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Harriet Lamb. Fairtrade ha reso semplice fare la scelta giusta

Sostenibilità / -

Harriet Lamb Fairtrade International

La disponibilità dei prodotti del commercio equo nei principali supermercati permette a chiunque di favorire i piccoli produttori senza grandi difficoltà pratiche. È questo il principale messaggio di Fairtrade International a Expo Milano 2015.

“I piccoli agricoltori stanno già nutrendo il Pianeta, il problema è che non ottengono prezzi adeguati. Fairtrade coinvolge oggi 1,4 milioni di piccoli agricoltori in 74 Paesi. Ha le idee chiare, Harriet Lamb, CEO di Fairtrade International, intervenuta per il Fairtrade Day il 14 ottobre scorso a Expo Milano 2015.
 
Che impressione le ha fatto Expo Milano 2015? Qual è il suo bilancio rispetto alla presenza di Fairtrade?
Beh, innanzitutto, è fantastico vedere quante persone ci sono! Ho sentito la previsione di 20 milioni di visitatori nel corso dei sei mesi e mi sembra che il traguardo sia stato tagliato! Gente in coda per 2 ore prima di entrare, 2 ore per vedere questo o quel Padiglione…È evidente quanto Expo è diventata popolare. Credo che il tema Nutrire il Pianeta sia fantastico, perché vuol dire mettere in luce la questione più importante che affrontiamo oggi. Perciò siamo davvero felici di avere una giornata dedicata a Fairtrade International e di poter esporre la nostra visione sul modo di nutrire il pianeta che passa per i piccoli agricoltori e vuole garantire che ottengano prezzi equi.
 
Qual è il vostro prossimo passo dopo Expo Milano 2015? Quale l’eredità si aspetta?
Ovviamente l’eredità più duratura è che molti milioni di italiani sono venuti e hanno visto che Fairtrade sta al cuore della soluzione. Magari hanno provato un delizioso cioccolato o le banane o un caffè e hanno pensato: beh, ora inizierò a comprare i prodotti Fairtrade! E magari hanno chiesto nel loro supermercato abituale se potevano ritrovarli… Il nostro principale impegno è aumentare le vendite di Fairtrade e speriamo davvero che questa sia stata una pietra miliare in tale direzione. Speriamo anche che sia stata un’opportunità per le società e i governi di vedere di nuovo quanto seriamente sono impegnati i piccoli agricoltori nei dibattiti globali sulla nutrizione, e che Fairtrade è qui perché vogliamo garantire che si senta la loro voce.
 
Qui in Expo Milano 2015 si possono trovare diversi modi per nutrire il mondo. Questa diversità è ricchezza oppure pensa che crei un po’ di confusione?
Penso che dobbiamo essere onesti: questi sono argomenti complessi e difficili. Persone diverse hanno risposte diverse, perciò il dibattito è così vivace. La gente spesso cerca soluzioni facili: ebbene, Fairtrade è un soluzione semplicissima. Basta andare al supermercato e siamo là! Si può contribuire molto facilmente al cambiamento, e credo che ci siano molte persone che vogliono fare esattamente questo! Vogliono fare qualcosa, vogliono sentire che stanno facendo la cosa giusta e comprare Fairtrade va bene per loro. Poi ci sono tante persone che sono ancora più informate, coinvolte e interessate a questi argomenti, e sono felici di partecipare al dibattito. La soluzione sta nelle multinazionali? Oppure nei piccoli agricoltori? È in Slow Food o nei fast food? Credo che molti esponenti pubblici siano interessati a questi dibattiti complessi e noi vogliamo esserci anche in questo caso.
 
Il vostro movimento attualmente è guidato da due donne, lei e Marike De Pena.
Sì, e ne siamo felici!

Questo potrebbe essere un valore aggiunto per l’organizzazione? In che modo?
Credo che mostri i nostri valori in azione. Dimostra che siamo molto serie quando parliamo di dar voce alle donne perché possano prendere il posto che spetta loro di diritto nel cambiamento del mondo. Se si tolgono gli uomini, sono pochissime le donne nelle posizioni di vertice e questo deve cambiare. Credo che le donne siano molto più brave a lavorare insieme per trovare soluzioni e che abbiano molto più senso pratico. Perciò sono molto felice che Fairtrade traduca questi valori in azioni. Nel mondo sono prevalentemente gli uomini che detengono i diritti della terra, che presiedono i comitati locali, che guidano la gestione di una cooperativa. Mentre le donne devono vedersela con tanti problemi: spesso non hanno il diritto alla terra, legalmente non la possiedono, anche se svolgono tutto il lavoro, e naturalmente di solito si assumono la responsabilità di badare ai bambini e sono impegnate anche la notte! Per forza poi non possono partecipare alle riunioni! Su questo dobbiamo lavorare insieme e chiederci: come possiamo contribuire ad affrontare la questione delle donne con Fairtrade? A volte le soluzioni possono essere molto semplici, per esempio cambiare gli orari delle riunioni così che più donne possano partecipare, oppure fare un grande sforzo e investire parte dei ricavi per incoraggiare l’istruzione delle bambine, così che la prossima generazione di donne sia più preparata e possa essere coinvolta di più, perché ha studiato all’università. Molte cooperative lo hanno fatto: hanno programmi speciali per aiutare le donne. Quello che serve ora è proprio uno sforzo dedicato.

Rula Ghani. La pace è impossibile senza le donne

Cultura / -

© Hollandse Hoogte/Corbis

La first lady dell’Afghanistan Rula Ghani ha sottolineato in un’intervista rilasciata al blog al femminile la 27ORA del Corriere della Sera l’importanza delle donne per il raggiungimento della pace: “qualsiasi negoziato finale non potrà non includere il contributo di metà della società”.

È stata sin da subito presentata come una presenza fondamentale dal marito Ashraf Ghani, che quando è stato eletto presidente dell’Afghanistan ha dichiarato: “Ringrazio la mia partner e sposa per il sostegno dato a me e all’Afghanistan”. Per la prima volta un neopresidente afghano presentava così la sua first lady.

Rula Ghani ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera alla vigilia del suo viaggio a Rimini per il “Meeting per l’amicizia fra i popoli”: nelle sue parole la voglia di ispirare una generazione nuova di donne afghane e le donne di tutto il mondo. Tanta empatia, tanta umanità nelle risposte della first lady: “mi occupo di donne e anche di uomini, bambini, esseri umani. Poiché il termine 'femminista' significa cose diverse per diverse persone, preferisco parlare di esseri umani”.
 
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Fiona May. Per le donne l’alimentazione corretta è all’origine della vita

Cultura / -

Fiona May, campionessa olimpica, partecipa alle Women’s week. “L’alimentazione per noi inizia davvero dal principio della vita: fin da quando restiamo incinte dobbiamo preoccuparci di quello che mangiamo per dare il cibo giusto al nostro bambino. Poi noi donne cuciniamo di più a casa, quindi possiamo far capire meglio qual è l’importanza della nutrizione. Bisogna dare più voce alle donne per far capire quanto è importante l’alimentazione. Spero che il miglior messaggio che lasci è che possiamo migliorare per arrivare al nostro obiettivo più velocemente e che si può cambiare, visto che il mondo sta cambiando”.

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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