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Dal Crocoburger al panino con le alghe. I 10 panini da non perdere a Expo Milano 2015

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Il panino con l’hamburger di coccodrillo, di zebra o di alghe. Sono solo alcune delle proposte particolari che si possono trovare a Expo Milano 2015, per vivere l’evento mangiando con gusto, ma senza bisogno di fermarsi

Expo Milano 2015 è così pieno di attrazioni che si ha voglia di vivere l’evento senza fermarsi. Chi ha voglia di mangiare qualcosa di sfizioso, ma senza mettere le gambe sotto il tavolo, può affidarsi ad una grande offerta di street food, tra cui molti panini da non perdere: si va dai ripieni più tradizionali a quelli che non assaggerete in nessun altro posto, se non visitando l’Esposizione universale di Milano.
 
Il Crocoburger dello Zimbabwe
Atteso, richiesto, sempre più amato. La coda è sempre lunga a Expo Milano 2015 per assaggiare il Crocoburger, un panino ripieno con hamburger di coccodrillo, salsa al baobab e verdure grigliate.  All’assaggio ciò che colpisce di più è la consistenza, morbida e succulenta dell’hamburger, strano se si pensa che si tratta di una carne magra e molto proteica. Il pane è soffice e non copre il sapore della carne, che è molto delicato. A dare carattere al panino c’è la salsa al baobab che riempie la bocca con un sapore acidulo e l’aroma del pepe rosa. Per sancire l’amicizia tra Italia e Zimbabwe, è nata anche l’Imperdibile, una bevanda analcolica a base di baobab e succo d’uva rossa italiana. Il baobab è considerato in Africa un albero sacro e i suoi semi sono ricchi di vitamina C e antiossidanti. La bevanda è molto rinfrescante e unisce il gusto acidulo dell’uva e del baobab all’aroma floreale e fruttato dei fiori di sambuco. Il Crocoburger è un’esclusiva di Expo Milano 2015 e non può essere gustato in nessun altro posto in Italia, ma, visto il successo, è probabile che presto apriranno punti di ristoro in franchising che vendono il famoso panino.
 
Quanto costa: il menù che comprende panino con hamburger, patatine fritte e bibita al baobab costa 15 euro
 
Il panino vegano Dutch seed burger dell’Olanda
Abc è un originale food truck con il nome che racconta una filosofia: Alternative Burger Collettive. Qui si vendono cibi sostenibili e rispettosi del pianeta come il Dutch seed burger, un hamburger vegano, vegetale al 100%, a base di legumi e alghe marine. Al suo interno c’è l’alga invernale royal kombu e la clorella, una microalga ricca proteine che viene considerata un super food. Anche la salsa cremosa, che arricchisce il panino, è totalmente vegana, a base di soia e ulva lactuca, anche detta lattuga di mare. Naturalmente anche il pane è a base di alghe: ha un colore verde brillante, è soffice e completamente vegano, senza latte né ingredienti di origine animale. In Italia si può gustare solo a Expo Milano 2015.
 
Dove si mangia: Padiglione dell’Olanda
Quanto costa: 9,50 euro
 
Lo Zebraburger
Lo Zebraburger è un’altra esclusiva del Padiglione dello Zimbabwe a Expo Milano 2015 e non si trova in nessun altro luogo in Italia. Si tratta di un pane bianco artigianale, ripieno con un hamburger di zebra, accompagnato da cetriolini, formaggio cheddar, salsa al barbecue e salsa al baobab. La carne di zebra è magra e ha un sapore deciso: ricorda come consistenza la fibrosità del cavallo e come gusto richiama la sapidità del cinghiale. Si sposa bene con il sentore affumicato della salsa barbecue e con il retrogusto acidulo del cetriolo sottaceto e della salsa al baobab. La ricetta è stata studiata dallo chef Brighton Nekatamba, che lavora nel ristorante dell’hotel situato nel Parco nazionale Hwange. "Vogliamo lanciare un messaggio culturale, sensibilizzando le persone al rispetto delle diverse usanze alimentari - ha spiegato Georges El Badaoui, console dello Zimbabwe -. Ciò che per noi è esotico, come la carne di zebra, in altri Paesi fa parte dell’alimentazione quotidiana. Bisogna avere rispetto per i popoli che mangiano diversamente da noi”. La carne di zebra è molto magra e proteica, tanto è vero che spesso fa parte dell’alimentazione degli atleti e degli sportivi. In Italia non è proibita, ma è ancora poco conosciuta: speriamo si diffonda presto perché è sana e saporita, ottima nei brasati, oppure cucinata in umido o sulla griglia.
 
Quanto costa: Il menù comprende panino, patatine fritte e bibita al baobab e costa 15 euro
 
La pizza panino di Bello e Buono
Chi sogna giorno e notte la pizza, a Expo Milano 2015 può provarla anche in formato panino. L’apecar di Bello e Buono Pizzaioli itineranti, specializzata negli street food italiani, ha nel suo menù un panino a base di sfoglia di pizza, farcito con salsicce e friarielli, oppure con salsiccia, mozzarella e parmigiana di melanzane. Un panino così ricco che non fa rimpiangere né una pizza farcita né un pasto completo.
 
Dove si trova: Apecar Bello e Buono, spazio street food vicino a Cascina Triulza
Quanto costa: 6,50 euro
 
Il New England Lobster Roll degli Stati Uniti
Il Padiglione USA a Expo Milano 2015 ha incentrato l’offerta gastronomica sullo street food e sui Food truck  e, se l’hamburger la fa da padrone, non mancano cibi meno conosciuti, ma sempre più di moda. Un esempio? Il New England Lobster Roll: un panino tagliato per il lungo, imburrato e riempito di insalata di astice del Maine. Il sapore è dolce e avvolgente, la consistenza morbida e delicata. Per dare freschezza e carattere viene guarnito con erba cipollina e limone.
Dove si trova: spazio Food truck del Padiglione USA
Quanto costa: 15 euro
 
Il rice burger del Giappone
Il Giappone è la terra del riso. Da sempre protagonista della produzione agricola, nel periodo Edo il riso era considerato indice di ricchezza e potere. Il rice burger, che si può assaggiare nella Food court del Padiglione del Giappone, è un panino davvero alternativo, perché le fette di pane sono sostituite da due dischi di riso pressato. La versione yakiniku è con manzo cucinato alla griglia, mentre la versione kakiage ha all’interno gamberi e verdure fritte in tempura. Il riso, con la sua consistenza compatta, diventa una soluzione perfetta per un pasto veloce e salutare, capace di regalare un immediato senso di sazietà. È un’ottima alternativa al pane tradizionale e può essere una soluzione gustosa per chi soffre di intolleranze o sensibilità al glutine.
 
Dove si trova: Padiglione del Giappone
Quanto costa: Il set con rice burger, bibita e patatine fritte costa 12 euro
 
Il panino con i buoni salumi italiani
Per la tradizione italiana il panino sono due fette di pane fragrante arricchite con salumi appena affettati, in modo che sprigionino tutto il loro aroma. Anche a Expo Milano 2015 si può tornare bambini, ripensando alla più classica delle merende: pane e prosciutto. Da Salumi Beretta c’è il panino con il prosciutto di Carpegna Dop, dal gusto delicato e fragrante, e dalle particolari sfumature di colore rosa. Da Casa Ferrarini, invece, il prosciutto cotto va ad arricchire la puccia, un pane dal profumo di grano, basso e di forma tonda, originario della Puglia. L’affettato si sposa con la mozzarella e con una foglia di insalata iceberg per dare freschezza e croccantezza.
 
Quanto costano: Panino con prosciutto di Carpegna Beretta 2,50; Puccia con  prosciutto cotto Ferrarini 7 euro
 
L’arepa di mais della Colombia
Un pane leggero e basso, a base di farina di mais bianco. L’arepa è una deliziosa focaccina tipica della Colombia ripiena di carne di manzo o pollo e formaggio. Il pane viene cotto su una piastra rovente e quindi forma una crosticina croccante sul lato esterno. Il massimo del gusto si ha nell’arepa di carne: il sapore del pane di mais contrasta con un’esplosione succulenta di carne, che avvolge piacevolmente la bocca. La carne, per la precisione un girello di vitello, è sfilacciata e tenera perché viene cotta più di 1 ora a fuoco lento. La freschezza è data dalla salsa aji, a base di pomodoro fresco, cipolla tritata, pepe, peperoncino, foglie di coriandolo e menta. L’arepa è ancora più golosa se si aggiunge l’uovo fritto: il tuorlo, ancora liquido, esploderà riempiendo di gusto e dando cremosità ad ogni boccone.
 
Quanto costa: l’arepa con carne e formaggio costa 8 euro, mentre con l’uovo 10 euro
 
Il Damini Bab, il panino della prima macelleria ristorante al mondo con stella Michelin
Giorgio Damini, chef della prima macelleria ristorante al mondo ad aver preso la Stella Michelin, ha cucinato a Identità Expo il suo piatto forte, il Damini Bab, liberamente ispirato al kebab medio-orientale e realizzato con pancia selezione Damini, frollata una settimana e poi cotta a bassa temperatura con pomodori datterini e aceto bianco. Il panino, che nasce esclusivamente da prodotti italiani, nasce dal desidero di dimostrare come anche tagli meno pregiati possano essere utilizzati per realizzare piatti sorprendenti e dal grande sapore. Nel Damini bab il gusto del pane di segale e finocchio, scelto per l’amore dello chef nei confronti della montagna, incontra quello della cipolla rossa di Tropea, del cappuccio tagliato finissimo, della maionese e salsa alla senape, oltre ovviamente a quello della pancia di manzo, un taglio solitamente non utilizzato, ma dalla grande potenzialità. 

Dove si trova: Il Damini Bab è stato cucinato in occasione di una cena speciale organizzata a Identità Expo
 
Il panino senza glutine del Gluten Free Fest
Sempre più persone sono intolleranti al glutine o soffrono di celiachia e quindi devono rinunciare ai panini tradizionali. Ma niente paura, a Expo Milano 2015 c’è Gluten Free Fest, la postazione di street food gestita dall’Agenzia Sedicieventi che organizza a Perugia il primo festival nazionale dedicato al senza glutine, patrocinato dall’Associazione Italiana Celiachia. Qui si trovano sia panini che piadine farciti con affettati, wurstel e porchetta glutenfree del Salumificio F.lli Beretta. Chi l’ha detto che chi deve mangiare senza glutine debba rinunciare al gusto?
 
Dove si trova: Gluten Free Fest  nella piazzetta accanto al Padiglione del Brasile
Quanto costa: 5,50 euroExpo Milano 2015 è così pieno di attrazioni che si ha voglia di vivere l’evento senza fermarsi. Chi ha voglia di mangiare qualcosa di sfizioso, ma senza mettere le gambe sotto il tavolo, può affidarsi ad una grande offerta di street food, tra cui molti panini da non perdere: si va dai ripieni più tradizionali a quelli che non assaggerete in nessun altro posto, se non visitando l’Esposizione universale di Milano.
 
 
 

La produzione dello zafferano, dal fiore alla cucina

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Fiori dello zafferano
© Owais Zargar/Demotix/Corbis
Piantagione di zafferano
Abitanti del Kashmir raccolgono fiori di zafferano
© Javed Dar/Xinhua Press/Corbis
Abitanti del Kashmir raccolgono fiori di zafferano
© Altaf Qadri/epa/Corbis
Raccolta dello zafferano in Kashmir
© Altaf Qadri/epa/Corbis
Festival dello zafferano in Kashmir
© Owais Zargar/Demotix/Corbis
Lavorazione dei fiori dello zafferano
Zafferano, spezia
Zafferano, spezia
Zafferano, spezia

Lo zafferano si estrae da un fiore che, piantato in primavera, sboccia nei campi in ottobre. I petali hanno un bel colore che varia dal lilla chiaro al viola purpureo. La coltivazione, la raccolta e la lavorazione sono interamente artigianali, in assenza di qualsiasi tipo di meccanizzazione.

La storia dello zafferano è così antica che precede la Bibbia. I suoi usi sono stati molteplici, nella storia. Considerato come afrodisiaco dai persiani e nella mitologia greca, antichi Egizi, indiani, arabi, greci, romani lo usavano in unguenti e profumi, i Fenici lo commerciavano a peso d'oro e un antico scriba prescriveva di scioglierlo con lo stagno per "stenderlo col pennello sui punti da dorare". È sempre stato utilizzato anche, come la porpora, come tintura per i vestiti. Come molte altre spezie, nel Cluster spezie di Expo Milano 2015 conferma il suo ruolo di principe dell'alimentazione.
 
La storia della coltivazione dello zafferano
Oggi per noi è interessante soprattutto come preziosissimo e raffinato ingrediente di cucina, fondamentale in piatti simbolo delle tradizioni gastronomiche mediterranee come la paella spagnola, la bouillabaisse provenzale e marsigliese, il risotto giallo (allo zafferano, appunto), alla milanese. I maggiori produttori di questa preziosa spezia sono l’Iran, la Spagna, il Kashmir, il Marocco, la Grecia. Comincia a essere piantato con successo in diverse province cinesi, tra cui Henan, Jiangsu, Hunan, Shanghai e il Tibet. In Italia secondo una leggenda tornò a essere coltivato grazie a un frate domenicano, padre Santucci, che si trovava a Toledo tra il 1216 e il 1230 perché faceva parte del tribunale dell’inquisizione e che riportò un giorno dalla Spagna queste piantine nelle sue terre natìe, la piana di Navelli, in Abruzzo, vicino all’Aquila. A partire dal XIII secolo la coltivazione dei suoi fiori si è estesa ad altre zone dell’Italia e oggi le maggiori produzioni sono, oltre che nello stesso Abruzzo, in Toscana, in Sardegna, in Sicilia, in Umbria, nelle Marche.
 
La produzione dello zafferano e le caratteristiche organolettiche
Lo si estrae da un fiore (il bulbo-tubero Crocus sativus, della famiglia delle Iridacee,) che, piantato in primavera, sboccia nei campi in ottobre. I petali hanno un bel colore che varia dal lilla chiaro al viola purpureo. All'interno della corolla si trovano, sulle sommità di un filamento bianco, tre fili, gli stigmi, di colore rosso vivo: da questi si ricava la deliziosa polverina che tinge di giallo le nostre preparazioni culinarie. In effetti, si possono usare in cucina anche i fili non ridotti in polvere, però non hanno lo stesso potere amaricante, ovvero quella capacità di conferire un sapore amarognolo che ne caratterizza qualità, gusto e aroma. Le altre caratteristiche che contribuiscono a determinare la qualità del dorato ingrediente sono il potere colorante, la capacità di dare colore; e il potere odoroso, il grado di profumazione.
 
La lavorazione dello zafferano
La coltivazione, la raccolta e la lavorazione dello zafferano sono interamente artigianali, in assenza di qualsiasi tipo di meccanizzazione. A seconda del clima e della regione geografica, la raccolta avviene tra settembre e novembre. I fiori vengono raccolti uno a uno nelle prime ore del mattino, quando sono chiusi. Poi c'è un altro lavoro manuale, delicato, per non rovinare i filamenti, esili e leggerissimi: staccarli dall'interno del fiore. Gli stigmi vengono quindi fatte seccare all'ombra, o utilizzando un piccolo forno o un braciere; durante questa operazione essi perdono circa i quattro quinti del loro peso. Per produrne un chilo è necessario raccogliere circa 150mila fiori, e occorrono più o meno 500 ore di lavoro. Cioè, una bustina di zafferano, 60 pistilli, 20 fiori.
 
Lo zafferano e la salute
Lo zafferano è ricchissimo di antiossidanti, preziosi contro l'invecchiamento cellulare, che oltretutto mostrano una buona resistenza termica (la cottura nei cibi non se ne abbassa l’efficacia). Sono proprio i principi attivi a donargli il suo colore giallo: la crocetina, la crocina, la picrocrocina, della famiglia dei carotenoidi, molto diffusi in tutti gli alimenti di origine vegetale (frutta e verdura), ma mai in una concentrazione così elevata come nello zafferano. Ha mille volte più carotenoidi della carota, uno dei vegetali che ne ha di più (intorno all'8% del peso, contro lo 0.008%). E sono anche molto potenti: la quantità di zafferano presente in un piatto di risotto o di pasta (50 mg) elimina una quantità di radicali doppia rispetto a quelli eliminati dalla vitamina C e sei volte di più di quelli eliminati dalla vitamina E. Un pizzico di salute, di storia, di gusto: è oro sì, non solo per il colore.
 

I best seller di #Expo2015. Il piatto più venduto del Padiglione della Thailandia

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Best seller Thailandia

Un supermarket con prodotti tipici visitato da circa 1.700.000 persone. Scopri il piatto più amato e più venduto dal Padiglione della Thailandia dall’inizio di Expo Milano 2015.

Il Padiglione della Thailandia rappresenta un Paese colorato e accogliente, con uno stretto legame con l’acqua. Lo si vede già dall’esterno, con la rappresentazione del tradizionale “mercato galleggiante” e lo si ritrova in ogni piatto visto che il riso, che cresce nell’acqua, è l’alimento base della dieta e della cucina thailandese. Dopo la visita al Padiglione, si può passare dal supermarket con piatti e prodotti tipici: dall’inizio di Expo Milano 2015 è stato visitato da circa 1.700.000 persone. Ecco i tre piatti che sono piaciuti di più.

1. Il Mango on sticky rice
Un dessert molto tradizionale e, a quanto pare, amatissimo anche dai visitatori di Expo Milano 2015. Di solito si mangia durante i mesi estivi, perché la “stagione del mango” inizia tra aprile e maggio. Il dessert è composta da un morbido “letto” di riso glutinoso, insaporito con zucchero e latte di cocco. A dare ancora più dolcezza e freschezza alla preparazione ci sono le fette di mango fresco tagliate sottili, che vengono adagiate sul riso. Per dare croccantezza si possono aggiungere fagioli di soia verde o semi di sesamo.

2. Il Pad thai
Il Pad Thai è un piatto saporito a base di tagliolini di riso saltati in padella arricchiti con con uova, salsa di pesce, peperoncini tritati, croccanti germogli di soia, gamberetti, pollo o tofu e foglie di coriandolo fresche. Per dare ancora più freschezza e sapore, si aggiunge una spruzzata di succo di lime e arachidi tritate.

3. Il Massaman chicken
Un piatto di pollo al curry dal gusto intenso. Qui le protagoniste sono le spezie: cardamomo, cannella, chiodi di garofano, anice stellato, cumino, foglie di alloro, noce moscata, peperoncino, citronella, pepe bianco e galangal. La pasta di spezie è soffritta insieme al latte di cocco e, solo quando il composto è amalgamato, si aggiunge il pollo, il sale (o la salsa di pesce) e la pasta di tamarindo. Di solito si mangia con il riso, che dà nutrimento e stempera il sapore forte delle spezie.
 
Il piatto best seller di #Expo2015
Cosa: Mango on sticky rice
Dove si trova: Padiglione della Thailandia
Quanto costa: 8 euro
 

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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