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Premiata dalla Nasa una giovanissima app tutta romana: Cropp

Innovazione / -

CROPP app DETTAGLIO

Un gruppo di studenti romani ha progettato Cropp, una app per l’agricoltura. Grazie a un sensore sul terreno e ai dati presi dai satelliti è capace di fornire al coltivatore un quadro complessivo dei suoi campi. La Nasa li ha premiati alla Space Apps Challenge.

Hanno unito il cosmo al microcosmo e vinto la Space Apps Challenge, la competizione internazionale NASA per la migliori app ispirate a tecnologie spaziali. Giovanissimi studenti romani di ingegneria e istituto tecnico, la loro invenzione è Cropp (Cultures Risks Observation and Prevention Platform), un’applicazione per l’agricoltura che grazie a uno speciale sensore ricava dati dal terreno, li integra con altri presi direttamente dai satelliti in orbita e fornisce un quadro complessivo, direttamente sullo smartphone dell’agricoltore. Si chiama precision farming ed è una rivoluzione in corso a livello globale. Mercoledì 17 il team è stato ospite al Padiglione Americano di Expo Milano 2015, in occasione di una conferenza tenuta da Charles Bolden (Amministratore NASA) e da Luca Parmitano (Astronauta ASI).
 
Allarme cavallette!
A guardarlo, il sensore di CROPP sembra un giocattolo, ma al suo interno ha tecnologie avanzatissime. I progettisti sono partiti da una normale bottiglia di plastica e le hanno applicato una serie di dispositivi che misurano diversi parametri, il tutto alimentato da celle solari. C’è persino un allarme per le invasioni di grilli e cavallette, attivato da un microfono che avverte il loro canto. E poi dati su terreno, temperatura e presenza di parassiti, che vengono sommati a quelli atmosferici presi dal satellite per dare un quadro completo. In pratica l’agricoltore può visitare i suoi campi con un semplice click.
 
Prossimo obiettivo: Cape Canaveral
Vincere la Space Apps Challenge è già stata un’avventura. La competizione si tiene in contemporanea mondiale, una maratona di quarantott’ore per pensare e fare tutto. La parte italiana si è tenuta alla Sapienza di Roma, organizzata dal Consolato degli Stati Uniti D’America. Il team di CROPP ha sfruttato ogni minuto, l’ultimo collaudo della bottiglia sensore l’han fatto sulle aiuole dell’Università. Poi la finale con una squadra dalla California. E infine la vittoria, per la sezione Galactic Impact. Il premio è la possibilità di sviluppare la app e assistere a un lancio dalla base NASA di Cape Canaveral, in occasione della premiazione ufficiale.
 

Michele Placido. Il gusto dell’arte e della buona cucina

Cultura / -

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Michele Placido, ospite all’Auditorium di Palazzo Italia a Expo Milano 2015, racconta il suo rapporto con l’arte, la bellezza e la cucina: nell’arte e a tavola, le radici sono importanti e garantiscono uno splendido senso di appartenenza e autenticità.

Al Padiglione Italia ha letto dei testi che attraversano il mito e la poesia, da Saffo a Omero. Che cosa ci può insegnare il mito oggi?
Potenzialmente potrebbe insegnare tanto:  ricordiamo che è nato proprio perché potesse educare a migliorare la natura dell’uomo. Oggi  a volte si resta quasi senza speranza di fronte alla grandiosità della letteratura greca: spesso purtroppo vediamo la violenza, le guerre, le contrapposizioni, la volgarità che dominano.
 
Il Tema di Expo Milano 2015 si riferisce al nutrimento: l’arte in tutte le sue forme può essere nutrimento per lo spirito e ci può aiutare a rispettare il nostro Pianeta?
Sì l’arte nasce anche da questo, la grande arte, dalla pittura, alla musica, alla letteratura nasce come illustrazione e interpretazione della bellezza della natura e del pensiero umano. Come per il nutrimento del corpo, quello dell’anima passa dal gusto: sapendo gustare le cose meravigliose che ci offre la natura possiamo migliorarci anche sul piano del pensiero.
 
Lei è pugliese, di Ascoli Satriano: quali sono le tradizioni e i piatti della sua terra a cui è più affezionato? Quelli che le mancano quando è in tournée?
Mi manca soprattutto l’odore della mia terra, dopo la pioggia, oppure d’estate, quando il grano è stato appena raccolto e si sente il profumo delle reste del grano. È una sensazione che può avere soltanto chi è nato in questa grande pianura che è il Tavoliere delle Puglie. Quando sono in tournée mi mancano le cose semplici: il mio olio, le mie olive, la mia pasta, le mie verdure del Tavoliere, dell’Alta Murgia, i funghi cardoncelli.
 
La cucina è la parte più intima della casa: che cosa trasmette in cucina o davanti a una tavola apparecchiata alla sua famiglia?
A casa cerco di riproporre la cucina del mio paese che è molto particolare: è molto semplice, immediata, fatta di ingredienti del nostro territorio. Mi piace molto cucinare, anche la mia famiglia lo fa, ci viene per passione: preparare i piatti che faceva la mia bisnonna ci fa sentire un senso di appartenenza. Il piatto che ci lega sono le paste con le verdure, facciamo i troccoli in casa o le orecchiette con le nostre verdure, i pomodori, le piante selvatiche della nostra terra. Il nostro piatto numero uno, però, sono gli spaghetti al pomodoro con il fungo cardoncello.
 
 

Cambogia. I sorrisi radiosi degli abitanti tra piantagioni e templi antichi

Cultura / -

cambogia national day cover

Paradiso ancora poco esplorato dal turismo di massa, è tra i maggiori esportatori di riso al mondo. Famoso per Angkor, il sito archeologico patrimonio dell’Umanità dal 1992, il Paese è rinomato per l’ospitalità delle persone, le spiagge bianche e la natura incontaminata.

La Cambogia è un Paese affascinante, dai ritmi rilassati, che accoglie i viaggiatori e li fa sentire come a casa. Chiunque, una volta lì, può trovare l’itinerario più consono alle proprie esigenze e ai propri desideri. Il Paese offre spiagge pulite, mare cristallino, una cucina locale fatta di prodotti appena colti o pescati e siti archeologici di indubbia bellezza e fascino.

Piatti deliziosi e freschi su tavole in cui il pane è stranamente protagonista
Chiunque si appresti a gustare la gastronomia cambogiana si stupisce della sapiente maestria con cui vengono amalgamanti i freschissimi ingredienti di mare e di terra. Gamberi, pesce appena pescato, frutta succosa e dolce, riso, verdura, aromi appena raccolti dall’orto e spezie come il famoso pepe nero locale. Il tutto si fonde in piatti saporiti e dal gusto equilibrato come i goi cuon, involtini di verdure e gamberi avvolti in carta di riso. L’alimento più stravagante e meno esotico di tutti è tuttavia il pane fresco, come l’immancabile baguette venduta sulle strade a pochi centesimi, simbolo fragrante e profumatissimo di quella che fu la dominazione francese nel Paese.

Un Padiglione che esalta la cultura contadina nelle piantagioni di riso
La Cambogia partecipa a Expo Milano 2015 all’interno del Cluster del Riso insieme al Bangladesh, alla Repubblica Democratica del Laos, alla Sierra Leone e al Padiglione Basmati. Addentrarsi nel suo Padiglione, è come entrare in uno degli antichi templi presenti nell’insediamento di Angkor. Al suo interno, sono esposti un rotesxo (ox cart), tipico carretto cambogiano utilizzato dai contadini per trasportare il riso e diversi strumenti di lavoro. Insieme agli oggetti di finissimo artigianato locale e ai gioielli d’argento e d’oro, è possibile acquistare riso jasmine, pepe khampot, zucchero di palma, tè, aromi e statuette in legno chiaro raffiguranti il Buddha.
 
 

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