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Cosa ci insegna la crisi alimentare del 2008

Economia / -

ida r2 crisi alimentare 2008

L’incremento dei prezzi alimentari piega l’economia degli stati più poveri e ad alto rischio del mondo. Nonostante la lentezza degli interventi a scala locale la Fao registra un lieve calo nel prezzo del cibo. Forse il primo segno positivo del superamento globale della crisi.

Una ricerca scientifica del New England Complex Systems Institute ha analizzato le cause della crisi alimentare del 2008. Tra queste, l'istituto scientifico annovera il cambiamento climatico, l’inquinamento e la siccità in Australia, oltre al fenomeno del land grabbing finanziato da Stati Uniti e dall’Europa soprattutto per la produzione di biocarburanti. La crescita della domanda di cereali in Indo-Cina e dei prezzi del greggio hanno poi portato all’impennata dei costi di produzione e distribuzione del cibo. 
 
Quanto la spesa alimentare incida sul reddito famigliare è la dimostrazione che l’abbondanza e lo spreco di risorse nei paesi ricchi produce effetti globali come la denutrizione e la malnutrizione. Una famiglia americana a basso reddito spende il 16 per cento del proprio budget per alimentarsi, una vietnamita il 65 per cento, una famiglia nigeriana il 73 per cento. Tra il 2007 e il 2008 i prezzi delle importazioni e del cibo hanno subito un aumento senza precedenti, traducendosi in tensioni sociali nei paesi poveri e nella produzione delocalizzata di energia e risorse per i paesi ricchi. L’assistenza ai paesi in via di sviluppo è attuabile con progetti a lungo termine che incoraggino e sviluppino le politiche agricole.
 
Le cause del rialzo dei prezzi del cibo
Global Food Crisis Response Programme è un progetto finanziato dalla World Bank attualmente impegnato in 49 paesi a rischio nel mondo.
Il disaccordo degli economisti sullo stabilire la causa effettiva dell’incremento dei prezzi rende difficile la soluzione del problema. Il Relatore speciale dell’Onu per il diritto al cibo, Olivier De Schutter, conferma che entro il prossimo anno altri 44 milioni di individui saranno destinati a patire la fame. Stabilizzare i mercati è il primo passo verso il ridimensionamento dell’insicurezza alimentare. In tutto il mondo numerose Ong e gruppi di pressione, come l'inglese World Development Movement, si impegnano nella lotta contro la speculazione dei mercati alimentari e il rialzo del prezzo delle commodities.  Per questo nel 2013 durante la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo e il Commercio è stata dichiarata l’impossibilità da parte delle grandi multinazionali di continuare a speculare sul mercato alimentare causando il rialzo dei prezzi del cibo.
 
Un segnale positivo viene dall’ultimo rapporto della Fao sull’indice mondiale dei prezzi alimentari. Su un paniere di cinque gruppi di materie prime (cereali, oli vegetali, prodotti caseari, carne e zucchero) l’indice mostra una variazione dei prezzi internazionali in lieve abbassamento per i cereali, a esclusione del riso, gli oli e lo zucchero. Calo dovuto all’abbondante disponibilità di risorse a livello globale. A fronte di questo, nel giugno 2014, il prezzo della carne ha toccato il punto di massimo degli ultimi 14 anni.
 
Sei anni dopo la crisi alimentare, la società necessita di interventi che migliorino le condizioni di vita di 842 milioni di persone tuttora sottoalimentate. Interventi che da parte delle autorità tardano ad arrivare.
 
 

Argentina. Dove i frutti selvatici preservano la biodiversità

Sostenibilità / -

SLFO argentina immagine
Marco Del Comune

Fin dall’epoca precolombiana, la popolazione del Gran Chaco argentino si dedica alla raccolta di frutti selvatici che sono parte integrante della cultura alimentare del territorio grazie alla loro trasformazione in farina, pane e bevande.

Il Gran Chaco, o semplicemente Chaco, è una delle principali regioni geografiche sudamericane che comprende parte del territorio nazionale dell'Argentina, della Bolivia, del Brasile e del Paraguay che alterna zone secche e piovose, rendendolo particolarmente adatto allo sfruttamento agricolo e forestale. In questa enorme regione che si estende per circa 700.000 chilometri quadrati, convivono habitat differenti: perlopiù si tratta di territori moderatamente umidi, ma comprende anche alcune zone semiaride sono poco adatte allo sviluppo di attività rurali e di insediamenti urbani.
 
La raccolta dei frutti e la loro trasformazione
La popolazione locale, soprattutto quella femminile, si dedicava alla raccolta di frutti selvatici e alla loro trasformazione in farine, pani e bevande, ma queste attività, nel tempo sono state disincentivate per via di una molteplicità di fattori: da un lato c’è da fare i conti con gli effetti della globalizzazione e con l’importazione massiccia, sui mercati locali, di prodotti stranieri come la farina di grano e lo zucchero; dall’altro c’è la privatizzazione del suolo agricolo, che spesso ha determinato l’allontanamento delle comunità indigene dai loro insediamenti; infine la deforestazione che, come in Brasile, è determinata dalla necessità di far posto a pascoli e monocolture.
 
Carrubo, patalcas, mistol e arrope
Il rischio era ed è quello di perdere sapori autentici, profondamente connessi a un territorio, i saperi e le conoscenze ad essi legate. Il carrubo bianco si presta a essere trasformato in farine, bibite fermentate e guarnizioni per la pasticceria; il chañar è un albero resistente alla siccità e alle basse temperature e i suoi piccoli frutti, chiamati patalcas, hanno una polpa che può essere consumata fresca o usata come ingrediente; infine i frutti del mistol (Ziziphus mistol) sono utilizzati come ingrediente dell'arrope, uno sciroppo casalingo molto apprezzato, o del bolanchao, un dolce molto conosciuto. Vengono anche macinati fino a ricavarne il patay, ossia una pasta utilizzata per insaporire molti piatti tradizionali argentini. Come spesso accade nel caso di prodotti selvatici, questi frutti non hanno solo un valore culturale e gastronomico, ma anche un impiego nella medicina tradizionale.
 
Il progetto emancipa le donne
Tutti i progetti lanciati dalla cooperativa Co.M.Ar. e dalla Fundación Gran Chaco supportati da organizzazioni come Ifad e Slow Food svolgono un ruolo fondamentale per favorire l’emancipazione femminile, mirando a restituire al lavoro delle donne la giusta dignità e offrendo loro la possibilità di ottenere un reddito. I progetti sono tra i più diversi: si va dalle attività artigianali per la realizzazione di manufatti tessili ai corsi per il recupero dei disegni tradizionali legati alle diverse etnie fino ai corsi per la produzione di alimenti come la farina di carrubo, che fra tutti gli alimenti ricavati dai frutti del Gran Chaco è quello che potrebbe avere i maggiori sbocchi sul mercato locale, nazionale e internazionale. Particolarmente importante, poi, è che a tutti i livelli la produzione viene contestualizzata all’interno di una filiera e che, insieme alle donne, si discute non solo di tecniche di raccolta, ricette e pratiche di conservazione, ma anche di come i prodotti possano essere promossi sui mercati locali e di quanto sia importante preservarli per mantenere vive tecniche e tradizioni che sono all’origine di un riscatto sociale e della tutela di un ambiente fragile e delicato.
 
Slow Food a Expo Milano 2015
Lo spazio di Slow Food a Expo 2015 è un grande triangolo situato nell’area internazionale del sito espositivo, all’estremità orientale del Decumano, la via che percorre l’Expo da ovest a est. Siamo vicino a uno degli ingressi principali e a fianco di una grande Collina Mediterranea ricoperta da alberi di fichi, olivi e agrumi. Tutti gli spazi dell’area (percorso Scopri la biodiversità, area degustazione Slow Cheese e Slow Wine, Slow Theather, Orto Slow Food) sono ad accesso libero e gratuito. L’utile dell’area Slow Food sarà devoluto al progetto 10.000 orti in Africa.
 
 

Come può Bitcoin aiutare ad emancipare miliardi di persone e aiutare la sicurezza del cibo

Innovazione / -

Bitcoin sicurezza alimentare articolo

Grazie all'invenzione fondamentale della Blockchain, che utilizza le reti di comunicazione globale e gli smartphone, abbiamo ora uno strumento innovativo che mette finalmente l'abitante delle città occidentali e il pescatore indonesiano allo stesso livello.

Grazie all'invenzione fondamentale della Blockchain, che utilizza le reti di comunicazione globale e gli smartphone, ormai disponibili a chiunque, abbiamo ora uno strumento innovativo che mette finalmente l'abitante delle città occidentali e il pescatore indonesiano allo stesso livello. Essi possono così partecipare al commercio globale, massimizzando il loro reciproco vantaggio e aumentando gli incentivi per raggiungere una sicurezza alimentare locale e mondiale.
 
L'invenzione fondamentale della Blockchain
Che il problema matematico chiamato "il problema dei generali Bizantini", il cui concetto si basa sulla presunta presenza di traditori in un'ipotetica battaglia di cui i piani devono essere comunicati a tutti gli aggressori, potesse essere risolto fino a poco più di cinque anni fa non si sarebbe mai detto: come si può distribuire informazioni in modo coerente e affidabile attraverso una rete se i suoi nodi sono inaffidabili? È stata una vera sorpresa quando una soluzione ingegnosa è stata messa insieme da uno sviluppatore che si faceva chiamare con lo pseudonimo Satoshi Nakamoto: computer che collaborano in una rete e risolvono problemi crittografici difficili, ma facilmente verificabili, e la creazione di un database pubblico decentralizzato che può essere consultato da chiunque. La prima applicazione di questa innovazione è la Bitcoin, moneta digitale che sta guadagnando popolarità in diverse applicazioni per i pagamenti online e le transazioni finanziarie. Tuttavia, ci sono molte altre categorie di problemi che,  rispetto a prima, possono ora essere implementate in modo diverso. Grazie alla Blockchain un gruppo di partecipanti può raggiungere consenso e accordo senza delegare a un'autorità centrale, ma ottenendoli come conseguenza del funzionamento della rete stessa. L'identità, la proprietà, le funzioni legali e notarili, le attività finanziarie come i prestiti, l'assicurazione, le rimesse internazionali e altri sono ora possibili in un modo innovativo, che promette di essere più flessibile ed efficiente e molto meno costoso rispetto al passato. Ma cosa ancora più importante, tutti questi servizi saranno accessibili a chiunque abbia uno smartphone connesso a Internet, senza bisogno di alcun permesso o autorizzazione.
 
Inclusività ed emancipazione di miliardi di persone
Ci sono miliardi di persone sul pianeta che ancora vivono in società principalmente agrarie, che non solo non hanno accesso ai moderni servizi finanziari, ma nemmeno la possibilità di potervi accedere in futuro a causa del contesto normativo in cui sono inseriti, sempre più difficile da soddisfare. Inoltre i servizi che lo stato dovrebbe assicurare, che determinano identità, proprietà, legalità e altre forme di organizzazione, sono molto spesso assenti e quando presenti sono mal organizzati, inefficienti, corrotti e asimmetrici a vantaggio dei potenti, mentre a farne le spese sono i poveri che vengono sfruttati.

L'implementazione dei servizi finanziari e statali nella Blockchain promette di renderli affidabili, accessibili, snelli, trasparenti e maggiormente in grado di resistere alla corruzione e alle inefficienze.
 
Produzione alimentare e il commercio basati sulla Blockchain
In molte società gli agricoltori locali sanno bene ciò che sarebbe necessario per rendere la loro vita più facile, i loro prodotti più commerciabili e le prospettive per le loro famiglie e i loro bambini più luminose. Dare accesso, attraverso gli smartphone connessi alla rete, allo sviluppo di strumenti finanziari, giuridici e di supporto permette a coloro che in precedenza erano esclusi di partecipare alla pari e di sfruttare a loro vantaggio saggezza e comprensione del territorio, emancipandoli e consentendogli di prendere le decisioni migliori per loro stessi.
 
Le piattaforme di micro-prestiti, crowdfunding e di investimento equo di nuova generazione si estenderanno a ordini di grandezza che conteranno più persone di quanto sia ad ora possibile. L'opportunità di stabilire reti affidabili, il cui funzionamento può essere verificato e seguito da chiunque, farà si che cerchie di empatia e di coinvolgimento si allargheranno fino a includere chi prima era escluso e ignorato.
 
Una via più semplice e diretta alla comunicazione che consentirà uno sviluppo più agevole del commercio, sia localmente che globalmente, e ad una informazione simmetrica che darà potere a chi in precedenza era sfruttato. All'informazione e alla conoscenza seguirà il cibo, alla fiducia seguirà la sicurezza, all'interconnessione seguiranno prosperità e ricchezza, raggiungendo l'autosufficienza.
 

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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