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SoCrock, lo snack si fa sostenibile

Innovazione / -

Questa barretta a base di sorgo e vinaccioli ha vinto l'edizione 2013 di EcoTrophelia

I Croccanti, un team di studenti della Facoltà di Agraria della Cattolica di Piacenza e Cremona, ha ideato una barretta a base di sorgo 100% ecocompatibile. Che presto potrebbe essere posta in commercio in versione bio.

Per essere originali bisogna ‘tornare alle origini’? Nel food può darsi, visto che un cereale antico, e ormai poco utilizzato come il sorgo (con cui si realizzavano le vecchie scope di saggina) ha dato lo spunto per uno snack eco-innovativo. Stiamo parlando di SoCrock, una barretta rompidigiuno ideata da cinque ragazzi (denominatisi “I Croccanti”) della Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica di Piacenza e Cremona. Il prodotto si caratterizza per l’utilizzo di materie prime povere o di scarto, come granella di sorgo bianco soffiata, sciroppo e fibra di sorgo. SoCrock contiene anche vinaccioli d’uva macinati (provenienti dalle distillerie). Cereali minori e sottoprodotti agricoli, generalmente utilizzati per mangimistica o biogas, trovano dunque nuova vita in questo rompidigiuno, che utilizza anche del miele ed è coperto per metà da puro cioccolato fondente. 
 
Vincente nei test sensoriali
“Rispetto al sorgo rosso, coltivato in Asia e Africa, la variante bianca non contiene tannini, responsabili del sapore aspro, e permette quindi di ottenere un prodotto dolciario buono – spiega Roberta Dordoni, ricercatrice della Facoltà di Agraria di Piacenza e Cremona, Istituto di Enologia e Ingegneria agroalimentare -. Anzi,più buono degli altri, come è risultato dai test sensoriali comparativi svolti su 11 potenziali concorrenti. Peraltro, SoCrock è privo di glutine e ha solo 88 Kcal”. Atout da non sottovalutare per un mercato che può contare su un bacino d’utenza molto ampio: secondo dati Aidepi 2012, il 25% degli adulti consuma snack nel corso della giornata. Le barrette, in particolare, hanno tassi di crescita del 2% in quantità e del 4% a valore.
Va sottolineato che il sorgo, rispetto ai cereali normalmente usati per le barrette snack in commercio, si caratterizza per un’ottima resistenza alle condizioni climatiche avverse e per una richiesta idrica molto inferiore: per produrre 1 kg di sorgo sono necessari 220 litri d’acqua al kg, contro i 600 del riso, i 500 dell’avena e i 300 del mais.
Per chiudere il cerchio, i Croccanti hanno anche utilizzato un packaging di polipropilene 100% riciclabile, corredato da un’etichetta ambientale che dettaglia l’impatto dei singoli ingredienti su aria, acqua e suolo e il costo ambientale globale. Ciliegina sulla torta, i ragazzi hanno individuato possibili fornitori nelle immediate vicinanze, che permetterebbero di realizzare un’autentica filiera corta. Il costo produttivo si attesta così sui 25 centesimi a barretta, consentendo un prezzo al pubblico di 1 euro (10-12 euro al kg). 
 
Una storia di successo
Tutte caratteristiche che hanno permesso a SoCrock di piazzarsi al primo posto di Ecotrophelia 2013, il concorso promosso da Federalimentare nell’ambito del Cibus Global Forum che premia i progetti universitari d’innovazione alimentare con contenuto di sostenibilità, e di arrivare terzi all’edizione europea. Ma non finisce qui.
SoCrock finora è stato realizzato in fase prototipale grazie alla collaborazione dell’azienda dolciaria cremonese Rivoltini, specialista in torrone biologico. Ma presto potrebbe arrivare una vera e propria commessa di fornitura.
“Al momento, un produttore biologico si è detto interessato a introdurre SoCrock nella propria offerta in conto terzi – assicura Dordoni – ed è quindi probabile che avvenga a breve una commercializzazione in canali specializzati”. 
Nutriente, sostenibile, pratico, buono: e se gli alimenti del futuro fossero tutti così?
 

Marisol Espinoza Cruz. La coca si estirpa con il biologico

Sostenibilità / -

Lo sviluppo di produzioni biologiche e solidali è una grande opportunità per centinaia di migliaia di agricoltori che a favore di queste coltivazioni abbandonano la produzione di cocaina. La protagonista di questa svolta è la vicepresidente del Perù, Marisol Espinoza Cruz, a Expo Milano 2015 sotto l'egida di Alce Nero.

Figlia di Don Luis Espinoza e Doña Luzterfilia Cruz, nasce nel distretto di Castilla, provincia di Piura. Dal 2011 viene eletta Vice Presidente della Repubblica Peruviana, ad oggi la prima donna a coprire tale carica. Ha vinto diversi premi a livello nazionale ed internazionale per il suo forte lavoro con i piccoli produttori e imprenditori locali e per le politiche dirette a tutela dei diritti umani.
 
Il suo ruolo guadagna forza in virtù della sua grande passione per la difesa dell’agricoltura locale e della sostenibilità ambientale. È dal 2000 infatti che Marisol sostiene lo sviluppo dell’agricoltura biologica nella sua Regione (Piura), partecipando attivamente ad attività di promozione del caffè, del cacao e delle banane biologiche di piccoli produttori. Insieme a Cooperativa Nordandino, lavora per lo sviluppo di produzioni di cacao nella comunità di Awajun, vicino alla selva amazzonica del Paese, aiutando il recupero di antiche sementi dalle caratteristiche organolettiche e qualitative particolari. Durante le sue attività come parlamentare ha presentato diversi progetti per contribuire a migliorare i livelli di associazionismo e competitività dei piccoli agricoltori biologici e la difesa dell’ambiente.
 
Il tour italiano di Marisol Espinoza Cruz con Alce Nero
La prima vicepresidente donna della Repubblica del Perù arriva in Italia per l’evento “Diritti alla Terra” di Alce Nero, un weekend di incontri per raccontare come l’agricoltura biologica può creare nuove occasioni di riscatto. Lì, infatti, molti agricoltori stanno abbandonando la produzione di cocaina a favore delle coltivazioni bio.
 
A dar vita all’iniziativa è Alce Nero, il marchio che raccoglie oltre mille agricoltori e apicoltori biologici, pioniere negli anni ’70 della scelta a favore di un’agricoltura senza pesticidi.  Ospiti internazionali arrivati anche a Expo Milano 2015 per far conoscere al mondo cosa è stato fatto e cosa ancora si può fare per far diventare il cibo biologico attore di relazione e nuova impresa.
 
 
(Intervista di Federico Boratto)

La cucina naturale secondo Francesca Marotta

Gusto / -

cucina naturale francesca marotta

Una giovane scrittrice italiana, scomparsa nel 2004, appassionata di naturalità e sempre testimone della necessità di un approccio naturale in tutto, è riuscita a condensare in brevi paragrafi la sua limpida definizione di cucina naturale.

Vivere in modo gioioso e rilassato il rapporto con il cibo e con la casa, per riappropriarci, finalmente, del gusto e del piacere di cucinare. Questo è l’approccio naturale alla cucina nella testimonianza lasciataci da Francesca Marotta nei suoi articoli giornalistici.
Compiere con lentezza ogni passo della preparazione del pasto è il primo buon consiglio. Certo, ci vuole più tempo per scegliere con cura gli ingredienti migliori per preparare il pranzo, ma se lo merita tutto. In pratica devono essere coinvolti tutti i sensi nei gesti dell’affettare, del riscaldare, del mescolare.
Non sono contemplati alimenti che danneggiano l’ambiente, eticamente discutibili (per ottenere il caviale si spremono come calzini le femmine di pesce gravide) o fuori stagione.
 
I dettami da seguire sono quelli della cucina naturale
Francesca Marotta spiega su LifeGate.it, in un articolo del 2001, il suo modo per fare del cibo una esperienza gratificante, salutare e creativa:
 
"Equilibrio, varietà, semplicità, fantasia, tradizione: la cucina naturale si potrebbe sintetizzare con queste cinque parole. Il modello di cucina naturale che vogliamo proporre non rispecchia necessariamente una visione unilaterale della cucina e dell'alimentazione (solo macrobiotica, solo vegetariana, solo igienista e così via), piuttosto un atteggiamento curioso e vivace, proprio di chi ama appassionatamente il cibo e la cucina. Cucina naturale significa, secondo noi, utilizzare la maggior quantità possibile di informazioni, esperienze e conoscenze, senza dogmi o pregiudizi, per fare di ogni ricetta un piccolo capolavoro di gusto e salute.  Il materiale da cui attingere è immenso: dalle tradizioni regionali alle cucine etniche, dalle cucine antiche alla moderna cucina creativa, il tutto rielaborato utilizzando le migliori tecniche di preparazione, quelle che garantiscono la valorizzazione del contenuto nutritivo e del gusto". 
 
Le regole fondamentali della cucina naturale
• Scegliere ingredienti di qualità: gli alimenti biologici, ad esempio, oltre a essere più sani perché privi di residui di pesticidi, sono anche molto più ricchi di vitamine e di sali minerali e anche molto più gustosi e profumati. 
• Ridurre i tempi di cottura: la cottura prolungata riduce il contenuto vitaminico e nutritivo degli alimenti, e a volte li rende meno digeribili. Ad esempio la verza cruda si digerisce in 2 ore, quella cotta in 4-5 ore. 
• Evitare soffritti, rosolature e bruciacchiature: i grassi troppo cotti possono essere nocivi per il fegato e per l'intestino; nelle parti del cibo annerite o rosolate (soprattutto se si tratta di alimenti proteici) possono formarsi sostanze cancerogene. Quando preparate un soffritto di cipolla o di altre verdure, mettete nella padella l'olio e le verdure tutte insieme a freddo e poi accendete il fuoco. In questo modo la temperatura di cottura si mantiene bassa e i grassi si alterano meno. 
• Cucinare con olio extra vergine di oliva: è il massimo dal punto di vista nutritivo, è antiossidante e anticolesterolo, resiste bene alla cottura senza produrre sostanze tossiche, è molto saporito e quindi ne basta poco per condire. Meglio di così... 
• Sfruttare le sinergie nutritive: ad esempio, il betacarotene delle carote viene assimilato molto meglio (quasi quattro volte di più) se le si condiscono con olio o burro. Inutili le insalate scondite. 
• Non sprecare i nutrienti: ad esempio, quando si cuociono i cereali integrali, è bene mettere poca acqua, in modo che venga assorbita tutta e non si buttino via vitamine e minerali preziosi insieme all'acqua di cottura. 
• Usare i condimenti a crudo: è il sistema più pratico e veloce per fare, ad esempio, un piatto di pasta gustoso, digeribile, e molto ricco di vitamine e minerali. 
• Abbondare in erbe aromatiche e spezie, verso fine cottura: oltre a favorire la digestione e a far conservare meglio gli alimenti, inducono a ridurre l’uso di sale e permettono una enorme varietà di accostamenti gustosi e creativi. No alla cucina insapore, monotona e deprimente, via libera alla fantasia.
 
La cucina naturale, che valorizza il cibo dal punto di vista del gusto e della salute, presuppone dunque regole semplici che ci orientano verso un graduale cambiamento d’abitudini senza traumi, ampliando i nostri orizzonti gastronomici. Un approccio che, a distanza di quindici anni, trova nei prodotti in mostra a Expo Milano 2015 moltissime pezze d'appoggio, cibi, piatti, tecnologie e procedimenti per cucinare con tutte le idee del mondo.
 
 

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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