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Il guláš della Slovacchia: saporito stufato di carne con gnocchi di pane

Gusto / -

Guláš  Slovacchia
© FoodPhotography E./the food passionates/Corbis

Uno spezzatino di manzo con cipolla, paprika rossa macinata, sale, pepe nero e aglio. Il guláš di carne è un piatto di origine turca, arrivato in Europa centrale grazie agli ungheresi, ed è solo una delle specialità che si possono assaggiare al Padiglione della Slovacchia a Expo Milano 2015.

I componenti base della dieta tradizionale slovacca sono sempre stati latte, carne, patate e cavoli. Da questi semplici ingredienti nascono molti piatti tipici gustosi: il più famoso sono i bryndzové halušky, gnocchi di pasta di patate, mescolati con un particolare tipo di ricotta morbida di pecora, la bryndza, e insaporiti con pancetta fritta tagliata a pezzetti. Si tratta di una cucina con forti radici contadine, con preparazioni sostanziose, adatte a dare forza durante il duro lavoro nei campi. Nella gastronomia si rilevano le influenze dei Paesi vicini – Ungheria, Austria, Repubblica Ceca, Polonia – e, di recente, quelle europee, in particolare italiane e francesi.
 
Il guláš di carne della Slovacchia con fette di knedľa
La carne è sempre stata un ingrediente importante della cucina tradizionale slovacca, tanto è vero che il piatto più conosciuto è il guláš, spezzatino stufato di manzo con cipolla, paprika rossa macinata, sale, pepe nero e aglio. Si tratta di una ricetta di origine turca, arrivata in Europa centrale grazie agli ungheresi. Generalmente si accompagna con abbondante sugo e con fette di knedľa, una sorta di pane cotto a vapore, dalla consistenza spugnosa, perfetto per assorbire le salse. Esiste anche la variante segedínsky guláš, che viene preparata con carne di pollo e crauti. Un altro piatto principale che si può assaggiare al Padiglione della Slovacchia è lo stinco di agnello con spinaci e patate al forno. Le patate, oltre ad essere cotte a puntino, sono ammorbidite da una salsa morbida e avvolgente, creata con la riduzione dei succhi della carne, latte, aglio e un po’ di vino rosso.
 
L’alternativa vegetariana: il cavolfiore al forno con carote e formaggio
Nella cucina della Slovacchia non mancano piatti vegetariani, dedicati a chi preferisce non mangiare carne. Un esempio è il cavolfiore al forno con carote, besciamella e údených korbáčik, un tipico formaggio affumicato. La preparazione è caratterizzata dal sapore avvolgente del burro e dalla dolcezza del cavolfiore e delle carote, mentre il lato croccante è dato dalle scaglie di mandorle tostate. Di solito è accompagnato da un’insalata fresca mista.
 
Si può assaggiare il guláš di carne con fette di knedľa e il cavolfiore al forno con carote, besciamella e formaggio al Padiglione della Slovacchia a Expo Milano 2015

Marocco, un paese da scoprire con i sensi

Cultura / -

© Amar Grover_Jai_Corbis
© Amar Grover_Jai_Corbis

Minareti, deserti, monti: il Marocco è un paese vario, da assaporare con i sensi, lasciandosi trasportare dall’istinto nel cuore delle antiche medine e dei souq. Tra cibi e tesori naturali, si svela raccontando storie antiche e moderne.

Una terra che si apre a chi desidera scoprirla, che regala bellezze naturali, architettoniche, sapori unici. Sulle note aromatiche del the alla menta si possono scoprire le città imperiali di Rabat, Marrakech, Meknes e Fes, oppure Casablanca e Tangeri, gli occhi si deliziano e la mente si riempie di storie e cultura.

L’olio di argan, oro preziosissimo per cucina e salute 
Dalle bacche dell’argan, albero simile all’ulivo che si trova soltanto sulla costa meridionale del Marocco, si ricava l’olio, ingrediente fondamentale per la cucina dei Berberi: per produrne mezzo litro servono 50 chili di frutti e una lavorazione lunga e laboriosa. Dal 2001 l’olio di argan è Presidio Slow Food, grazie a Zoubida Charrouf, docente dell’università di Rabat. Questo presidio ha sia valenza sociale che ambientale: le donne si riuniscono durante la raccolta delle bacche, la rottura dei gusci e l’estrazione dell’olio e questi momenti sono per loro l’occasione per imparare a leggere, per studiare, per socializzare.  In cucina si aggiungono gocce di olio di argan al termine della cottura del cuscus, nelle tajine di pesce e di carne e nelle crudités. Può essere consumato anche crudo, su una semplice fetta di pane. Con mandorle e miele è l'ingrediente della crema tradizionale che ancora oggi si offre ai visitatori come segno di benvenuto, l’amlou beldi, insieme al pane e al tè alla menta. Nelle campagne è usanza dare ai neonati, come primo alimento, poche gocce di questo olio. Inoltre l’argan è utile per idratatare la pelle e i capelli e per curare ferite e cicatrici.

Una cittadella araba fortificata a Expo Milano 2015
ll padiglione del Marocco è una Kasbah costruita in legno e terra e riflette il modello architettonico berbero, caratteristico del sud del paese, perfettamente adatto all’ambiente, al modo di vivere delle sue comunità e alle minacce d’aggressione delle epoche precedenti. Offre un assaggio delle sue bellezze al visitatore, che al termine del percorso può rilassarsi nel tipico giardino mediterraneo, dove si trovano palme, olivi e aranci. L’espressione architettonica offre la possibilità di fare un viaggio in Marocco, attraverso tutte le varietà di “terroirs”, le peculiarità agronomiche e le differenti tradizioni culturali che sono qui rappresentate.

Il dagaa del Burundi: pesce saporito dal lago Tanganica

Gusto / -

Pesce del Burundi
© Zimrh

Uno dei piatti più deliziosi del Burundi è a base di piccoli pesci da gustare fritti, oppure immersi in salsa di pomodoro. Si possono scoprire le tradizioni gastronomiche del Burundi a Expo Milano 2015 nel Cluster del Caffè.

L’agricoltura in Burundi ha un ruolo fondamentale ed è la principale risorsa economica del Paese: accanto a coltivazioni di sussistenza come mais, miglio, sorgo, manioca, patate, legumi, ci sono le grandi piantagioni di caffè,  cotone e  tè. In particolare, il caffè rappresenta circa il 90% del valore delle esportazioni.
 
Dal lago Tanganica: pesce saporito essiccato, fritto o in salsa di pomodoro
Il Burundi è situato a ridosso della linea di frattura della Rift Valley e si affaccia per 120 km sulla sponda nordorientale del lago Tanganica. Uno dei cibi più deliziosi del Burundi è il dagaa, o ndagaa, piccoli pesciolini pescati nel lago di Tanganica e immersi in salsa di pomodoro condita con sale e olio. Si può preparare anche con pesce essiccato, ancora più saporito, ma la ricetta originale richiede il pesce fresco. I dagaa sono buoni anche fritti in padella, così da renderli croccanti e gustosi. Il pesce del lago Tanganica, mischiato alle verdure, viene anche usato per riempire i samosa, fagottini di pasta di forma triangolare, anch’essi fritti.
Un altro piatto tipico del Burundi, e di tutta l’Africa orientale, è il bugali. Si tratta di una polenta fatta con farina di mais, cotta in acqua fino a raggiungere una consistenza densa e compatta. Di solito si mangia strappandone dei pezzi con le mani, oppure, dopo averla modellata in forma sferica, con il dorso di un cucchiaio si ottiene una conca sulla superficie, da riempire con verdure stufate. Una “variazione” è l’umutsima, polenta fatta con farina di manioca.
 
In bilico tra dolce e salato
Uno degli ingredienti più versatili nella cucina del Burundi è il platano, con cui si prepara un piatto chiamato Ndizi: il frutto si fa cuocere e poi si arricchisce con salsa di pomodoro e spezie. Per restare in bilico tra il dolce e il salato c’è il maharage, fagioli bolliti e insaporiti con olio di palma o latte di cocco. I fagioli non vengono salati, quindi il gusto rimane dolciastro e si mangiano solitamente come antipasto.
 

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