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Serbia. Un’armoniosa mescolanza di cibi e culture

Cultura / -

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© Paul W. Liebhardt-Corbis

Un Paese nel cuore dei Balcani, un crocevia dove per secoli si sono incontrati popoli diversi, ciascuno lasciando il proprio distintivo e indelebile segno. Che oggi conferisce alla Serbia un mélange culturale unico.

Per secoli la Serbia è stata terreno di scontro per innumerevoli popoli, assorbendone le particolarità e sviluppando una propria miscela distintiva, che oggi si riflette nella sua cucina e nella cultura dei suoi abitanti. Su una cosa però sono tutti d’accordo: la Serbia è un Paese di forti contrasti. Le sterminate pianure della Pannonia, le fertili valli fluviali, le colline ricoperte di frutteti della Šumadija e le montagne verdi di pascoli stridono con le grandi e vivaci città multiculturali. Nel corso del tempo, la Serbia è emersa come un melting pot sociale, politico, scientifico e artistico, che riflette al meglio la diversità etnica dei Balcani Occidentali.
 
Ceneri di guerra feconde
Il miglior modo per comprendere la vita, la cultura e le tradizioni di un Paese è assaggiare il suo cibo, come ricorda lo slogan coniato dalla Serbia per questa esposizione universale: “Assapora il cibo, senti la vita”. La cucina serba è ricca e variegata, perché ha origine e si è evoluta in una regione altamente turbolenta, area di conflitto per le civiltà che lì si sono succedute nel tempo: Greci, Romani, Bizantini, Ottomani, Austro-Ungarici, Russi. Molte delle città serbe sono state rase al suolo e ricostruite innumerevoli volte: la stessa Belgrado, tra le più antiche capitali europee, ha subito questo destino più di 40 volte. Della moderna cucina serba non si può quindi dire che sia sciatta. Per averne un assaggio basta accomodarsi in una qualsiasi kafana, la caratteristica trattoria, e ordinare ražnjići e ćevapčići, rispettivamente spiedini e salsicce di carne, da assaporare con i burek di pasta sfoglia e formaggio leggermente salato, a cui far seguire una coppa di lamponi nostrani. Ma prima di cominciare, un piatto di meze, gli antipasti a base di conserve vegetali, carne e formaggio, accompagnati da un bicchierino di rakija, la tipica grappa locale. Quella che si distilla a Gledić, ottenuta da un’antica varietà di prugna detta crvena ranka (letteralmente la “rossa precoce”), è un Presidio Slow Food. Il risultato è un liquore dal colore giallo paglierino, dal gusto pulito e profondo e un sentore di frutta e vaniglia.
 
Colture mediterranee… senza mare
Una volta un poeta disse che “il Mediterraneo arriva fin dove cresce il fico”, il che fa anche della Serbia un Paese mediterraneo. Pur senza affacciarsi sul mare, la sua flora include infatti quasi tutte le colture tipiche del bacino, con vite, grano, mais e girasole a fare da spina dorsale dei settori agricolo e alimentare. Non è quindi casuale la scelta di partecipare a Expo Milano 2015 all’interno del Cluster Bio-Mediterraneo. Nel suo spazio espositivo, la Serbia ha sviluppato tre percorsi tematici che attraversano la storia del Paese e l’evoluzione della sua gastronomia: “Grano e acqua”, un’indagine sulle origini della moderna cucina serba; “la Serbia del biologico”, una riscoperta delle ricette tradizionali a base di ingredienti del territorio coltivati in modo naturale; “Fusion Cuisine dalla Serbia”, perché da nessun’altra parte come in questo Paese la cucina è il frutto dell’incontro di tanti popoli e culture. E se ancora non vi sarà venuta fame, potrete immergervi all’interno di “capsule dell’aroma” per annusare alcune delle fragranze serbe più appetitose: pane fatto in casa, lampone, grigliata di Leskovac e l’immancabile rakija.
 
 

L’Egitto, un Paese moderno dalla storia millenaria

Cultura / -

 
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La cultura egiziana è intrisa dei misteri di una delle civiltà più antiche del mondo. Dall’epoca dei faraoni alle moderne tecniche agricole e di approvvigionamento energetico, l’Egitto mostra i suoi “volti” a Expo Milano 2015.

La Torta Titano di San Marino: due sfoglie alle mandorle ripiene di crema al cioccolato

Gusto / -

Torta Titano di San Marino
Annalisa Cavaleri © Expo 2015 S.p.A.

Un dolce tipico di San Marino, fatto interamente a mano con la stessa ricetta di 70 anni fa: la Torta Titano è composta da due strati di sfoglia a base di mandorle con farcitura al cioccolato. Si può assaggiare nello spazio dedicato di San Marino nel cluster Bio-Mediterraneo

San Marino è la più antica Repubblica d’Europa ed completamente circondata da territorio italiano, tra la Romagna e le Marche. La cucina sammarinese è molto influenzata dalle tradizioni romagnole, emiliane e marchigiane, tanto è vero che, tra i piatti più golosi, c’è la piadina, nella variante riminese, con la sfoglia fine e sottile. Protagonista importante della filiera agroalimentare del territorio è il Consorzio Terra di San Marino, che tutela e valorizza i sapori e la genuinità delle produzioni autoctone. Tra le eccellenze la carne bovina, il latte fresco, il grano, l’orzo, il vino, con i vitigni autoctoni quali Sangiovese, Biancale, Moscato, Ribolla e Canino e l’olio extravergine di oliva, prodotto con le varietà tradizionali, come Correggiolo, Brugnolo, Sursina, Frantoio e Leccino, e il miele Terra di San Marino, dal gusto dolce, leggermente acidulo e rinfrescante..

La prova di assaggio: la Torta Titano del Padiglione di San Marino
La Torta Titano è il dolce tipico di San Marino, due strati di sfoglia a base di mandorle amare, mandorle dolci, arachidi, uova e miele, tirate con il mattarello e cotte in forno, farcite con crema al cioccolato. Completa l’opera un contorno di meringa e una cornice esterna di cioccolato fondente. La torta è interamente fatta a mano con le stesse tecniche artigianali utilizzate fin dal 1942 e con la stessa ricetta di allora, tanto è vero che, per le sue caratteristiche, ha ricevuto il Marchio di Origine e Tipicità dei prodotti dell’Artigianato della Repubblica di San Marino.
La Torta Titano è soffice e friabile. In bocca, al primo assaggio, colpisce la dolcezza e la morbidezza dell’impasto, poi arriva il gusto delle mandorle che bilancia con una punta di amarezza la quantità di zucchero dell’impasto. Per assonanza, arriva il tocco amaro della copertura esterna del cioccolato fondente, che avvolge con decisione l’aroma delle mandorle. A rendere il tutto mai banale, si può distinguere una punta alcolica che emerge dalla farcitura al cioccolato. Per la consistenza friabile questa torta è perfetta abbinata a una tazza di caffè, tè o latte caldo, per una colazione golosa o per la merenda del pomeriggio. Un’altra torta tipica di San Marino è la torta Tre Monti, e qui è la croccantezza a farla da padrona: il wafer non viene inumidito dalla crema, ma resta perfettamente fragrante. Le 5 cialde sono intervallate da una crema densa, che si scioglie dolcemente con il calore della bocca. All’assaggio arriva prima il gusto tostato delle nocciole, poi l’aromaticità del cacao e, infine, il gusto deciso della corona di cioccolato fondente.

La dolcezza fai da te
Chi vuole provare l’emozione di preparare la Torta Tre Monti in casa, può acquistare nello spazio di San Marino nel cluster Bio-Mediterraneo il divertente kit “fai da te”: basta aprire la confezione e spalmare con l’apposita spatolina le 5 cialde con la crema al cioccolato per avere una torta fresca e che conserva ancora di più il profumo e la fragranza dei wafer e del cacao.
Parlando di dolci di San Marino non si può dimenticare la pagnotta con uvetta e anice, tipica del periodo pasquale, e il bustrengo, preparato con pane grattugiato o farina di mais, in sostituzione del riso impiegato, invece, dalla tradizione romagnola e marchigiana.

Si può assaggiare la Torta Titano a Expo Milano 2015 nello spazio dedicato a San Marino nel cluster Bio-Mediterraneo
 
 

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