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Aung San Suu Kyi. Parità, educazione e pace le tre chiavi per nutrire il futuro

Editoriale / -

Rimuovere le differenze di genere, promuovere il rispetto dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile, porre fine ai conflitti: queste le tre strade del Premio Nobel per la Pace per sconfiggere la malnutrizione.

Alla giornata di lavoro “Italia 2015: il paese nell’anno dell’Expo”, secondo appuntamento del percorso verso la Carta di Milano, è intervenuta con un videomessaggio anche Aung San Suu Kyi.
La leader della Lega Nazionale per la Democrazia ha ricordato che “le Nazioni Unite stimano che, nel nostro Paese, il 35% dei nostri bambini sotto i cinque anni soffra di gravi disturbi della crescita. E l’ho notato io stessa andando nelle campagne. Mi capitava di vedere bambini che pensavo avessero cinque o sei anni, ma che in realtà avevano 11, 12 o addirittura 13 anni ed erano affetti da una grave forma di rachitismo. L’aspetto triste è che questi bambini erano neonati di peso normalissimo. Solo dopo l’età di due anni, quando hanno cominciato a muoversi e avevano bisogno di un’alimentazione più ricca, le risorse dei genitori si rivelavano insufficienti. Ciò significa che la mancanza di cibo è strettamente collegata alla povertà dei genitori. Che cosa dobbiamo fare affinché la nostra ricca terra, che ci è stata affidata, sia una risorsa per il nostro popolo, in grado di nutrire i nostri figli e farli crescere mentalmente sani?”
 
Tre risposte globali
Aung San Suu Kyi ha articolato la risposta in tre punti: il genere, l’ambiente e il conflitto.
“La disuguaglianza di genere inizia nelle case, con il cibo che viene dato ai bambini – assicura il Premio Nobel per la Pace –. Nel mio Paese, i maschi sono generalmente favoriti rispetto alle bambine e, naturalmente, il più privilegiato è l’uomo di casa, che si suppone abbia bisogno di maggior energia. L’idea dominante è che il maschio debba essere più istruito, più curato, mentre le donne stanno a casa e cercano di sfamare la famiglia con quel poco che rimane. Quanto più istruite sono le donne, credo, migliore sarà la situazione. Quindi occorre educare le madri, in modo che possano trattare meglio le proprie figlie, a partire da una migliore alimentazione”.
Dopo aver rapidamente ricordato l’importanza dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, Aung San Suu Kyi ha trattato il tema del conflitto. “Dove c’è un conflitto, la nutrizione ne risente, mettere insieme due pasti al giorno diventa una vera lotta. Il cibo è una delle principali preoccupazioni delle persone in situazioni di conflitto”. E ha concluso: “Oggi il mondo è così interconnesso che la fame, ovunque essa sia, non può essere ignorata da coloro che vivono nei Paesi più ricchi. Mi auguro che questa giornata sia un’occasione di confronto di idee per trovare metodi affinché le future generazioni seguano una migliore alimentazione e siano così in grado di affrontare meglio il mondo in cui vivono”.
 
 

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