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Il deserto: il fascino dell’alterità assoluta

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AG Il deserto il fascino della alterita assoluta
© Chris Stenger/ Buiten-beeld/Minden Pictures/Corbis

Il deserto ha sempre impaurito e ammaliato gli uomini allo stesso tempo, sin dall’antichità; anche al giorno d’oggi le aree desertiche attirano ogni anno migliaia di viaggiatori, con il loro fascino estremo, che custodisce segreti sorprendenti.

Ne Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry leggiamo un’ode al deserto, alla fascinazione segreta che induce negli uomini: “Il deserto è bello […] Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende in silenzio... Ciò che abbellisce il deserto […] è che nasconde un pozzo in qualche luogo”.
Cosa ci affascina del deserto
Il deserto ha sempre spaventato e ammaliato gli uomini. Sin dai tempi antichi importanti rotte di traffici commerciali attraversavano le zone desertiche del Vecchio Mondo. Il deserto, anzi i deserti, costituivano una sfida. I popoli che abitavano ai margini del deserto, che erano in grado di attraversarlo, erano visti con sospetto, come strani, e al tempo stesso con rispetto. “Ciò che il deserto vuole è del deserto” recita un proverbio dei Tuareg, gli uomini blu, così chiamati per via della tagelmust color indaco che portano sul capo e che copre loro anche parte del volto. Al giorno d’oggi il deserto attira ogni anno migliaia di viaggiatori, che, incuranti dei pericoli sottesi, sfidano caldo, mancanza di comodità, di ombra e di acqua, antitesi apparente della vita così come la intendiamo, per attraversarlo, per soggiornare in un luogo “altro” rispetto a quelli frequentati nel quotidiano, antropizzati, rumorosi, poliformi e differenziato. Il deserto è assenza di presenza umana, silenzio e la relativa uniformità del paesaggio.
Le oasi e chi le abita
Il segreto dell’estetica del deserto potrebbe essere nella sua radicale alterità, una diversità che è carica di mistero, e di storia, perché i deserti sono stati da sempre luoghi di attraversamento di popoli, mercanti, truppe, avventurieri, viaggiatori solitari e asceti naturalmente, come i famosi “stiliti”, considerati santi in virtù delle loro rinunce e immortalati dagli artisti medievali. Il deserto in realtà è vita: nelle oasi, dove si estraggono le acque che sotterraneamente lo attraversano, si concentra la popolazione. Il deserto è ricco di testimonianze antropiche, tra cui pitture e incisioni rupestri risalenti a 30.000 anni fa, che testimoniano tempi passati in cui fiumi, laghi e rigogliosa vegetazione rendevano possibile la vita. Alcuni esperti di climatologia sostengono che tra migliaia di anni il deserto del Sahara, oltre 9.000.000 km quadrati, grazie a complesse mutazioni climatiche, tornerà a essere verde e ricco di acque superficiali, come è stato sino a 5000 anni fa circa.
Intanto, il Sahara nutre segretamente il pianeta: i venti trasportano le polveri desertiche, ricche di nutrienti, come il fosforo, indispensabile alle piante, sino alla Foresta amazzonica. Tutto è connesso.
 

10 cose che non sapevi sulle zanzare

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© Paul Starosta/Corbis

La primavera avanza e le famigerate zanzare si stanno preparando per sferrare il loro annuale attacco contro la nostra specie. Ma sono davvero così cattive? Esistono dei lati nascosti di questi insetti tanto odiati?

Solo le femmine delle zanzare sono assetate di sangue
Deponendo dalle 350 alle 450 uova nel corso della loro vita, necessitano di una dieta ricca di proteine, elementi nutritivi abbondanti nel nostro sangue.
 
I maschi non pungono
Volano di notte e vanno alla ricerca del nettare dei fiori proprio come le api e gli altri insetti impollinatori.
 
Grazie a loro abbiamo delle belle orchidee
Alcune orchidee tropicali aprono i loro fiori durante la notte per permettere ai maschi di zanzara di visitarli e di impollinarli. Anche i fiori del cacao vengono impollinati da insetti del tutto simili alle zanzare. Oltre a maledirle dovremo anche ringraziarle ogni volta che vediamo una orchidea meravigliosa oppure quando mordiamo una tavoletta di cioccolato.
 
Le zanzare sono più abbondanti nei climi nordici
Le estati canadesi e del nord Europa sono gremite di questi insetti tanto che è possibile uscire all’aria aperta solo se ben protetti. Questa massa di insetti richiama migliaia di uccelli che banchettano sia con le larve e sia con gli adulti. Per questo motivo questi ecosistemi si fondano sulle zanzare.
 
Non pungono chi ha il “sangue dolce”
La leggenda metropolitana del “sangue dolce” è falsa: le zanzare non sono in grado di saggiare il grado zuccherino del nostro sangue che, tra l’altro, è costante per tutte le persone.  Le zanzare scovano le vittime grazie al loro odore. Oltre all’anidride carbonica, esse sentono alcuni odori corporei e ne preferiscono alcuni piuttosto che altri.
 
Amano l’odore… dei piedi
Le zanzare amano l’odore del sudore in particolare quello “profumato” dei piedi. Nonostante il loro olfatto sopraffino, esse scambiamo tale odore con quello del formaggio specialmente se prodotto in Olanda.
 
Non fanno preferenze
La maggior parte delle persone che dicono di essere amate dalle zanzare vengono punte democraticamente come tutti. Essi solo più sensibili e manifestano una reazione allergica più vistosa e fastidiosa degli altri.
 
Quella tigre teme un crostaceo in particolare
Il gruppo di lotta biologica di Bologna ha scoperto che un Copepode Ciclopoide (non è un alieno ma un piccolo crostaceo di acqua dolce) va pazzo per le esotice larve di zanzara tigre. Questo copepode, chiamato ciclopino perché ha un occhio solo, distrugge tutte le larve presenti in una determinato ambiente, risultando un ottimo rimedio biologico.
 
C’è una tecnica per liberarsene
Un'altra prospettiva di lotta biologica è denominata “tecnica del maschio sterile” e consiste nell’allevare milioni di maschi, sterilizzarli e quindi liberarli nelle nostre città.  I maschi si accoppieranno con le femmine “selvatiche” che deporranno uova sterili liberando, si spera, le nostre città da questo flagello.
 
Milano città di Expo Milano 2015 e delle zanzare
Il capoluogo lombardo ospita regolarmente le normali zanzare, ma accoglie anche alcune specie tipiche delle risaie poco distati dal capoluogo lombardo. 
 
 
Expo Milano 2015 è un'occasione per conoscere l'importanza della biodiversità sul nostro Pianeta. In particolare l'Area Tematica Biodiversity Park vuole valorizzare le eccellenze italiane ambientali, agricole e agroalimentari attraverso un percorso che racconta l’evoluzione e la salvaguardia della biodiversità agraria, anche grazie a un palinsesto di eventi, incontri ed esperienze multimediali.
 
 

Achim Steiner. La consapevolezza è la base del cambiamento, per una nuova forma di sviluppo

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Achim Steiner è il Direttore Esecutivo del Programma delle Nazionale Unite per l’ambiente (UNEP). Per raggiungere uno sviluppo pienamente sostenibile c’è bisogno di ridurre le disuguaglianze e di sconfiggere, una volta per tutte, la povertà e la fame. Per fare tutto ciò, c’è bisogno di un cambiamento nel modo in cui le persone si relazionano con l’ambiente naturale.

Essere consapevoli è una questione di empowerment perché “una volta che capiamo cosa sta accadendo al nostro Pianeta, e soprattutto che non dovrebbe essere così, il cambiamento avrà inizio”, ha detto Steiner in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno. Steiner ha parlato anche delle prossime sfide, come l’adozione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che verranno adottati a settembre in sostituzione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, in scadenza quest’anno.
 

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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