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La poesia di Bai Juyi per il Padiglione Zero: osservare la raccolta del grano

Cultura / -

Giunge la notte e il vento del sud si alza, la messe di frumento colora la terra di giallo.

Il viaggio attraverso la storia alimentare dell’uomo che si compie nel Padiglione Zero passa anche attraverso la poesia. L’editore Nicola Crocetti ha selezionato  per l’antologia “Le opere dell’uomo - I frutti della Terra” i versi rappresentativi di tutti i continenti e tutte le lingue che fanno riferimento alle quattro arti con cui l’uomo storicamente si è procurato il cibo: la caccia, la pesca, l’agricoltura e l’allevamento. Alcune di queste composizioni compaiono sulle facciate nord e sud del Padiglione Zero.

La semplicità della terra e della lingua in agricoltura
Bai Juyi è uno dei più grandi poeti cinesi all'epoca della dinastia T'ang e in questa poesia del 722 parla della raccolta del grano: il poeta osserva la mietitura, le persone coinvolte e si vergogna per la sua posizione esterna, che non ha un contatto diretto con la terra.

Bai Juyi, è tra poeti più produttivi della storia della Cina e pare che prima di pubblicare le sue poesie le facesse leggere ad un'anziana donna, verificando così se chiunque fosse in grado di comprenderle. Le persone meno istruite a quel tempo potevano facilmente comprendere la lingua utilizzata nelle sue composizioni , con i loro temi espliciti in una lingua piana. Le poesie scorrevano infatti senza intoppi e il suo stile poetico era così unico che è diventato una forma letteraria comunemente noto come “Yuan-Bai-Ti”, o modulo Fondamentalmente Pianura . La sua semplicità e chiarezza nel linguaggio l'ha portato ad una vasta popolarità nello spazio e nel tempo: è infatti sempre stato molto apprezzato anche in Giappone.

Il Padiglione Zero, curato da Davide Rampello e progettato da Michele De Lucchi, introduce la visita del Sito Espositivo di Expo Milano 2015. Racconta il percorso di ciò che l’uomo ha prodotto dalla sua comparsa sulla Terra fino a oggi, le trasformazioni del paesaggio naturale, la cultura e i rituali del consumo.
 
 
 

Eugenio Roncoroni e Beniamino Nespor. Altro che scarto, le frattaglie sono il vero piatto gourmet

Gusto / -

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© Brambilla Serrani per Identità Golose

Basta filetti e tagli pregiati: i giovani chef che fanno tendenza usano le frattaglie e le trasformano in piatti gourmet. Perché Nutrire il Pianeta parte dalla valorizzazione delle cose semplici.

Due chef non convenzionali che hanno fatto della lotta allo spreco una missione e una sfida gourmet. Eugenio Roncoroni e Beniamino Nespor, dopo varie esperienze oltreoceano, 5 anni fa hanno deciso di aprire un ristorante diviso a metà: da una parte lo street food gourmet, anticipando la tendenza che ha avuto molto successo anche a Expo Milano 2015, e dall'altra un ristorante di alta cucina, dove hanno eliminato il menù rigido fatto di antipasto, primo e secondo per permettere al cliente di giocare con portate piccole o grandi da comporre secondo il suo gusto.
 
Perché avete iniziato a cucinare con le frattaglie e con ingredienti che altri consideravano scarti?
Abbiamo sempre lavorato in ristoranti di alta cucina e ci siamo reso conto di come le parti che venivano scartate potessero avere un gusto incredibile se ben trattate e valorizzate. Certo non è facile.

In che senso? Le frattaglie sono difficili da cucinare?
Sì, è una preparazione che richiede tecnica e studio, soprattutto se si vuole ottenere un certo risultato. È decisamente più semplice cucinare un filetto pregiato e metterlo sulla piastra, piuttosto che cucinare un'animella.

Ci fate l'esempio di un piatto gourmet a base di questi ingredienti poveri?
Creiamo un piatto a base di wanton di cervella, salsiccia di fegato al pimenton, trippa midollo e gremolada.

Le spezie sono importanti quando si cucinano piatti del genere?
Sì, le usiamo molto, perché le frattaglie e i tagli meno pregiati hanno sapori forti e le spezie aiutano a dare delicatezza. Usiamo spesso anche i cibi fermentati, come insegna la tradizione coreana: sono sani e creano un piacevole contrasto in bocca. Sono sapori "difficili" che creano piccole esplosioni di contrasti. Ecco perché abbiamo voluto visitare subito il Padiglione della Corea, provando, alla fine del percorso, la cucina tipica del loro ristorante.
 
Cos'è stato per voi Expo Milano 2015?
Per noi che amiamo viaggiare, Expo Milano 2015 è stata finalmente una ventata di internazionalità a Milano. Questa manifestazione ha permesso a molti di aprire gli occhi, facendo capire che anche fuori dall'Italia ci sono culture gastronomiche profonde e radicate come la nostra, con piatti buoni e ricchi di gusto. Expo Milano 2015 ha aiutato ad abbattere i pregiudizi di chi pensa che fuori dall'Italia si mangi male.
 

L’Irlanda. Tra i boschi e nei pub, la cultura di un popolo antichissimo

Cultura / -

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Will & Deni McIntyre_Corbis

Tra l’Oceano Atlantico e il Mare d’Irlanda, il Paese vanta spiagge immerse nella vegetazione più selvaggia, mentre affascinano spirito e vista le scogliere di Moher, a picco sul mare situate vicino al villaggio di Doolin. La tradizione irlandese è legata alla cultura popolare e alla complessa storia di questa terra.

La mitologia celtica, la letteratura nata dalla penna di scrittori del calibro di James Joyce, Oscar Wilde e Samuel Beckett, lo sport gaelico e la cucina tradizionale sono il patrimonio che il popolo irlandese è orgoglioso di custodire. Il pub è il cuore dell’Irlanda e il luogo in cui incontrarsi per parlare o giocare a “dars”, a freccette, bevendo una pinta della tipica birra scura. Le ricorrenze più sentite sono il “Bloomsday”, celebrato il 16 giugno in onore dei James Joyce, o meglio di Leopold Bloom, il protagonista del romanzo "Ulysses", e “la Danza del sole”, il rituale pasquale durante il quale i fedeli aspettano in cima alle colline il sorgere del sole, la resurrezione di Cristo.
 
I mercati locali: il simbolo della gastronomia irlandese
La gastronomia irlandese nasce dai prodotti di una terra aspra. Sulle tavole non mancano le zuppe di pesce o molluschi, la “cockle soup”, le ostriche di Galway e il salmone, mentre nelle zone interne vengono offerti l’agnello o il montone stufati con la birra, le torte di patate, le zuppe di cavoli o di orzo e pancetta, la “bacon broth”, e le salsicce di manzo affumicate. I formaggi e il delizioso “plum pudding”, un dolce fatto con mollica di pane, mele, frutta secca e il whiskey chiudono ogni cena.
 
Un tuffo nella natura
Il Padiglione dell'Irlanda porta in Expo Milano 2015 il paesaggio, la natura e la storia del Paese. Un viaggio nella campagna irlandese che spiega le difficoltà e la bellezza della vita rurale nell’isola, raccontando come l’antico sodalizio tra la natura e l’uomo si possa tradurre in chiave moderna con la sostenibilità delle pratiche umane.
 
 

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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