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Koel Mallick. L'Italia ha ricevuto in dono tanta bellezza, la porterò con me in India

Lifestyle / -

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Andrea Mariani © Expo 2015

Dall'India a Expo Milano 2015 per girare un musical. La celebre attrice indiana è stata in visita a Expo Milano 2015 per girare alcune scene del film "Besh Korechi Prem Korechi", che uscirà nelle sale in India ad agosto. Koel adora l'Italia, in particolare Venezia, e le scenografie di questa Esposizione Universale l'hanno davvero colpita. Di questa sua esperienza di lavoro sul Sito Espositivo serberà nel cuore il colore rosso, che rappresenta l'amore.

Ci racconta le sue prime impressioni su Expo Milano 2015? Le piace?
Certamente! È stato fantastico quando abbiamo scoperto che avremmo girato qui le riprese per il film e questa esposizione è un avvenimento eccezionale. Ci sono persone da tutto il mondo che aspettano di venire a Milano e per mostrare il loro cibo migliore a tanti Paesi. Ad esempio, ho appena mangiato del cibo coreano dal Padiglione coreano e il posto era pieno di gente, così come il Padiglione del Vietnam che è qui accanto. I Paesi che sono presenti offrono quello che hanno di meglio ai visitatori. È fantastico essere qui ed è un vero piacere interagire con così tante persone.
 
Che emozioni ha provato quando ha scoperto che il suo film sarebbe stato girato qui?
Vede, in realtà siamo venuti molte volte in Italia per girare, ma quando abbiamo scoperto che questa volta ci sarebbe stato Expo Milano 2015 ero molto emozionata perché ne ho sentito parlare per così tanto tempo. Avevo molte aspettative e ciò che vedo ora supera le supera di gran lunga.
 
Mi fa piacere. Le piace l'Italia? Quali paesi ha visitato a parte Milano?
Sono stata a Venezia e a Roma. Venezia  è bellissima! Voglio dire, non renderei giustizia all'Italia nemmeno con tutti gli aggettivi del mondo! Perché credo che Dio sia stato molto gentile e generoso con l'Italia e con la sua gente dandole così tanta bellezza. Questo posto è altrettanto magnifico.
 
Un'ultima domanda. Quale frammento, quale immagine, quali colori porterà nel suo Paese? Cosa porterà per sempre nel cuore di questa esperienza a Expo Milano 2015?
Certamente  il colore rosso. Perché credo che il colore rosso sia associato all'amore. E quando ritornerò nel mio Paese porterò molto amore dall'Italia con me, che sarà rosso!
 
 
 

10 cose che non sapevi sulle formiche

Sostenibilità / -

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Il loro aspetto mite e generoso è riservato agli afidi e alle sorelle mentre la maschera feroce viene mostrata ai membri delle colonie vicine. Sono le formiche, questi formidabili insetti che da milioni di anni vincono la dura lotta alla sopravvivenza grazie a uno stratagemma geniale (che noi abbiamo copiato): la cooperazione.

Sono stati i primi agricoltori della storia della vita
Nel buio profondo del loro formicaio adibiscono una camera all’interno della quali il terreno viene smosso e quindi messo a dimora del micelio di un fungo. Si passa quindi alle cure colturali come l’irrigazione e la raccolta. Il fungo serve a nutrire la colonia durante i mesi invernali e bilancia la dieta di queste guerriere apportando preziosi Sali minerali.
 
Sono stati i primi allevatori della storia della vita
Le operaie, essendo sono ghiotte della melata (sostanza zuccherina emessa dagli afidi e dalle cocciniglie), allevano questi insetti: li trasportano con le loro mandibole verso i pascoli da sfruttare (i getti freschi delle piante), li difendono dai lupi del prato (le coccinelle) e, durante l’inverno, li ospitano in una sorta di stalla nel loro nido.
 
Mamma formica fornisce la tradizionale dote a sua figlia prima del volo nuziale
La dote consiste in un pezzetto di fungo da coltivare nella nuova casa della figlia e verrà usato per nutrire le nipotine della regina.
 
Gli zombie esistono davvero, ma solo nel mondo delle formiche
Un fungo, chiamato foride, infetta il corpo della formica propagandosi anche nel cervello. La formica ammalata si trasforma in una sorta di “morto vivente” che vaga per la foresta equatoriale. Ad un certo punto, mossa da uno stimolo misterioso, sale sopra ad un filo di erba e aspetta di essere mangiata da un uccello di passaggio. Il volatile provvederà, con le sue feci, a diffondere le spore del fungo “zombifero”.
 
Alcune specie di Acacia (A. cornigera, A. sphaerocephala) possiedono delle grandi spine cave che secernono, all’interno, del nettare extrafiorale
Alcune colonie di formiche, attirate sia dal cibo e sia dal riparano, si stabiliscono all’interno delle spine. Per pagare l’affitto, le formiche difendono le acacia dai grandi erbivori: se una giraffa si azzarda a brucare le foglie di questa pianta, una agguerrita legione di soldati fuoriesce dalle spine per sferrare un attacco alle cavità nasali dell’erbivoro. Dopo sonori starnuti, la battaglia viene vinta dalle formiche e la giraffa si dirige su altre piante.
 
Per costruire il formicaio usano... la testa
Alcune formiche usano letteralmente la testa per costruire la porta del formicaio. Gli individui guerrieri, dotati di un capo piuttosto grande, si stabiliscono all’entrata del formicaio e lo tappano con le loro grandi teste. I nemici non possono passare mentre le operaie del nido vengono riconosciute dai guerrieri dall’odore. Se la parola d’ordine olfattiva è quella giusta, i guerrieri spostano la loro enorme “zucca” lasciando passare la sorella.
 
Quando tornano vittoriose lasciano la scia
Le formiche esploratrici al ritorno da una missione con esito positivo, rilasciano una scia odorosa lungo il cammino verso casa. Grazie a questo odore le operaie troveranno la fonte di cibo.   E’ per questo motivo che spesso si vedono le formiche viaggiare in fila indiana: stanno riconoscendo la pista. 
 
Sono schiaviste
Le regine di alcune specie del sud degli stati uniti penetrano  in un formicaio “straniero” e uccidono la regina. Dopo il colpo di stato, la formica invasore si cosparge il corpo con le membra della vittima assumendone l’odore e quindi il comando. Le operaie della colonia invasa, scambiando la nuova regina per la vecchia, si prenderanno cura dell’usurpatrice e dei suoi figli.

In molti le mangiano
In molte parti del mondo le formiche vengono utilizzate come cibo. In Messico, per esempio, si usano le larve e le pupe di alcune formiche per cucinare un ottimo piatto chiamato “Escamoles” tutelato anche dalla Fondazione Slow Food. Le larve e le pupe vengono cotte con del peperoncino e della cipolla assumendo un gusto simile a quello degli anacardi.
 
Sono regine d'apnea
Le formiche sono delle ottime apneiste riuscendo a stare sott’acqua anche per 24 ore.

Partecipare a Expo Milano 2015 significa anche  poter approfondire i temi legati all'agricoltura e alla biodiversità. In particolare l'Area Tematica Biodiversity Park sarà il luogo ideale per sperimentare la bellezza della natura attraverso installazioni, interazioni digitali, applicazioni e performance.
 

Edi Rama. Il Padiglione dell’Albania sarà una delle sorprese più belle di Expo Milano 2015

Cultura / -

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© Reynaldo Paganelli/NurPhoto/Corbis

Riscoprire gusti originari e dimostrare che la produzione sostenibile è possibile, basta lavorare sodo, coinvolgendo i giovani in progetti di crescita. Il Primo Ministro dell’Albania Edi Rama racconta il messaggio con cui l’Albania vuole contribuire a rendere indimenticabile Expo Milano 2015.

Quale sarà il messaggio che l’Albania lancerà al mondo durante Expo Milano 2015?
Sarà un messaggio semplice ma peculiare, che fa riferimento ai valori da cui scaturisce il gusto e l'atmosfera in cui le persone godono del buon cibo. Io preferirei non svelare troppi dettagli del nostro Padiglione, ma credo che sarà una delle più belle sorprese di Expo Milano 2015. Ci concentreremo sulla scoperta di quei sapori che risalgono alle origini del Paese e a cui si ha voglia di ritornare, sapori speciali perché hanno qualcosa di profondo, di specifico di quel luogo, ma allo stesso tempo di prezioso per le giovani generazioni di tutto il mondo.
 
Quali politiche il suo Governo sta mettendo in  atto per una produzione sostenibile?
Stiamo lavorando sodo per dimostrare agli investitori stranieri i vantaggi di produrre in Albania, un Paese nel cuore dell’Europa che garantisce costi competitivi. Abbiamo adottato una serie di misure che permettono una prevedibilità economica e l’instaurazione di partnership tra gli investitori e il Governo. Il processo di modernizzazione, partito dall’amministrazione fiscale e doganale, si è rivelato un incentivo cruciale per favorire la produzione e gli investimenti nel Paese. Il governo sta costruendo un nuovo modello economico di crescita basato sull'occupazione. Per noi la formazione professionale è la parola chiave della produzione sostenibile. Il nostro Paese ha una popolazione giovane che, attraverso un efficace sistema di formazione professionale, è in grado di fornire un importante vantaggio competitivo e garantire una produzione sostenibile.
 
L’Albania farà parte del Cluster Bio Mediterraneo insieme ad Algeria, Egitto, Grecia, Libano, Libia, Malta, Montenegro, San Marino, Serbia e Tunisia. Quali azioni i Paesi del Mediterraneo devono realizzare per raggiungere l’obiettivo di Nutrire il Pianeta nel futuro? Quale sarà il contributo dell’Albania?
Una delle mie prime visite come Primo Ministro è stata in Puglia, dove abbiamo discusso di forme innovative di cooperazione incentrate sulla valorizzazione del territorio. Penso che sia molto importante, in questa macro-regione, decentralizzare la produzione favorendo la cooperazione e la collaborazione tra realtà locali di diversi Paesi. Grazie a questo modo di lavorare si potrà far conoscere al mondo lo straordinario insieme di valori - diversi, ma armoniosi - che rendono il cibo un'esperienza che nutre la speranza e la convivenza tra i popoli. L'Albania ha molta energia e una tavolozza unica di sapori locali da offrire alla cooperazione mediterranea. Credo che l'Albania abbia molto da dire sulla convivenza, valore che rende il cibo un mezzo di gioia, pace e prosperità. Dal mio punto di vista, il Mediterraneo rappresenta un luogo unico, in grado di contribuire al nutrimento sostenibile delle nuove generazioni, apportando valori che possono essere “assorbiti” e interiorizzati anche attraverso sapori deliziosi.
 
L’ospite non è l’invitato, è colui che arriva inatteso. L’ospitalità è ancora oggi un valore sacro in Albania? Come si esplicita nel momento del pasto?
Gli albanesi dicono: "Shtëpia është e Zotit dhe e Mikut", che significa “La mia casa appartiene a Dio e all’ospite”. È seguendo questa filosofia che, una volta in tavola, il cibo migliore viene sempre offerto all’ospite, anche se non si è in grado di offrire lo stesso alle persone di casa. La precedenza viene sempre data all’ospite, che non dovrebbe mai capire se la famiglia ospitante possa permettersi, quel giorno o ogni altro giorno, di mangiare cibo di quella stessa qualità o di qualità migliore. Una volta in tavola non importa cosa si stia mangiando, bisogna essere andare adagio e essere più lenti rispetto all'ospite, in modo da non mettere alcuna fretta e fare in modo che possa godere del pasto. Questi sono alcuni dei valori fondamentali delle famiglie albanesi, trasmessi attraverso i secoli nella vita quotidiana e che ci rendono ciò che siamo, indipendentemente da ciò che abbiamo.   
 
L’Albania è stata per secoli crocevia di culture diverse. Questo scambio in che modo ha arricchito il vostro patrimonio di sapori e saperi?
Questa è una domanda molto interessante per tutti coloro che vogliono scoprire un luogo unico, ricco di bellissimi mosaici di valori, colori e sapori. Venite a provare voi stessi, trovate la vostra personale strada per vivere l’Albania. Non è qualcosa che si può esprimere a parole… è qualcosa che si deve vivere in prima persona e che ti rimane dentro.
 
L’arte della pizza napoletana è stata proposta per diventare patrimonio immateriale dell’Unesco come simbolo del Made in Italy. Quale piatto o specialità albanese candiderebbe e vorrebbe che fosse conosciuto in tutto il mondo?
Non credo sia necessario sceglierne uno soltanto. Quando si parla di cibo sono molti i simboli del Made in Italy e penso valga anche per gli ingredienti, i cibi e le tradizioni dell’Albania.
 

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