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Le 26 buone ragioni per continuare a parlare di cibo e sostenibilità anche dopo Expo

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Tavolo 1 “Il cibo diritto per tutti”
Livia Pomodoro, Presidente del Milan Center for Food Law and Policy

“Non c’è cibo senza diritto. Il diritto è fondamentale per sconfiggere la fame nel mondo e per raggiungere una buona nutrizione per tutti, per questo è necessario individuare regole condivise da tutti”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 2 “Obiettivo Zero Hunger” Mario Lubetkin, Direttore Comunicazione della FAO “Fame Zero è una sfida possibile. C’è bisogno di finanziamenti adeguati. Bastano 167 miliardi di dollari all’anno per i prossimi 15 anni per eliminare la fame nel mondo. Ovvero 160 dollari l’anno per ogni persona che ne soffre. Queste sono cifre reali e raggiungibili”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 3 “L’agricoltura familiare sfamerà il mondo” Ditutala Simão, Vice Commissario e Direttore del Padiglione Angola “L’agricoltura familiare deve essere al centro di tutte le politiche alimentari. C’è bisogno di maggiore conoscenza e trasparenza. Bisogna garantire l’accesso al credito e alla terra. E la donna è al centro dell’agricoltura familiare”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 4 “Fino all’ultima goccia d’acqua” Michela Miletto, Vice Coordinatore del World Water Assessment Programme "La chiave è arrivare a gestire l’acqua in modo equilibrato. È fondamentale creare un coordinamento tra settori, ministeri e tra tutti gli attori che hanno a che fare l’elemento fondamentale, la chiave per il raggiungimento di uno sviluppo davvero sostenibile".
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 5 “Verso COP 21: la sfida dei cambiamenti climatici” Gian Luca Galletti, Ministero dell’Ambiente “La Cop 21 si chiama così perché è la ventunesima volta che tutti i Paesi del mondo si incontrano per trovare una risposta ai cambiamenti climatici. Ma questa è l’ultima chiamata, una Cop 22 non potrà esistere se non come incontro per migliorare le soluzioni trovate a Parigi”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 6 “Sai cosa mangi: la sicurezza del cibo” Giorgio Calabrese, nutrizionista "Expo Milano 2015 ci ha dato la possibilità di approfondire non soltanto la questione dell’accesso e della gestione al cibo, ma anche della sua sicurezza. Mangiamo sicuri? Sì, ma potremmo esserlo di più. Dobbiamo entrare nell’ottica che gli alimenti che entrano nel nostro Paese devono avere lo stesso livello di sicurezza dei nostri. Ben venga il cibo di tutto il mondo, se è ugualmente sicuro".
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 7 “L’agroindustria fattore di sviluppo globale” Luca Bianchi, Responsabile dell’Ufficio Rapporti Internazionali del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali “La qualità dei prodotti italiani è sinonimo dell’attenzione che il nostro Paese ha verso i processi produttivi, la sostenibilità, l’integrazione con il territorio. Tutto questo fa parte del prodotto finale. L’eredità di Expo per il sistema agroalimentare italiano è raccontare anche la qualità e la bontà dei rapporti”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 8 “Cibo e Identità: la sfida delle indicazioni geografiche” Pier Carlo Grimaldi, Rettore dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo-Bra “Le identità sono un tratto importante dell’uomo sociale, ma possono trasformarsi anche in un abito, in una corazza per evitare il confronto. Il cibo, in questo senso, deve essere uno strumento per far sì che questa identità sia plurale, aperta al dialogo. Un momento di scambio e di condivisione”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 9 “La lotta alla contraffazione alimentare” Stefano Vaccari, Direttore del Dipartimento dell’Ispettorato centrale della Tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari “La lotta alla contraffazione è un momento decisivo per affermare un principio della Carta di Milano. Per fare ciò è fondamentale arrivare presto a una definizione comune e congiunta del termine. Il cibo è patrimonio culturale e per questo siamo tutti impegnati a garantire la sovranità alimentare”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 10 “Legalità e lotta alla criminalità nell’agroalimentare” Gian Carlo Caselli, Presidente della Commissione per la riforma degli agro-reati “La tutela del consumatore e della sua salute – insieme al regolare funzionamento delle imprese produttive – si ottiene con molti interventi che il nostro progetto di riforma della legislazione in materia di agro-reati suggerisce, ma soprattutto cercando un’etichetta narrante, che racconti dall’orto alla tavola, dal campo allo scaffale, il percorso del cibo e della bevanda che andiamo ad acquistare, in modo da sapere tutto, non in maniera frammentaria, di quel che mangiamo e beviamo”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 11 “La biodiversità salverà il mondo” Andrea Sisti, Presidente WAA “La biodiversità effettivamente salverà il mondo, perché il grande patrimonio genetico di biodiversità vegetale, ma anche culturale e soprattutto alimentare consentirà alle popolazioni di avere un radicamento sul territorio, di averne il presidio, ma soprattutto di avere possibilità di sviluppo per le nuove generazioni”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 12 “Mare magnum” Riccardo Rigillo, direttore generale della pesca marittima del Mippaf “Per salvare il nostra mare, è necessario un coordinamento tra tutti quelli che se ne occupano. In Italia non esiste un Ministero della Pesca, quindi avviare questo network è fondamentale”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 13 “La scienza per l’agricoltura di domani” Luigi Nicolais, Presidente CNR “Abbiamo bisogno che il Paese sviluppi un Progetto Paese e con tutte le istituzioni pubbliche e private lavori perché la ricerca si trasformi in attività produttiva. Manca veramente solo la volontà (e qualche fondo): in questi sei mesi abbiamo imparato a stare insieme e questo è già un grande successo, e non dobbiamo disperdere il fatto di aver saputo compattare la comunità scientifica su temi ambiziosi. Abbiamo individuato sei aree di sviluppo, ma quella più importante riguarda l’integrazione delle conoscenze nel settore del cibo e dell’agricoltura”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 14 “Vietato sprecare” Andrea Segrè, Presidente di Last Minute Market “Abbiamo due azioni forti da fare: recuperare fino all’ultima briciola incentivando e faciltando tutti i sistemi già in campo nel mondo e facendo prevenzione: il miglior spreco è quello che non si produce. E quindi la parola d’ordine è educazione alimentare: dobbiamo prevenire gli sprechi, mangiare meglio, capire il cibo e il suo valore. Vorrei che nel dopo Expo l’educazione alimentare entrasse nelle scuole: ci sono le linee guida, ma bisogna fare di più”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 15 “Educazione alimentare: un investimento per il futuro” Riccardo Garosci, Presidente del Comitato per l’Educazione Alimentare “La Carta di Milano è un punto di partenza: serve un programma pluriennale, centralizzato e continuativo destinato soprattutto ai ragazzi, alla ‘generazione Expo’. Manca una pianificazione continuativa, in cui tutti gli stakeholder, mantenendo una loro autonomia, si ritrovino periodicamente e abbiano la possibilità di mettere a reddito la somma dei sei mesi di cultura trasmessa ai giovani con la semplice visita a Expo”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 16 “Il cibo dello spirito” Luca Bressan, Vicario Episcopale della Diocesi di Milano “Il cibo va usato come strumento di costruzione di un’umanità più matura. Abbiamo raccolto l’impegno delle religioni a lavorare insieme per continuare quest’opera di sensibilizzazione. Le religioni hanno avuto la capacità di sottolineare alcune parole chiave: la biodiversità, legata a memoria e tradizioni, la sostenibilità, quindi la campagna contro la fame e l’attenzione ai poveri, e infine tutta la tematica educativa, perché i ragazzi crescano usando il proprio corpo come strumento di relazione”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 17 La sovranità alimentare Fernanda Guerrieri, Commissario della Nazioni Unite per Expo “I cittadini di tutti i Paesi devono poter decidere autonomamente quale sistema culturale adottare, cosa produrre, purchè sia cibo nutriente in tutti i momenti a disponibilità della popolazione che vive in quel Paese in base alle propria cultura e alle proprie tradizioni”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 18 Regole giuste per mercati nuovi Mauro Rosati, Direttore Generale della Fondazione Qualivita “Le esperienze italiane di valorizzazione dei mercati locali potrebbero essere implementate anche nei Paesi emergenti. Le indicazioni geografiche, per esempio, consentono di mantenere il valore agricolo nel territorio. Serve un nuovo rapporto tra multinazionali, grande distribuzione e piccoli produttori, che devono fare rete per potersi presentare uniti al mondo produttivo e commerciale. Da ultimo, le regole si sostengono con l’informazione: i consumatori devono sapere da dove viene un prodotto agricolo e qual è il giusto prezzo”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 19 “Expo e territori: un’eredità da valorizzare” Aldo Bonomi, sociologo e direttore del consorzio AASTER “Continuare con tutte le nostre risorse e mezzi per portare avanti la grande esperienza di Expo, anche dopo Expo”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 20 “La cooperazione internazionale da Addis Abeba a New York” Giampaolo Cantini, Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale “Noi proponiamo un raccordo con l’attuazione dell’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile 2030, in particolare creando all’interno del Sito Espositivo una Città dell’Innovazione come hub di centri di trasmissione e conoscenza in campo agricolo. In questo modo potremmo avere un luogo che alimenta una delle piattaforme delle Nazioni Unite”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 21 “La responsabilità globale della società civile” Luigi Bobba, Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati “Le organizzazioni della società civile hanno vissuto Expo Milano 2015 come una grande occasione di apprendimento, per guidare questo filo conduttore che mira a spreco zero e al diritto al cibo, in modo che diventi un programma ordinario anche delle istituzioni”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 21 “La responsabilità globale della società civile” Fosca Nomis, Responsabile del progetto Cascina Triulza di Expo 2015 “La sfida che ci siamo posti è come riuscire a valorizzare quel sistema di alleanze che si sono create in questa Esposizione Universale, grazie al quale una serie di persone inizia a pensare e affrontare problemi in modo diverso. Per raggiungere gli obiettivi della Carta di Milano è necessario lavorare insieme, anche con i nuovi compagni di viaggio”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 22 "Feeding knowledge: Expo 2015 e le best practices" Stefano Gatti, Direttore generale del Padiglione Italia "La sicurezza alimentare è ancora una promessa. La condivisione della conoscenza è il modo per renderla reale attraverso la mobilitazione di reti di esperti, che supportati dalle nuove tecnologie rendono il processo sostenibile".
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 23 “L’altra metà della terra: WE-Women for Expo” Marta Dassù, Presidente esecutivo di WE-Women for Expo “Questo lavoro che abbiamo fatto con le donne e per le donne non finirà a Milano. Resterà in tutte le future Esposizioni Universali”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 24 “Urban Food Policy Pact” Francesca Balzani, Vice Sindaco di Milano “Il punto di partenza è investire sui bambini e sull’educazione alimentare. Iniziare a far capire che il cibo è qualcosa che dobbiamo rispettare. Non sprechiamolo, consideriamo che viene dalla terra, e insegniamo il rispetto al cibo insieme a quello per l’ambiente e le risorse naturali”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 25 “Agricoltura, sostenibilità e innovazione: le nuove frontier” Andrea Olivero, Viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali “Sostenibilità e innovazione devono continuare ad andare avanti insieme. Se vogliamo avere un’agricoltura sempre più sostenibile, dobbiamo investire molto maggiormente in ricerca, innovazione e formazione”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015
Tavolo 26 “Guerra alla povertà” Raffaele Tangorra, Direttore Generale Inclusione e Politiche sociale del Ministero del Lavoro “Partendo dal diritto all’alimentazione, abbiamo affrontato il tema della povertà, oltre alle politiche sociali e del lavoro che bisognerebbe implementare. L’obiettivo è mettere in campo azioni specifiche, insieme alla valutazione degli effetti delle politiche economiche e sociali”.
Daniele Mascolo, Stefano Porta © Expo Milano 2015

Quali messaggi sono stati lanciati dai 26 tavoli tematici che hanno lavorato a “Expo dopo Expo. Le eredità di Expo 2015”? Ecco il contributo che ogni moderatore ha voluto portare alla Carta di Milano per proseguire nel percorso tracciato dal Tema “Nutrire il Pianeta Energia per la Vita” anche dopo il 31 ottobre.

Expo dopo Expo: le eredità di Expo 2015. Il lavoro inizia ora

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© Stefano Porta Milano2015
© Stefano Porta Milano2015
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© Stefano Porta Milano2015
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© Mouran Balti Expo2015
© Mouran Balti Expo2015
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© Mouran Balti Expo2015
© Mouran Balti Expo2015
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© Mouran Balti Expo2015
© Mouran Balti Expo2015
© Mouran Balti Expo2015

Gli interventi, le testimonianze e i bilanci di coloro che hanno reso possibile l’Esposizione Universale. Dai rappresentanti delle istituzioni ai partner, dagli esponenti del mondo accademico e della ricerca alle Ong. Sul palco dell’Auditorium di Expo Milano 2015 il 10 ottobre si sono succeduti i protagonisti principali di quello che ormai tutti definiscono un successo. Che non deve chiudersi il 31 ottobre. Dopo aver seminato per sei mesi, infatti, è giunto il momento di custodire il modello e raccogliere i frutti, dando concretezza ai princìpi enunciati dalla Carta di Milano. Per questo, oltre 200 esperti si sono ritrovati in 26 tavoli tematici per rilanciare il grande lavoro iniziato lo scorso 7 febbraio all’Hangar Bicocca.

Salvatore Veca. Dilapidare il patrimonio di Expo Milano 2015 sarebbe da irresponsabili

Cultura / -

Salvatore Veca
Stefano Porta/Expo 2015

Il filosofo racconta la sua visione dell’Esposizione Universale, che lascia in eredità non solo conoscenze, ma anche esperienze e relazioni. A partire dalla grandezza del Tema, che ha svelato tutte le sue implicazioni solo poco a poco.

Tutto nel mondo è intimamente connesso. Con una citazione dall’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco, Salvatore Veca ha introdotto i lavori del 10 ottobre nella giornata “Expo dopo Expo. Le eredità di Expo 2015”. Attraverso 26 tavoli tematici, la mattinata ha fatto emergere i tratti distintivi dei lasciti che l’Esposizione Universale consegnerà al mondo, e che dovranno fare da punto di partenza per il futuro del cibo. Abbiamo chiesto al filosofo, Ambassador di Expo Milano 2015 e curatore di Laboratorio Expo, il progetto di curatela scientifica di Expo Milano 2015, di commentare questo passaggio miliare.
 
Come avete strutturato il lavoro di oggi?
Il metodo che abbiamo seguito in questa giornata è esattamente quello con cui partì tutto il processo il 7 febbraio all’Hangar Bicocca per mettere in moto l’insieme delle riflessioni, delle competenze, delle esperienze che ha portato alla redazione della Carta di Milano.
Come allora, Laboratorio Expo ha il compito di redigere i report finali dei 26 tavoli tematici e questo serve a fissare le priorità per le agenda, le cose da fare, che preservino e valorizzino il patrimonio di esperienze, di pratiche, di adesioni alla Carta di Milano.
Le eredità sono di tre tipi: i saperi - ricerca, scienza intorno al grande tema del nutrire il Pianeta nell’ambito dello sviluppo sostenibil - il saper fare e il fare, le attività.
Questa griglia ci permetterà, al termine dei lavori, di avere un documento che indicherà le agenda, le cose da fare.
 
Come riassumerebbe il contenuto della Carta di Milano?
La Carta di Milano ha una struttura molto semplice, che si basa su un assioma: il diritto a un cibo adeguato, sicuro, efficiente, il diritto all’acqua, l’accesso all’energia sono da considerare diritti umani fondamentali, perché senza la loro soddisfazione non si possono soddisfare tutti gli altri diritti. Tutte le indicazioni e le assunzioni di responsabilità da parte di cittadini, imprese, associazioni dipendono da quest’indicazione di base.
 
Che cosa ha imparato dall’esperienza di Expo Milano 2015?
Ho colto la straordinaria felicità dell’individuazione del tema la sua ricchezza e radicalità. Abbiamo visto, nel crescere dell’attenzione, nel crescere dell’adesione, nel crescere della presenza e della compagnia umana in questi mesi a Expo Milano 2015, quanto il tema dell’alimentazione da un lato sia radicale, dall’altro abbia una gran quantità di connessioni che forse all’inizio non tutti intuivamo.
È un tema che – questo è un punto molto importante oggi - è coerente con la ridefinizione in sede Onu degli obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030.
 
In che cosa consiste a suo parere il principale lascito di Expo Milano 2015?
È un patrimonio molto ricco, che non è solo quello di ricerca scientifica. Noi abbiamo lavorato con 130 centri nel mondo, con convenzioni, università, laboratori e questo è un patrimonio straordinario di conoscenza, ma quello che mi ha colpito è che questo è solo una tessera del mosaico: il resto è fatto non da conoscenze, ma da esperienze e relazioni. Expo Milano 2015 è un patrimonio di idee, di esperienze e di pratiche: dilapidarlo sarebbe irresponsabile.
 

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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