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Repubblica Dominicana. Un paradiso fatto di acque cristalline e foreste dove la natura regna incontaminata

Cultura / -

© Moirenc CamilleHemisCorbis

Bella e attraente nella sua assoluta semplicità fatta di spiagge sterminate, sabbia bianchissima bagnata dal leggendario mare dei Caraibi e di frutta tropicale appena colta, il Paese è un concentrato di flora, fauna e colori sgargianti.

Circondata da uno dei mari più belli del Pianeta, la Repubblica Dominicana condivide con Haiti l’isola Hispaniola, la più grande di tutto l’arcipelago dopo la vicina Cuba. Con oltre millecinquecento chilometri di costa, il Paese vive di turismo, di piantagioni di tabacco, caffè, manioca, cacao e di canna da zucchero, ma vanta anche un ricco elenco di riserve naturali, tra cui il Parco Nazionale Sottomarino La Caleta che racchiude parte dei meravigliosi fondali caratteristici dei Caraibi. Tra gli animali presenti sull’isola, vi sono coccodrilli, serpenti, colibrì e pellicani. In mare, si trovano megattere, barracuda e tartarughe.
 
Una gastronomia ricca di ingredienti colorati e a chilometro zero
La cucina della Repubblica Dominicana è deliziosa e incredibilmente varia. Gli ingredienti
sono tutti freschissimi, provenienti dalla terra e dal mare. Abbondante e dolcissima, maturata
sull’albero, succosa, è la frutta che si trova sull’isola (mango, papaya, avocado), mentre
altrettanto numerose sono le ricette composte da riso (l’alimento principe della gastronomia),
carne di pollo e verdure a volontà che vengono servite nei ristoranti disseminati sul territorio. Anche il pesce, i frutti di mare e i crostacei sono un ingrediente comune della dieta locale. Vengono consumati fritti, arrosto o in coloratissime insalate. Sulla tavola, non mancano mai il platano (una banana che viene consumata prevalentemente fritta e salata), i fagioli e la zucca. La Fondazione Slow Food è presente nel Paese dove protegge un particolare tipo di caffè, quello della Sierra Cafetalera.

Maggior potere ai contadini per un Pianeta migliore
La Repubblica Dominicana partecipa a Expo Milano 2015 all’interno del Cluster del Caffè
con il Tema di Partecipazione “Dare maggior potere ai contadini delle aziende agricole
familiari in modo che possano nutrire se stessi, la loro comunità e il mondo”. All’interno
dello spazio il Paese espone gli itinerari tematici legati alla produzione del caffè di altissima
qualità e vuole evidenziare gli sforzi fatti per superare il problema della fame e garantire a
tutti gli abitanti dell’isola la sicurezza alimentare.
 
 
Scopri di più sul Padiglione della Repubblica Dominicana
 
 

Repubblica di Guinea, riserva idrica dell’Africa Occidentale

Cultura / -

© Jane Hahn_Corbis

La Repubblica di Guinea è un Paese affascinante, territorio complesso che comprende mangrovie, savane, foreste, ma anche montagne da cui sgorgano i principali fiumi dell’Africa Occidentale. Il Paese partecipa all’Esposizione Universale nel Cluster Frutta e Legumi e celebra il suo National Day venerdì 2 ottobre.

La Repubblica di Guinea è la riserva idrica più importante dell’Africa Occidentale, tanto da essersi guadagnata il soprannome di “Chateau d’eau d’Afrique” ovvero “Cisterna d’Africa”. Chiamata anche Guinea Conakry dal nome della sua capitale, dalle sue montagne sgorgano i principali fiumi della regione, come Senegal e Niger, vere e proprie arterie d’acqua su cui scorre la vita e l’economia di interi Paesi. Affacciata sull’Oceano Atlantico e allungata a mezzaluna nell’entroterra verso sud est, la Repubblica di Guinea comprende diversi ambienti, la costa e le sue pianure, le montagne al centro, la savana al nord e le fitte foreste del sud est. Ognuno di questo territori ha la sua identità e la sua cultura, in particolare agroalimentare.
 
Alle sorgenti dell’Africa Occidentale
Il viaggio attraverso la Repubblica di Guinea attraversa paesaggi diversissimi tra loro. Si parte dalla costa, dove l’Atlantico si insinua negli estuari e nei golfi creando un ambiente salmastro fitto di mangrovie, pullulante di pesci e uccelli. Poi le pianure con le loro piantagioni di frutta tropicale, fondamentali per l’export. Il famoso massiccio del Fouta Djalon occupa il centro del Paese con altipiani e picchi rocciosi alti anche 1500 metri, ambiente denso di piogge e rugiada, da cui sgorgano le cascate e sorgenti. Qui inizia il corso di Niger e Senegal, fiumi maestosi che torneranno all’Oceano dopo aver attraversato migliaia di chilometri, tra innumerevoli popoli e territori. Scendendo a valle, a nord si aprono le savane che sfumano verso il Sahel, mentre il sud penetra nelle foreste connesse al grande polmone verde al centro del Continente.
 
Obiettivo sicurezza alimentare
I rapporti della FAO parlano chiaro, la Repubblica di Guinea ha grandi potenziali agroalimentari dati dalla sua costa e dalla sua ampia disponibilità di terre arabili, ancora scarsamente utilizzate. L’economia è prevalentemente agricola, ma praticata ancora con tecniche di sussistenza, che faticano a produrre abbastanza cibo per tutti. Per questo negli ultimi decenni il Paese si è impegnato in una sfida vitale: sviluppare l’agricoltura per raggiungere l’autosufficienza alimentare. Un impegno diversificato che vede in prima linea il sostegno alla produzione di riso, base del nutrimento dei guineensi insieme a mais, manioca e igname, così come lo sviluppo dell’orticoltura. Ma fondamentali sono anche le piantagioni da esportazione e cioè frutta tropicale, caffè, cacao e palma, che fanno entrare nel Paese valuta pregiata da reinvestire in infrastrutture e sviluppo, come il programma di alfabetizzazione che ha portato l’UNESCO a eleggere la città di Conakry a Capitale Mondiale dei Libri per il 2017. Altre risorse importanti sono l’allevamento e la pesca, le praterie del nord offrono pascoli per mandrie e greggi, mentre le pescose acque dell’Atlantico e dei fiumi offrono diverse specie ittiche di pregio.
 
 

Il mansaf: un piatto di portata tra riso, pinoli e carne di agnello

Gusto / -

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Una cucina saporita e speziata, con piatti completi che uniscono carne, spezie, verdure e salse. Prima del piatto principale si mangiano i mezzeh, una lunga serie di antipasti, mentre per dolce c’è il knafeh, sfoglie di pasta fillo con sciroppo di zucchero.

La cucina giordana raccoglie le influenze dei Paesi vicini e rispecchia le tradizioni della cucina mediorentale. È comune l’uso della carne di agnello e montone, accompagnata da riso e verdure speziate. Il pasto inizia con i mezzeh, una lunga serie di antipasti e un vero e proprio rito, che precede la portata principale.
 
Il mansaf: l’identità di una terra
Uno dei piatti più tipici della Giordania è il mansaf: si tratta di un completo piatto unico composto da un spesso strato di riso, mescolato a spezie, e sovrastato da morbida carne di agnello. Il tocco croccante è dato dai pinoli tostati, che lasciano in bocca un lieve retrogusto tostato. La salsa è a base di un particolare tipo di yogurt secco, chiamato jamid. Viene preparato in occasioni di riunioni familiari o di feste importanti. Un’altra componente del piatto è una sottile sfoglia di pane. Il piatto ha una modalità di degustazione precisa: si prende il riso e un po’ di carne, si forma una “polpetta”, si intinge nella salsa e si porta alla bocca. Menta, coriandolo, prezzemolo e timo danno profumo e aromaticità a quasi tutti i piatti della cucina giordana.
 
Pomeriggio in dolcezza
I dolci sono mangiati solitamente nel pomeriggio, perché, essendo molto zuccherini, si accompagnano bene con una tazza di tè, magari aromatizzato al cardamomo. Il più comune è il knafeh, sfoglia fillo tirata sottile, in modo molto simile ai nostri "capelli d’angelo” irrorata di sciroppo di zucchero.  Può essere riempita con formaggio cremoso e aromatizzata all’acqua di rose.
 
 
Si possono scoprire le specialità giordane al Padiglione della Giordania nel Cluster delle Zone Aride
 
 

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