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In Kyrgyzstan si mangia il beshbarmak: la regola è usare 5 dita

Gusto / -

piatto dal Kyrgyzstan

Una cultura gastronomica che fonde la tradizione centro-asiatica e quella russa. Il piatto nazionale è il beshbarmak, carne bollita tagliata a fette e servita con noodle, prezzemolo, coriandolo e cipolle.

Il Kyrgyzstan è uno stato dell’Asia Centrale, la cui superficie è per il 94% occupata da montagne. Il 40% del territorio è posto oltre i 3000 metri sul livello del mare con molte zone coperte da nevi e ghiacci. Questa conformazione fisica influenza anche la produzione di alimenti e la cucina. L'agricoltura è il settore portante dell’economia: si coltivano cereali, patate, barbabietole, legumi e ortaggi e tabacco. Si pratica l’allevamento di capre, pecore, cavalli e yak, utilizzato sia per il trasporto sia per produrre carne e latte.
La cucina è a metà tra la tradizione centro-asiatica e quella russa. I piatti classici sono i laghman, cioè noodles conditi con peperoni, verdure e salsa all'aceto, e il plov, sostanzioso piatto di riso condito con verdure e carne, soprattutto di manzo e montone.
 
Il Beshbarmak: un piatto che si magia con una mano
Il piatto più conosciuto del Kyrgyzstan è il beshbarmak: si tratta di carne e noodle, cioè tagliatelle fatte in casa, cotti nel brodo. Il piatto si compone posizionando alla base i noodle, poi la carne tagliata a fette, le cipolle e, infine, il prezzemolo e il coriandolo tritati, che donano freschezza a un piatto molto ricco e calorico. Spesso si aggiunge anche una salsa speziata alle cipolle.
Beshbarmak significa "cinque dita" nella lingua del Kyrghyzstan, perché, secondo la tradizione, la pietanza va mangiata con una mano sola.
La degustazione del piatto segue un rituale preciso: la testa di pecora bollita nel brodo viene servita all’ospite più importante della tavola, che, solitamente, è il più anziano.
 
Kuurdak, spiedini e salsicce: la carne è servita
La carne è regina sulle tavole del Kyrgyzstan: un’altra preparazione molto antica è Kuurdak, carne stufata a lungo con patate e cipolle, ci sono poi i sujuk, saporite salsicce di cavallo, e gli shashlik, spiedini di montone che vengono lasciati marinare e poi cotti sulla griglia, spesso serviti per le strade con un contorno di cipolle come saporito street food.
 

Il Belgio. Un crocevia di popoli, lingue e tradizioni

Cultura / -

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© Arne Hodalic_Corbis

Un Paese tra i confini dell’Olanda, della Germania, del Lussemburgo e della Francia, il Belgio è da sempre un crocevia di popoli e di merci. Le migrazioni e le contese territoriali hanno influenzato la cultura belga, nonostante il legame con la tradizione regionale. Le Fiandre, la Vallonia e una minoranza tedesca costituiscono le tre regioni belghe, dalle cui profonde differenze nasce una cultura variegata e cosmopolita.

La matrice culturale del Belgio emerge durante le feste folcloristiche come l’Ommegang, durante la quale sfilano i costumi del XVI secolo. Il Belgio ha dato i natali a Jan van Eyck, padre della scuola dei pittori fiamminghi, a Pieter Paul Rubens, a René Magritte e all’architetto pioniere dell’Art Nouveau Victor Horta, distinguendosi anche nella preparazione di due prelibatezze apprezzate in tutto il mondo, la cioccolata e la birra.

Una tradizione culinaria che unisce tutte le etnie
La cucina belga offre una grande varietà di ricette regionali. Il piatto nazionale, le “moules frites” è costituito dalle cozze bollite servite con le patatine fritte, ma su tutte le tavole tradizionali non mancano mai le anguille e la selvaggina. Il Belgio è noto per il cioccolato e la birra. Dal cioccolato bianco, ai pralinati, ai ripieni di creme o liquore, la produzione cioccolatiera si distingue per le “pralines” e per i “truffles”, i tartufi. Mentre le oltre 600 qualità di birra rappresentano una nota fondamentale per la gastronomia, che ne usa alcuni tipi per la cottura di cibi a base di carne. La birra belga è unica per la sua preparazione, il tipo “Lambic” infatti si ottiene, come lo champagne, dalla fermentazione in serbatoio e poi in bottiglia che ne assicura l’inconfondibile sapore.

Il Padiglione Belgio, lo spirito di un Paese in tre semplici mosse
Nel Padiglione Belgio si può degustare il cioccolato confezionato sul momento dai maestri cioccolatieri, le birre belghe e tutti i piatti tipici, tra cui le patatine fritte. Un aspetto importante per l’economia belga deriva dallo sviluppo delle tecnologie per l’agricoltura e l’acquacoltura, una caratteristica presente nel Padiglione.
 
 

Colombia. Un Paradiso di biodiversità su cinque livelli

Cultura / -

Il 20 luglio a Expo Milano 2015 è il National Day della Colombia
©JeremyRichards/Shutterstock.com

La sua posizione a cavallo dell’Equatore e le differenti altitudini hanno garantito al Paese una grande varietà di flora e fauna. Caffè, cacao, fiori e frutta sono i prodotti più apprezzati ed esportati nel mondo.

Un Paese bagnato da due oceani che comprende quasi tutte le fasce climatiche. Questa è la Colombia: il Paese è 17° al mondo per diversità ambientale, ma occupa il primo posto per varietà di specie a mq, con 311 ecosistemi e circa 55mila specie di fauna e di flora.
Una delle principali ricchezze naturali della Colombia sono le risorse idriche. Il Paese è considerato uno dei bacini d’acqua mondiali, grazie ai suoi 30.000 kmq di páramo (brughiera). Secondo alcune stime FAO, il Paese possiede risorse idriche rinnovabili vicine ai 2.300.000 milioni di metri cubi l’anno.
Si calcola che il 60% delle specie che popolano le brughiere della Colombia siano endemiche, comprese varie specie di muschio che possono immagazzinare fino a 40 volte il loro peso in acqua. Attualmente, esistono 30 aree di brughiere protette, la più grande delle quali è nel Parco Nazionale Natural Sumapaz.
Attualmente, più di 25 milioni di colombiani dipendono dall’acqua prodotta dal sistema dei Parchi Naturali.
Circa il 40% del territorio nazionale è poi composto dalla foresta amazzonica, che appartiene al complesso forestale più grande del mondo, considerato il principale fattore d’equilibrio per contrastare le emissioni di anidride carbonica.
 
Una grande ricchezza di coltivazioni
Il 70% del suolo colombiano è adatto alla coltivazione agricola.
Prodotti come il caffè, il cacao, i fiori e gli smeraldi colombiani sono celebri in tutto il mondo.
In particolare, dal 2011 l’Unesco ha iscritto il Paisaje Cultural Cafetero nella lista del Patrimonio Mondiale. Nei dipartimenti di Caldas, Quindío, Risaralda e Valle del Cauca, 560 mila famiglie si dedicano alla produzione di un caffè che, oltre a raggiungere 90 paesi, è riuscito a dare impulso allo sviluppo in piú della metà dei comuni della Colombia.
La Colombia è oggi la terza nazione sudamericana per numero di ettari coltivati ad alberi da frutta (circa il 10% della superficie coltivabile). Il Paese ha sviluppato una produzione sostenibile di coltivazioni non tradizionali come quella di uchuva (che noi chiamiamo chichingeri o alchechengi), la frutta più esportata del Paese (dopo le banane), distribuita in più di 20 Paesi, seguita dalla gulupa, (un tipo di passiflora).
Tra i piatti tradizionali della Colombia, spiccano l’ajiaco, una zuppa calda di colore giallo composta da tubercoli con pollo in tranci. È accompagnato da un contorno di riso in bianco e un pezzetto di avocado fresco.
La ricetta più celebre è però la Pandeja paisa. Gli ingredienti di questo piatto possono variare, ma l’unico che non può mancare è una generosa porzione di fagioli, secondo lo stile della regione di Antioquia. Gli altri ingredienti sono: riso bianco, carne tritata, chicharrón (cotenna di maiale fritta), uovo, plátano maturo, salsiccia tipo Antioquia, arepa di Antioquia a base di mais, hogao (soffritto leggero di cipolla e pomodoro), morcilla (simile al sanguinaccio) e avocado.
 
Un viaggio in verticale attraverso i ‘pisos termicos’
Grazie alla sua posizione vicina all’Equatore, il clima della Colombia non è determinato dalle stagioni, ma dall’altitudine delle varie regioni. Il concetto fondamentale alla base del Padiglione della Colombia a Expo Milano 2015 sono quindi i ‘pisos termicos’, i livelli termici che caratterizzano le cinque zone climatiche del Paese. All’ingresso di ogni modulo, un pannello ricorda i personaggi celebri che sono nati in quella zona climatica, tra cui grandi miti come lo scultore Fernando Botero e lo scrittore Gabriel Garcia Marquez, ma anche celebrità dello sport e della musica come Ivan Ramiro Còrdoba o Shakira, .
Il viaggio del visitatore termina sulla vetta più alta della Colombia, il picco Cristóbal Colón. Da qui si comincia a scendere, con un “ascensore virtuale” che ripercorre con un video wall tutti i paesaggi fin qui visitati.
L’ultima sala, al piano inferiore, è la più emozionante: in un auditorium, una melodia composta da Carlo Vives è eseguita da cinque artisti o gruppi musicali, ognuno dei quali proveniente da un diverso livello termico.
 
 

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