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Il sapore dell'altruismo e dell'amore per nutrire il corpo ed elevare lo spirito

Cultura / -

Lama Rinpoche
Alessandro Cremasco © Expo 2015

Secondo la dottrina buddhista, il corpo è un veicolo del risveglio. Proprio per questo la produzione e l'ingerimento del cibo sono sempre accompagnati da pratiche spirituali come la benedizione, il ringraziamento rivolto a chi ha prodotto il cibo, la dedica dei meriti e le offerte cerimoniali.

In molti dei suoi libri e nelle conferenze pubbliche, Sua Santità il 14o Dalai Lama sostiene che ogni uomo ha una precisa responsabilità nei confronti del genere umano e del pianeta e dice che per guidare la famiglia globale nella giusta direzione non bastano le parole e le buone intenzioni, ma ognuno deve impegnarsi attivamente e personalmente.

Questo richiamo ben si adatta ai temi proposti dalla Carta di Milano ed analogamente, riguardo al cibo, c'è sintonia tra il documento e il buddhismo tibetano.
Anche nella nostra Tradizione, la disponibilità del nutrimento per tutti è considerata un fattore importante perché consente alle persone di avere quella appropriata condizione che può portare alla preghiera, alla meditazione e alla realizzazione spirituale.

L’atto di condividere cibo ha valore sia laico sia religioso, ha radici lontane nel tempo, è il fondamento di tutte le relazioni e alimenta sentimenti di fratellanza. Infatti il cibo è un potente fattore di coesione tra gli uomini e può contribuire alla aggregazione proprio nei momenti più difficili, come dimostra il progetto “ Go geeen & Go organic ” da oltre un anno attivo in Ladakh, nella Regione dello Jangthang situata ai piedi della catena himalayana, dove, su iniziativa dei monaci, gli abitanti di dieci villaggi si sono uniti per coltivare, con metodi naturali, alberi e prodotti vegetali il cui raccolto soddisfa i bisogni di tutte le famiglie mentre l’eccedenza viene destinata al mercato a prezzi bassissimi.

Va sottolineato l’impatto globale di questo tipo di coltura sull’ecosistema, perché, per la legge della interdipendenza, un albero non è soltanto utile all’uomo ma è anche vita per gli animali, gli uccelli, gli insetti e, come sappiamo, produce ossigeno.

Secondo la dottrina buddhista, il corpo umano è preziosissimo ed è un veicolo del risveglio:proprio per questo la produzione e l'ingerimento del cibo sono sempre accompagnati da pratiche spirituali come la benedizione, il ringraziamento rivolto a chi prodotto il cibo, la dedica dei meriti, le offerte cerimoniali. Fin dalle origini, nei voti che il monaco buddista si impegna a mantenere, figurano anche il rispetto per l'ambiente, con particolare riguardo alla purezza dei corsi d’acqua, e la moderazione nel cibo.

L’equanimità nella produzione, nella distribuzione e nel consumo del cibo nel mondo, così come propone la Carta di Milano, può portare a un'armonia che diventa vera solo se i diritti umani sono rispettati, le persone hanno un corretto sostentamento e sono coerentemente nutrite anche di valori spirituali. L'attuazione della carta di Milano può indubbiamente aiutare la gente a trovare una nuova consapevolezza e la difesa del diritto al cibo è uno dei valori che vanno maggiormente sostenuti da parte di tutti, con un serio investimento di fiducia ed energia.

Se è vero che la principale soluzione ai problemi del futuro prossimo sarà la disponibilità del cibo per tutti, è altrettanto vero che una giusta educazione sulla fruizione del cibo sarà la sola condizione per una consapevole crescita dei nuovi cittadini del mondo.

Per assicurare un futuro migliore alle prossime generazioni, l'educazione al rispetto dell'ambiente, alla moderazione dei consumi e alla eliminazione degli sprechi, deve occupare uno spazio fondamentale nel modo di vivere degli esseri umani, ma per aiutarli a raggiungere concreti obiettivi bisogna educare i bambini e gli adulti alla concordia e all'amorevole gentilezza.
E’ opportuno ricordare qui che, fra gli attori sociali di questo processo educativo, una funzione ragguardevole la dovrebbero svolgere i mezzi di comunicazione di massa, la cui influenza sull’opinione pubblica è nota.

In tale contesto diventa importante il ruolo delle religioni, perché dovunque ci sia un uomo di buona fede ci sono moralità, amore e attenzione per il prossimo. Dall’incontro tra le religioni possono nascere proficue ispirazioni per attivare la sensibilità di tutti verso ideali basati sulla solidarietà umana. Le religioni sono dunque una grande risorsa per la costruzione di un futuro in cui la spiritualità sia nutrimento per la mente e per il cuore.

Noi, appartenenti alla Tradizione buddista tibetana, poiché crediamo che un mondo senza fame sia possibile e che una giusta distribuzione del cibo possa essere la base per un cammino di libertà e di pace, sottoscriviamo con fiducia e convinzione la Carta di Milano perché ne condividiamo il progetto di fondo, animato dai nostri stessi interessi altruistici nei confronti della Terra e degli esseri che la abitano.
 
 

Ketty Magni. Vi racconto le gustose passioni di Arcimboldo

Cultura / -

Il suo libro “Arcimboldo, gustose passioni” è ispirato alla mascotte artistica di Expo Milano 2015: l’Arcimboldo. Appassionata di storia rinascimentale, l’autrice ripercorre l’opera del più bizzarro degli artisti italiani nel suo ultimo volume, finalista nella sezione romanzi al premio Aqui Storia, il più importante riconoscimento per i libri storici.

Di Arcimboldo spesso si ricordano le "Teste Composte", ritratti burleschi eseguiti combinando tra loro oggetti ed elementi, tra cui le verdure. Quale ritratto ne fa lei nel suo libro?
Narro la storia di Arcimboldo in forma romanzata, piacevole, di facile lettura. Ho studiato la materia storica meticolosamente, rielaborando la vicenda privata e intima di un uomo straordinario, insignito di onori e perfettamente conscio del suo valore. Molti suoi contemporanei tentano di imitarlo, ma nessuno riesce ad eguagliare la sua perfezione e la sua genialità. Credo che Milano, città dove Arcimboldo è nato e cresciuto, abbia rappresentato l’ambiente ideale per trovare ispirazione per le sue opere e per la sua formazione. È un artista completo, volitivo, determinato, appassionato al proprio mestiere, ambizioso. Un uomo di straordinaria genialità.

Quale momento della sua vita ha scelto e chi sono i personaggi principali che gli sono vicini?
Parto dal rientro a Milano negli anni Novanta. Ho ricostruito la sua intera vita dalla nascita ai successi oltralpe alla corte asburgica, prima a Vienna e poi a Praga, astenendomi dal narrare la morte avvenuta in circostanze misteriose. Per quanto concerne i personaggi maschili sono tutti realmente esistiti e hanno ricoperto ruoli molto importanti nella società del tempo: a partire dal padre, il pittore Biagio, e eminenti personalità sono anche Giovanni Angelo Arcimboldi, il parente arcivescovo di Milano, il cardinal Borromeo, l’amico Giovan Filippo Gherardini, che redasse il testamento di Arcimboldo, dotto letterate addetto alla sanità. E poi divertente la figura di Cesare Negri, soprannominato “il Trombone”, maestro di ballo perché all’epoca nel Cinquecento i milanesi venivano chiamati ad insegnare il ballo nelle corti europee. Poi ancora abbiamo i critici d’arte, come Gregorio Comanini, canonico mantovano, Paolo Morigia e Giovan Paolo Lomazzo. C’è anche un’apparizione breve del giovane Caravaggio, in realtà non si sa per certo se i due artisti si siano incontrati veramente, ma l’influenza è certa, quindi io mi sono immaginata questo incontro in forma romanzata. Per quanto riguarda i personaggi femminili, alcuni sono inventati come la nobil donna Ludovica Crivelli per dare maggior respiro alla vicenda, altri sono realmente esistiti come la pittrice Fede Galizia o Philippine Welser.

Che rapporto ha con il cibo l’Arcimboldo che lei racconta?
Ha un rapporto molto stretto: nelle sue bizzarrie e nei suoi capricci esalta con perfetta esecuzione ortaggi e frutta e dà valore all’opera attraverso l’elemento cromatico. La sua è una natura rigogliosa, festosa, carica di elementi simbolici. “Non temono i miei fiori né arsura o gelo” recita una frase che accompagna una sua opera, perché secondo le convenzioni dell’epoca, dice Lomazzo, “non esiste pittore che non abbia qualche spirito di poesia”. “La perfezione sarebbe pittore e poeta insieme per delineare le cose con grazia” secondo il Comanini: Arcimboldo diventa egli stesso poeta, perché pare abbia composto anche le rime per accompagnare il Vertunno, che è l’opera che rappresenta l’imperatore Rodolfo II. In ogni caso quello che racconto è un Arcimboldo goloso, unico, irripetibile, reso immortale dalle sue sinfonie vegetali.

Il libro si concentra sul Cinquecento: che cosa rappresenta questo periodo in ambito gastronomico?
Nelle corti principesche del Cinquecento si assiste a un vero trionfo dell’arte culinaria: è un po’ paragonabile al periodo odierno dove è molto alta l’attenzione per il cibo. A Milano si sviluppò una fiorente attività di coltelleria nelle botteghe artigiane e vennnero pubblicati in quegli anni numerosi trattati sull’arte di trinciare il cibo davanti ai commensali con grande spettacolarizzazione della cucina. Magnifiche sculture erano portate a tavola: un famoso cuoco dell’epoca, Bartolomeo Scappi, venne chiamato il Michelangelo della cucina. Si servivano i cibi su tovaglie finemente ricamate e a Milano Caterina Cantoni inventò il punto doppio dritto per ricamare le tovaglie.

Nel libro si trovano anche ricette originali del Rinascimento: che tipo di ricerca ha fatto, come ha selezionato le ricette e come le ha proposte nel libro?
Ho estrapolato alcune ricette da importanti testi di letteratura gastronomica del tempo curati da diversi autori: Bartolomeo Scappi, Cristoforo Messisbugo,  Giovanni Deroselli e poi due donne pioniere in questo campo che sono Sabina Welser e Philippine Welser, l’amatissima moglie morganatica dell’arciduca Ferdinando II d’Asburgo. Ho volutamente scelto vari autori per avere una panoramica completa dell’epoca. Ho selezionato le ricette variando tra proposte di pesce, carne, verdure e dolci come ad esempio la marmellata di susine “Regina Claudia” o il marzapane a base di mandorle. Ho riproposto le ricette adattandole in chiave moderna e quindi facilmente ripetibili con ingredienti facilmente reperibili.

Jacqueline Franjou. Sostenibilità, nutrizione e equilibrio: con le idee delle donne si cresce

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