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Carta di Milano. Oltre un milione di firme, il cibo è un diritto universale

Editoriale / -

Carta di Milano
Alessandro Cremasco © Expo 2015

La consegna a Ban Ki-moon è il coronamento della parabola della Carta di Milano, un documento unitario, partecipato e supportato da oltre un milione di firme. Sono serviti mesi di lavoro, di incontri, di sforzi per arrivare alla sintesi dell'ambizione di Milano, dell’Italia e di Expo Milano 2015 di lasciare in eredità al mondo un messaggio potente sul diritto al cibo.

Fin dai tempi antichi – perlomeno, da otto secoli – è stato scelto, per proteggere le persone, per stabilire nuovi diritti, per ricordare i doveri, per trasmettere qualcosa ai posteri, uno strumento che prima non c’era: la carta. Una dichiarazione, uno scritto, una costituzione che documenta un impegno preso solennemente e leggibile da tutti, da esibire a tutti, specialmente a chi tende a ignorarne i dettami o i problemi. C’è la carta.
È questo lo strumento scelto da Expo Milano 2015, la prima Esposizione Universale ad aver incentrato tutti i propri contenuti sull’alimentazione, per riassumere il proprio messaggio sul diritto universale al cibo: la Carta di Milano.
Per scriverla sono stati riuniti a più riprese, sotto l’egida del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, moltissimi esperti, ricercatori, docenti, insieme a personalità di spicco della società civile nazionale e internazionale, della cooperazione, dello sport, della comunicazione. Il Tavolo di Coordinamento per la redazione è stato difatti composto da Maurizio Martina, ministro delle Politiche Agricole, alimentari e forestali che lo ha presieduto, dal Curatore Scientifico Salvatore Veca e dal Direttore di Laboratorio Expo Massimiliano Tarantino, i quali hanno gestito i contributi di sedici tra ministeri, osservatori, progetti, iniziative pubbliche e private.
 
7 febbraio 2015. Il primo appuntamento all’Hangar Bicocca
I primi mesi di riflessione nel 2014 sull’articolazione dei contenuti e la forma da dargli sono sfociati in un appuntamento di alto valore simbolico e nel contempo concretissimo e di forte impatto: ‘Le idee di Expo verso la Carta di Milano’ all’Hangar Bicocca, un complesso avanguardisticamente ristrutturato nel rispetto dell’archeologia industriale milanese, che ha ospitato l’avvio dei lavori il 7 febbraio 2015.
Più di 500 esperti in 42 tavoli tematici, il premier Matteo Renzi con sette suoi ministri, rappresentanti delle istituzioni locali, alti esponenti della cultura italiana, leader d’industria e, in collegamento video, Papa Francesco, Federica Mogherini e Luiz Inácio Lula da Silva hanno tutti insieme dato avvio al percorso della Carta di Milano, tassello fondamentale dell’eredità di Expo Milano 2015.
Ogni tavolo, composto da un coordinatore e da un panel di esperti, ha avuto in quel momento il compito di studiare a fondo il tema assegnato, dal ruolo delle donne a quello dell’architettura, dal contrasto all’illegalità alla tutela della biodiversità terrestre e marina, in relazione con la disponibilità di cibo nel mondo, in ogni regione. Dopo il 7 febbraio si sono svolti altri incontri dedicati alla Carta di Milano: a Firenze il 28 marzo c’è stata la seconda tappa di “Expo delle Idee”, a Pompei il 17 aprile una terza tappa è stata dedicata alla promozione del patrimonio culturale italiano, mentre il 28 aprile la Carta è stata ufficialmente presentata all’Università Statale di Milano. La relazione di ogni tavolo è stata recepita ed elaborata per creare un documento finale unitario.
 
La pubblicazione online, la condivisione, l’appello a firmarla
La Carta di Milano è nata con tutti gli obiettivi storicamente assegnati alle dichiarazioni di diritti, ma in una forma potentemente innovativa e coinvolgente: è stata immediatamente messa online, è stata oggetto di una costante strategia di condivisione sui social media ed è stato rivolto a tutti un appello a firmarla. A ogni lettore, ogni navigatore e, dopo il 1° maggio, ogni visitatore del Sito Espositivo e a ogni ospite, dagli scienziati ai contadini, dai religiosi ai capi di Stato, a tutti è stato chiesto di apporre la propria firma a sostegno del messaggio rivolto al mondo: il diritto al cibo è un diritto umano fondamentale.
 
10 ottobre 2015. Expo dopo Expo: le eredità dell'Esposizione Universale
Era naturale che, dopo tutti questi mesi di elaborazione, di studio, di condivisione di materiali tra centri di pensiero che punteggiano tutto il mondo, il momento più importante per riordinare i materiali provenienti da tutti percorsi avviati prima e durante l’Esposizione Universale doveva svolgersi all’interno del Sito Espositivo. Così è stato.
Il 10 ottobre 2015 al Conference Centre Orogel si è tenuto l’evento conclusivo ‘Expo dopo Expo: le eredità dell'Esposizione Universale’ . Qui, i 26 nuovi tavoli di lavoro su quattro aree tematiche – diritto, cooperazione, sostenibilità e conoscenza – hanno lavorato per arricchire la Carta di Milano di ulteriori spunti di conoscenza.
Lo scopo dell’iniziativa è stato dunque quello di stabilire precisamente i contorni del lascito di Expo Milano 2015 grazie alla Carta di Milano, documento collettivo sul diritto al cibo che è diventato così il perno di un percorso di lavoro plurale, inclusivo e partecipato.
La Carta di Milano viene consegnata oggi, 16 ottobre 2015, al Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-Moon, durante la Giornata Mondiale Fao dell’alimentazione, imprescindibile contributo all’aggiornamento degli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite, che proprio quest’anno saranno sostituiti dai nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Un lascito composto da un testo di sette pagine rafforzato da oltre un milione di firme e dalla volontà di Milano, dell’Italia e di Expo Milano 2015 di dire la nostra per annientare la fame nel mondo. Per sempre.
 
 

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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