Questo sito web utilizza cookie tecnici per assicurare una migliore esperienza di navigazione; oltre ai cookie di natura tecnica sono utilizzati anche cookie di terze parti. Per saperne di più e conoscere i cookie utilizzati accedi alla pagina Cookie.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Continua

Qatar. Nelle terre aride la collaborazione è florida

Cultura / -

© amethyst/Demotix/Corbis

Il governo ha istituito il Piano Nazionale di Sicurezza Alimentare (F.S.P.) per garantire un futuro alimentare sostenibile e sicuro ai suoi abitanti. Le strategie delineate vanno nella direzione di aumentare la produttività della superficie agricola e, allo stesso tempo, di cooperare con gli altri Paesi.

Il Qatar è una penisola che si protende nel Golfo Arabico e confina con Arabia Saudita, Bahrain ed Emirati Arabi. Il Paese si sta sviluppando a una velocità esponenziale e ha il più alto reddito pro capite nel mondo. Purtroppo, il suo territorio è in gran parte desertico e importa di conseguenza circa il 90% delle risorse di cui ha bisogno. La sicurezza alimentare è quindi di fondamentale importanza, viste anche le tensioni geopolitiche che interessano il Medio Oriente. Per questo, il governo del Qatar ha istituito il Piano Nazionale di Sicurezza Alimentare (F.S.P.), un documento di lavoro completo per garantire un futuro alimentare sostenibile e sicuro per il Qatar e i suoi abitanti. Le strategie delineate nel documento “Visione Nazionale del Qatar 2030” vanno nella direzione di aumentare la produttività della superficie agricola e, allo stesso tempo, di lavorare in cooperazione con altri Paesi per acquistare ciò che non è possibile produrre nei propri confini.
Il Qatar è orientato a investire parte dei suoi petro-dollari in progetti nuovi e duraturi che lo sosterranno in futuro. Ha per questo ha assunto il ruolo di guida nella Global Dryland Alliance. Finanziando la ricerca per migliorare i metodi di coltivazione in terre aride, il Qatar spera di poter condividere le sue scoperte con i Paesi limitrofi che vivono in un clima simile.
 
Il meglio delle tradizioni globali
Oltre al fatto che il Qatar è per lo più desertico, la popolazione del Paese è composta da molti espatriati e lavoratori stranieri che gradiscono il cibo che ricorda loro il sapore di casa. Nel Paese sono quindi presenti piatti tipici di tutte le principali tradizioni globali. Il piatto più diffuso del Qatar, presentato infatti anche in Expo Milano 2015 in occasione del World's Table, è il Makboos Chicken, una ricetta a base di pollo, ceci, salsa di pomodoro, aglio, zenzero, peperoncino verde, paprika e bietola tritata, prezzemolo, coriandolo e sale.
 
Un viaggio dentro il jefeer
Il Padiglione del Qatar è tra i più riconoscibili verso la fine del Decumano: il suo aspetto ricorda infatti il jefeer, il tipico canestro di foglie di palma intrecciate per la conservazione del cibo.
Nella prima sala, una grande tavola espone in una tavola interattiva tutti i prodotti tipici del Paese e i modi di consumarli. Qui si trovano i famosi jeefer, i cesti cui si ispira il Padiglione, e le otri che, trasportando il latte a dorso di cammello, lo trasformavano naturalmente in yogurt. La tavola termina con un’illustrazione della moderna cucina del Qatar, che ha subìto gli influssi di tutte le zone del Pianeta. 
Il momento più emozionante arriva proprio al centro del jeefer: qui si trova un’installazione a forma di albero di palma sulla quale viene proiettata la storia del Paese, in una suggestiva spirale.
 
 
 

La ricetta delle enchiladas di Paul McCartney. Si chiamano “Ob-la-dì" e sono vegetariane

Gusto / -

Enchiladas
© Splash News/Corbis

Non fa mistero, l’ex Beatles, della sua passione per le cause ambientali e animaliste. Questa ricetta del 2002 ne è forse una delle prime testimonianze. È stata ideata come personale contributo a un libro di cucina per la People for Ethical Treatment of Animals.

Le enchiladas sono fagottini di mais ripieni di salse, formaggi, carne, un piatto tipico della cucina sudamericana. Sir Paul McCartney ha scelto di suggerirne una sua versione trasformata per essere adattata al proprio credo vegetariano,  proponendola in questo caso nel libro The Peta Celebrity Cookbook (pubblicato da Lantern Books nel 2002).
 
L’interesse per la cucina e i libri di ricette
Questa originale versione della ricette delle enchiladas è una sorta di antipasto di un’attività che poi, negli anni successivi, ha condotto – divertendosi molto - prima con Linda, poi con Stella McCartney e poi con Mary.  Si è infatti volentieri dedicato, con le sua famiglia, a raccogliere e collezionare ricette, prestandosi anche a presentare libri delle sue compagne. Nel 2012 l’ex Beatles ha lanciato un intero ricettario vegetariano pieno di piatti che sembrano gustosissimi, come un tortino di asparagi e un pane di mais messicano. Il messaggio contenuto in The Meat Free Monday Cookbook, questo il titolo, era di cominciare a ridurre il consumo di proteine animali, perlomeno un giorno alla settimana. L’interesse è certamente fiorito durante il matrimonio con Linda McCartney, fotografa e attivista dei diritti umani, che scrisse parecchi libri di ricette. The Meat Free Monday Cookbook, curato da Annie Rigg, contiene prefazioni di Paul, Stella and Mary McCartney. Più di recente, nel 2014, Sir Paul ha presenziato alla presentazione di Food, un nuovo libro di cui questa volta è autrice Mary McCartney.
 
L’impegno per l’ambiente
Non è certo un mistero che l’ex Beatles aderisca con il cuore a favore di diverse cause ambientali e che promuova attivamente uno stile di vita improntato a un’etica personale ben precisa. Ciò è comprovato non solo da una dieta rigidamente vegetariana e vegana, ma anche da una serie di progetti culturali e imprenditoriali volti alla difesa degli animali.  La linea di moda di Stella McCartney predilige materiali sostenibili e produzioni non inquinanti.
"Quando vedo il bacon – ha scritto Paul McCartney qui come accompagnamento alla sua ricetta – io vedo un maialino, un piccolo amico, ed ecco perché non lo mangio. Facile, no?". Leggere e salutari – ma assai gustose – queste enchiladas sono un'alternativa perfetta e gioiosa, farcite di sane proteine e di gusto. Questa è musica, per le papille gustative.
 
Gli ingredienti delle enchiladas “Ob-la-dì"di Paul McCartney
 
La salsa
1 tazza di passata di pomodoro
1 taza di acqua
1 cipolla grande, tritata
2 spicchi d'aglio
1 cucchiaino di chili in polvere (o un po' di peperoncino)
cumino, origano
2 cucchiai di farina 
 
Il ripieno
3 etti di tofu
1 etto di spinaci lessi
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
un cucchiaino di tabasco
peperoncino, cumino, pepe
12 tortillas 
 
La preparazione delle enchiladas vege“Ob-la-dì" di Paul McCartney
Porre tutti gli ingredienti per la salsa in un pentolino e cuocere a fuoco lento per circa 20 minuti. Spargervi la farina e cuocere fino a che non s'addensa. 
Nel frattempo, preparare il ripieno. Mischiare il tofu schiacciato con la forchetta, la cipolla, il chili o il peperoncino, il cumino, l'aglio, il pepe e la salsa piccante. Porre un po' di spinaci nel mezzo di ogni tortilla, quindi aggiungere 3 o 4 cucchiai della mistura di tofu, e arrotolar su le tortillas. Mettere in forno per 20-25 minuti.
La ricetta prevede anche di coprire le tortillas, prima di infornarle, con una salsa agrodolce. La si può preparare così, mettendo nel frullatore mezz'etto di tofu, 3 cucchiai d'olio, 1 cucchiaio di sciroppo d'acero, il succo di un limone, un pizzico di sale. Frullare bene, fino a ottenere una salsa morbida.

Expo Milano 2015 è il luogo d'incontro ideale per discutere di cultura, di credo etici, di stili di vita legati all'alimentazione.
 

Il Gambia e il suo grande fiume

Cultura / -

 
1 di 1
 
© Robert Harding/Robert Harding World Imagery/Corbis
© Caroline Penn/CORBIS
© Robert Harding/Robert Harding World Imagery/Corbis
© Philippe Lissac/Godong/Corbis
© Nik Wheeler/Corbis
© Wolfgang Kaehler/CORBIS

Piccolo Paese dell’Africa Occidentale, il Gambia prende il nome dal grande fiume che lo attraversa, storicamente una delle più importanti vie d’accesso all’entroterra africano. In passato legato al commercio degli schiavi, oggi il Gambia è uno dei più grandi produttori di arachidi. Presente all’Esposizione Universale nel Cluster Frutta e Legumi, il Paese festeggia il suo National Day sabato 5 settembre.

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

Leggi il manifesto e partecipa