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Foody, betulle, cartoline personalizzate. I nostri consigli di questa settimana #exposnap

Lifestyle / -

Un caleidoscopio di esperienze. Questa è Expo Milano 2015. Ogni angolo sembra offrire opportunità di scoperta. Ma è anche possibile, per una pausa divertente, fare esperienze più brevi, a volte come semplice momento di svago, altre con un contenuto interessante, anche se comunicato in forma lieve. Ecco i consigli di questa settimana, per vivere autentici momenti di leggerezza.

Guardare la parata di Foody
Due volte al giorno, tutti i giorni, alle 11 e alle 16, la mascotte di Expo Milano 2015 e i suoi amici (Josephine Banana, Piera la Pera, Rodolfo il Fico, Gury l’Anguria, Manghy il Mango, Pomina la Mela, i Rap Brothers, Guagliò l’Aglio, Arabella l’Arancia, Max Mais, Chicca la Melagrana e Julienne Zucchina) sfilano lungo il Decumano tra saltimbanchi e giocolieri. Uno spettacolo imperdibile per tutti i bambini, che saranno magari stimolati a inserire frutta e verdura nella propria alimentazione.
Come far mangiare le verdure ai bambini? Dieci consigli utili
 
Una fotografia in una foresta di betulle
A Expo Milano 2015, si può fare anche questo, al Padiglione dell’Estonia. Uno dei box che costituiscono lo spazio espositivo – tutti intervallati da altalene – ce n’è uno che riproduce appunto un tipico bosco di betulle, la pianta più diffusa nei Paesi del Nord. Con un fondo specchiato per chi vuole fare bellissimi selfie.
Visita il Padiglione dell’Estonia  a Expo Milano 2015
 
Personalizzare una lattina con il proprio nome
Presso il chiosco Ekocenter (nell’area vicina al Future Food District) e nel proprio Padiglione, Coca-Cola ha messo a disposizione dei visitatori una stampante che permette di personalizzare la propria lattina, scrivendo il proprio nome o nickname. Il costo? 4 euro una lattina, 7 euro due. Per chi ama lasciare il segno.
Visita il Padiglione Corporate Coca-Cola
 
Realizzare una cartolina…made in Expo
Presso il Sito Espositivo sono situati diversi totem con touch screen che consentono di scattarsi una foto con un fondale “Expo style” tra le mascotte di Expo Milano 2015, per poi realizzare la propria specialissima cartolina, con tanto di data della visita. Un souvenir davvero unico.
Scopri chi è Foody, la mascotte di Expo Milano 2015, e chi sono i suoi amici
 
Uno spazio a tutto relax... tra le onde
Il corner di MSC Crociere è un piccolo angolo di nave: vi si trovano infatti molti dettagli presenti a bordo, tra cui comodissimi divanetti che…invitano a sdraiarsi, immaginando a occhi chiusi di solcare il mare. E per chi non ha fantasia, è addirittura possibile un virtual tour che trasporterà sul ponte di una vera nave da crociera. Buon viaggio!
MSC Crociere è Official Cruise Carrier di Expo Milano 2015 
 
Far giocare i bambini nel parchetto Mura Mura
Questo spazio dedicato ai più piccoli si ispira al nome dell’azienda agricola biologica creata da Grom - la catena di gelaterie e concessionario ristorativo di Expo Milano 2015 e da poco acquisita da Unilever, che con il marchio Algida è Official Ice Cream Partner di Expo Milano 2015. In questo parchetto, i bambini potranno scorrazzare felici con i tradizionali giochi dell’infanzia: giostrine e cavallucci.
Tutti i gelati che puoi assaggiare in Expo Milano 2015
 
Un giro nella banca del futuro
Volete sapere se tra vent’anni faremo ancora la coda allo sportello? Il Padiglione Waterstone ve ne dà la possibilità. È infatti disponbiile un visore in 3D per fare un virtual tour nella banca del futuro. Tutta da scorpire.
Intesa Sanpaolo è Official Banking Partner di Expo Milano 2015
 
 

Repubblica Democratica del Congo, la seconda foresta pluviale del pianeta

Cultura / -

imm rif Nat Day Repubblica Democratica del Congo
© Frans Lanting/Corbis

La Repubblica Democratica del Congo partecipa ad Expo Milano 2015 all’interno del Cluster Frutta e Legumi. Martedì 30 giugno è il suo National Day e il Paese presenta la sua cultura e le sue ricchezze naturali.

Orizzonti maestosi, immense ricchezze naturali e un popolo che fa della speranza nel futuro un dovere quotidiano, esercizio necessario per affrontare le cicliche tempeste geopolitiche. Territorio gigantesco collocato al centro dell’Africa, con la sua bellezza fragile la Repubblica Democratica del Congo potrebbe essere eletta a simbolo dell’intero continente. Il Paese partecipa ad Expo Milano 2015 all’interno del Cluster Frutta e Legumi e martedì 30 giugno celebra il suo National Day. Un’occasione unica per incontrarne la cultura, scoprirne le risorse e assaggiarne i piatti tipici.
 
Biodiversità equatoriale
La Repubblica Democratica del Congo ospita la seconda foresta pluviale dopo l’Amazzonia. Un mare verde solcato da una ragnatela di fiumi maestosi, affluenti del grande Congo. Inesauribile arteria d’acqua dolce e autostrada liquida, il fiume sostiene la vita dell’intero Paese, sia naturale che economica. In questo colosso di biodiversità fitto di foglie e di pioggia vivono alcune delle specie più rare e preziose del pianeta, dai gorilla al rarissimo elefante della foresta, insieme al rinoceronte bianco e al bonobo. Un patrimonio dell’umanità che va assolutamente preservato. Il Paese si trova esattamente sull’equatore e la selva è estesa soprattutto al nord, mentre al sud la vegetazione è più rarefatta e il territorio è modificato dallo sfruttamento minerario. Il sottosuolo della Repubblica Democratica del Congo è uno dei più ricchi al mondo di rame, cobalto e diamanti.
 
I sapori della foresta
L’agricoltura nella Repubblica Democratica del Congo è ancora largamente di sussistenza. Molto utilizzati sono i prodotti ricavati dalla foresta, dai funghi al miele selvatico alla frutta tropicale. Anche la selvaggina è un ingrediente comune, insieme naturalmente al pesce d’acqua dolce, preparato soprattutto fritto. Sia al mercato che in tavola, sono abbastanza diffusi mais, miglio e riso, ma la principale fonte di carboidrati sono tuberi ricchi di amido come patate dolci, manioca, igname e taro. Con la loro farina si preparano vari tipi di polente, da intingere nelle salse piccanti ascoltando il suono della pioggia tropicale.
 
Scopri il Padiglione della Repubblica Democratica del Congo a Expo Milano 2015, all’interno del Cluster Frutta e Legumi.

Maria Clelia Antolini. Con MK Onlus del Lions Clubs International aiutiamo le donne in Burkina Faso a nutrire la terra

Sostenibilità / -

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Andrea Mariani © Expo 2015

La presidente di MK Onlus, i Lions Italiani contro le Malattie Killer dei bambini, racconta l’importanza dei progetti di formazione e assistenza in Burkina Faso: per aiutare le donne, per nutrire la terra e garantire un futuro migliore alla popolazione.

MK Onlus è attiva da molti anni in Burkina Faso: come lavorate?
MK Onlus lavora in Burkina Faso contro la mortalità infantile, che è dovuta non solo a delle gravi malattie, le 4 malattie endemiche del Burkina - la tubercolosi, meningite, AIDS e malaria - ma anche e soprattutto alle infezioni gastrointestinali legate alla mancanza di acqua potabile e all’inedia dovuta alla grave malnutrizione o denutrizione dei bambini. In un primo momento avevamo pensato di aiutare dei centri per bambini denutriti i quali vengono ricoverati e riabituati a mangiare e ad assimilare il cibo. Però abbiamo visto che non era sufficiente, perché il problema dev’essere risolto all’origine: bisogna mettere le mamme nella condizione di assicurare il fabbisogno alimentare della famiglia e quindi del bambino.

Come lo si può fare?
La maggior parte delle donne in Burkina Faso lavora nell’agricoltura, però è un’agricoltura difficile quella sui terreni aridi. Si basa soltanto sull’acqua della stagione delle piogge, di due o tre mesi all’anno, e quindi per tutti gli altri mesi non c’è possibilità di raccolto. Non solo, addirittura le stesse piogge alcuni anni sono abbondanti e sradicano le pianticelle, in altri invece sono talmente scarse che le sementi si bruciano.

Avete presentato a Expo Milano 2015 l’azione pilota MK Onlus in Burkina Faso per la formazione delle donne al sistema d’irrigazione “goccia a goccia”: come può cambiare l’agricoltura, fare bene alla terra e fare bene alle donne?
Bisogna aiutarle a cambiare tipo di agricoltura, ecco perché siamo arrivati a presentare questi progetti di irrigazione “goccia a goccia”. Questi progetti sono indispensabili perché sfruttano la poca acqua che c’è al 95 per cento garantendo l’innaffiamento adatto per ogni tipo di ortaggio e sempre per tutto l’anno, quindi grazie al sole e al calore africani le donne possono arrivare ad avere addirittura tre raccolti, non solo uno. Assicurando questa produzione continua si provvede prima alla salute della famiglia, poi al benessere del villaggio, e chissà che non arrivino anche a un certo tipo di commercio. Abbiamo firmato una convenzione con il ministero dell’agricoltura che ci ha autorizzato a creare un centro di formazione delle donne. Vengono formate proprio all’uso e alla manutenzione di questi impianti di irrigazione e in un secondo tempo vengono formate alla coltivazione dei vari ortaggi, in particolare cipolle e patate, base della cucina del Paese. Da un anno e mezzo abbiamo creato il centro di formazione, adesso abbiamo fatto un prototipo di orto di villaggio, creato sempre in un villaggio nei pressi  del centro, dove dalla teoria si passi poi alla pratica di villaggio e quindi di famiglia. Ci auguriamo che queste donne grazie anche a un’azione di microcredito che intendiamo organizzare riescano a fare degli orti familiari.

In che modo le donne possono nutrire il Pianeta in Africa?
Io sono convinta che se l’Africa esce dalla condizione di povertà estrema in cui versa lo deve soltanto alle donne. Le donne ormai occupano anche dei posti di rilievo in Africa e anche quelle più povere finalmente potrebbero essere in grado senza quelle fatiche enormi di cui si sono sempre sobbarcate possono con più gioia e soprattutto maggiore gratificazione provvedere alla famiglia e al fabbisogno familiare.
 
Una nuova agricoltura migliora la condizione delle donne e rafforza il loro ruolo nella società?
È bastato costruire un pozzo in un villaggio perché già il livello medico-sanitario nella salute dei bambini sia migliorato e le mamme sono state facilitate perché  non devono più fare chilometri per prendere dell’acqua. Ho conosciuto tantissime donne nei villaggi. Alcune, le più povere, emaciate e dagli occhi tristi. L’immagine di queste donne che non sanno cosa dare da mangiare ai loro figli è veramente terribile. Sono costrette ad abbandonarli affinché qualcuno possa prendersene cura e sfamarli. La formazione rivolta alle donne migliora il rapporto della mamma col bambino, ma anche quello del bambino nei confronti della comunità.

Ci fa un esempio?
Per esempio nell’ambito scolastico quelli che loro chiamano “les enfants vulnérables”, cioè i più poveri, rischiano di abbandonare la scuola perché la famiglia non è in grado di dare il pasto del mezzogiorno e nei villaggi più poveri la scuola non ha neanche la mensa, per cui abbiamo pensato di creare anche degli orti nelle scuole in modo che le mamme degli alunni coltivino questi orti e garantiscano il prodotto base per il funzionamento della mensa scolastica.
 
 

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