con l'Accademia indiana di pediatria, il Governo indiano, UNICEF e con il supporto di Vodafone, HealthPhone si concentra sui benefici fondamentali nella vita dei bambini, offerti da un'adeguata nutrizione materna e dall'allattamento al seno. Comunicando le informazioni attraverso più di 30 video accessibili che sono disponibili in 18 delle principali lingue indiane, si evidenziano due parti del progetto: da una parte, migliaia di operatori sanitari portano fisicamente i telefoni di villaggio in villaggio, per insegnare questi temi attraverso i video. Dall'altra, Vodafone ha in programma di inviare trecento milioni di messaggi di testo ai propri abbonati ogni anno, invitandoli a guardare questi video gratuitamente. Non vi è alcun costo associato per guardare i video, anche per coloro che non hanno un piano tariffario; e c'è anche un ulteriore incentivo significativo in denaro in termini di credito per coloro che guardano un insieme specifico di video essenziali tra tutti quelli disponibili.

Un successo possibile grazie alla tecnologia
L'impatto di questo programma, reso possibile dall'intelligenza e dal desiderio di creare un effetto positivo degli individui e delle imprese, e dall'accesso universale delle infrastrutture dei telefoni cellulari e delle loro reti, sta diventando misurabile rapidamente. Milioni di bambini nascono gravemente sottopeso in India, e i primi mesi del loro sviluppo possono influenzare negativamente lo sviluppo fisico e mentale e la capacità del loro sistema immunitario per l'intera vita. La diffusione delle informazioni sui modi migliori per nutrire le donne in gravidanza, allattare i neonati e superare con metodi semplici malattie comuni come la diarrea, avrà degli effetti positivi nel giro di un solo anno secondo le statistiche. Sarà un trionfo di tecnologia e ingegnosità umana applicata alla nutrizione e alla salute!
 

Davide Oldani. No alla cucina degli avanzi: meglio pensare e pesare prima di cucinare

Gusto / -

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© Robert Shami

Il 14 dicembre presso Villa Paradiso a Milano torna il pranzo solidale organizzato dallo chef Davide Oldani, Ambassador di Expo Milano 2015, e da Don Gino Rigoldi. Un momento di divertimento e solidarietà per raccogliere fondi da destinare a Comunità Nuova Onlus. Ospite di questa edizione lo chef Andrea Berton.

Perché hai deciso di organizzare D’O & friends?
L’iniziativa nasce sei anni fa dalla stima per Don Gino Rigoldi. L’obiettivo è sostenere Comunità Nuova Onlus, infatti tutto il ricavato sarà utilizzato per finanziare progetti e attività concrete. Quest’anno, oltre a 20 amici che cucineranno con me, ci sarà anche lo chef Andrea Berton. Non sarà soltanto pranzo solidale, ma un momento di divertimento e di condivisione.
 
Ci racconta uno dei progetti a cui state lavorando?
Quest’anno festeggiamo il secondo compleanno  del Social Cakelab, la pasticceria della Comunità che coinvolge i ragazzi in prima persona. Il cibo ha una valenza importante, ha il “potere” di farci stare bene o male. In fase di recupero può regalare sicurezza, fiducia in se stessi, oltre ad una visione positiva e migliore della vita, aiutando i ragazzi nel percorso di recupero.
 
Cosa metterete in tavola domenica?
Cucina fresca basata su ingredienti di stagione. E, visto che siamo vicini al Natale, non mancherà un panettone, ma sarà particolare: un gusto tra il dolce e il salato e leggermente profumato al rosmarino.
Rispetto per il cibo, significa non buttarlo.
 
Tra i temi di Expo Milano 2015 c'è la sostenibilità. Come si fa ad evitare lo spreco in cucina?
Pensare prima di comprare e pesare prima di cucinare.  Se pensi prima di comprare non butti via soldi e, se acquisti cibi di stagione, hai prodotti di buona qualità al giusto prezzo. In più, se pesi prima di cucinare, non creerai avanzi e potrai mangiare tutti i giorni cibi freschi, che mantengono le corrette proprietà nutrizionali.
 
Quindi niente “cucina degli avanzi”?
La cucina degli avanzi è concettualmente sbagliata. Per risparmiare e non sprecare bisogna acquistare ciò che serve davvero, mangiare di stagione e pesare gli alimenti per cucinare le giuste quantità. Questa è anche la strada per stare bene. E poi la minestra riscaldata non va mai bene, in tutti i sensi.
 
Un consiglio per Natale...
Non farsi del male esagerando con il cibo. Il Natale deve essere un momento di socialità, un’occasione per godere della compagnia delle persone care, senza necessariamente abbuffarsi. La tavola è prima di tutto piacere di stare insieme.
 

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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