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Marco Balich. Chi siamo? Siamo produttori di emozioni

Cultura / -

Marco Balich

Marco Balich è uno dei più noti produttori di grandi eventi al mondo. Ora, da direttore artistico di Padiglione Italia, ha firmato i concept di Palazzo Italia e della splendida, imponente realizzazione dell'Albero della Vita, uno dei simboli più riconoscibili di questa Esposizione Universale.

Dalle Olimpiadi invernali di Salt Lake City del 2002 a quelle di Torino del 2006 fino alle prossime di Rio 2016, la carriera di Marco Balich l’ha portato a quelle che sono state definite le Olimpiadi dell’alimentazione: Expo Milano 2015. Balich è il Direttore Artistico del Padiglione Italia ed è sua la firma del concept dell’Albero della Vita e di Palazzo Italia.
 
Lei è stato alle spalle degli eventi più spettacolari e telegenici del mondo, dalle Olimpiadi al carnevale di Venezia, dai concerti delle rockstar più famose all’Heineken Jammin Festival. Quale sarà la prossima magia di un produttore di emozioni? Qual è stata la sua sfida personale per Expo Milano 2015?
L’aspetto interessante è stato quello di organizzare dall’inizio la risposta italiana alla domanda posta da Expo Milano 2015: che tipo di nutrimento darà l’Italia al Pianeta, che tipo di energia? Per questo lavoro ho chiesto l’intervento dello Studio Giò Forma e della mia Artistic Director Lida Castelli, con loro sono andato prima dai sociologi Giuseppe De Rita e Aldo Bonomi e poi a incontrare tutta l’Italia. Inizialmente il Padiglione Italia doveva accogliere tutte le regioni con i loro prodotti tipici, poi però ci siamo resi conto che non potevamo perdere un’occasione di  reinventarci e di capire chi siamo veramente. Siamo la Ferrari, siamo il calcio, siamo lo Stradivari, i nostri mobili, siamo Giuseppe Verdi? Siamo il veleno nella terra dei fuochi, la mafia, siamo una popolazione mista? Chi siamo? Questa è la sfida che mi è stata affidata. Una sfida di cui sono entusiasta, nonostante un percorso accidentato e pieno di sgambetti.
 
Qual è il concept del Padiglione Italia e quali sono i temi che avete selezionato per rappresentare l’Italia?
Siamo partiti dai dati raccolti durante i nostri viaggi lungo l’Italia. Nei posti dove siamo stati abbiamo elaborato una griglia, impostata da De Rita e Bonomi, sui valori e le tradizioni tipiche del luogo. La sintesi che è emersa da questi dati ha restituito un’informazione importante. L’Italia rispondeva al Tema lanciato da Expo Milano 2015 con tre potenze: la potenza del saper fare, la potenza della bellezza e la potenza del futuro, ovvero i guizzi che, nonostante i nostri limiti, territoriali o linguistici, lasceranno qualcosa nel futuro.
 
Il tema del vivaio, come approccio tematico al Padiglione, è nato durante un viaggio in Abruzzo, dove ho visto dei ragazzi con dreadlock, scarpe da ginnastica e cuffie per la musica, fare la transumanza e vendere i prodotti della loro pastorizia. Questo mi ha fatto capire che le nuove generazioni hanno un punto di vista diverso con il quale celebrano le  tradizioni italiane. Per questo il padiglione italiano parte dell’idea del vivaio, per “stanare” le storie che dovremmo prendere come esempio. Se vogliamo che il nostro Paese cresca e che il Pianeta venga protetto, la ricetta è ispirare i giovani a voler bene a quello che hanno. I giovani orgogliosi della propria terra la proteggono e la tutelano.
 
Tutto il mondo arriva a Milano. Come si presenterà il Padiglione Italia agli occhi dei 20 milioni di spettatori che visiteranno Expo Milano 2015?
Per il Padiglione Italia abbiamo ripreso il concept del vivaio per creare un padiglione attraversabile e che al centro potesse ospitare un’opera che reinterpretasse l’arte italiana antica e quella contemporanea.
 
Al piano terra, la piazza intera riprende il tema del mercato italiano, in cui la filiera corta, i prodotti stagionali e la biodiversità richiameranno i temi di Expo. L’Italia che vive di notte e di giorno il mercato di Palermo, di Rialto e Campo de’ Fiori troverà qui il suo spazio. Nei tre livelli del Padiglione Italia ritroviamo le tre potenze che rappresentano l’identità italiana. Al primo piano, la potenza del saper fare viene rappresentata con l’istallazione di manichini interattivi che raccontano le storie e le esperienze degli italiani. Al secondo livello, la potenza della bellezza inizia con una domanda, “si può crescere senza regole?”, a cui segue uno spazio caotico, pieno di fumo e luci stroboscopiche e una serie di video con gli aspetti negativi e le tragedie che hanno colpito l’Italia. Questo perché non possiamo nasconderci, dobbiamo fare ammenda e capire che una crescita senza regole non porta nessun futuro. Nelle stanze successive trionferà la bellezza, una sorta di redenzione per l’orrore che ci ha colpito. La prima installazione mostrerà dei paesaggi, la seconda gli esterni, per esempio le facciate dei palazzi e la città ideale, la terza gli interni, dove l’arte si trasforma in una rappresentazione lisergica e caledoscopica. Il terzo livello racconta la potenza del futuro che inizia con un percorso accidentato e la proiezione del crollo della Basilica di San Francesco ad Assisi, per poi continuare con la ricostruzione di un mondo senza Italia e concludersi con il quadro, La Vucciria di Renato Guttuso. Con questo quadro si chiude il percorso iniziato all’ingresso con i mercati.
 
Nel Padiglione Italia vorrei accompagnare per mano gli spettatori lungo un percorso di intrattenimento che però contiene dei messaggi su cui riflettere. Per questo nel piano della potenza del futuro rappresentiamo tutti i guizzi italiani, le innovazioni e le intuizioni, con delle teche nelle quali, ogni regione ripropone un esempio di successo. Ognuna di queste teche è collegata a un percorso LED che va a ricostruire, al centro della stanza, l’Albero della Vita. Su tutte le bande luminose si potranno leggere i dialetti, i proverbi e le tradizioni che ci uniscono e ci portano a guardare verso l’alto nella ricostruzione dell’albero.
 
Alla fine del percorso ci sarà la Carta di Milano. Questo documento è il vero e proprio output che Expo Milano 2015 lascerà per il futuro. Come è successo per il Protocollo di Kyoto, gli Stati che firmeranno la Carta di Milano si impegneranno e regolamenteranno la crescita del proprio Paese. Una crescita che non può essere inconsapevole. Il cibo è una risorsa finita a fronte di una popolazione sempre più numerosa. Per questo non possiamo avere porzioni enormi e dobbiamo considerare lo spreco e la salvaguardia della biodiversità come temi fondamentali, parallelamente all’innovazione tecnologica, per lo sviluppo. La Carta di Milano è il vero dono che questa Esposizione Universale lascerà per il futuro delle nuove generazioni.
 
L’Albero della Vita: qual è l’origine di questo nome e il suo significato simbolico? Come si collega all’Italia e al Tema di Expo Milano 2015?
L’albero della vita è un tema ricorrente in tutte le religioni, prende ispirazione proprio da questo. Durante un viaggio in Puglia, mi chiedevo quale potesse essere il simbolo di questa esposizione, poi guardando la pavimentazione della Cattedrale di Otranto ho visto l’albero della vita. Il tema dell’albero è presente in tutte le culture, da quella buddista a quella indiana, nelle antiche religioni messicane, nella cabala e anche nei testi islamici. È un simbolo bellissimo e quando ho visto che apparteneva anche all’Italia ho mi sono detto: “eccolo, l’ho trovato”. Per Expo Milano 2015 mi serviva un oggetto grande che facesse guardare in alto, che facesse sognare, un’icona. La mia esperienza olimpica è servita per capire che occorre un’immagine per cogliere l’interesse del pubblico. Sono sicuro che andrà benissimo e verrà accolto dall’opinione pubblica.
 
L’Albero della Vita riprende la pavimentazione disegnata da Michelangelo Buonarroti per la piazza del Campidoglio a Roma: perché proprio questo riferimento? Quali sono i materiali impiegati?
Sul mio concept, il nostro designer, Florian Boje dello Studio Giò Forma, ha disegnato l’Albero riprendendo la pavimentazione del Campidoglio perché Roma è la nostra capitale, la capitale d’Italia. Il richiamo a Michelangelo è dovuto al fatto che per questo evento serviva un padre nobile. Il senso dell’Albero della Vita all’interno di Expo Milano 2015 è quello di raccontare il nostro passato, di rileggerlo e di rilanciarlo nel futuro. Quella dell’albero però sarà una lettura binaria, ci saranno persone che guardandolo penseranno subito a Michelangelo, altre invece saranno comunque coinvolte ed emozionate dagli spettacoli che verranno organizzati. Il legno e la vegetazione riprendono il tema della sostenibilità e permetteranno all’albero di animarsi durante gli spettacoli che si svolgeranno nella Lake Arena; la fioritura, per esempio, è uno di questi.
 
Dopo Expo Milano 2015 quale sarà la seconda vita dell’Albero?
L’Albero della Vita è stato finanziato da 19 imprese bresciane che, consorziate in Orgoglio Brescia, e insieme a Pirelli e Coldiretti, si sono fatti carico dei costi di produzione e di realizzazione. Hanno creduto e sostenuto sin da subito questo progetto, per questo, quando finirà Expo Milano 2015, l’albero verrà probabilmente trasferito in una piazza a Brescia.
 

Il caffè: dalla coltivazione alla degustazione

Economia / -

 
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© Nick Zonna/Splash News/Corbis

Il caffè è una bevanda ottenuta dalla macinazione dei semi di alcune specie di piccoli alberi tropicali: in natura esistono più di cento differenti specie che ne determinano la varietà.Ecco una panoramica su una delle bevande più bevute al mondo, dalla coltivazione nelle piantagioni alle varie forme di degustazione.

La Val Trebbia, tra canyon, acque turchesi e storie antiche

Cultura / -

© M. Frova

È la più incontaminata tra le valli dell’Appennino piacentino. Più la si risale, più il suo ambiente è selvaggio. Una valle ricca di storia, da godere lentamente, a piedi, in canoa o tuffandosi nelle acque limpide del fiume.

Quando Hemingway attraversò la Val Trebbia, nel 1945, al seguito delle truppe americane, scrisse sul suo diario: «Oggi ho visto la valle più bella del mondo». E se lo ha scritto lui, c’è da credergli. Noi, che quella valle la conosciamo bene, non possiamo che confermarlo, e per tanti motivi. Iniziamo dall’acqua: la mancanza di industrie e la presenza di pochi centri abitati, infatti, l’hanno mantenuta pulitissima. Il fiume scorre, soprattutto a monte di Bobbio, un ambiente selvaggio, con scenari mozzafiato. Le sue acque azzurre e cristalline, nelle quali si specchiano i colori delle rocce sporgenti e dei boschi, formano cascate, canyon e ampie piscine naturali.
 
Annibale, Barbarossa e la via Francigena
La valle ha sempre avuto una grande importanza strategica, essendo una delle vie di comunicazione tra la Liguria e la Pianura Padana. È disseminata di castelli, il più famoso dei quali è quello di Rivalta, o di torri di avvistamento. In questa valle Annibale ha combattuto una battaglia contro i Romani, la Battaglia della Trebbia, nel 218 a.C. Per questa valle è passato il Barbarossa, con il suo esercito, tra mille disavventure, andando verso nord. La Val Trebbia era attraversata dalle vie del sale, percorsi usati Medioevo per trasportare il prezioso elemento dalla Liguria alla Pianura Padana. La valle era attraversata anche da alcuni tragitti della via Francigena, il lungo cammino che seguivano i pellegrini dal nord Europa verso Roma, che nelle valli piacentine si ramificava seguendo vie diverse.

San Colombano, un monaco venuto dall’Irlanda
La storia della valle però, è indissolubilmente legata a Bobbio e a San Colombano, il monaco che qui fondò la famosa abbazia. Colombano nacque in Irlanda nel 540 e iniziò presto la sua “peregrinatio” e la sua attività di fondatore di monasteri, che lo vide attivo nelle attuali Francia e Svizzera. Sotto la protezione del re longobardo Agilulfo fondò l'abbazia di Bobbio nel 614, e qui morì l'anno seguente. L'abbazia raggiunse in breve tempo una grande importanza come centro culturale, grazie alla produzione del suo “scriptorium”, sia economica: i suoi vastissimi possedimenti si estendevano in Emilia, Lombardia, Piemonte.
 
Bobbio
È una piccola cittadina di impianto medioevale nella quale è piacevole passeggiare, magari nel tardo pomeriggio, tra strette vie ombreggiate. Risalendo la valle la riconoscerete subito: è sulla destra del lungo "ponte gobbo" sul Trebbia, di origine medievale, che potete percorrere a piedi per tutta la sua lunghezza. Grazie alla sua lunga storia di centro culturale ed economico, Bobbio è ricca di palazzi e chiese. Oltre a una passeggiata per le vie del suggestivo centro storico, raccomandiamo una visita al complesso abbaziale di San Colombano e al Duomo.
 
Escursioni, canoa e bagni nel fiume
La valle è il luogo ideale per escursioni lungo i molti sentieri, presenti un po’ ovunque. Ben segnalati quelli della via Francigena, con cartelli visibili dalla strada statale. Se volete avventurarvi in un territorio ancora più selvaggio, quasi spopolato, dove si trovano anche piccoli borghi disabitati, potete risalire le valli dei principali affluenti del fiume, l’Aveto e il Boreca. Un’altra attività che consente di apprezzare al massimo la bellezza del fiume è la discesa in canoa, che può essere effettuata in primavera, quando la portata d’acqua è massima. Sono presenti strutture organizzate in diverse località. Il fiume può essere goduto anche il totale relax: lungo il suo corso ci sono oltre 50 spiagge, alcune delle quali vicine alla strada, altre che richiedono qualche minuto di cammino (ma proprio per questo quasi deserte). Nella mappa ne sono segnate alcune, ma basta chiedere qualche indicazione sul posto: più si sale il fiume più le spiagge sono belle. Le acque sono limpide, tra l’azzurro e il turchese, la temperatura è ottima da giugno a settembre. La zona più spettacolare è quella dei “meandri”, pochi chilometri prima di Marsaglia. Le acque minerali del Trebbia hanno un forte effetto tonificante. Un bagno in questo fiume, credeteci, è un’esperienza da provare.
 
Informazioni pratiche
Come arrivare
Autostrada A1 Milano- Bologna, uscita Piacenza Sud. Prendete la Tangenziale Sud di Piacenza, e alla 3a uscita seguite le indicazioni per Bobbio o Val Trebbia.
La strada risale la valle e poi, superato l’Appennino, scende in Liguria.
 
Mappa dell’itinerario:
http://www.100kmdamilano.it/la-val-trebbia-tra-canyon-acque-turchesi-e-storie-antiche/
 

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