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I 10 dolci al cioccolato da non perdere a Expo Milano 2015

Gusto / -

Dolci al cioccolato
© Andrea Mariani - Expo 2015 S.p.A.

C'è il choco kebab, il Frozen Choc, la birra al cioccolato, fino alle preparazioni più gourmet come il Cioccolato Assoluto e l'Opéra al cioccolato. Un viaggio tra le specialità al cioccolato che si possono assaggiare a Expo Milano 2015.

È uno dei cibi più golosi che esistano. Il cioccolato dà buonumore e regala sempre un sorriso. Può essere gustato in mille forme diverse, dalla tavoletta al cioccolatino, fino alle preparazioni gourmet più elaborate. Un semplice panino con una tavoletta di cioccolato, una fetta di torta sacher e la torta al cacao della nonna, da inzuppare nel latte, sono sapori che si ricordano per sempre.
La casa del “cibo degli dei” a Expo Milano 2015 è il Cluster del Cacao e del Cioccolato: ci sono i Padiglioni dei Paesi che lo producono che ne svelano la storia e i segreti, ci sono i chioschi esterni per gustare tante specialità e il teatro all’aperto dove si accendono le luci sui protagonisti di questo mondo affascinante. Nel teatro del Cluster, infatti, ogni giorno si alternano eventi, degustazioni, momenti di spettacolo e di conoscenza legati al cacao e del cioccolato.

Cioccolato Assoluto
Da un’idea del pastry chef Alessandro Diglio di Peck, un elogio totale al cioccolato. Alla base c’è un pangel al cioccolato, cioè un pan di Spagna più morbido simile al Savoiardo, a seguire mousse al cioccolato dei Caraibi 66% sovrastata da un cremoso al cioccolato con perle croccanti di cioccolato fondente  al 55%. Il finale è lucido, grazie alla glassa di cioccolato fondente che sembra uno specchio. In bocca esplode il gusto del cioccolato, con un piacevole finale amaro, e stupiscono le consistenze: la sensualità della mousse, la morbidezza del pan di Spagna e il divertimento dato dalla croccantezza delle perle. La parte preziosa è la foglia d’oro che spicca sulla glassa scura.
 
Dove si trova: Da Peck, al quarto piano del Padiglione Italiano
Quanto costa: 11 euro
 
Il choco kebab
Uno spiedo verticale rotante che però non dispensa carne speziata, ma un ripieno altrettanto goloso: uno dei prodotti più originali di Expo Milano 2015 è il choco kebab, un cremino artigianale a base di cioccolato al latte e cioccolato alle nocciole, che viene “raschiato” con una sorta di pelapatate. Le dolci scaglie bicolori, servite a una temperatura tra 21 e i 25 gradi, sono servite su un sottile foglio pan di Spagna. I più golosi possono aggiungere panna montata e topping al cioccolato fondente.
 
Dove si trova: Cluster del Cacao e del Cioccolato
Quanto costa: 4 euro
 
La mousse al cioccolato a forma di cabossa
Un omaggio al cioccolato nella sua forma più pura. Un dolce che ricorda la cabossa, l’involucro da cui si estraggono i semi del cacao, che, dopo la lavorazione, si trasforma nel “cibo degli dei”. Alla base c’è un biscotto soffice al cioccolato, poi una mousse al cioccolato al 65% che regala note tostate. All’interno la sorpresa: un cuore di caramello morbido. Il dessert sembra proprio una cabossa di cacao perché è rivestito da una spolverata di cacao che dona un effetto satinato e vellutato. Viene servito con cristalli di fior di sale per creare contrasto tra dolce e salato e con una pallina di gelato di riso per un gioco di consistenze.

Dove si trova: Chiosco gourmet D’O di Davide Oldani
Quanto costa: 4 euro

Beerichina, la birra cioccolato
Al Cluster del Cacao e del Cioccolato si trova una birra davvero particolare. Si chiama Beerichina - La Chocolate porter, ed è una birra al cioccolato. Altro che bionda, rossa o scura: qui gli ingredienti sono acqua, malto d’orzo, avena, luppolo, lievito e cacao. La schiuma è di buona consistenza con un intenso aroma di cioccolato fondente e un lieve sentore di malto tostato. Decisa e suadente, si adatta benissimo anche ai formaggi stagionati e alle carni alla griglia, specialmente cotte al barbecue. Non pastorizzata, non filtrata, senza conservanti, né additivi, viene rifermentata in bottiglia. La gradazione alcolica è di 5 gradi.

Dove si trova: Cluster del Cacao e del Cioccolato
Quanto costa: 3,50 euro al bicchiere, 7 euro la bottiglia

La granita al cioccolato di Modica
Il cioccolato di Modica o cioccolato modicano si ottiene da una particolare lavorazione "a freddo": il cacao viene mischiato allo zucchero semolato o di canna a una temperatura non superiore a 40 °C viene mescolata a zucchero semolato o di canna, e spezie come cannella, vaniglia, zenzero o peperoncino. In questo modo si ottiene un sapore più deciso e una particolare consistenza ruvida e grezza. Tutto il gusto del cioccolato di Modica si trova da Inside Sicily, che lo propone come granita. Qui imperdibili sono le “monache”: bicchiere di granita al cioccolato con ultimo strato di granita di mandorla o viceversa. Si chiamano così proprio perché la granita ricorda i colori dell’abito delle monache, nero con gli inserti bianchi. Il cioccolato arriva direttamente da una pasticceria di Palermo. La granita al cioccolato di Modica si trova anche al Cluster del Cacao e del Cioccolato da Tasta, azienda che produce solo con prodotti biologici: qui il cioccolato di Modica sposa cacao Ecuador per una granita 100% vegana.

Dove si trova: Inside Sicily - Cascina Triulza
Quanto costa: 3 euro

Il Frozen choc
Una mousse leggera e dai cristalli di ghiaccio che si sciolgono immediatamente sulla lingua. Si chiama Frozen Choc ed è una mousse con microparticelle di ghiaccio che unisce cacao aromatico Domori e latte. Il blend unisce due cacao pregiati: 50% di cacao proveniente dall’Africa, dal gusto intenso e ricco di aroma primario e 50% di cacao Arriba, caratterizzato da note di nocciola, banana e agrumi.

Dove si trova: Cluster del Cacao e del Cioccolato
Quanto costa: 2 euro il bicchiere piccolo, 3 euro il grande

Bacio dessert
Il Bacio Perugina nasce nasce a Perugia negli anni ’20 dall'idea di Luisa Spagnoli di impastare con altro cioccolato i frammenti di nocciola che venivano gettati durante la lavorazione dei cioccolatini. Da allora si è affermato nel tempo come simbolo d’amore, anche grazie al messaggio nascosto in ogni carta argentata. In occasione di Expo Milano 2015 il Bacio diventa un semifreddo: all’interno morbida mousse alla nocciola, cioccolato e granella di nocciola su una base di Pan di Spagna. La copertura è al cioccolato fondente. Viene servito su un disco di carta plastificata e, sotto al Pan di Spagna, si nasconde l’immancabile bigliettino con la frase romantica.

Dove si trova: Padiglione Perugina
Quanto costa: 3 euro
 
L’Opéra al cioccolato di Michel Roth
Il cioccolato prende una veste gourmet nelle mani dello chef Michel Roth, Bocuse d’or 1991. La sua creazione si chiama Opéra al cioccolato Valrhona e fave di tonka, confit di Williamine. Un dolce cremoso, soave, con un tocco di croccantezza alla base che diventa leggera “in punta” di mousse. Su una base rettangolare, infatti, si elevano delle “guglie” morbide disegnate con la Sac à poche. Le diverse gradazioni di cioccolato si sposano bilanciando la dolcezza del cioccolato al latte con il sapore deciso del fondente. Come vuole la tradizione, l’abbianamento perfetto è cioccolato e pere, e Michel Roth lo interpreta con un confit di pere William. Il tocco lussuosso lo regalano le foglie d’oro che impreziosiscono le punte della mousse. Pasticceria francese di altissimo livello.
 
Dove si trova: Padiglione della Francia
Quanto costa: i dolci costano tra i 7 e i 9 euro

La tavoletta Lindt creata al momento
Vedere un maître chocolatier al lavoro non è cosa da tutti i giorni, ma a Expo Milano 2015 è possibile al Padiglione della Lindt: qui i maître chocolatiercreano tavolette e praline al momento, arricchendole con frutta secca, frutta candita o petali di fiori essiccati. In vendita nel negozio anche le tavolette con il logo di Expo Milano 2015, che vengono create proprio sul sito espositivo. Si trovano in due varianti: fondente 61% e al latte, preparata con la classica ricetta Lindt con cacao al 30%. Un souvenir davvero Made in Expo.
 
 
I Mustachoc
La moda del selfie continua inarrestabile, quindi perché non fare foto al gusto di cioccolato? Al Cluster del cacao e del cioccolato si trovano i Mustachoc, simpatici baffi di cioccolato per fotografie da postare sui social con l’hastagh #MustaChoc. Un dettaglio di tendenza che si può mangiare alla fine dello scatto. I baffi di cioccolato sono disponibili sia al latte che al cioccolato fondente.
 
Dove si trova: Chioschi Costruttori di dolcezze, Cluster del Cacao e del Cioccolato
Quanto costa: 3,90 euro
 
 
 

Il cioccolato fa bene

Lifestyle / -

img Il cioccolato fa bene

Se mangiato con moderazione il cioccolato fa bene e regala una sensazione piacevole, la stessa che proviamo quando siamo innamorati. Il cioccolato da scegliere per sentirsi meno in colpa.

Il cioccolato non è un alimento dietetico e quindi va mangiato con moderazione: ha infatti più di 500 chilocalorie ogni 100 grammi, quindi abusarne fa indubbiamente ingrassare. Ma veniamo alle buone notizie: gli studi dimostrano come il cacao e il cioccolato contengano molte sostanze benefiche per la salute dell’uomo.
 
Su col morale!
Prima di tutto cioccolato è una sorta di “pillola del buonumore”: tra le sue cinquecento sostanze ci sono anche la teobromina, la metilxantina (simili alla caffeina, dall’azione stimolante) e la feniletilamina, che genera una sensazione piacevole, vicina all’innamoramento.
Inoltre i semi di cacao possiedono alte concentrazioni di antiossidanti naturali, i flavonoidi, che apportano benefici cardiovascolari perché riducono l’ossidazione del colesterolo e diminuiscono la possibilità di ostruzione delle arterie. Alcuni studi hanno evidenziato il ruolo positivo dei flavonoidi per ridurre il rischio di alcuni tipo di cancro (come al seno o ai polmoni). Grazie alla sua azione vasodilatatrice riduce la pressione sanguigna e favorisce la circolazione del sangue anche a livello dell'epidermide. Naturalmente non si può esagerare con il cioccolato pensando di fare scorta di sostanze benefiche e antiossidanti, visto che contiene anche molti zuccheri e grassi.
 
Quale cioccolato scegliere?
Medici e nutrizionisti consigliano le varianti fondenti ad alta percentuali di cacao, ad esempio del 70%. Uno studio pubblicato dal British Journal of Nutrition, che ha coinvolto 40 persone in sovrappeso o obese, ha dimostrato che il consumo di 20 grammi di cioccolato fondente al giorno (che contiene tra i 500 e i 1000 mg di polifenoli) per due settimane ha effetti positivi sulla glicemia a digiuno, sulla pressione arteriosa e sulla colesterolemia. Lo studio conferma, dunque, che il consumo regolare di dosi moderate di cioccolato fondente aiuta a controllare la pressione arteriosa e incide positivamente sul metabolismo del glucosio (prevenendo diabete e sovrappeso).
 
Pillole al cacao
I ricercatori del Brigham and Women Hospital di Boston, guidati dal dottor Dott. JoAnn Manson, Capo della divisione di Medicina Preventiva, hanno iniziato una ricerca per capire se davvero i flavanoidi del cacao possono ridurre attacchi di cuore, ictus e i decessi per malattie cardiache. La ricerca, che durerà 5 anni, coinvolge 18.000 persone sane che dovranno assumere ogni giorno le pillole consegnate dai ricercatori, senza sapere se si tratti di estratto di cacao o di un placebo (quindi pillole che non hanno alcun effetto). Vedremo se i risultati sugli effetti positivi del cacao sulla salute verranno confermati anche da questo studio.
 
Il regno dei golosi a Expo Milano 2015
A Expo Milano 2015 tutti i segreti del cacao e del cioccolato saranno svelati nel Cluster del Cacao e del Cioccolato. Lo spazio espositivo - 875 metri quadri dedicati ai Paesi Partecipanti su un’area complessiva è di 3.546 metri quadri - è pensato come una rappresentazione metaforica della giungla: strutture lignee che emergono dal suolo e cercano di colonizzare tutto lo spazio circostante, proprio come avviene negli ambienti tropicali dove si coltiva il cacao. Le pareti sono realizzate in tessuto chiaro e leggero per ricordare che il cacao va protetto con delicatezza affinché mantenga tutto il suo aroma.
Nei pannelli presenti sulle facciate saranno riportate immagini e le informazioni relative ai diversi momenti di sviluppo delle piante. Verranno raccontate poi le colorate cabosse, il frutto che racchiude i preziosi semi di cacao, che tostati, macinati e ridotti in pasta saranno il “cuore” di tavolette, dolci e praline.
E dopo aver deliziato gli occhi, arriva il momento più goloso: banchi di degustazione e un grande mercato dove acquistare cacao e cioccolato da tutto il mondo.
Non mancheranno gli showcooking e le lezioni di cucina: i migliori chef mostreranno come valorizzare questo ingrediente attraverso ricette creative sia dolci che salate, da assaggiare al momento e ripetere a casa per stupire parenti e amici.
 
Fonte: Camilla Baresani, Alla ricerca del cacao perduto, Gribaudo.

Matteo Gatto. Con lo stupore, gli spazi trasmettono messaggi

Cultura / -

Matteo Gatto
Andrea Proietti © Expo 2015

Una delle più grandi sorprese, negli incontri preparatori verso Expo Milano 2015, è stato l’emergere di discussioni su tematiche urgenti e controverse come il land grabbing, al confine tra emergenze, problemi e opportunità. Lì si è capito che questa Esposizione Universale aveva il compito – e doveva avere il coraggio - di veicolare messaggi importanti e complicati. Lo si è fatto, come spiega Matteo Gatto, Direttore Visitor Experience & Exhibition Design di Expo Milano 2015, attraverso un lungo periodo di studio e con un abile impiego degli strumenti propri degli architetti.

Il Tema di Expo Milano 2015 è impegnativo: "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita". Ha una sua potenza, un'urgenza scientifica e culturale, e richiama l'impegno collettivo e il concetto di responsabilità. La presenza di un Tema centrale così complesso ha sicuramente influenzato le direttive con cui è stato costruito il Sito Espositivo.
 
È stato sorprendente che già dai primi convegni preparatori verso Expo Milano 2015, siano emerse tematiche - dall'agricoltura sostenibile al land grabbing, dalla fame nel mondo alla responsabilità sociale - capaci di suscitare dibattiti anche accesi?
In questi sette anni, come architetto, posso dire di aver avuto l’opportunità di imparare tantissimo. Pensavo che il tema della precedente esposizione a Shanghai del 2010, “Better city, better life”, fosse insuperabile in fatto di interesse per chi fa il mio mestiere. Questo dubbio è durato poco. Dal primo momento, incontrando le persone, i rappresentanti dei Paesi, i visitatori delle precedenti esposizioni, abbiamo capito che il Tema di Expo Milano 2015 era davvero universale. Nell’amicizia con Carlin Petrini, con Jacques Herzog, nel lavoro fatto con Carlo Cracco, con Davide Oldani e con tantissimi Ambassador abbiamo trovato spunti per imparare, per appassionarci, e anche per cambiare addirittura il nostro stile di vita personale. Posso dire che non si è trattato solo di raccontare agli altri cosa va fatto e cosa no, ma di cambiare le abitudini di ognuno, iniziare a comportarsi diversamente rispetto alla propria dieta, informarsi su ciò che si mangia, da dove viene, che strada ha fatto.
 
La sua responsabilità è stata anche quella di organizzare gli spazi in modo tale che…
…Che passassero i contenuti.
 
Infatti. E come si traduce questa necessità di veicolare valori e messaggi con un sostrato culturale anche profondissimo attraverso forme fisiche reali, spazi?
Su questo devo molto a Davide Rampello che mi ha insegnato una cosa importantissima. A conoscere, è solo lo stupore. L’unica possibilità di interagire veramente con il visitatore è quella di stupirlo, di metterlo in condizione di ricevere i contenuti emozionandosi, portandolo al di fuori di sé (l’etimologia di emozionare proviene dal muovere) e commuovendolo, mettendolo in moto insieme con noi. Lo stupore è la categoria che abbiamo voluto utilizzare dall’architettura al design degli spazi, dagli arredi alle singole mostre, dal Padiglione Zero alle scenografie di Dante Ferretti. È la dimensione dello stupore quella su cui abbiamo lavorato affinché il visitatore apra il suo cuore, facendolo divertire ed entusiasmare per quello che vede.
 
L’utilizzo di materiali sostenibili e di tecniche costruttive che facilitano lo smontaggio e il riuso incorporano già in sé un messaggio di rispetto dell’ambiente, parte del Tema di questa Expo Milano 2015. È stato complicato invitare anche gli altri partecipanti a uniformarsi a questa direttiva?
Io credo che questo sia diventato ormai, per chi progetta e costruisce, un must; quindi non credo che sia stato strano richiederlo a chi partecipa a un’Esposizione Universale improntata alla sostenibilità in agricoltura, nella produzione del cibo, nei consumi. Nel 2015, nel nostro Paese, si scopre e si conferma che - forse perché è cambiato il livello delle informazioni a disposizione dei professionisti - la sostenibilità non è più un “di più” ma è la prassi in cui dobbiamo muoverci. Farlo in Expo Milano 2015 è stato fruttuoso perché è venuto bene, non è stato neanche troppo faticoso. Cito anche l’altra sfida, quella dell’accessibilità e dell’assenza di barriere architettoniche: requisiti a cui possiamo dire di aver perfettamente adempiuto.
 
Qual è lo scorcio, l’area, l’angolo, il riquadro, la prospettiva di cui è particolarmente orgoglioso?
Oggi siamo qui a festeggiare i Cluster e io ne sono veramente orgoglioso. È stata un’esperienza bellissima anche dal punto di vista umano. Per i Cluster hanno lavorato quasi mille persone con competenze diverse: fotografi, grafici, ricercatori universitari che hanno curato i contenuti, architetti, designer, direttori lavori. Un’esperienza stravolgente, unica nella storia e spero che diventi un modello per le future esposizioni universali.
 
 

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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