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Un pranzo di poesia: il cibo servito nei versi

Cultura / -

Poesia e cibo img rif

Il cibo, con le sue forme, le sue consistenze, i suoi profumi e le occasioni sociali che crea, nella storia della lettere ha ispirato le penne di molti poeti. Il suo forte valore evocativo lo ha reso un mezzo per parlare di emozioni, di situazioni, suggestioni e stati d’animo.

Il 21 marzo è la Giornata Mondiale dedicata alla poesia. Proclamata dall’Unesco nel 1999, vuole dare importanza all’espressione poetica, allargata alle sue varie forme di creatività, al suo ruolo nella promozione del dialogo e della comprensione tra culture. Ecco alcuni esempi di connubio tra cibo e versi, dall’antichità ai giorni nostri, per un pasto… poetico.

La dolcezza delle parole e della frutta nel "Cantico dei Cantici"
Nel testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana si legge: “Sostenetemi con focacce d’uva passa, rinfrancatemi con le mele, perché io sono malata d’amore”. Il cibo protagonista in queste parole è fatto di dolcezze naturali che possano corroborare l’amante ‘malata d’amore’: i cibi zuccherini sono sostegno per l’anima e per il corpo, affaticati e prostrati dal mal d’amore.

"Il Giorno" di Giuseppe Parini: il cibo tra chiacchiere nobili ma volgari
Nella parte del “Mezzogiorno” del poema didascalico “Il Giorno” il giovin signore protagonista dell’opera pariniana si reca a casa della dama di cui è il cicisbeo per il pranzo, in cui per voluttà, propria degli spiriti più raffinati, si assaggiano le più prelibate pietanze. Il pranzo è anche l’occasione sociale in cui fare sfoggio brillante di conoscenze.
“Ecco splende il gran desco. In mille forme
E di mille sapor di color mille 
La variata eredità degli avi
Scherza in nobil di vasi ordin disposta.
Già la dama s'appressa: e già dai servi
Il morbido per lei seggio s'adatta”

Il cibo semplice e genuino: l’"Ode al pomodoro" di Pablo Neruda
Nelle “Odi elementari” Pablo Neruda canta i cibi semplici: tra questi il pane, la cipolla, il limone, la mela, il pomodoro. La fisicità e la voluttà del frutto del pomodoro sono l’anima di questi versi, che letti e riletti, rendono poetici pranzi raffinati, ma anche rustici, mediterranei spuntini fatti di pane, olio e pomodoro.
“Il pomodoro invade le cucine,
entra per i pranzi,
si siede, riposato, nelle credenze,
tra i bicchieri,
e le saliere azzurre.
Emana
una luce propria
maestà benigna”
 
"Le golose" di Guido Gozzano: signore e signorine per bene che davanti ai dolci tornano bambine
Guido Gozzano è seduto in un caffè e con occhio arguto, ma benevolo osserva e descrive con ironia i falsi perbenismi delle dame di inizio Ottocento che vogliono nascondere la loro debolezza nel cedere al peccato di gola delle dolci paste:
“Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.
Signore e signorine –
le dita senza guanto –
scelgon la pasta. Quanto
ritornano bambine!”
 
"Sonetto al vino" di Jorge Luis Borges: la bevanda che inventa l'allegria
Il vino e il suo originario rapporto con la terra hanno ispirato i versi di moltissimi autori: la natura, l’elemento liquido, il colore, l’effetto inebriante che slega le inibizioni sono stati oggetto di poesie e  stura di emozioni che la razionalità trattiene. Jorge Luis Borges ha dedicato proprio al vino un sonetto, celebrando gli “autunni dorati” in riferimento alle colline piene di foglie gialle teatro delle vendemmie.
“In quale regno o secolo
e sotto quale tacita
congiunzione di astri,
in che giorno segreto
non segnato dal marmo,
nacque la fortunata
e singolare idea
di inventare l’allegria?
Con autunni dorati
fu inventata”
 
Expo Milano 2015 è l’occasione per conoscere tradizioni e saperi di Paesi diversi: nei Padiglioni si potrà fare un vero e proprio viaggio gastronomico e culturale. Nel Padiglione Zero in particolare si è immersi in un racconto che parte dalla memoria dell’umanità, passa attraverso i suoi simboli e le sue mitologie, percorre le varie fasi dell’evoluzione del suo rapporto con la Natura.
 

Attenti al frigo. Di noi dice tutto, anche il reddito

Economia / -

Il contenuto del frigorifero, secondo una ricerca condotta da una società di investimenti, può rivelare non solo i gusti della famiglia, ma soprattutto il suo livello di vita e di reddito, un’informazione molto utile per chi deve investire e un esperto descrive anche come la dispensa elettrica cambi forma, prestazioni e design secondo i paesi, la dieta e lo spazio.

Potrà sembrare strano, ma i grandi esperti di finanza e le private  equity, prima di decidere di investire in un paese, non spiano i depositi bancari, non spulciano i conti dello Stato e nemmeno guardano il rapporto debito-Pil. Il primo passo, infatti, consiste nel dare letteralmente un’occhiata a quello che c’è dentro i frigoriferi degli abitanti. Se vi sono conservati cibi semplici, per appetiti robusti di lavoratori di fatica, significa che il Paese è in via di sviluppo ed è destinato  a crescere.

Più frigoriferi più sviluppo economico
Se vi sono alimenti più sofisticati e dietetici, il livello medio di vita rivela condizioni migliori ma la crescita non sarà tumultuosa.  Ad affermarlo è Tassos  Stassopoulos, responsabile Strategie Consumer di un gigante della finanza, AllianceBernstein. “Il frigorifero con il suo contenuto è un efficace indicatore di come vivono i proprietari, così come anche l’indice di aumento delle vendite di frigoriferi dice molto della crescita del Paese” (Tassos Stassopoulos, Refrigerators in Emerging Markets).

Proteine per chi fatica, dietetici per i ricchi
Non sono infatti il cellulare, il tv nè lo stereo i parametri del benessere; la ricerca di Alliance Bernstein ha verificato che in paesi  molto poveri anche chi vive in case misere possiede questi apparecchi. Invece il frigo non mente, e la sua diffusione aggiunge preziose informazioni. La ricerca ha preso in esame 12 paesi emergenti.  Quali sono gli alimenti rivelatori? Insaccati, salse, frutta, verdura e uova per il lavoratore di fatica, margarina, vino, birra, dolci e gelati per chi può permettersi qualcosa di più, e cibi e bevande dietetiche, con vini di pregio, per le persone più abbienti.

Due frigo in Korea
Quanto alla tipologia degli apparecchi, molte le differenze. Addirittura in Korea ogni casa ha due frigo, uno grande- all’americana e uno speciale con cassettoni  per il cibo nazionale, il kimchi (cavoli e rape fermentati), che solo una temperatura a 0 gradi riesce a mantenere a lungo.

…e superfreddo ai tropici
Anche in Giappone il frigo ha scomparti a 0 gradi per il pesce crudo e le alghe, dove non restano più di 10 ore. In Cina, i frigo degli abitanti delle città sono piccoli, con disegni personalizzati, mentre nelle campagne, dove l’acquisto è sovvenzionato dallo Stato, sono molto capaci per contenere,  nelle estati  torride, grandi quantità di ghiaccio. In America, si sa, i frigo sono enormi –intorno ai 500-600 litri- per grandi rifornimenti non frequenti, mentre è singolare che nel freddo Nord i frigoriferi siano piuttosto ampi, con uno vano spazioso per il freezer. E che non manchino affatto mega congelatori. Per chi abita in zone calde e caldissime, ecco  i frigo “tropicali”,  per resistere a temperature bollenti.

Mario Botta. Così nascerà la città del futuro

Cultura / -

L’architetto svizzero Mario Botta è uno dei padri indiscussi dei fondamenti e dei principi della composizione architettonica. A Expo Milano 2015 il Maestro è intervenuto spiegando il valore dell’Architettura contemporanea nel rapporto con lo spazio pubblico e la realtà sociale del nostro tempo.

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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