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Repubblica di Guinea, riserva idrica dell’Africa Occidentale

Cultura / -

© Jane Hahn_Corbis

La Repubblica di Guinea è un Paese affascinante, territorio complesso che comprende mangrovie, savane, foreste, ma anche montagne da cui sgorgano i principali fiumi dell’Africa Occidentale. Il Paese partecipa all’Esposizione Universale nel Cluster Frutta e Legumi e celebra il suo National Day venerdì 2 ottobre.

La Repubblica di Guinea è la riserva idrica più importante dell’Africa Occidentale, tanto da essersi guadagnata il soprannome di “Chateau d’eau d’Afrique” ovvero “Cisterna d’Africa”. Chiamata anche Guinea Conakry dal nome della sua capitale, dalle sue montagne sgorgano i principali fiumi della regione, come Senegal e Niger, vere e proprie arterie d’acqua su cui scorre la vita e l’economia di interi Paesi. Affacciata sull’Oceano Atlantico e allungata a mezzaluna nell’entroterra verso sud est, la Repubblica di Guinea comprende diversi ambienti, la costa e le sue pianure, le montagne al centro, la savana al nord e le fitte foreste del sud est. Ognuno di questo territori ha la sua identità e la sua cultura, in particolare agroalimentare.
 
Alle sorgenti dell’Africa Occidentale
Il viaggio attraverso la Repubblica di Guinea attraversa paesaggi diversissimi tra loro. Si parte dalla costa, dove l’Atlantico si insinua negli estuari e nei golfi creando un ambiente salmastro fitto di mangrovie, pullulante di pesci e uccelli. Poi le pianure con le loro piantagioni di frutta tropicale, fondamentali per l’export. Il famoso massiccio del Fouta Djalon occupa il centro del Paese con altipiani e picchi rocciosi alti anche 1500 metri, ambiente denso di piogge e rugiada, da cui sgorgano le cascate e sorgenti. Qui inizia il corso di Niger e Senegal, fiumi maestosi che torneranno all’Oceano dopo aver attraversato migliaia di chilometri, tra innumerevoli popoli e territori. Scendendo a valle, a nord si aprono le savane che sfumano verso il Sahel, mentre il sud penetra nelle foreste connesse al grande polmone verde al centro del Continente.
 
Obiettivo sicurezza alimentare
I rapporti della FAO parlano chiaro, la Repubblica di Guinea ha grandi potenziali agroalimentari dati dalla sua costa e dalla sua ampia disponibilità di terre arabili, ancora scarsamente utilizzate. L’economia è prevalentemente agricola, ma praticata ancora con tecniche di sussistenza, che faticano a produrre abbastanza cibo per tutti. Per questo negli ultimi decenni il Paese si è impegnato in una sfida vitale: sviluppare l’agricoltura per raggiungere l’autosufficienza alimentare. Un impegno diversificato che vede in prima linea il sostegno alla produzione di riso, base del nutrimento dei guineensi insieme a mais, manioca e igname, così come lo sviluppo dell’orticoltura. Ma fondamentali sono anche le piantagioni da esportazione e cioè frutta tropicale, caffè, cacao e palma, che fanno entrare nel Paese valuta pregiata da reinvestire in infrastrutture e sviluppo, come il programma di alfabetizzazione che ha portato l’UNESCO a eleggere la città di Conakry a Capitale Mondiale dei Libri per il 2017. Altre risorse importanti sono l’allevamento e la pesca, le praterie del nord offrono pascoli per mandrie e greggi, mentre le pescose acque dell’Atlantico e dei fiumi offrono diverse specie ittiche di pregio.
 
 

Irene Kung. Prima ho sentito gli alberi da frutto, poi li ho fotografati

Cultura / -

© Barbara Francoli
© Barbara Francoli

La fotografa di Contrasto che si occupa della mostra del Cluster Frutta e Legumi racconta l'ispirazione del suo lavoro tra sogno, colore e intuizione. E ci spiega perché dobbiamo credere solo all'emozione.

"Penso che l’artista debba dare al pubblico quello che il pubblico non ha, e quindi il compito di un artista contemporaneo è quello di far sognare le persone attraverso un messaggio positivo e intimo". Così Irene Kung descrive la sua ricerca in ambito fotografico. L'abbiamo incontrata e ci ha spiegato il messaggio che vuole dare a Expo Milano 2015 attraverso le forme, i colori, la poesia degli alberi da frutto.
 
Lei si è occupata della mostra fotografica del Cluster Frutta e Legumi. Come ha selezionato le foto in mostra? Quale messaggio vuole che emerga?
Sono molto contenta di essere stata scelta per questo progetto. Ho pensato di voler dare un’immagine positiva in questo momento di crisi e di difficoltà e con gli alberi da frutto è venuto quasi naturale perché sono simboli di produttività, di salute, di fertilità. Pensando a questo progetto che doveva comprendere 26 alberi c’erano due grosse difficoltà: avevo poco tempo, perché questi alberi hanno un momento preciso in cui sono perfetti, e dovevo trovare l’albero che non facesse parte di un frutteto, perché in quel contesto gli alberi sono messi a ringhiera e quindi non nella posizione giusta per l’immagine che volevo. 
 
La dolcezza dei frutti, il loro profumo, la geometria delle forme degli alberi: cosa fa per trasmettere queste sensazioni a chi osserva  le sue foto?
Molto spesso quando si fotografa un albero dopo si è delusi perché lo scatto non rende quello che abbiamo sentito davanti all’albero. Nel mio modo di lavorare invece è possibile riportarlo a quello che ho sentito. Il mio lavoro consiste proprio in questo: tolgo tutto quello che non è essenziale per far vedere l’albero com’è, come lo sento io.

Su cosa ha voluto concentrarsi maggiormente? Sui dettagli o sulle visioni di insieme?
Su entrambi, perché nel frutto il dettaglio è molto importante, però anche la visione d’insieme è per me forse ancora più importante per comunicare un'immagine positiva.

In quali Paesi sono state scattate le foto? 
Ho fotografato in Italia e in Svizzera. Io sono svizzera, adottata dall’Italia e quindi ho girato i posti che conoscevo.

Roberto Koch, fondatore e direttore di Contrasto, descrivendo le sue fotografie in mostra nel Cluster ci ha detto che lei ha raccontato gli alberi da frutto “con delle visioni oniriche e stilizzate meravigliose,  molto affascinanti ed evocative”.  Quanto conta la dimensione del sogno nelle sue composizioni?
Molto. Perché il sogno è quello che ci permette di raggiungere le grandi mete e ci aiuta in momenti di difficoltà. Nella mia visione ci permette di accedere all’intuizione, che è un’emozione molto forte che elimina la razionalità: per me attraverso il sogno si arriva meglio all’essenza dell’oggetto.

L’energia del vento che soffia nelle chiome del pesco,  gli aculei geometricamente perfetti del riccio di una castagna su sfondo nero, una pianta di limoni che sembra emergere dalla nebbia, ribes che si stagliano rossi sulla pianta immersa nel buio. La forza degli elementi, la bellezza del soggetto... la fotografia è il mezzo ideale per ispirare l’amore per la natura?
Non solo la fotografia, anche la pittura, la scultura, la musica, la scrittura. Per me la fotografia è il mezzo ideale, ma non direi che è l'unico che può ispirare l'amore per la natura.
 
Quanto hanno influito la sua formazione pittorica e di designer sul suo stile fotografico?
Tanto, perché tutto quello che facciamo nella vita si accumula e poi si manifesta nella nostra esperienza.

Quando per lei la fotografia è quella giusta?
Quando la sento giusta. È una sensazione molto precisa e penso che questo accada a tutti i fotografi. Ma forse in tutti i mestieri capita: facciamo tante cose poi in una di queste cose che facciamo ci sentiamo molto bene, oppure avvertiamo che corrisponde a un nostro sentimento profondo e allora capiamo che stiamo facendo la cosa giusta. È intuizione, è irrazionale: il razionale ci può portare fuori strada, il sentimento no. Il sentimento o è vero o non c’è. La fotografia giusta per me è quella che fa emozionare.
 
 

Carote, ciambelle e kumquat. Scopri i cibi simbolo dei personaggi a fumetti

Lifestyle / -

cibo e cartoons
@Spirit of america / Shutterstock

Mele rosse, donuts, puff-bacche e legno dolce. Molti cartoons famosi sono ricordati perché associati ad un simbolo gastronomico. Scopriamo quali sono le accoppiate vincenti dei più celebri fumetti e personaggi cinematografici.

Una bambina curiosa, una papera, tre cani, un coniglio, due principesse e un pigro americano dalla faccia gialla hanno qualcosa in comune che contribuisce a renderceli familiari e a favorire l’identificazione con loro. Tutti questi personaggi fantastici senza bisogni fisiologici reali esprimono la loro particolare umanità, come le persone in carne ed ossa, anche tramite i loro gusti in fatto di cibo. Vediamo quali sono le accoppiate vincenti.

Homer Simpson adora le ciambelle
Homer Simpson, creato da Matt Groening, va letteralmente pazzo per i suoi donuts, come dimenticarlo mentre sgrana gli occhi davanti alle sue ciambelle preferite? Mentre la piccola Alice fu concepita dall'immaginazione dello scrittore Lewis Caroll nel Paese Delle Meraviglie, intenta a mangiarsi un grosso fungo dalle proprietà allucinogene, Poldo, il simpatico amico di Braccio di Ferro, adorava i panini con gli hamburger.
 
Eta Beta ama la naftalina
Eta Beta, stravagante personaggio della Disney, classe 1947, mangia kumquat, mandarini cinesi in salamoia che solo in italiano furono tradotti come naftalina. Cip e Ciop sgranocchiano continuamente le loro mitiche ghiande, mentre Braccio di Ferro sarebbe un uomo indifeso, senza l'aiuto delle sue energetiche lattine di spinaci.
 
La fortuna di Biancaneve? Una mela 
Il celebre coniglio Bugs Bunny della serie Looney Tunes, è quasi sempre raffigurato con in mano il suo cibo preferito, una carota, stesso destino per Biancaneve la cui fortuna, in un certo senso, fu quella di aver accettato una luccicante mela rossa dalla regina Grimilde camuffata da strega.
 
Supereroi e supernoccioline
Pippo, il miglior amico di Topolino, ha un alter ego supereroe, Super Pippo, che acquista i suo poteri dopo aver mangiato una nocciolina americana, mentre i Puffi si cibano quotidianamente di misteriose puff-bacche. Nonna Papera, un altro celebre personaggio Disney, è nota soprattutto per le sue torte di mele fumanti messe a raffreddare fuori dalla finestra di casa.
 
Il legno dolce dei mitici Ronfi
Che dire della celebre locandina Disney di “Lilli e il Vagabondo” dove i due cagnolini innamorati sono intenti a dividersi una ciotola di spaghetti fumanti? Un altro grande goloso di pasta era Mago Merlotto di Duilio Biancini. Infine, ricordiamo l'orso Winnie The Pooh, amante del miele e i Ronfi, roditori pigri e supponenti creati dalla mente di Adriano Carnevali negli anni '80 del secolo scorso che, nel fumetto, sono golosissimi di un particolare alimento: il legno dolce.
 

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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