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Rose Sakala. Ogni ragazza sa essere mamma, anche della comunità

Cultura / -

È cresciuta nel remoto villaggio rurale di Karonga, nel nord del Malawi. Ha due fratelli e vive con i suoi genitori adottivi. Ci racconta che se una ragazza ha la possibilità di essere istruita può vivere una vita dignitosa, assicurare alla sua famiglia e a tutta la comunità una vita migliore. Ogni ragazza ha un’abilità materna per prendersi cura della comunità, dell'ambiente, della Terra.

Rose Sakala è nata da una povera famiglia in una zona del Malawi carente persino dei servizi sanitari. Ha vissuto in povertà e con la costante minaccia dell’insicurezza alimentare. Sua madre è deceduta tre anni fa per via dell’ HIV e dell’AIDS, che hanno causato la morte anche di altri sette parenti di Rose. A causa della povertà e per la mancanza del supporto da parte dei genitori, Rose è stata costretta a lasciare gli studi per un anno mentre frequentava il College Delle Riserve Naturali, non essendo in grado di pagare le tasse scolastiche.

 

Elisabetta Lattanzio Illy: Ho fatto una promessa, ora racconto la bellezza delle terre lontane

Cultura / -

Elisabetta Illy

Forse tutto sta nel riconoscere che, nel mondo, ogni cosa possiede un’Anima. Ecco perché non è più possibile prescindere da quel “genius loci”, l’entità naturale e soprannaturale legata a quel luogo, che lo contrassegna e lo rende così unico ed esclusivo.

Da questa considerazione, miscelata alle mie passioni, viaggio e scrittura, nasce un sogno: svelare quella correlazione diretta fra il territorio, con la sua morfologia, le sue montagne, le genti, con i loro volti, i loro costumi, e il prodotto, espressione di quell’angolo di mondo.
Un percorso che negli anni si è delineato in maniera sempre più chiara: uno  storytelling attraverso immagini.

Immergendomi in territori incontaminati, in città ancestrali sono riuscita ad entrare in contatto con realtà ancora sconosciute sia perché non ancora scoperte, sia perché scomode da accettare. Come quando nel mezzo alla foresta etiope i locali mi hanno vestita da loro regina per dimostrare la loro felicita di avermi lì, o quando nello Sri Lanka un gruppo di agricoltori ricoperti di fango perchè impegnati ad arare un campo di riso, forse i incuriositi dalla mia presenza inconsueta, mi hanno invitata a condividere il loro piccolo e piccantissimo pasto.

Durante questi viaggi in Paesi disagiati, ma anche in via di sviluppo, come alcuni stati dell’Africa tra cui Madagascar, India, Asia, Cina, America Centrale e altri ancora, sono sempre rimasta fortemente colpita dal rapporto così intimo della gente con la propria terra ed i suoi frutti.

Entrare nella vita di questi popoli, come è accaduto a me mentre sbirciavo nelle loro faccende, nelle loro case, nella loro intimità, mi ha fatto comprendere il valore intrinseco del prodotto della terra. Ed ora lo voglio raccontare, si perche l’ho promesso a Zoundi, capo del villaggio Ouilaidon in Costa d’Avorio dove si coltiva il cacao, ad Alem, il  bimbo etiope che  raccoglieva le ciliegie di caffè, alla mamma Anila raccoglitrice di tè che, con un sorriso che assomiglia più allo schema di un cruciverba  racconta orgogliosa di come non accetti più quell’ingiustificata sottomissione all’uomo.
 
Manus Loci, l’Onlus che ho sentito di dover costituire, nasce dal mio desiderio di far conoscere la bellezza dei territori lontani produttori delle materie prime protagoniste della nostra quotidianità.
Ho avuto la fortuna di scoprire quella dote intangibile: la preziosità del valore umano che vive dentro un manufatto; ed ora, attraverso la divulgazione di questa conoscenza, vorrei cercare di restituire dignità e orgoglio a questi popoli.

Exposing a World è solo uno dei progetti dell’associazione, che si dedicherà di volta in volta, a Paesi e prodotti diversi per condurre ad una nuova percezione del bello, inteso come espressione dello spirito della natura e dei suoi luoghi, in cui l’arte costituisce un punto fermo per il territorio.
Una ricetta molto semplice la mia, dove l’ingrediente fondamentale è l’Amore, così nessuno potrà dirmi che dalle sue parti non…cresce!
 

Davide Rampello. La bellezza del dare cibo a chi ne ha bisogno

Cultura / -

Il Refettorio Ambrosiano è un posto dove viene dato cibo a chi ne ha bisogno, sì. Ma cucinato dai migliori chef e circondati da opere d’arte. L’ispirazione è nata da un incontro con Massimo Bottura, e l’idea ha preso forma in un’iniziativa di straordinario significato simbolico e pratico nell’ambito di Expo Milano 2015. Un progetto realizzato in un teatro dismesso degli Anni Trenta, nella Parrocchia di Greco, che poi rimarrà alla città di Milano.

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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