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Insetti, alghe, meduse e carne sintetica. Chi li assaggerebbe e chi no

Lifestyle / -

Indagine Doxa per Coop Italia

C'è chi è più propenso ad assaggiare insetti, e chi è più scettico su Ogm e carne sintetica. E poi, sono i brasiliani, i cinesi o gli italiani a cercare più cibo genuino e bio? Da una ricerca Doxa per Coop Italia emerge un quadro molto variegato della propensione che i cittadini di diversi Paesi hanno nei confronti dei nuovi cibi. E sono molte le sorprese sulle reazioni che generano questi cibi sorprendenti e sulle aspettative dei visitatori di Expo Milano 2015.

Nel piatto del futuro troveremo, forse, insetti, alghe e microalghe, meduse, pillole e carne sintetica, ma non mancheranno cibi dalle proprietà nutrizionali bilanciate, studiate micrometricamente. Ogni persona, legata com’è alle proprie tradizioni, consuetudini e mentalità, si pone in modo diverso di fronte ai possibili menù del 2050, in forza dei legami a stili e culture nazionali, regionali o locali. Ma se dal presente ci si muove verso il domani si registrano imprevedibili risultati, con allineamenti e oscillazioni dai più temerari ai più reazionari.
 
I dati principali della ricerca Doxa per Coop Italia
Su un grande tema come quello di Expo Milano 2015, "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita", si sono messi al lavoro istituzioni ed esperti di tutto il mondo, ma è evidente che su un argomento tanto fondamentale per il futuro dell'umanità non si può non tener conto di quello che pensano i cittadini. Che, a quanto pare, cercano rassicurazioni, visto che il 60% teme la possibile manipolazione del cibo, ed il 53% è preoccupato per un pianeta sempre meno controllabile o sull'orlo del precipizio ambientale. Ma, secondo l'indagine Doxa presentata da Coop Italia a Expo Milano 2015 condotta su otto grandi Paesi del mondo, c’è molta aspettativa per il cibo verde, bio e… a base di insetti e alghe (con molti distinguo).
 
Molti e interessanti i dati emersi dall’originale ricerca "Cibo di oggi, cibo di domani" realizzata da Doxa, che ha messo a confronto le opinioni dei cittadini di otto Paesi del mondo (Italia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Russia, Cina, India e Brasile) presentata da Coop Italia ad Expo, il 25 maggio, nel "Future Food District" di Coop Italia.
 
Durante la ricerca sono stati messi a confronto i cittadini di otto Paesi del mondo: Italia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Russia, Cina, India e Brasile. 
 
Secondo l'indagine condotta attraverso 6.400 interviste realizzate a persone tra i 18 e i 54 anni, i più eclettici e aperti al cambiamento del gusto in futuro saranno gli Indiani, i cinesi e i brasiliani, ma anche un 70% di italiani potrebbe provare il cibo in pillole e il 44% dei nostri connazionali non si tirerebbe indietro davanti a un insetto. A fronte di ciò, per tutti prevale comunque la paura sula possibile manipolazione del cibo (il 60%) e il timore per un pianeta sempre meno controllabile o sull'orlo del precipizio ambientale (53%). Il 43% indica invece come la sua paura più grande sia un cibo troppo costoso.
 
L’indagine Doxa per Coop  Italia “Cibo di oggi, Cibo di Domani”, cifra per cifra
Grazie all’iniziativa di Coop, il futuro del cibo è raccontato dai desideri, dalle aspettative, dai timori dei cittadini del mondo nella consapevolezza che il cibo sia di tutti e che vada amministrato sapientemente attraverso le piccole scelte quotidiane per poterlo salvaguardare.
 
Alla domanda: “solitamente quante volte alla settimana consumi..?”, i cittadini di questi Paesi hanno riportato le loro abitudini alimentari. La media settimanale premia per primi la verdura (4.9), i carboidrati (4.7), la frutta (4.6), la carne e i dolci (4.0), i formaggi e i latticini (3.6), le uova (2.6) e il pesce (1.7). In Italia, Cina, India e Brasile è molto alta la media settimanale di consumo di carboidrati, mentre in Russia, Cina e Brasile è elevata la media settimana di consumo di carne. Per quanto riguarda l’abitudine a consumare formaggi e latticini, i Paesi con una media settimanale di consumo più alta sono la Germania e gli Stati Uniti, mentre le uova sono consumate maggiormente in Cina e in India. Il più alto consumo di frutta e verdura si registra in Italia, Cina e India, il più basso negli Stati Uniti.
 
Tempo dedicato al cibo
In Brasile, India, Russia e in Italia, dedicano più tempo alla cucina rispetto agli Stati Uniti, alla Cina, alla Germania e al Regno Unito (la media totale è di 1,3 ore al giorno).  Per quanto riguarda la preparazione degli alimenti prevalentemente a casa, i Paesi che si distinguono maggiormente sono la Russia, l’India, il Brasile, l’Italia e la Cina (la media totale è di 5,4 volte alla settimana). I Paesi meno abituati a mangiare a casa sono la Germania, il Regno Unito e gli Stati Uniti d’America.
 
I luoghi del cibo
I Paesi che utilizzano maggiormente la formula take away sono l’India, la Cina e gli Stati Uniti d’America (la media totale è di 1,3 volte alla settimana), mentre si mangia mediamente più spesso fuori casa in Brasile, in Russia, negli Stati Uniti e in Cina (la media totale è di 2,8 volte alla settimana).
 
Cibo etnico
L’80% del campione totale consuma cibo etnico. La scelta avviene più spesso in Germania, in Inghilterra e negli Stati Uniti, mentre si distinguono per le scelte più “conservatrici” l’Italia, Brasile e Russia.
 
Stili alimentari nel mondo
Il 45% del totale campione segue uno stile alimentare. I più seguiti sono la tradizione e la tipicità. In India è forte il significato religioso dato al cibo dove il vegetarianesimo è seguito maggiormente che nel resto del mondo, mentre in Brasile e in Italia si tendono a scegliere alimenti di qualità e legati al territorio. Il reducetarianesimo, che tende a ridurre il consumo di carne dalla dieta. è seguito principalmente in Cina e in Germania.
 
La territorialità dei cibi
I Paesi dove si consumano mediamente più spesso prodotti tipici locali sono l’Italia, la Germania e il Brasile, mentre il Paese che meno legato alla tradizione alimentare del territorio sono gli Stati Uniti d’America. Grande sicurezza e controllo in Cina, mentre in Germania si privilegiano gli alimenti biologici e naturali. Grande attenzione in India, Germania e Regno Unito ai vegetariani e ai vegani.
 
Il significato del cibo
Per la maggior parte dei Paesi, il cibo è nutrimento (56%), seguono piacere (46%), salute (46%) e convivialità (30%). Per gli italiani, i tedeschi e gli inglesi è un piacere, mentre per i russi è soprattutto un bisogno. Per i cinesi è necessario mangiare bene per rimanere in salute, mentre in India l’alimentazione è prevalentemente un modo con cui entrare in relazione con il divino.
 
Il futuro del cibo
Per il 32% del campione, tra trent’anni il futuro del proprio Paese sarà migliorato. Per il 15% sarà “decisamente migliorato. Sul futuro sono ottimisti soprattutto in Cina, India e Russia, mentre molto meno ottimismo si riscontra in Germania e in Italia. Più consapevoli del cambiamento in atto sembrano essere gli indiani, i cinesi e i brasiliani.
 
Tecnologia e futuro
Per la maggior parte degli intervistati, soprattutto in Russia e in Cina, l’avvento delle nuove tecnologie sarà il vero motore del progresso nel campo dell’alimentazione. Seguono i cambiamenti climatici (per Brasile e Italia), l’inquinamento (soprattutto per gli italiani e i russi), la disponibilità delle risorse naturali (Cina e Stati Uniti), i cambiamenti negli stili di vita (per India e Brasile), la globalizzazione (per la Cina), l’aumento della popolazione mondiale (Regno Unito), i processi di lavorazione dell’industria (per tedeschi e russi) e la maggiore informazione (per gli indiani).
 
La dieta del futuro
Il consumo di carboidrati aumenterà per gli italiani, i tedeschi, gli inglesi, gli americani, i russi, gli indiani e i brasiliani, ma sarà stabile per i cinesi (totale +4,7). Diminuirà il consumo di carne e di pesce in Germania e nel Regno Unito, mentre aumenterà quello di pesce in Cina e quello di carne in Brasile (totale carne =4,00; totale pesce =1,7).  Si alzerà il consumo di formaggi e latticini in Cina e in India, mentre il consumo di frutta e verdura rimarrà stabile in Italia e in Brasile, mentre aumenterà in tutti gli altri Paesi interessati dall’indagine . Il consumo di dolci aumenterà in Italia, Germania e Brasile (totale +4,00).
 
Gli stili alimentari diventano globali
Cresce il consumo di prodotti tipici in Cina e in India e la necessità di acquistare prodotti con una certificazione di qualità, sani, biologici o dietetici in tutti i Paesi coinvolti nell’indagine.
Inoltre, le culture alimentari del futuro saranno sempre più interagenti tra loro (soprattutto per gli italiani e i tedeschi).
 
Cadono i tabù alimentari
I più eclettici a riguardo sono i tedeschi, i cinesi e i brasiliani. Aperture sugli insetti dai tedeschi e dai cinesi, più chiusi i brasiliani. I più predisposti al cambiamento sul cibo stampato a casa in 3D, in laboratorio o in merito all’ipotesi di alimentarsi in pillole sono i cinesi, gli indiani e i brasiliani. Aperti gli italiani, i russi e i cinesi sulle alghe.
 
Le parole del cibo del futuro
Di una serie di coppie di parole opposte che meglio di tutte descrivono il cibo del futuro (es. abbondanza/carenza; tradizione/innovazione), i vocaboli che meglio illustrano le posizioni dei Paesi sono necessario/superfluo, globale/locale, nutrimento/piacere, razionale/emotivo, omologazione/differenziazione, salute/malattia, bene economico/bene comune, sicuro/pericoloso, carenza/abbondanza, vegetale/animale, fresco/conservato, individuale/sociale, innovazione/tradizione, fuori casa/in casa, preoccupazione/tranquillità e standardizzato/diversificato.
 
Il cibo del futuro
Il cibo del futuro sarà pratico, veloce, bilanciato, sarà meno fresco e gustoso di quello di oggi e sarà più caro. Sarà tecnologico e in grado di mantenerci in salute. Si perderanno piacere, tradizione e convivialità.
 
Scarsità di cibo
Prevale la consapevolezza che la disponibilità di cibo potrebbe ridursi in futuro (46%). I cinesi e gli indiani sono i più ottimisti. Per loro, la disponibilità sarà maggiore (61% e 43%), mentre per i brasiliani sarà minore (69%). Nei Paesi occidentali prevale il timore che il cibo di qualità diventerà poco e riservato ai ricchi.
 
Le paure più grandi sul cibo del futuro
Per il 60%, la manipolazione del cibo è il timore più grande, seguono l’inquinamento ambientale (53%), il cibo troppo costoso (43%) e la carenza di cibo (37%).
 
Il supermercato del futuro
Dovrà garantire maggior vicinanza al prodotto, dovrà consentire di conoscerne la filiera e dovrà essere un luogo con piccole serre con prodotti freschissimi.
 
 

Un nuovo impianto solare dà acqua a un’intera regione del Camerun

Innovazione / -

Un nuovo impianto solare dà acqua a un’intera regione del Camerun
© Snec

Un pionieristico sistema di distribuzione dell’acqua alimentato a energia solare darà accesso all’acqua in tutta la regione dell'Estremo Nord del Camerun. L’area è tormentata da una siccità endemica, da problemi sanitari e igienici legati proprio alla pessima qualità della poca acqua finora disponibile nonché dalla pressione dei 16.000 rifugiati degli attacchi di Boko Haram.

In un’area in cui le reti elettriche sono fatiscenti, se non inesistenti, per non parlare delle condutture idriche, un impianto di nuova concezione alimentato a energia solare rifornirà d’acqua un’intera regione, ll’Estremo Nord del Camerun. Un esempio di applicazione di una tecnologia sostenibile adottata non solo e non tanto per scelta, quanto per necessità. 
 
Dalle colline a un’intera regione assetata, grazie al sole
Lo schema dell’impianto costruito in Camerun prevede che l’acqua venga raccolta in un bacino costruito nella zona collinare collegato da nuove tubature sotterranee a una serie di pozzi e serbatoi delle comunità locali. In questo modo innanzitutto si riduce drasticamente la distanza necessaria che le donne - tradizionalmente di questo incaricate - devono coprire per approvvigionarsi di acqua, tra l’altro sicura e non malata. Inoltre, l’intero impianto di pompaggio è alimentato da energia solare, da pannelli fotovoltaici.
 
“La scarsità di acqua potabile in quest’area è sempre stata uno dei maggiori problemi problemi a causa della conformazione montagnosa ma arida della zone - ha dichiarato Emmanuel Nganou Djoumessi, ministro dell’Economia del Camerun - quindi per il governo è diventato imperativo investire in questo sistema di raccolta e distribuzione dell’acqua a energia solare”.
 
Attualmente l’azienda idrica di stato, la Snec, riesce a rifornire a malapena la città di Mokolo, nell’area di Diamare. Ciò significa che solo il 20 per cento dei cittadini di tutta la regione ha accesso all’acqua potabile. Questo nuovo impianto porterà acqua a tutto il restante 80 per cento.
 
Il bacino sulle colline è di 2.500 metri cubi. I pannelli solari alimentano le pompe che spingono l’acqua verso sei villaggi, tra cui quello principale di Mindif. Nei villaggi ci sono poi oltre 40 serbatoi sotterranei e pozzi, dai quali la preziosa risorsa potrà essere prelevata attraverso pompe a mano: comuni, pratiche e di facilissima manutenzione. In partnership con diverse organizzazioni, il governo del Camerun annuncia di avere in costruzione circa 1.000 piccoli pozzi. Il costo di ognuno è di 8 milioni di CFA, ovvero 16.300 dollari.
 
Un grande aiuto per le donne, l'agricoltura e la salute
I coltivatori del villaggio di Mindif hanno accolto l’entrata in funzione dell’impianto come una benedizione dal cielo. “Io credo che questo impianto - ha dichiarato alla Reuters il contadino 60enne Bouma Ibrahim - sia la risposta alle nostre preghiere perché le nostre donne e le bambine, che hanno il ruolo di portarci l’acqua, hanno da percorrere enormi distanze sotto la calura del sole per trovare acqua. E ora è accanto a noi”. Anche la coltivazione e la commercializzazione del “bil bil”, varietà locale di miglio, saranno agevolate dalla disponibilità di fonti irrigue a poca distanza.
L’agricoltura oggi occupa il 70 per cento della forza lavoro camerunense, genera il 42 per cento del Pil e il 30 per cento dei profitti dalle esportazioni. Il miglioramento della qualità dell’acqua non solo favorirà agricoltura e ricchezza, ma diminuirà le malattie che hanno colpito l’intera regione negli ultimi tre anni: dal 2012 ci sono state ricorrenti epidemie di colera, e quella del 2013 (oltre ad aver avuto un tasso di mortalità del 7 per cento secondo l’Unicef) si è poi propagata in Paesi vicini, Ciad, Repubblica Centroafricana, Nigeria e Niger. “A parte la scarsità idrica e le pessime condizioni igieniche, l’insicurezza causata dalle pressioni dei rifugiati dagli scontri tra gli insorti di Boko Haram e l’esercito del Nordest della Nigeria ha aggravato la povertà in tutta la regione" ha spiegato il rappresentante Unicef Felicite Tchbindat. Secondo un rapporto di marzo Unhcr, nella regione ci sono almeno 16.000 rifugiati nigeriani.
 
Molti villaggi dipendono esclusivamente dall’agricoltura e dall’allevamento, entrambi settori tremendamente colpiti dalla siccità
Se l’entrata in funzione dell’impianto solare di distribuzione dell’acqua sarà un successo, si potranno progettare ulteriori impianti per scopi agricoli. “Grazie a questo progetto - conferma Essimi Menye, ministro dell’Agricoltura del Camerun - molti altri schemi di irrigazione sia per piccoli proprietari terrieri, sia per più vasti appezzamenti di terreno, potranno essere presi in considerazione. Siamo pronti a supportare simili iniziative per spingere l’agricoltura nel Nord del Paese”.
 
La lotta alla sete nel mondo è uno dei temi chiave di Expo Milano 2015, in cui ogni Paese espone il meglio delle proprie soluzioni per affrontarla.
 

Carrying capacity. Cosa succede quando una città cambia dieta

Lifestyle / -

ida r2 quando citta cambia dieta
© B.S.P.I./Corbis

La città si espande in funzione dell’incremento demografico, questa crescita è sostenibile solo se limitata dalla carrying capacity. Intervenire sull’alimentazione è una soluzione. La ricerca scientifica dimostra che la dieta vegetariana è più sana per l’uomo e per l’ambiente che lo circonda.

L’espansione urbana è in funzione dell’incremento demografico. La realtà dei fatti dimostra una continua erosione del terreno agricolo finalizzata all’edilizia, spesso speculativa. Nel futuro non sarà necessario interrompere drasticamente le opere di urbanizzazione solo se queste verranno pianificate in relazione alla soglia della carrying capacity. 
 
Il rapporto tra città e campagna
La città e la società urbana traggono nutrimento e risorse dal rapporto con la campagna. Salvaguardare il suolo è essenziale per la sopravvivenza della nostra società sotto molti aspetti, primi fra tutti la tutela ambientale e la sicurezza alimentare. Il diritto fondamentale all’alimentazione con prodotti sani è supportato dal progetto inglese Sustainable Food Cities Network, guidato dalla Soil Association, Food Matters and Sustain e altre organizzazioni pubbliche e private. “Sustainable Food Cities – afferma Tom Andrews, Direttore del progetto - si occupa della diffusione di un sistema alimentare sano, con meno impatto ambientale e con prezzi più accessibili.” La scelta di una produzione agroalimentare locale e di un regime alimentare privo di carne aumenta la qualità della vita, tutela l’ambiente e limita l’urbanizzazione. Seguire una dieta vegetariana è il primo passo verso la sostenibilità ambientale.  
 
Gli studi scientifici sulla dieta delle città
Gli studi svolti dall’Università di New York e dall’Università di Roma Tre dimostrano che con una alimentazione vegetariana (nel caso italiano viene sostituito l’apporto calorico del grasso animale con quello di origine vegetale) ogni individuo necessita di 0,14 ettari (1400 metri quadrati) di terreno agricolo per il proprio nutrimento. Aggiungendo a questo tipo di dieta altri alimenti di origine animale, per esempio i prodotti caseari, le carni bianche fino alle carni rosse,  il suolo necessario alla sopravvivenza di una singola persona aumenta, arrivando a 0,82 ettari per individuo con una dieta comprendente 381 grammi di carne e 117 grammi di grassi di origine animale al giorno. Città come Milano e Roma non sono in grado di nutrire la propria popolazione.  Per garantire l’autonomia e la sicurezza alimentare delle nostre città si devono adottare strategie di sensibilizzazione e piani urbanistici di riconversione a campo agricolo delle così dette aree di attesa e dei fazzoletti incolti interni alla maglia urbana. 
 
Il suolo è una risorsa preziosa e limitata
L’urbanizzazione diffusa irrazionalmente, l’urban sprawl, e le aree riservate agli allevamenti consumano suolo agricolo, ovvero privano l’uomo dei suolo capace di produrre cibo per il fabbisogno di questa generazione e di quelle a venire. Seguire l’esempio di città come Cremona, la cui espansione urbana è contenuta al di sotto della soglia della carrying capacity, permette ai parchi agricoli delle fasce urbane e periurbane di produrre cibo per il proprio fabbisogno e per quello dei comuni limitrofi meno virtuosi. Parallelamente, mantenere una dieta priva di carne aumenta la qualità della vita dal punto di vista nutrizionale, ambientale e riavvia l’economia dei prodotti locali. 
 

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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