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Le Nazioni Unite consacrano lo yoga, la disciplina orientale che conquistò anche i Beatles

Lifestyle / -

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© OlegD Shutterstock

Negli anni ’60 del secolo scorso appassionò orde di giovani occidentali desiderosi di spiritualità, raggiungendo per fama anche gli eccentrici baronetti di Liverpool che lo praticarono direttamente alle sorgenti del Gange. Disciplina indiana di tradizione antichissima, è diventata nel corso dei millenni un'attività quotidiana praticata a tutte le età con lo scopo di trovare un equilibrio tra lo spirito e la materia. Il 21 giugno, Le Nazioni Unite lo celebrano con una Giornata Mondiale.

C’è chi fa risalire questa pratica addirittura a novemila anni a.C., c’è chi sostiene sia di qualche millennio più giovane. Quello che è certo, è che le origini dello yoga si perdono nella notte dei tempi, in una combinazione di mitologia, storia, tradizione orale prima e testi sacri quali la Bhagavad Gita poi, che l’hanno portato con mille varianti fino ai giorni nostri. Nel dicembre del 2014, a questo prezioso e universalmente riconosciuto strumento per il benessere, è stato dedicato dall’Onu un intero International Yoga Day che è celebrato in tutto il mondo domenica 21 giugno, giorno del solstizio d’estate.
 
Lo yoga non è (solo) una ginnastica
Lo yoga non è solo un'attività fisica che contribuisce a rendere tonici ed elatici i tessuti del corpo grazie alla modifica di innumerevoli asana (posizioni del corpo), né una pratica che sciogliendo le tensioni del corpo, favorisce il rilassamento. Questa disciplina infatti, come ci ricorda la sua etimologia yuj- unione, contribuisce al raggiungimento di un equilibrio interiore e al mantenimento di un senso di pace, anche grazie all’attenzione che si pone al respiro (pranayama) e alle tecniche meditative che vengono apprese di giorno in giorno e che contribuiscono a trovare un’armonia tra emozioni e pensieri.  Per tutte queste ragioni, lo yoga è diventato una disciplina diffusissima in tutto l’Occidente, non risparmiando in popolarità molte delle star più celebri del Pianeta come Gisele Bundchen, Beyoncè, Sting, Madonna e Uma Thurman. I primi popolari estimatori delle discipline orientali furono però i celeberrimi Beatles che negli ultimi anni del 1960 giunsero in India, nella cittadina di Rishikesh, per apprendere la Meditazione trascendentale direttamente nell’Ashram del guru Maharishi Mahesh Yogi contribuendo notevolmente, al loro ritorno a casa, a diffondere le tradizioni orientali in Europa e negli Stati Uniti.
 
Lo Yoga nutre il Pianeta, è energia per la vita
La Fondazione mondiale Sahaja Yoga “Shri Mataji Nirmala Devi”, presente a Expo Milano 2015 all’interno di Cascina Triulza, il Padiglione della Società Civile, ha organizzato per il 21 giugno un grande evento che celebra lo yoga come un'energia che contribuisce a nutrire il Pianeta, in piena adesione con il Tema di Expo Milano 2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. L’incontro, organizzato nella mattinata di domenica, introdurrà al pubblico il mondo dello yoga con una sessione di Yoga Kundalini che consentirà ai visitatori di praticare direttamente all’interno del Sito Espositivo e di sperimentare l’unità con se stessi e con la natura.
 

Martin Bloem. In Indonesia ho capito che volevo lavorare per garantire un’alimentazione giusta ai bambini del mondo

Sostenibilità / -

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Martin Bloem è il responsabile del settore Politiche per la nutrizione e l'HIV del World Food Programme delle Nazioni Unite. Ci spiega come l’alimentazione influisce sulla società e ci racconta di quando in Indonesia, guardando una bambina prendersi cura del fratellino, ha capito quale sarebbe stata la sua missione: fare in modo che i bambini possano crescere bene e in salute.

Ha partecipato all'incontro promosso da Coop a Expo Milano 2015 dal titolo "Mangiare è un atto politico". In che senso mangiare è un atto politico? 
So che Expo Milano 2015 si sta concentrando molto sui sistemi alimentari sostenibili e diete sostenibili ma io vengo dal background della sottonutrizione, che è ancora un grosso problema nel mondo. Si parla di circa 780 milioni di persone che soffrono la fame, ma se si guarda da un punto di vista sottonutrizione, l’arresto della crescita è un grosso problema. Nel 24 per cento dei bambini la crescita è arrestata, il che significa che non sono abbastanza alti per la loro età. Si potrebbe chiedere perché l’altezza conti così tanto. Be’, importa molto perché è un segnale di sottosviluppo, per lo sviluppo del cervello e lo sviluppo degli organi: molti di questi bambini non potranno mai crescere e svilupparsi in modo ottimale. Ed è per questo penso che dobbiamo essere molto critici rispetto al futuro perché in Occidente e in alcuni altri luoghi nei Paesi a medio reddito abbiamo un eccesso di nutrizione. La sovranutrizione causa l'aumento dei costi, è un fattore di stress per l'ambiente, ma la sotto nutrizione porta a uno scarso sviluppo e la morte. Non possiamo isolare entrambi i problemi, ma dobbiamo affrontarli in maniera congiunta.

Tuttavia , abbiamo bisogno di pensare al futuro della Terra . Il consumo di carne e la produzione di carne , non è molto efficiente, ma questo non significa che tutti dovremmo essere vegetariani. Dovremmo avere più equità nella assunzione di cibo? Sì, penso che dovremmo. Dovremmo preoccuparci di più per i rifiuti? Sì, assolutamente. Ci sono un sacco di cose che possiamo fare, ma è complesso e abbiamo bisogno di affrontare le questioni in modo diverso. Ad esempio, i giapponesi e diete italiane sono due delle più sane del mondo , quando si tratta di malattie cardiovascolari. Potremmo adottare elementi di queste diete. È un problema complesso, ma dobbiamo pensare come una comunità globale e aperta alla discussione, comprendere la diversità dei problemi e non essere troppo ideologici.
 
Perché la nutrizione ha tanta importanza nel trattamento di persone che vivono con l'HIV?
L’HIV è ancora un grosso problema. Ci sono ancora 35 milioni di persone che sono attualmente sieropositive e solo la metà riceve un trattamento. Tuttavia, se non si riconosce di essere sieropositivi, e circa il 40 per cento delle persone non è a conoscenza, i globuli bianchi diventano sempre più in bassi e questo porta ad infezioni opportunistiche come le tubercolosi, ed è così che si definisce l'AIDS. Questo porta alla malnutrizione. Cerchiamo di garantire che i pazienti ricevano cibo nutriente in modo che abbiano lo stesso tasso di sopravvivenza di quelli che sono ben nutriti quando sono sottoposti al trattamento. Poi c'è il tema della sicurezza alimentare. La fame è uno dei motivi per cui le donne fanno sesso occasionale. Hanno fame , non sanno come affrontarla, hanno bisogno di soldi extra. Quindi, sostenendo la sicurezza alimentare e la nutrizione a livello familiare, si mette in pratica la prevenzione e anche l'accesso ai sistemi sanitari funziona molto meglio.
 
Lei nato e cresciuto in Olanda, ma i suoi genitori vengono dall'Indonesia. Pensa che la sua scelta di studiare e lavorare in questo campo siano legate in qualche modo alle sue radici?
Ho sempre voluto lavorare in Asia. Volevo tornare in Indonesia e sono riuscito a tornarci e a lavorare lì per quasi dieci anni. Così, naturalmente, c'è stata un’influenza del mio passato, delle mie radici. Ricordo ancora quando ho lavorato in Bangladesh per sei anni, quando mio figlio aveva circa quattro anni. Un giorno andai nel mio ufficio, e di fronte c’era questa bambina di circa quattro anni, la stessa età di mio figlio. Teneva il suo fratellino in braccio, avrà avuto al massimo un anno. Mi ha fatto capire che mio figlio ha avuto tutte le possibilità, questa bambina no. Mi ha fatto piangere, mi ha fatto capire che questo è quello che dovevo fare: fare in modo che questi ragazzi abbiano una buona vita. Naturalmente nella vita si vedono molte cose, ma questi momenti così intensi rimangono impressi per sempre.
 
Sta dedicando la sua carriera e la sua vita a migliorare l'efficacia dei programmi di salute pubblica e la nutrizione attraverso la ricerca applicata. Ha visto alcuni miglioramenti nell'affrontare la malnutrizione negli ultimi anni?
Quando ho iniziato la mia carriera in Bangladesh nel 1988 avevamo un tasso di quasi l’80 per cento di sottonutrizione, con i problemi di arresto della crescita e sottopeso. Quando ho lasciato l'Asia nel 2005 e mi sono unito al WFP si era abbassato al 38 per cento: una forte riduzione, ancora lontana dall’essere ottimale, ma è una grande differenza. Abbiamo visto un calo della mortalità infantile, ma non basta. Un mio amico una volta ha fatto un buon commento. Ha detto che 100 o 150 anni fa, quando la gente parlava di schiavitù, la gente pensava che fosse un diritto avere schiavi. Ora, questo è completamente inaccettabile. Allo stesso modo ora è il momento di non accettare più la fame e la malnutrizione. L’alimentazione e la nutrizione sono così importanti e dobbiamo avere approcci sostenibili. Spero di vedere questo cambiamento nella mia vita.
 

La malnutrizione delle gestanti causa il 50% delle morti infantili

Economia / -

Saraswoti, una ragazza nepalese di 18 anni, alla seconda gravidanza
© Bijai Gajmer per Save the Children

Un’alimentazione povera durante il concepimento, la gravidanza e l’allattamento accresce la possibilità di ritardi nello sviluppo del neonato. Per questo, agendo sul benessere delle mamme, Save the Children preserva anche i loro bambini.

“Saraswoti ha solo 15 anni e ha già portato a termine la sua seconda gravidanza. È sposata con Galiram (di 35 anni) ed è mamma di una bellissima bambina nata però prematura, con un peso di 1,9 kg. Ecco perché durante la sua seconda gravidanza, questa mamma giovanissima aveva bisogno della massima assistenza. La sua prima gravidanza, a soli 13 anni, l’aveva vista soffrire molto di dolori addominali dal sesto mese in poi. Partorì naturalmente e precocemente il suo bambino che, dopo pochi colpi di tosse, morì immediatamente. Tra i vari fattori che non hanno permesso al bambino di sviluppare gli organi durante la gestazione, c’era la scarsa alimentazione della mamma, fatta solo di riso e lenticchie”.
Il racconto di Sandesh, operatrice di Save the Children in Nepal, è una situazione molto comune in tante parti del mondo. La malnutrizione è infatti la concausa di almeno il 50% delle morti infantili entro i cinque anni. È quindi possibile migliorare la salute del bambino anche indirettamente, intervenendo sul benessere fisico della mamma. Se la madre sta bene, le possibilità che la gravidanza proceda nel miglior modo possibile aumentano. “Con la seconda gravidanza, Saraswoti ha potuto cambiare decisamente direzione – prosegue il suo racconto Sandesh -. La ragazza aveva imparato a prendersi il giusto riposo e ad aver cura di sé e della propria alimentazione per non rischiare più la sua vita e quella del suo bambino”.
 
 
La malnutrizione e il suo costo
Ma non è sempre così. Nella maggior parte dei Paesi in cui Save the Children opera, la malnutrizione è un fenomeno molto diffuso.
Una nutrizione povera durante il concepimento, la gravidanza e l’allattamento può accrescere la possibilità di ritardi nella crescita fetale già in fase uterina, provocando danni che si estendono poi per l’intero ciclo vitale. Tra questi lo stunting, un processo di ritardo o blocco della crescita che inizia proprio nell’utero e continua per i primi due anni di vita del piccolo. In Stati come lo Zambia, dove la percentuale di malnutrizione è molto alta (si attesta attorno al 48%) e le donne hanno poco accesso alle cure prenatali, i casi di stunting nei bambini sono altissimi (45%), così come i dati relativi alla mortalità infantile. Nel Paese, solo lo scorso anno, si registravano circa 87 morti ogni 1.000 nati vivi.
Ci sono poi le conseguenze di lungo periodo, alla base di un grave circolo vizioso. I problemi nello sviluppo cognitivo, frequenti nei bambini affetti da stunting, compromettono l’istruzione dei piccoli in età scolare e generano una futura perdita di forza lavoro, di capacità produttiva, perpetuando uno stato di povertà in genere già molto diffuso in Paesi che vivono queste condizioni. Si stima che i costi legati alla malnutrizione ammontino, globalmente, a circa 30 miliardi di dollari l’anno.
 
 
 

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