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5 anni di ‘Let’s Move!’: ecco perché l'iniziativa di Michelle Obama ha successo

Lifestyle / -

Di recente Michelle Obama, con una festa tra cyclette e Zumba, ha festeggiato i 5 anni dell’iniziativa Let’s Move!. I dati sono incoraggianti. L’anno scorso il Center for Disease Control ha rilevato che l’obesità è calata del 43% tra i bambini da 2 a 4 anni, rispetto al 2004. In altre fasce è mediamente stabile, ma secondo gli esperti americani, già il fatto che il trend non sia più in crescita è un ottimo segnale.

Accompagnata dalle figlie Sasha e Malia e della madre, Marian Robinson, Michelle il 18 giugno porta all’Esposizione Universale di Milano la sua campagna Let’s Move!, per promuovere una corretta alimentazione e uno stile di vita all’insegna del movimento. L’iniziativa si compone di una raggiera di inviti ad adottare uno stile di vita sano, attraverso le scelte alimentari, una politica scolastica rinnovata, una serie di stimoli a svolgere attività fisiche. La varietà delle iniziative è la chiave del successo: i supporti vanno dal video musicale di Beyoncé alla sfida di flessioni con Ellen DeGeneres, dalle inquadrature con i pupazzi dei Muppet fino ai flash mob nelle scuole.
 
La visita di Michelle Obama a Expo Milano 2015
“La visita di Michelle Obama è per noi una presenza fondamentale, la più attesa - afferma il Commissario unico di Expo Milano 2015, Giuseppe Sala a margine di una conferenza - non la più importante in termini istituzionali, ma per noi è la più attesa vista la sua notorietà e il suo impegno sui temi di cui si parla a Expo, come l’alimentazione e lo sport”.
 
A Expo Milano 2015, spiega la Casa Bianca, Michelle Obama guida una delegazione presidenziale con lo scopo di promuovere anche nel nostro Paese e in un contesto internazionale la campagna di cui è promotrice. Campagna per un'alimentazione più sana, soprattutto per i bambini. La delegazione Usa visita quindi il Padiglione statunitense "American Food 2.0: United to Feed the Planet”.
 
 

Roberta Schira. Cibo e passione. La dieta di San Valentino

Gusto / -

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Come conquistare l'uomo o la donna dei propri sogni con una perfetta cena di San Valentino? Come stupire il partner con una serata magica anche se non si è bravi in cucina? Quali sono le tre cose assolutamente da evitare perché non sono sexy? Ce lo racconta Roberta Schira scrittrice, giornalista e gourmet.

Il cibo è amore e passione. Con il cibo si può sedurre e conquistare, perché l'amore passa anche dalla pancia e da quanto si è stati bene a tavola. Per aiutarvi a preparare la perfetta cena di San Valentino abbiamo incontrato Roberta Schira, che da anni si occupa di cibo, piacere e rapporto uomo donna a tavola. E ricordate, come dice lo scrittore e gastronomo Manuel Vázquez Montalbán, non fate la guerra ma...pane e pomodoro!
 
Andiamo subito al sodo. Come si fa conquistare l'uomo o la donna dei propri sogni a tavola?
Facendo capire quanto amore e attenzione abbiamo impiegato per preparare quella cena. Facendo capire tutto il nostro investimento emotivo e il tempo che abbiamo dedicato per rendere quel momento speciale. Ad esempio: è molto diverso prendere il pane dal solito panettiere sotto casa oppure correre dall'altro lato della città per acquistare un pane speciale fatto con lievito madre e farine macinate a pietra. Oppure mettere in tavola il primo vino che ci capita, piuttosto che scovare un particolare rosè biodinamico perché sappiamo che il nostro amato è appassionato di cucina naturale. È questa attenzione che seduce e dà tutto un altro sapore a ciò che mangiamo. La cosa più preziosa che abbiamo è il tempo, non il denaro.
 
Quindi tempo, attenzione e conoscere bene i gusti del partner...
Esatto! Se si è fidanzati sposati o ci si frequenta da molto sarà più facile. Se, invece, la conoscenza dura da poco tempo, bisogna cercare informazioni, scoprire i gusti della persona che ci piace, tracciare una sorta di profilo psicologico. In questo i social network aiutano molto.
 
E se il nostro partner è abituato a mangiare cibi gourmet in ristoranti stellati? Come possiamo comportarci noi poveri mortali?
Basta giocare sull'effetto sorpresa. Ad esempio si può preparare una crema di topinambur facendo bollire il tubero in acqua e poi frullandolo fino a farlo diventare una crema. Messo in un cocotte monoporzione, ricoperto di pasta sfoglia e passato in forno per dieci minuti sarà un piatto incredibile. E soprattutto: non risparmiate sul vino, sarebbe un errore!
 
Tra i temi di Expo Milano 2015 ci sono salute e benessere. Cosa si può preparare a uno sportivo o a una persona molto attenta alla linea e all'alimentazione?
Un piatto esteticamente bello, scenico, ma allo stesso tempo leggero. Ad esempio una macedonia di verdure, fatta con cubetti di zucchine, sedano, broccoli e cavolfiori leggermente sbollentati e poi conditi con una salsa allo yogurt impreziosita da un pizzico di peperoncino, oppure da un trito di erbe come ad esempio basilico, timo e maggiorana. Per rendere il tutto un piatto unico, bilanciato e completo, riso venere lessato e condito con olio, aceto e un trito di capperi di Salina. Si può specificare fin da subito che il piatto è leggero e correttamente bilanciato, e sottolineare: "Amore, lasciati andare perché ho calcolato tutto". E se le calorie sono troppe..basta far capire che si aiuteranno a bruciarle!
 
Le tre cose assolutamente da non fare a San Valentino perché non sono sexy.
Prima di tutto apparecchiare la tavola in modo approssimativo, ad esempio con vecchie tovaglie, piatti sbeccati o bicchieri di plastica. In secondo luogo bisogna prestare molta attenzione alle temperature: un bicchiere di bollicine tiepido sarà il preludio di una serata tiepida, così come una stanza troppo calda o troppo fredda rovineranno l'atmosfera. Per non parlare di un piatto di carne o di spaghetti freddi. Le temperature sono fondamentali.
 
Terza cosa...
Per lui: non parlare di quanto un piatto ricordi quello cucinato dalla mamma. Per lei: non parlare mai del proprio ex fidanzato.
 
Come deve essere il menù perfetto per San Valentino?
Oggi il menù perfetto è composto da tre portate perché non deve appesantire troppo. Bisogna pensare anche al dopo cena! Si inizia con un antipasto finger food, si continua con un piatto principale e si conclude con un dolce, possibilmente a base di cioccolato. Per rompere il ghiaccio è bello iniziare da qualcosa che si possa mangiare in piedi, con le mani, mentre il nostro ospite curiosa tra i nostri libri e i nostri cd, imparando a conoscere il nostro spazio. Una buona idea è un involtino di pasta fillo ripieno di salmone affumicato tritato misto a robiola di capra e semi di papavero oppure una madeleine salata al bacon e polvere di paprika.
 
Se uno è proprio negato in cucina deve perdere le speranze?
Certo che no! C'è una ricetta straordinaria tratta dal libro Ricette immorali di Manuel Vázquez Montalbán. Si prende una pagnotta, la si taglia a fette spesse un centimetro e la si fa tostare in forno a 180 gradi. Poi si strofina su un lato un pomodoro ben maturo, facendo sì che la polpa resti "strappata" sul pane. Molto sensuale anche da preparare insieme. È questo il cibo dell'amore e della seduzione e, come Montalbán, "non fate la guerra, ma pane e pomodoro".
 

Josè Rallo. Il vino è un coro, ma quando canto sono una solista

Gusto / -

Josè Rallo Donnafugata

Ogni vino ha un carattere, ogni sorso regala un’emozione. Josè Rallo, titolare dell’azienda siciliana Donnafugata, ha unito la sua passione per il vino a quella per la musica e ha prodotto due CD in cui ogni vino di sua produzione viene abbinato alla canzone che più lo rappresenta. Un successo che ha fatto registrare tre serate sold out al Blue Note di New York.

La musica può descrivere e intensificare l’emozione regalata da un bicchiere di vino. Così Josè Rallo, titolare della cantina siciliana Donnafugata e imprenditrice del vino di quinta generazione, ha pensato di produrre un CD musicale per accompagnare la degustazione dei suoi vini. Ha scelto i brani e li ha cantati personalmente, insieme a un gruppo di amici musicisti professionisti. L’idea è piaciuta così tanto che è stata invitata a cantare le emozioni del vino siciliano al Blue Note, il più famoso jazz club di New York: tre serate da tutto esaurito.
 
Come le è venuta l’idea di “cantare” i suoi vini?
Amo la musica e amo il vino. Ogni vino ha un carattere tutto suo, un aroma e un gusto precisi, comunica un messaggio e regala un’emozione. Volevo fare in modo che, ogni volta che qualcuno assaggiasse uno dei miei vini, potesse goderlo in musica. Questi brani non sono solo l’accompagnamento musicale perfetto per quel vino, ma ne descrivono il carattere.
 
Dall’idea alla realizzazione il passo è stato breve e ha prodotto due CD, Music and Wine Live, mettendosi in gioco in prima persona...
Sì, canto da quando sono piccola, così ho deciso di interpretare personalmente i brani. I vini che produco sono parte di me, sono l’essenza della storia della mia famiglia, cantarli significa dare davvero tutta me stessa al pubblico. Sicuramente nessun produttore ha mai cantato personalmente il suo vino, in questo penso di essere unica. Il gruppo è formato da me, mio marito e otto amici, musicisti professionisti. Per il secondo CD ci ha accompagnato un’orchestra di 15 fiati.
 
Ci fa qualche esempio di “abbinamento” tra musica e vino?
Il Lighea è uno zibibbo di Pantelleria, secco e molto aromatico, con grandi profumi: lo abbino a un samba, vitale, deciso e divertente. Il Mille e una Notte, un grande rosso da uve Syrah, con aromi complessi e forte persistenza, invece, per me è un ballad, un genere del jazz più lento, melodico e romantico.

Per chi cerca la sensualità per una serata romatica?
Sicuramente il Ben Ryè, vino dolce e sensuale, perfetto da bere ascoltando una bossanova, per dare un ritmo brasiliano a un incontro romantico a due.
 
Vino e musica è una formula vincente, visto che siete arrivati fino al Blue Note, il famoso Jazz Club di New York.
Sì, mentre cantavo la gente impazziva ed era bello vederli cantare, accompagnare il ritmo e sorseggiare il vino siciliano. Un’atmosfera piacevole, festosa, carica di emozioni, come solo la musica e il vino possono creare. Tre serate da 230 persone che hanno registrato in pochi giorni il tutto esaurito. La copertina del cd è stata per 6 mesi sul sito web del Blue Note: gli organizzatori ci hanno detto che il visual piaceva tantissimo e in molti hanno richiesto che le serate di abbinamento tra musica e vino venissero riproposte.

Cosa farà per Expo Milano 2015?
Organizzeremo una serie di eventi e degustazioni nel Cluster Bio-Mediterraneo. Expo è l’occasione per raccontare la Sicilia, terra di sole e di luce, immersa in un mare che è infinito che non separa, ma collega ad altre terre, unendo i popoli che condividono i prodotti e la cultura mediterranea.
 
Una cosa che la rende orgogliosa.
La pratica agricola della vite ad Alberello che è diventata patrimonio dell’umanità, una modalità di coltivazione antichissima, pensata dai Fenici, che i contadini siciliani hanno migliorato nel tempo. La vite viene coltivata in una conca, che la protegge dal vento e convoglia e mantiene l’umidità. Senza l’alberello non ci sarebbe il paesaggio siciliano. La certificazione è il giusto riconoscimento per il lavoro dei nostri contadini eroi.

La tua famiglia produce vino da 5 generazioni. È dura essere una donna imprenditrice del vino?
Sì, infatti quando parlo di vino sento una grande responsabilità, perché so che devono onorare il lavoro dei miei antenati, dei miei genitori e di tutti coloro che lavorano e hanno lavorato in azienda. La musica, invece, è una passione tutta mia, riguarda me e solo me, mi fa sentire libera e leggera. Il vino è un coro, quando canto sono una solista.
 

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