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La raclette svizzera: il formaggio che si scioglie nel piatto

Gusto / -

raclette
© Annalisa Cavaleri - Expo 2015 S.p.A.

È una delle ricette più famose della Svizzera: la raclette nasce nel Vallese ed è un piatto a a base di formaggio, che viene fatto sciogliere, "raschiato" con un coltello o una spatola, e fatto cadere morbidamente nel piatto. Si accompagna con pane, patate lesse e sottaceti, e si può assaggiare al Padiglione della Svizzera.

Una tradizione di allevamento secolare che porta, come golosa conseguenza, la produzione di latte e formaggi di alta qualità. La Svizzera è famosa per l’Emmentaler DOP, le Gruyere DOP e lo Sbrinz DOP, ma per anche l’Appenseller e il Tete de Moine DOP, da inserire in uno speciale strumento, la girolle, per ottenere leggere "rose" di formaggio. Tra i più conosciuti c'è il formaggio da raclette vallesano DOP, cremoso e saporito, prodotto esclusivamente nel Canton Vallese con latte crudo.
 
La prova di assaggio: la raclette del Padiglione Svizzera
La raclette è un piatto che rappresenta la Svizzera. La forma di formaggio viene tagliata a metà e posta sotto una fonte di calore. La parte che si scioglie viene raschiata e fatta scivolare nel piatto, e, infatti, il termine “raclette" deriva dal vocabolo francese “racler”, che significa proprio “raschiare”.
Il sapore in bocca è quello ricco e intenso del latte crudo, con le sfumature delle erbe di montagna.
Il formaggio, sciogliendosi, crea una crema liscia, che regala in bocca una sesazione calda e avvolgente. A seconda dei gusti si può partire assaggiando la parte più morbida e sciolta, oppure le crosticine croccanti che si formano quando la raclette viene preparata alla perfezione.
Dopo aver assaggiato il formaggio in purezza, si può iniziare a giocare con  contorni: una consistenza croccante e un sapore agrodolce per il cetriolino, oppure una sensazione di acidità più marcata mista a piccantezza per la cipollina sottaceto. Questi bocconi, più decisi, possono essere intervallati dall'abbinamento, dolce e setoso, tra patata lessa e formaggio, che riporta il palato in equilibrio.
 
Léon, il viticoltore che inventò la raclette
Faceva freddo quel giorno sulle Alpi del Vallese e il viticoltore Léon aveva con sè solo pane, vino e un pezzo di formaggio. Aveva voglia di un pasto caldo e così pensò di scaldare il formaggio direttamente sulla fiamma del fuoco, lo raschiò con il coltello e lo fece scivolare sul pane per un pranzo saporito e sostanzioso: ecco come è nata la raclette!

Puoi assaggiare la raclette con cetriolini, cipolline e patate lesse al Padiglione della Svizzera
 

Tunisia. La lingua di deserto che parla al Mediterraneo

Cultura / -

Tunisia
© Philippe Lissac/Godong/Corbis

Al centro dell’Africa settentrionale c’è una lingua di terra che racchiude il meglio delle tradizioni e delle influenze del Mediterraneo. La Tunisia celebra il suo National Day all’interno dell’Expo il 27 maggio.

La Tunisia è la culla del mar Mediterraneo. Il Paese nordafricano ha una storia e tradizioni millenarie che ne fanno, ancora oggi, uno degli Stati più interessanti del Maghreb anche dal punto di vista culturale e artistico. Oggi sono diversi gli appuntamenti, i festival, le iniziative che puntano a riscoprire e riportare l’attenzione sul patrimonio nazionale. L’occasione rappresentata da Expo Milano 2015 rientra in quest’ottica e dà la possibilità alla Tunisia di mostrare le meraviglie naturali, i paesaggi che cambiano dimensione e colore a seconda della zona. Dalle dune di sabbia ai campi di grano, dalle foreste ai palmeti.
 
Una contaminazione di sapori
Trovandosi nel cuore del Mediterraneo, la Tunisia ha una tradizione culinaria ricchissima che sconfina e contiene influenze berbere, siciliane, ebraiche, così come turche e francesi. Il piatto più famoso è senz’altro il couscous alla tunisina, ma i brik (dei fagottini ripieni e molto sfiziosi) così come la shakshuka (un piatto unico a base di uova) non sono da meno e non possono mancare tra le pietanze da provare se si vuole scoprire la cucina di questo Paese.
 
Generosa per natura
Il Padiglione della Tunisia all’interno dell’Expo si trova nel Cluster Bio-mediterraneo e rende omaggio all’Oasi di Gabes che si affaccia sul Mediterraneo, una delle ultime rimaste sulla Terra. Qui si possono trovare coltivazioni di ogni tipo: datteri, frutta, ortaggi. Il clima, infatti, è unico e rende possibile l’equilibrio e l’armonia tra l’insediamento umano e l’ambiente naturale. Anche per questo, il theme statement scelto è “Tunisia, naturalmente generosa", una frase che racchiude bene le due anime e che possono essere apprezzate durante i festeggiamenti previsti per il National Day che si celebra il 27 maggio.
 

L'Abendbrot, il pane della sera. Dalla Germania un antipasto con salumi, crema di formaggio e l’immancabile bretzel

Gusto / -

Antipasti Germania
Annalisa Cavaleri © Expo 2015 S.p.A.

Prosciutto crudo affumicato, da abbinare ad una saporita crema di Camembert, patate, polpette di carne e cetrioli sottaceto. Per dare freschezza una tartare di aringhe marinate con cubetti di barbabietola. Un antipasto così ricco che può diventare una cena golosa se accompagnato con bretzel, burro e sale.

La cucina tedesca è caratterizzata da sapori forti e decisi. A nord è tipico il pesce, sia fresco che conservato: si trovano aringhe, gamberi, anguille, granchi e aragoste. Nelle regioni orientali si mangiano gli gnocchi di patate e gli spätzle, gnocchetti a base di uova, spesso colorati di verde grazie all’aggiunta di spinaci nell’impasto. La lavorazione delle carni e dei salumi è una tradizione antica su tutto il territorio. Tra i piatti più famosi i wurstel con i crauti, le cotolette (schnitzel), l'agnello arrosto, i brasati e le zuppe. In Baviera si trova l'Haxen, una coscia di maiale o di vitello accompagnata da gnocchi di patate e in Franconia si possono assaggiare le famose salsicce fritte di Norimberga.
Quando si parla di gastronomia tedesca non si può non citare la birra, bevanda nazionale e parte integrante della cultura culinaria.
 
La prova di assaggio: l’antipasto misto e colorato del Padiglione della Germania
Un tagliere di legno ricco di salumi, formaggi e preparazioni fredde è un modo divertente per iniziare un pasto. Al Padiglione della Germania si può assaggiare un antipasto misto che, per i suoi colori, è una gioia per gli occhi, prima ancora che per il palato. Viene subito voglia di provare la crema al Camembert, densa e con piccoli pezzi di formaggio all’interno, a richiamare la tradizione antica, quando veniva preparata con gli scarti rimasti dalle altre preparazioni. Il gusto è deciso e salino, e la dominante è il sapore caratteristico della muffa che si forma sulla crosta del formaggio. Dà carattere il tocco speziato della paprika. La polpettina è piccola e soda, dal buon sapore di carne, con un finale che richiama la cannella e la noce moscata. Per la parte vegetale, è stato scelto il cetriolo sottaceto, che dona freschezza e acidità, e le patate, sempre aromatizzate all’aceto, che sono state in parte schiacciate per creare una cremina sul fondo del piatto. La parte più gustosa è sicuramente il prosciutto crudo, che lascia a lungo in bocca un sentore affumicato e legnoso, fortemente aromatico. Per stemperare questo carosello di sapori si può provare il contenuto della ciotolina: aringhe affumicate tritate, abbinate al gusto agrodolce del cetriolo e alla dolcezza della barbabietola. Per chiudere il boccone è bello tornare sulla salsa cremosa al formaggio che lascia una sensazione vellutata.
Questo ricco antipasto misto può diventare anche una cena gustosa, chiamata comunemente Abendbrot, che significa letteralmente “il pane della sera” e che identifica un pasto freddo a base di salumi, formaggi, pane e salse.
 
La merenda più antica del mondo
Questo gustoso aperitivo si può abbinare a una delle preparazioni più tipiche della cucina tedesca: il bretzel. Di origine alsaziana, è un tipo di pane saporito, dal colore ambrato e dalla particolare forma di “anello allentato”. Secondo la leggenda i bretzel sono la merenda più antica del mondo, diffusa già nel 610 d.C. Si racconta che i monaci del Sud della Francia li regalassero ai bambini come ricompensa per aver imparato a memoria le preghiere, da qui la forma, che ricorda le braccia incrociate dei bambini, in atteggiamento di preghiera. Si possono mangiare anche tiepidi, tagliati e spalmati con burro fresco, che con la sua dolcezza contrasta il sapore deciso del sale grosso che decora la crosta esterna.
 
Si può assaggiare l’antipasto a base di prosciutto crudo affumicato, patate, aringhe affumicate e crema di formaggio al Padiglione della Germania a Expo Milano 2015
 
 

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