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Pesto, la salsa più amata al mondo

Gusto / -

© Addimage

Una lunga storia che attraversa i secoli partendo addirittura dal Medioevo. Il pesto è la salsa a crudo italiana più conosciuta e imitata al mondo la ricetta scritta venne codificata nel genovesato nel XIX secolo. Il pesto in versione gourmet si avvale di ingredienti italiani di primissima qualità.

Il pesto è la salsa a crudo italiana più conosciuta e imitata al mondo, prodotta sia a livello artigianale che industriale. Viene copiata e imitata anche all'estero, con numerose varianti d'ingredienti.
Il pesto probabilmente deriva da una salsa agliata medioevale. Solo nell'Ottocento la ricetta viene codificata pressapoco come la conosciamo: ingrediente base il basilico, quello più rinomato si dice si coltivi nel Ponente genovese, aglio, pinoli, fiore sardo, parmigiano reggiano, olio extravergine d'oliva e sale marino grosso.
Non stupiscono i due formaggi estranei alle produzioni locali liguri, il parmigiano reggiano e il fiore sardo si commercializzano da secoli su e giù per l'Italia, e una delle abilità culinarie dei Genovesi consiste nell'aver fatto proprie pietanze, ingredienti e prodotti che giungevano grazie ai traffici del porto e alle attività mercantili praticate dagli abitanti della città della Lanterna.
 
Tra tradizione e innovazione 
Il pesto è una delle rare salse a crudo che si otteneva schiacciando nel classico mortaio di marmo, con il pestello in legno, tutti gli ingredienti sino ad ottenere un composto omogeneo. Al giorno d'oggi tutti gli elementi vengono amalgamati, più facilmente, con frullatori elettrici, ma in onore e memoria alla tradizione dal 2007 a Genova si tiene ogni anno il Campionato del mondo di pesto al mortaio.
Il nome genovese pestu significa semplicemente “battuto”, ridotto in poltiglia.
 
Il pesto nei secoli 
Le prime tracce nei ricettari risalgono rispettivamente a Giovanni Casaccia (1851) e Giovanni Battista Ratto (1863). Lo storico Sergio Rossi, autore di un’interessante monografia sul verde intingolo, ha trovato un’inedita fonte seicentesca in cui i maccaroni sono abbinati a zucchine, parmesano gratusato, baselego franto e aglio, segno che l'abbinamento basilico, formaggio e pastasciutta era destinato ad un felice e duraturo matrimonio.
 
Il basilico attualmente si coltiva in serra in autunno e inverno. Viene raccolto ancora piccolo e tenero, così da mantenere un sapore più delicato. I liguri condiscono con il pesto le tante tipologie di pasta di cui sono stati artefici e/o produttori dal Medioevo ad oggi: trenette, trofie, curzetti, testaroli, lasagne ed altre ancora.
 
Pesto orgoglio tutto made in Liguria 
Oggi il Pesto è uno dei prodotti agroalimentari tradizionali della Liguria censiti dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF) e nella sua versione più blasonata è un prodotto ricco di tipicità titolate: contiene due Dop liguri (Denominazione di Origine Protetta): il Basilico genovese e l'olio Riviera Ligure; un Presidio Slow Food, l'aglio di Vessalico (Imperia); una Dop sarda, il Fiore, una Dop emiliana, il Parmigiano, e infine sale rigorosamente marino.
 
Expo Milano 2015 è un'occasione per scoprire tutte le sfaccettature della cucina firmata made in Italy. Nel Padiglione Italia si potranno scoprire gli ingredienti, tradizioni e curiosità delle eccellenze Italiane. 
 

Angiola Busato. La mia arte è un’urgenza del cuore

Cultura / -

© Giulia Mazzoleni

La pittrice veneziana Angiola Busato ha dipinto 20 tele, che saranno esposte dal 18 luglio al 31 ottobre presso il Padiglione Somalia a Expo Milano 2015, raffiguranti altrettanti articoli della Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La mostra intitolata Diritti dell’infanzia, Energia per la vita ha lo scopo di promuovere l’arte come veicolo di conoscenza e diffusione dei concetti inalienabili di diritto e di uguaglianza.

Angiola Busato, lei è a Expo Milano 2015 per inaugurare un mostra del tutto speciale, una mostra che racconta la Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Come è nata questa necessità?
Amo definire questa collezione un’urgenza del cuore. Questa mostra non è stata commissionata, è nata dalla mia sensibilità, dal bisogno che ho sentito nel momento in cui ho conosciuto il valore della Convenzione sui diritti all’infanzia. Questo progetto nasce 7 anni fa, quando sono entrata in contatto con l’Aes Ccc, un’organizzazione non governativa di Padova, che sostiene molti progetti umanitari in Somalia.
 
I bambini somali sono i protagonisti della sua narrazione, di un paragone che non è del tutto scontato. Ci parli un po’ più da vicino del suo progetto.
La Somalia è stato l’ultimo Paese a ratificare il 20 gennaio 2015 la Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, quando ho parlato del mio progetto all’Ambasciatore della Somalia presso le Nazioni Unite, Ibrahim Hagi Abdulkadir, ha accolto subito la proposta e abbiamo studiato insieme questa mostra. L’unico quadro che mi è stato commissionato (immagine di copertina) rappresenta una donna, colei che nutre, davanti a un tavolo pieno di banane, il frutto tipico della Somalia, questo per armonizzare la mostra al tema dell’Esposizione Universale. Inoltre, questo quadro, come tutti gli altri, è associato a un articolo specifico della Convenzione, l’articolo 24, il diritto all’acceso ai cibi nutrienti. Ogni quadro estrapola un articolo e attraverso il filtro della mia sensibilità racconta di un diritto.
 
Possiamo parlare di una mostra in cui l’arte diventa portatrice dei valori comuni.
Assolutamente si, questa mostra non nasce da una progettazione ma dalla mia interpretazione degli articoli della Convenzione e questo è quello che voglio esprimere. Il cuore mi ha guidato in questo progetto e vorrei esprimere attraverso questi quadri l’importanza di riconoscere di diritti ai fanciulli. Alcuni di questi bambini sono figli di amici, altri sono immagini che mi hanno colpito e quattro sono bambini che vivono in Amazzoni e di cui ho avuto le fotografie tramite un medico veronese che vive nel Nord Est del Brasile. Questi sono bambini reali, queste sono le loro condizioni reali, con questa consapevolezza vorrei toccare il cuore delle persone.
 
Se potesse parlare a tutte le persone del mondo. Quale sarebbe il suo messaggio?
Vorrei toccare i cuori di tutte le persone del mondo. I papà, le mamme, i nonni, gli educatori, gli insegnanti devono essere consapevoli dei diritti dei bambini, con questo progetto ho scoperto che non solo sono veramente conosciuti. Il mio desiderio è toccare cuori ed entrare nelle famiglie con la consapevolezza del concetto inalienabile di diritto e di uguaglianza per grandi e piccoli, per tutte le nazioni nel mondo.
 
Lei crede che la presenza di questa mostra a Expo Milano 2015 possa aiutare a diffondere questa consapevolezza?
Certamente, il Padiglione Somalia a Expo Milano 2015 è la prima tappa. Aes CCC ha intenzione di far girare questa mostra anche nelle scuole. Io penso che sia fondamentale che i ragazzi vedavo questi qudri e che la consapevolezza si apprenda tramite la scuola. Dall’istruzione si costruirà una nuova Umanità.
 
 
 
 

Gli insetti che si nascondono nei nostri piatti

Lifestyle / -

Consumo inconsapevole di insetti

Nella cultura occidentale l’idea di mangiare insetti genera immediata repulsione. In realtà, però, se ne mangiano tantissimi, praticamente ogni giorno. Dove sono nascosti?

Se pensiamo che il nostro Pianeta sia il regno degli esseri umani, ci sbagliamo e non di poco: dall’alto del milione di specie conosciute, la Terra è dominata dalla classe degli insetti. E c’è di più: gli scienziati sostengono che le specie ancora da scoprire siano almeno 6 milioni, altri sono convinti che le specie sconosciute salgano ad almeno 20 milioni. Siamo letteralmente circondati dagli insetti, negli ambienti aperti, naturali, ma negli ambienti urbanizzati e nelle nostre case. Gli atteggiamenti nei loro confronti variano da cultura a cultura: in particolar modo la cultura occidentale prova repulsione nei loro confronti e difficilmente li accetta come ingrediente di un piatto. Eppure, inconsapevolmente, ne mangiamo moltissimi.
 
Non lo sappiamo, ma sono nei nostri cibi quasi ogni giorno
Per noi, l’idea che gli insetti siano animali disgustosi è talmente radicata che solo il pensiero di provoca una sensazione spiacevole. Eppure anche noi ci nutriamo, in qualche modo, di insetti. Secondo autorevoli stime, il consumo medio annuale di questi animali si aggira intorno ai 500 grammi. Ovviamente il nostro consumo è del tutto inconsapevole, visto che gli insetti si trovano anche nel cibo che consumiamo. Prendiamo per esempio un salutare bicchiere di aranciata: può contenere, in modo perfettamente legale, fino a 5 moscerini oppure 50 afidi. Gli insetti sono nella frutta, nella verdura, nei succhi di frutta, negli alimenti che contengono farine e pure nella cioccolata.
 
Forse li mangiamo anche quando dormiamo
Concludiamo con una buona notizia: una leggenda metropolitana afferma che, durante il corso della nostra vita, noi mangiamo una ventina di ragni mentre dormiamo. Ebbene, esimi scienziati si sono radunati per discuterne giungendo alla seguente conclusione: la nostra bocca è un luogo privo di interesse per questi artropodi dato che non ci sono né insetti da mangiare né altre sostanze utili. Ingurgitare un ragno è insomma un evento estremamente raro… ma non impossibile!
La visita a Expo Milano 2015 è un'occasione anche per scoprire la bellezza della biodiversità. Nell'Area Tematica Biodiversity Park, in particolare, installazioni, orti, giardini e performance daranno l'occasione di sperimentare la ricchezza e la varietà della natura.
 

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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