Questo sito web utilizza cookie tecnici per assicurare una migliore esperienza di navigazione; oltre ai cookie di natura tecnica sono utilizzati anche cookie di terze parti. Per saperne di più e conoscere i cookie utilizzati accedi alla pagina Cookie.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Continua

Le buone pratiche per una giustizia agricola

Economia / -

Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Tutela delle civiltà contadine e la salvaguardia della biodiversità, questi gli attori che devono entrare nella Carta di Milano, secondo il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina ospite all'Hangar Bicocca a Milano.

Il Diritto al cibo come monito dal quale non si può prescindere. Una raccomandazione che, secondo il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina, deve entrare tra gli articoli nella prima parte della Costituzione Italiana e che, quando dovesse accadere, segnerebbe il primato dell'Italia sugli altri Paesi d'Europa.
Così si è espresso il Ministro, tra i promotori insieme a Expo Milano 2015 della giornata di lavoro organizzata lo scorso 7 febbraio all'Hangar Bicocca di Milano; nel suo intervento Maurizio Martina ha più volte voluto sottolineare “la potenza dei contenuti che l'Esposizione Universale può offrire, eleggendo l'Italia attore principale non solo nella discussione ma anche e soprattutto nella scrittura di un programma di impegni concreti, quale vuole essere la Carta di Milano”.
 
Equità sociale
Diritti al cibo, dunque, come materia di Diritto, ma anche come ambizione alla quale devono seguire pratiche di comportamento virtuoso, soprattutto in campo agroalimentare. E su queste pratiche Maurizio Martina si è soffermato, citando a titolo di esempio le esperienze di popolazioni nomadi dell'est asiatico, come quelle della Mongolia, ma anche la realtà delle cooperative agricole che operano in Africa, in Niger per esempio; o ancora i piccoli produttori di caffè del Centro America, primi fra tutti quelli del Guatemala “esempi tutti che concorrono a evidenziare come siano proprio queste buone pratiche il cuore e la forza di Expo Milano 2015”.
 
Produttori e mercato: una cooperazione necessaria
Ed è proprio nel censimento delle diverse pratiche dell'agroalimentare nel mondo che si concretizza una parte importante del lavoro del Ministero per l'Esposizione, oltre che nel contributo alla stesura della Carta di Milano perché, come ha ricordato Maurizio Martina citando il maestro Ermanno Olmi “viene prima l'onestà di chi produce, poi c'è il mercato”.
Produttori e mercati che devono stare insieme, in un'ottica di equità sociale e di giustizia laddove, come ha ricordato all'Hangar Bicocca il Ministro, “la giustizia agricola deve diventare protagonista del nostro tempo, in difesa delle civiltà contadine e di salvaguardia delle biodiversità”.
 

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

Leggi il manifesto e partecipa