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10 atleti vegetariani. Da Carl Lewis a Manuela Di Centa

Lifestyle / -

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© Wally McNamee/Corbis

Tra tanti pluricampioni che, contravvenendo a qualsiasi luogo comune sull’alimentazione degli sportivi, scelgono di seguire una dieta a base vegetale con qualche strappo alla regola, ad esempio una bistecca, vi sono atleti leggendari come Martina Navratilova ed Enzo Maiorca.

Scott Jurek
Atleta statunitense classe 74, è vegano dal 1999 per motivi salutistici ed ambientali. Iniziò la sua carriera con la corsa campestre juniores tra i boschi del Minnesota, poi passò alle competizioni di sci nordico e successivamente si dedicò alla corsa sterrata. Arrivò secondo alla sua prima ultra maratona Minnesota Voyager 50 mile, quando aveva 20 anni. Tra numerosi successi della sua carriera agonistica, Jurek ha vinto per sette volte di fila la Western States Endurance Run (1999-2005) e due volte la Badwater Ultramarathon (2005, 2006).

Dorina Vaccaroni
Ex schermista originaria del Veneto, nella sua carriera ha conquistato diversi titoli, tra cui cinque ori ai Mondiali e una medaglia di bronzo individuale alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984. Dal 2000 si dedica al ciclismo agonistico ed è quasi completamente vegana da quando aveva sette anni.
 
Brendan Brazier
Brendan Brazier è un atleta originario del Canada, per ben due volte campione nazionale di ultra maratona ed ex triatleta Ironman. Segue una dieta vegana dal 1999, ma è stato precedentemente vegetariano per nove anni. Nel 2014 ha pubblicato il manuale La cucina energetica, dove l’atleta spiega come iniziare un processo di purificazione dell’organismo attraverso un’alimentazione completamente vegetale.
 
Meagan Duhamel
Atleta ventottenne di nazionalità canadese, è vegana dal 2008. Ha vinto recentemente una medaglia d'argento alle Olimpiadi invernali di Sochi nel pattinaggio di figura a squadra. È diventata vegana dopo aver letto il best seller Skinny Bitch di Rory Freedman e Kim Barnouin pubblicato nel 2007 che suggerisce come iniziare a seguire una dieta priva di proteine animali eliminando nel contempo anche nicotina, alcool, additivi e zucchero raffinato. Una volta terminata la lettura del libro, la Duhamel racconta di aver eliminato dal frigorifero, immeditamente, tutti gli alimenti di origine animale.
 
Enzo Maiorca
L’atleta siracusano, oggi ottantaquattrenne, è vegetariano dal 1967. È stato un campione mondiale di immersione ed apnea. Nella sua carriera ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, trai quali la Medaglia d'Oro al valore atletico del Presidente della Repubblica (1964) e la Stella d'Oro al merito sportivo del C.O.N.I. Sul suo sito ufficiale, scrive di amare la campagna, gli animali, la lettura e di aver dedicato e dedica la sua vita con impegno forte e costante alla salvaguardia profonda ed efficace del patrimonio marino e naturalistico.
 
Lizzie Armitstead
La ventiseienne ciclista britannica specializzata in gare su pista e su strada, lo scorso febbraio ha vinto il Giro del Qatar femminile 2015. L’atleta è vegetariana da quando aveva dieci anni.
 
Manuela Di Centa
Ex campionessa di sci di fondo, nella sua carriera ha vinto, tra tanti riconoscimenti, ben 7 medaglie olimpiche e 7 medaglie mondiali. Membro onorario del Comitato Olimpico Internazionale, l’atleta friulana segue una dieta vegetariana da diversi anni prediligendo piatti molto semplici come la pasta condita con olio e granaanche se di rado mangia del pesce al vapore o del pollo.
 
Martina Navratilova
Atleta di fama mondiale, è membro dell’associazione animalista Peta ed è vegetariana dal 1993. Considerata da molti una leggenda vivente del tennis, ha collezionato nella sua carriera agonistica, tra tanti successi, 167 vittorie in tornei di singolare, 177 in doppio ed è l’unica tennista della storia ad aver avuto dei riconoscimenti in tutte le specialità del tennis, tra cui il singolare, doppio e il doppio misto.

Mirco Bergamasco
Cresciuto in una famiglia di giocatori di rugby, nella sua carriera l’atleta trentaduenne ha collezionato ben 17 mete in Nazionale. Attualmente gioca nella squadra del Parma. Vegano da diversi anni, ha recentemente inaugurato con sua moglie un fast food cruelty free nel centro di Padova.

Carl Lewis
Considerato uno dei più grandi atleti di tutti i tempi, il velocista statunitense ha conquistato, nella sua carriera, 9 medaglie d'oro in quattro Olimpiadi e 8 titoli di campione del mondo. Segue un’alimentazione vegetariana, quasi vegana, anche se talvolta dice di concedersi una bistecca.
 

 
 
 

Ban Ki-Moon. In un mondo di abbondanza, tutti devono avere accesso al cibo

Editoriale / -

Nel suo videomessaggio a “Italia 2015: il paese nell’anno dell’Expo”, Ban Ki-Moon ha ricordato il tema della partecipazione dell’ONU all’Esposizione: la sfida Fame zero.

Alla giornata di lavoro “Italia 2015: il Paese nell’anno dell’Expo”, secondo appuntamento del percorso verso la Carta di Milano, è intervenuto con un videomessaggio anche Ban Ki-Moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite.
“Le Nazioni Unite sono orgogliose di essere qui a promuovere il tema della sicurezza alimentare – ha esordito Ban K-Moon –. Nel mondo si produce più cibo di quanto serva per sfamare ogni membro della famiglia umana, tuttavia una persona su nove soffre la fame. Ecco perché ho lanciato la sfida Fame zero, una chiamata globale all’azione per eliminare la fame. Abbiamo portato questa sfida a Expo Milano 2015, dove ognuno potrà fare la sua parte: possiamo farcela se lavoriamo insieme”.
L’ONU parteciperà infatti a Expo Milano 2015 con un percorso in 18 installazioni, trasversale a tutto il Sito Espositivo.
E proprio a Ban Ki-Moon, nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione del 16 ottobre 2015, sarà consegnata la Carta di Milano, l'atto d'impegno che il Governo italiano proporrà al mondo come lascito immateriale di Expo Milano 2015.

Dimagrire con i tè della bellezza

Lifestyle / -

img Dimagrire con i tè della bellezza
© 145/Daniel Allan/Ocean/Corbis

Secondo l’antica farmacopea cinese sono chiamati i “Tè della Bellezza” perché sono in grado di sciogliere i grassi, disintossicare l’organismo e di conseguenza assottigliare la linea di chi li beve regolarmente.

I vari tipi di tè possono essere classificati sulla base di diversi fattori: il più rilevante è rappresentato dai metodi di lavorazione che le foglie subiscono dopo la raccolta. La differenza principale dipende dal grado di ossidazione e fermentazione delle foglie.
 
Bianco, verde o nero: scegli il tuo colore
Il più conosciuti sono i tè bianchi e i tè verdi, che non sono ossidati e la cui naturale fermentazione viene bloccata grazie alla cottura delle foglioline appena raccolte.
Ci sono poi i tè neri, completamente ossidati, che rispondono ad un gusto più “occidentale” in quanto la fermentazione regala alla bevanda un gusto deciso e robusto. Le foglie vengono messe ad appassire su speciali vassoi per poi essere lavorate con una forza specifica, in modo da liberare gli oli essenziali che, a contatto con l’aria e l’ossigeno, avviano il naturale processo di fermentazione, favorito da un ambiente caldo e umido.
 
I tè della Bellezza
Molto particolari e meno conosciuti i tè Oolong, anche detti semifermentati o blu-verdi, perché la fermentazione viene bloccata prima che il processo sia giunto a compimento (di solito va dal 10% all’80%). Sono ancora poco conosciuti in Europa, anche se la loro tecnica di lavorazione risale a più di due secoli fa.
La leggenda racconta che il cacciatore Su Long, chiamato da tutti Oolong, cioè Drago nero, mentre era intento a cucinare un cerbiatto che aveva catturato, si dimenticò del suo prezioso raccolto di tè. Il giorno dopo notò che i bordi delle foglie avevano preso uno strano colore bruno ed emanavano un buon aroma. Ne ottenne una bevanda dal sapore dolce e intenso, senza retrogusti vegetali.
Questi tè speciali vengono chiamati in Cina tè della bellezza perché secondo l’antica farmacopea cinese hanno la caratteristica di sciogliere i grassi, disintossicare l’organismo e di conseguenza assottigliare la linea di chi lo beve regolarmente.
 
La leggenda del tè di Luna
Un Oolong molto particolare è il Milky Oolong, tè cinese originario di Taiwan. Il suo nome deriva dal fatto che le foglie hanno un sapore dolce e un profumo di crema e latte. Il particolare aroma, completamente naturale, si crea grazie ai forti sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte.
La leggenda narra che una notte la Luna si innamorò di una stella cadente. Mentre la vedeva sparire seguita da una coda luminosa, la Luna divenne molto triste e iniziò a piangere, provocando una forte tempesta di gelo e freddo sulla terra. Quando il mattino seguente i contadini si recarono nei campi per la raccolta delle foglie di tè, si accorsero che sapevano di latte.
Il Milky Oolong è anche detto “tè di Luna”, perché in Oriente la Luna, per il suo colore candido, è spesso collegata al latte.
 

Fonte: Elisabetta Lattanzio Illy, Foglie di tè, Gribaudo.
 
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