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L’aragosta con salsa alla vaniglia: una delizia dalle Isole Comore

Gusto / -

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Le Isole Comore sono un arcipelago dove la natura regna sovrana e incontaminata. Tra i piatti più buoni c’è una morbida aragosta irrorata con salsa aromatizzata alla vaniglia. Si possono scoprire le tradizioni gastronomiche comoriane al Padiglione delle Comore nel Cluster Isole, Mare e Cibo.

Un arcipelago di isole meravigliose in cui la natura regna incontaminata. L’economia comoriana si basa prevalentemente sull’agricoltura e i prodotti più esportati sono vaniglia, chiodi di garofano e ilang-ilang, un albero dai cui fiori cui si ricava un’essenza preziosa usata per la produzione di profumi. La cucina è semplice e salutare, ricca di pesce e frutta fresca.
 
L’aragosta alla vaniglia: dolcezza nel piatto
La vaniglia è una pianta originaria del Messico, che trova il suo habitat perfetto in Madagascar e nelle Isole Comore. Questa spezia è usata in cucina anche per piatti salati, a differenza di  quello che si potrebbe pensare. Uno dei piatti più deliziosi delle Comore è l’aragosta con salsa alla vaniglia: il crostaceo viene sbollentato in modo che le carni cuociano restando morbide, e poi viene irrorato di salsa al burro aromatizzata alla vaniglia. La sensazione in bocca è di morbidezza e sia il burro che l’aragosta concorrono a creare un gusto dolce in bocca. La salsa dà un tocco avvolgente e vellutato. Chi preferisse dei gusti più decisi, può scegliere i curry a base di spezie, mischiati al latte di cocco. Per rendere il piatto più completo, vengono arricchiti con carne e pesce grigliato e accompagnati da riso bollito.
 
Per accompagnare i curry c’è la manioca
Al posto del riso, per accompagnare i curry di verdure, carne o pesce, si usa spesso la manioca, chiamata mhogo nella lingua locale. Si tratta di un tubero di colore bruno dalla polpa chiara, ricca di amido. Viene cucinata come una patata, bollita e sbucciata. Può essere tagliata a pezzi, fritta o trasformata in purè. È importante per l’alimentazione della popolazione locale perché ricca di carboidrati, calcio e fosforo.
 
Si possono scoprire le tradizioni gastronomiche comoriane al Padiglione delle Comore nel Cluster Isole, Mare e Cibo
 
 

Polonia. Una favola di natura e storia, anche a tavola

Cultura / -

© Christophe Boisvieux-Corbis

Bellezze naturalistiche, storiche, prelibati piatti: la Polonia racchiude numerose voluttà che appagano tutti i sensi. È un paese verde in cui natura e cultura convivono in armonia, dove le memorie del passato si riflettono, con i loro moniti e il loro fascino, nello sguardo verso il futuro.

Paesaggi palustri, complessi boschivi antichissimi, montagne di carattere alpino e rocce di granito, laghi, valli protette, immense dune mobili di sabbia: la Polonia è tra i pochi Paesi d’Europa con una varietà di spazi e paesaggi intatti.  Nel Paese ci sono 23 parchi nazionali che si estendono su 300.000 ettari, ovvero l’1 per cento della superficie totale. Otto di essi compaiono nell’elenco delle riserve mondiali della biosfera UNESCO e il Parco Nazionale Białowieża fa parte del Patrimonio della Cultura Mondiale. La foresta di Białowieża è l’ultima foresta vergine d’Europa e tra i suoi alberi vive la specie protetta dei bisonti europei. Tra le bellezze del Paese si annoverano le miniere di sale di Wielicza, da cui si estrae sale sin dall’epoca medievale: è monumento della cultura mondiale inserito nella lista dell’UNESCO dal 1978 ed è uno dei siti naturali più spettacolari della Polonia.

Ingredienti deliziosi da meravigliosi boschi, campi, fiumi e laghi
Per secoli alla base della cucina polacca ci sono stati la cacciagione, il pollame e la carne di maiale insieme al pesce, in particolare di acqua dolce. Nonostante le varietà regionali ci sono dei piatti che costituiscono il canone della cucina polacca. Si preparano molte zuppe e nei giorni di festa non manca mai il rosół, ovvero il brodo, a base di gallina ruspante, di fagiano o di faraona, che viene servito con cappelletti fatti in casa. Molto popolare è la zuppa di pomodoro servita con la śmietana, cioè la panna acida, e la zuppa di cetriolini in salamoia. Molto popolari sono anche i pierogi, dei ravioli farciti con le patate e la ricotta (pierogi russi), oppure con la carne, con il cavolo o i funghi. Nei dolci spesso vengono impiegati i frutti di bosco e le mele. La Polonia è infatti uno dei maggiori produttori di mele in Europa: nella zona centrale del Paese la produzione melifera si adatta al clima temperato fornendo mele da tavola, mele destinate alla produzione di succhi e mele destinate all’esportazione.

Un giardino magico ispirato alle mele
Uno scrigno di legno ricoperto da cassette di legno usate per il trasporto delle mele: è così che si presenta il Padiglione della Polonia a Expo Milano 2015 per rendere omaggio al frutto più prodotto nel Paese. Una delle attrazioni del Padiglione è il suo giardino magico, che accoglie i visitatori sulle note del valzer di Wojciech Kilar: qui la vegetazione naturale cresce accanto agli alberi di mele, che si riflettono negli specchi creando l’illusione di uno spazio vasto e infinito.

I bocconcini di agnello del Mali: lo spezzatino con tutta la dolcezza della salsa d’arachidi

Gusto / -

Lamb chunk del Mali

Carni saporite, immerse in una salsa dal gusto ricco e avvolgente a base di arachidi, di cui il Mali è tra i principali produttori mondiali. Ma non solo: anche piatti a base di stufati di verdure speziate, accompagnati da cereali e riso. Come bevanda, un dolce tè alla menta non manca mai sulla tavola. Si possono scoprire le tradizioni culinarie dal Mali nel Cluster delle Zone Aride a Expo Milano 2015.

La gastronomia del Mali assorbe le influenze della cucina senegalese e, a nord del Paese, del Nord Africa. Infatti si trovano pietanze come il cous cous e il tè alla menta, bevuto prima amaro, poi dolce e poi dolcissimo, da sorseggiare seduti in cerchio su tappeti dai colori vivaci. Nei villaggi si sente il suono ritmico dei pestelli, usati dalle donne per macinare i semi dei cereali, come il miglio e il sorgo, e creare salse gustose a base di arachidi.

Lo spezzatino di agnello alla salsa di arachidi: la carne diventa un completo piatto unico
In Mali il tipo di carne più utilizzata è quella di pollo, tanto è vero che uno dei piatti più conosciuti, di influenza senegalese, è il poulet yassa, pollo lasciato marinare in un composto a base di senape, succo di limone, aglio e pepe nero, grigliato o soffritto in padella insieme alle cipolle. Ma il Mali non è solo carne bianca: un posto d’onore nella cucina della festa lo ricopre lo spezzatino di agnello in salsa di arachidi, ingrediente di cui il Paese è tra i principali produttori mondiali. Si tratta di bocconcini molto teneri, avvolti in una salsa cremosa dal gusto ricco e vellutato. La carne viene essa stessa soffritta nel burro di arachidi, per impregnarsi bene di sapore. Simile, ma a base di carni miste, è il riso Jollof, di origine nigeriana, una specie di paella realizzata facendo soffriggere pollo, manzo e agnello e insaporendoli con l’immancabile salsa di arachidi e un mix di spezie a base di cumino, curcuma e coriandolo.

Non solo carne: il sapore e la semplicità di verdure e cereali
La cucina più semplice in Mali riserva belle sorprese. I cereali sono alla base dell’alimentazione e il pasto, solitamente, è costituito dal riso e dal To, una particolare polenta a base di miglio, insaporiti con salsa a base di arachidi o di oli vegetali e spezie. Tra i contorni più gustosi quelli a base di igname, anche detto yam, un tubero di origine africana che ricorda per consistenza e sapore la patata dolce. Questo ingrediente è fondamentale anche per preparare un altro piatto tipico dell'etnia Bambara, il mafé, uno spezzatino con verdure - di solito patate, cipolle, zucca e cavolo - insaporito con spezie e peperoncino, che si mangia accompagnato da riso bollito.
 
Si possono scoprire le tradizioni culinarie del Mali nel Cluster delle Zone Aride a Expo Milano 2015
 

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