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Liberia, il sogno africano

Cultura / -

©-Jane HahnCorbis

La Liberia è uno dei più affascinanti Paesi africani, fondato all’inizio dell’Ottocento da ex schiavi liberati dagli Stati Uniti d’America. Oltre ai loro discendenti, oggi il Paese è popolato da circa sedici etnie, che insieme contribuiscono a formare una cultura ricchissima. Anche la natura liberiana è piena di fascino, con grandi estensioni di foresta pluviale, savana e mangrovie. Presente a Expo Milano 2015, la Liberia festeggia il suo National Day martedì 27 ottobre.

Tornare nella terra degli avi da uomini liberi per costruire una nuova patria, così è nata la Liberia, come colonia fondata da ex schiavi liberati dagli Stati Uniti d’America. Era l’inizio dell’Ottocento quando la American Colonization Society concepì il progetto di restituire all’Africa gli schiavi neri presenti in America, con l’idea che potessero trovarvi la loro terra promessa e costruire un Paese figlio del progresso. Nei decenni successivi, migliaia di afroamericani risposero all’appello, fondando il primo nucleo della “Terra dei liberi”, la cui capitale Monrovia venne dedicata a James Monroe, il Presidente USA in carica in quegli anni. Nel territorio già vivevano molte tribù indigene e all’inizio l’incontro con i coloni non fu facile, ma col tempo il multiculturalismo della Liberia creò una delle identità più ricche e affascinanti dell’Africa.

Foreste e mangrovie

Affacciata sull’Atlantico nella parte settentrionale del Golfo di Guinea, la Liberia ha un patrimonio naturalistico ricchissimo che la rende uno dei più preziosi giacimenti di biodiversità del Pianeta. Sulla costa si stendono paludi e mangrovie, habitat fondamentali per molti uccelli migratori e pesci. Il territorio sulla terraferma è costituito da pianure costiere e da alture che salgono verso gli altipiani dell’interno. L’ambiente passa dalle foreste pluviali della fascia tropicale e equatoriale alle foreste più asciutte del nord, che sfumano verso le savane. Nel suo complesso, la Liberia racchiude oltre il 40% della foresta dell’Alta Guinea, che un tempo ricopriva tutta la parte settentrionale del grande golfo dell’Africa Occidentale. La fauna che vive al suo interno è molto ricca e comprende leopardi e scimpanzé e persino il rarissimo ippopotamo pigmeo.

Dalla gomma al cibo

La Liberia è ancora un Paese largamente agricolo, con la maggioranza della popolazione che trae il proprio sostentamento lavorando la terra con metodi di sussistenza. Le colture più diffuse sono il riso e la cassava, base dell’alimentazione dei liberiani. Oltre ai piccoli produttori esistono attività a forte carattere imprenditoriale, in particolare piantagioni di palma da olio e di gomma, settore tradizionalmente controllato da compagnie statunitensi e che ha giocato un ruolo chiave nella storia della Liberia. Come ovunque in Africa, la popolazione è in forte aumento, con una media di quasi cinque figli per donna. Allo stesso tempo, la terra coltivabile è circa il 24% del territorio. La situazione pone una sfida per la sicurezza alimentare, che la Liberia sta giocando puntando sulla stabilità politica, la coesione sociale e al tempo stesso la produzione alimentare. Altro settore che può contribuire enormemente è quello della pesca e dell’acquacultura, grazie alle grandi riserve ittiche sia marine che fluviali. Infine, un fattore che potrebbe contribuire enormemente al sogno africano della Liberia è il suo sottosuolo, ricchissimo di minerali, oro e diamanti.
 
 
 

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