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Ruanda. Il Paese formato da mille colline, abitato da un popolo di abili danzatori

Cultura / -

cover ruanda per 2 luglio
© Wolfgang Kaehler_Corbis

Il Paese, ricco di tradizioni antiche, sorge in un ambiente naturale incontaminato e ricchissimo di animali, tra vulcani, grandi laghi e montagne altissime dove vivono, allo stato brado, primati meravigliosi come le scimmie e i gorilla di montagna.

Il Ruanda è un Paese che, in un passato molto recente, ha sofferto moltissimo a causa del genocidio che ha sterminato il popolo Tutzi nel 1994 esattamente vent'anni fa. Tuttavia, i suoi abitanti si stanno lentamente e faticosamente riprendendo attraverso il potenziamento della coltura del caffè, ma anche grazie al nascente incremento del turismo internazionale, che porta i viaggiatori a scoprire le tradizioni locali, come il ballo e a godere di paesaggi incontaminati e della vista di numerose specie animali che vivono libere nel loro habitat naturale. Numerosissimi sono i luoghi naturali da visitare: il parco nazionale Akagera, ricco di fauna autoctona come ippopotami, antilopi e elefanti, la foresta di Nguingue dove abitano le scimmie, il lago Kiwu rinomato per le sue spiagge, il Parco Nazionale des Volcans e i vicini monti Kirunga, celebri per essere la casa dei gorilla di montagna.
 
Una cucina fatti di ingredienti gustosi e semplici, molti dei quali presidi Slow Food
La gastronomia ruandese, che risente delle influenza belga in cucina soprattutto per le sue rinomate e fragranti patate fritte, è ricca di semplicità e di sapore. Gli alimenti tipici della cucina sono il riso, i legumi, l’insalata, le sardine di lago, il cous cous e i tuberi come le patate dolci e la manioca che accompagnano piatti di carne insieme all’umutsima, una purea di banana. In particolare, due delle varietà di questo frutto esotico vengono tutelate da Slow Food, l’Associazione Internazionale fondata da Carlo Petrini nel 1986. La prima è la Musa acuminata, utilizzata per produrre l’urwagwa, la birra di banana, una bevanda alcolica tipica del Paese, mentre la seconda è la banana Kamaramasenge, che rischia di scomparire dalle colture del Ruanda. Tra i prodotti tipici della tradizione protetti da Slow Food, vi sono anche l'ikimuri, un burro tradizionale realizzato con il latte di un razza bovina locale chiamata Inyambo, considerata sacra dalla popolazione e il rukacarara, un tipo di pane tradizionale preparato con farina di sorgo e una punta di farina di cassava.
 
Nel Cluster del Caffè, il Ruanda si fa conoscere al mondo
Il Ruanda è presente a Expo Milano 2015 all’interno del Cluster del Caffè dove mostra ai visitatori i suoi alimenti sani e naturali come il caffé coltivato ecologicamente e grazie all’aiuto di moderne tecnologie. Economicamente, infatti, la sua grande forza oggi è data dalle coltivazioni pregiate di questo alimento che crescono ad altezze elevate, sopra un suolo di origine vulcanica e sotto un caldo sole equatoriale. All’interno dello spazio, vengono esposti oggetti d’artigianato locale coloratissimi come stoffe, borse, cestini e monili tipicamente africani. Numerosi anche i prodotti alimentari esposti, anche se molti, a parte le pregiate confezioni di caffè di montagna, non sono in vendita.
 
 
 
 

Shahan ful del Sudan: la colazione è servita

Gusto / -

27 lug piatto sudan img rif

Fave cotte, accompagnate dalla freschezza del pomodoro, dei cipollotti e dei peperoncini verdi. Lo Shahan ful viene solitamente servito a colazione e dà energia per tutta la giornata.

La cucina sudanese è molto saporita e svela tratti comuni con la tradizione araba. La carne, principalmente di manzo o di agnello, si trasforma in succulenti stufati da accompagnare con il gorraasa, un pane sottilissimo senza lievito che viene utilizzato per raccogliere gli ingredienti e le salse. Fra i piatti più comuni c’è il kebab, carne speziata e arrostita su uno spiedo verticale.
 
Shahan ful: fave cotte e verdura fresca per una colazione saporita e nutriente
Lo Shahan ful è un piatto tipico del Sudan, ma è comune anche in Eritrea e Etiopia. Viene preparato facendo cuocere lentamente le fave in acqua, poi aromatizzate con il berberè, una miscela di spezie tipica del Nord Africa a base di peperoncino, semi di coriandolo, chiodi di garofano, semi di cardamomo, semi di sedano di montagna (ajowan), bacche di pimento, grani di pepe nero, semi di fieno greco, zenzero macinato e cannella. Per dare freschezza al piatto, le fave cotte sono solitamente accompagnate con pomodori freschi, cipollotti e peperoncini verdi. Il tutto è irrorato da olio di oliva e, per un tocco di acidità, si aggiunge yogurt o formaggio di capra. In Sudan viene tradizionalmente servito per colazione, perché è un piatto leggero, ma capace di dare energia per la giornata.
 
La cerimonia del caffè
In Sudan viene data particolare importanza alla cerimonia del caffè, preparato nella jebena, un particolare contenitore in argilla dalla base sferica, con un beccuccio sottile e il manico che si collega al collo.
Per quanto riguarda i dolci, invece, molto amato è la barbosa, o basbousa, una torta molto dolce fatta con zucchero e semolino. Si accompagna a un tè speziato con cannella e chiodi di garofano.
 
 
Si possono scoprire le tradizioni culinarie e assaggiare le specialità sudanesi al Padiglione del Sudan a Expo Milano 2015
 
 

Akara banana del Camerun: le banane diventano frittelle

Gusto / -

7 luglio piatto camerun img rif
© Julien McRoberts/Lived In Images/Corbis

Le banane sono tra i prodotti più esportati del Camerun. Con questo frutto dolce si creano delle frittelle saporite da arricchire con zucchero a velo, miele e una pallina di gelato al cocco.

Il Camerun è ancora un Paese principalmente agricolo, con il 60% della popolazione che vive di prodotti della terra. Per quanto riguarda le esportazioni, predominano il cacao e il caffè , ma si coltivano anche tabacco, cotone, tè, avocado, canna da zucchero, pomodori. Le famiglie praticano un’agricoltura di sussistenza basata sulla coltivazione di manioca, sorgo, mais, riso, patate, patate dolci e fagioli.
 
Banana akara: frittelle dolci alle banane
Accanto a cacao e caffè, le banane sono le regine delle esportazioni del Camerun. In questo Paese, e in tutta l’Africa occidentale, la banana diventa l’ingrediente per uno spuntino semplice e gustoso, chiamato Banana akara. La ricetta si realizza con banane mature e farina di riso, oppure manioca bollita e schiacciata. Si crea una pastella, rendendo i frutti una crema, e mescolandoli allo zucchero e alla farina. È importante non creare grumi. L’impasto non deve risultare troppo umido in modo che, una volta messo nell’olio bollente, possa creare una bella crosticina dorata e croccante all’esterno. L’interno resta morbido, dolce e fumante, dalla consistenza vellutata. Di solito si mangiano spolverizzate con un po’ di zucchero a velo o un filo di miele, ma, per creare un bel contrasto di temperature, l’abbinamento perfetto è con una pallina di gelato al cocco.
 
Influenze francesi per il dessert
Un dessert simile e altrettanto famoso sono i Soufflet fritters, frittelle ancora più semplici, a base di farina, uova, lievito, burro, latte e vaniglia, che rivelano la forte influenza francese della cucina del Camerun. Un altro dolce che non può mancare sulla tavola è la Rice Cake, una torta a base di farina di riso, panna, uova, zucchero profumata agli agrumi, cotta in forno, fino a che la superficie diventi di un bel color nocciola.
 
Si possono scoprire le delizie e le materie prime del Camerun nel Cluster del Cacao e del Cioccolato a Expo Milano 2015
 
 

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