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Come si misura il benessere delle persone? La risposta dell'Ocse è il Better Life Index

Economia / -

Better Life Index
© Gregg Segal/Corbis

È uno strumento interattivo creato su Internet per coinvolgere le persone sul dibattito del benessere e conoscere quali sono gli elementi che ritengono più importanti per misurare tale benessere. Sono quindi stati preparati undici campi all'interno dei quali ogni Stato viene classificato a seconda della sua performance.

“La vita sta davvero migliorando? Come possiamo dirlo? Quali sono gli ingredienti principali per migliorarla?” È con questi interrogativi che viene presentato il Better Life Index dell'Ocse (Oraganizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). È uno strumento interattivo creato su Internet per coinvolgere le persone sul dibattito del benessere e conoscere quali sono gli elementi che ritengono più importanti per misurare tale benessere. Sono quindi stati preparati undici campi all'interno dei quali ogni Stato viene classificato a seconda della sua performance: comunità, educazione, ambiente, partecipazione civile, salute, casa, reddito, lavoro, soddisfazione, sicurezza e bilanciamento tra vita e lavoro. Per misurare ciascuno di questi elementi sono stati presi in considerazione diversi fattori. Per la “casa”, ad esempio, viene rilevato il numero di stanze medie per persona, l'accesso alle necessità di base, come acqua ed elettricità, e i costi di mantenimento.
Ogni elementi ha un indice, da zero a dieci, che riassume il benessere delle persone che vivono in quel determinato Stato in maniera crescente.
 
Nella classifica della “casa” gli Stati Uniti sono al primo posto, seguiti da Canada, Norvegia, Australia e Irlanda. Per quanto riguarda il settore “ambiente”, invece, tenendo presenti i dati sull'inquinamento dell'aria e sulla qualità dell'acqua, al primo posto c'è la Svezia, poi Australia, Gran Bretagna e Nuova Zelanda.
 
Si può costruire il proprio indice personale
Ognuno può così costruirsi il suo indice personale, scegliendo a quali settore dare priorità rispetto ad un altro. Si può quindi condividere il proprio indice online e vedere come hanno risposto gli altri cittadini di una stessa Nazione. Attraverso l'analisi dei dati si può comprendere a cosa aspirano le persone che vivono in un determinato Stato e a cosa danno più importanza per migliorare le condizioni di vita. In Giappone è la sicurezza ad essere al primo posto, la soddisfazione, invece, è essenziale per i chi vive in Germania, Danimarca, Sud Africa e Svizzera, Brasile, Cile e Messico mettono al primo posto l'educazione e l'ambiente è la preoccupazione principale per Austria, Estonia, Finlandia, Nuova Zelanda e Slovenia.
 
Creato per cercare il miglior modo per misurare i progressi della società
Il Better Life Index è stato creato dall'Ocse che da più di un decennio cerca di identificare la maniera migliore per misurare i progressi delle società, andando oltre il Pil (Prodotto interno lordo) per tenere in considerazione le aree che più impattano sulla vita delle persone. Questo lavoro è culminato nel 2011 con l'elaborazione dell'indice che copre tutti i Paesi Ocse, oltre a Russia e Brasile. Viene aggiornato ogni anno.

Culture, saperi, cibo per la pace: a Expo Milano 2015 le religioni dialogano con gusto

Cultura / -

Colori, sapori, profumi, parole dell’anima: un grande senso di unione ha caratterizzato la giornata del 1° settembre a Expo Milano 2015 “Il cibo dello spirito nella Carta di Milano”. I rappresentanti delle maggiori religioni si sono incontrati per affrontare insieme i temi della sicurezza alimentare, dello spreco, della consapevolezza, del cibo come nutrimento per il corpo e per l’anima. Intenso il momento della benedizione dei piatti portati da 68 Paesi Partecipanti da parte di tutte le confessioni: un forte momento di unione e di dialogo. Con un sorriso all'oggi, con uno sguardo di pace e di fiducia al domani.

Far mangiare tutto ai bambini si può. Grazie ai cartoni animati

Lifestyle / -

cartoon alleati delle mamme

Cresce la tendenza ad utilizzare i cartoni animati per educare i bambini a mangiare sano e a mangiare tutto, anche le verdure. Da Popeye ai giorni nostri, ecco i personaggi in aiuto a genitori e figli.

Patatine fritte per quieto vivere
Molti genitori vivono il momento del pasto come una lotta: i bambini non vogliono mangiare. Dall’insistenza iniziale solitamente si passa a un approccio psico-pedagogico che punta a rispettare i gusti dei propri figli. Il risultato è che sette giorni su sette si può arrivare ad avere in tavola pizza, patatine fritte ed hamburger. Di certo non è una dieta equilibrata. Ormai i bambini non snobbano solo le verdure, ma molti cibi ai quali semplicemente non sono abituati o che non trovano attraenti.
 
I cartoni animati come soluzione al problema
Molte le teorie in campo per risolvere quella che non è solo una cattiva abitudine o un capriccio, ma un problema di educazione alimentare corretta e quindi di buona salute per i figli. In campo allora scendono i cartoni animati che possono rendere interessanti molti dei cibi di solito detestati, in primis le verdure, e allo stesso tempo far capire già in giovane età quanto sia importante alimentarsi in modo corretto.

In Italia, ci pensa Capitan Kuk
È stato lo stesso Ministero della Salute e in particolare la Direzione Generale Sicurezza degli Alimenti e Nutrizione, dopo gli allarmanti dati sul consumo di verdura e frutta da parte dei bambini nel nostro paese, a produrre un cartone animato in collaborazione con Rai Fiction per insegnare ai più piccoli l'importanza di un'alimentazione equilibrata, nel modo chpiù si confà alla loro età. Il protagonista è Capitan Kuk, capitano dei pirati, che nell'arcipelago di Health lotta contro Golosix grazie al prezioso aiuto di Cercafrutta, un congegno in grado di risolvere tutti i danni provocati alla salute dagli scagnozzi di Golosix.
 
In Portogallo i Nutri Ventures scoprono il cibo
È stato invece ideato in Portogallo, e poi diffuso in ben 23 paesi, Nutri Ventures: i suoi personaggi principali sono Matt, Bem, Lena e la piccola Nina, che durante le loro avventure scoprono il cibo, imparano le sue caratteristiche e lo apprezzano. Il cartone animato è rivolto a bambini tra i quattro e i dieci anni, in modo da educarli al mangiare sano già in tenerissima età.
 
L’eroe Sportacus insegna a mangiare bene agli islandesi
In Islanda un esperimento ancora più innovativo, un mix tra una serie tv e un cartone animato esportato in 103 paesi del mondo: Lazy Town dove Magnús Scheving, islandese, campione europeo di ginnastica e fitness, è l'interprete principale e, nei panni del supereroe Sportacus, insegna agli abitanti della città dei pigri l'importanza di una sana alimentazione e del movimento e salva dai pericoli chiunque grazie alla sua cintura allarme che suona quando qualcuno è nei guai. Al suo fianco ci sono i bambini che popolano la città ma non manca il cattivo: Robbie Rotten (in italiano Robbie Rancido).
 
Il cane Boo dice no alle merendine
Da un finanziamento dell’Unione Europea in Gran Bretagna è nato invece un progetto per prevenire l’obesità infantile e correggere la cattiva alimentazione attraverso il cartone animato Boo, dove un cagnolino spiega ai giovanissimi come fare colazione in modo salutare, merenda evitando i cibi ipercalorici non dimenticando di sottolineare l’importanza dello sport e del movimento.
 
Dal secolare Popeye, il Braccio di ferro che, forse inconsapevolmente, ha reso meno indigesto ai bambini mangiare qualcosa di verde, fino ai giorni nostri, è sempre più chiaro che per farsi ascoltare dai piccoli occorre parlare la loro lingua e animarla con gli eroi che preferiscono. Così i cartoni diventano indispensabili non più per i bambini, ma soprattutto per i genitori.
 
 
 

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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