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Il legame stretto tra cibo ed emozioni. Cosa ci dicono la scienza e il cioccolato

Cultura / -

legame cibo e emozioni
© Felix Wirth/Corbis

Il cibo influenza l’umore, come ci ricorda Edward Leigh Gibson in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Physiology and Behavior nel 2006, e come sappiamo ogni volta che assaggiamo un pezzetto di cioccolato.

Dalla sensazione di serenità dopo un lauto pasto all’intrigante emozione dopo l’assaggio di una spezia piccante, i mutamenti di umore innescati dal cibo sono un’esperienza provata da tutti.
Innanzitutto la sensazione di fame induce uno stato di allerta e irritabilità, mentre dopo un pasto soddisfacente diventiamo più calmi e spesso addirittura sonnolenti.

Stante la funzione della nostra emotività di favorire i comportamenti che garantiscono la sopravvivenza, quanto più l’alimentazione soddisfa abitudini, aspettative e bisogni reali, tanto più manifesteremo emozioni positive.

Teniamo presente infatti che ogni alimento è composto da sostanze che non soltanto forniscono energia, ma influenzano anche i neurotrasmettitori legati all’umore e colpiscono i nostri sensi, soprattutto olfatto, gusto e vista.
 
Mangiare influenza l'umore: lo studio di Edward Leigh Gibson
Studi sui meccanismi sensoriali, fisiologici e psicologici utilizzati da Gibson nel suo articolo Influenze emozionali nella scelta degli alimenti: percorsi sensoriali, fisiologici e psicologici sottolineano che mangiare influenza l’umore e la predisposizione emotiva verso il mondo, riduce l’irritabilità e aumenta la calma e le sensazioni positive. Questo dipende da quanto il pasto è vicino alle abitudini di colui che mangia per dimensioni e composizioni: i pasti a cui non siamo abituati, perché troppo ridotti o non sani ad esempio, possono influire negativamente sull’umore.

Cibi dolci e che provocano alti picchi di densità di energia e cibi dalla consistenza grassa sono invece in grado di migliorare l'umore e di ridurre gli effetti dello stress. L’assunzione di cibo infatti attiva substrati neuronali che stimolano i sistemi oppioidergico, legato alla percezione del dolore, e dopaminergico, legato alla valutazione edonistica,  all’apprendimento, alla memoria. All’umore.
 
A Expo Milano 2015 si avrà l’occasione di assaggiare cibi provenienti da tutto il mondo: i Padiglioni dei Paesi e i Cluster sono tappe di un viaggio tra le cucine dei vari Paesi, per provare un’ampia gamma di sapori e per conoscere nuovi saperi.

Il cioccolato rende felici

Lifestyle / -

img Il cioccolato rende felici

Quando si è giù di morale una delle prime “voglie” è scartare un cioccolatino o addentare una tavoletta di cioccolato. Perché accade? Uno studio dell’Università di Cambridge ha finalmente dato la risposta.

Per anni gli studiosi hanno tentato di scoprire cosa renda il cioccolato così irresistibile. Una delle spiegazioni è stata la presenza di alcune sostanze: teobromina e metilxantina, che hanno effetti stimolanti simili alla caffeina, e la feniletilamina, che agisce sui centri umorali del cervello e genera una sensazione di buonumore, perché stimola i recettori della serotonina, “l’ormone del benessere”. Queste sostanze riescono addirittura a creare in noi una sensazione simile all’innamoramento. Ma perché succede?
 
La risposta è semplice
Gli scienziati dell'Università di Cambridge hanno fatto una nuova scoperta. "Esaminando numerosissime immagini di cervelli di persone, intente a godersi una barretta di cioccolato, si sono accorti che la risposta è molto semplice di quanto si potesse immaginare: il cioccolato è irresistibile prima di tutto perché ha un sapore buonissimo -  spiega Brian Kristian Vacchini Giampaoli, Psicologo, psicoterapeuta consigliere dell'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Psicologi -. Gli studiosi hanno scoperto, infatti, che le barrette di cioccolato non contengono sufficienti sostanze in grado di modificare l'umore in modo significativo. Alcune di queste sostanze sarebbero contenute in quantità ben maggiori in altri tipi di alimenti, come salse o formaggi. Il vero segreto del cioccolato starebbe appunto nel buon sapore e nella speciale “combinazione” di sostanze che contiene, non tanto nel loro quantitativo. Il cioccolato racchiude quindi un particolare “equilibrio” di sostanze, una miscela unica di componenti in grado di “attivare” i nostri centri del piacere nel modo giusto”.
 
Anche il colore ha il suo peso
Tra le ragioni che rendono il cioccolato così amato vi è anche il suo colore. “E' risaputo che il marrone è la tinta che richiama simbolicamente la stabilità, la concretezza e il tepore della terra arata sotto il sole estivo - continua Vacchini Giampaoli -. Quando osserviamo una barretta di cioccolato, davanti agli occhi abbiamo qualcosa in grado di suscitare in noi un senso di appartenenza e di vicinanza, qualcosa che sentiamo familiare. Oltre al sapore caldo e avvolgente, il cioccolato ci piace perché la sua cromia, a livello profondo, fa sì che lo percepiamo come un prodotto non minaccioso, capace di soddisfare i nostri desideri più infantili". 
 
Il profumo del cioccolato fa aumentare la fame
Sentite il bisogno di mangiare qualcosa, ma siete a dieta? Non annusate il cioccolato perché non farebbe altro che aumentare la vostra fame. Meglio annusare il profumo di fiori, come ad esempio la lavanda o il gelsomino. Inoltre le ricerche dimostrano che vedere le pubblicità di snack con protagonisti modelli belli e magri, fa aumentare il desiderio di consumare cioccolata nelle donne, soprattutto in quelle in dieta.
 
Meno è meglio
Mangiato con moderazione il cioccolato può aiutare a prevenire attacchi di cuore o ictus. Il cacao, infatti, è ricco di antiossidanti e polifenoli, sostanze che svolgono un'azione protettiva per il nostro organismo. Sono da preferire il cacao in polvere e il cioccolato fondente, perché meno ricchi di burro e di grassi.
 
Cinquanta tazze prima dell'amore
Il cioccolato è da sempre considerato un potente afrodisiaco. Storicamente si ritrovano molte tracce di utilizzo del cacao in campo amoroso. Nelle pozioni e negli elisir d'amore dell'antichità si trova spesso traccia di un ingrediente dolce e zuccherino, che potrebbe essere proprio cioccolato. A confermare queste scoperte le leggende sull’imperatore azteco Montezuma, che, a quanto pare, consumava ben cinquanta tazze di cioccolato prima di visitare il suo harem, composto da più di cinquecento donne.
 
Tutto il cacao del mondo a Expo Milano 2015
A Expo Milano 2015 tutti i segreti del cacao e del cioccolato saranno svelati nel Cluster del Cacao e del Cioccolato. Lo spazio espositivo - 875 metri quadri dedicati ai Paesi Partecipanti su un’area complessiva è di 3.546 metri quadri - è pensato come una rappresentazione metaforica della giungla: strutture lignee che emergono dal suolo e cercano di colonizzare tutto lo spazio circostante, proprio come avviene negli ambienti tropicali dove si coltiva il cacao.  Le pareti sono realizzate in tessuto chiaro e leggero per ricordare che il cacao va protetto con delicatezza affinché mantenga tutto il suo aroma.
Nei pannelli presenti sulle facciate saranno riportate immagini e informazioni relative ai diversi momenti di sviluppo delle piante. Verranno raccontate poi le colorate cabosse, il frutto che racchiude i preziosi semi di cacao, che tostati, macinati e ridotti in pasta saranno il “cuore” di tavolette, dolci e praline. E dopo aver deliziato gli occhi, arriva il momento più goloso: banchi di degustazione e un grande mercato dove acquistare cacao e cioccolato da tutto il mondo.
Non mancheranno showcooking e lezioni di cucina: i migliori chef mostreranno come valorizzare questo ingrediente attraverso ricette creative sia dolci che salate, da assaggiare al momento e ripetere a casa per stupire parenti e amici.
 
 

Il pollo kedjenou: carne morbida in salsa dolce

Gusto / -

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Un piatto che unisce la verdura alla morbidezza del pollo, cotto lentamente in umido. Il pollo kedjenou è uno dei piatti più tipici della Costa d’Avorio con una preparazione particolare: viene cucinato in una pentola di terracotta ricoperta di foglie di banano.

La Costa d’Avorio è il primo produttore mondiale di cacao, che viene esportato in tutto il mondo. Altre colture importanti per l’esportazione sono palma da olio, cocchi, banane e ananas, mentre per la sussistenza si coltivano principalmente mais, riso, miglio, sorgo, arachidi e manioca.
 
Il pollo kedjenou della Costa d’Avorio: carne morbida in salsa dolce
Uno dei piatti più tipici della Costa d’avorio è il pollo kedjenou, pollo cotto lentamente in umido in una pentola di terracotta, coperta con foglie di banano. La carne viene fatta cuocere con le melanzane africane, i pomodori, l’aglio, le cipolle, i cipollotti. Per aromatizzare e dare più sapore di solito si usano foglie di alloro e peperoncini freschi. La salsa risulta comunque dolce e morbida al palato. È un piatto sostanzioso dalla consistenza morbida e “sugosa” che di solito si abbina all’attieké, un cous cous di manioca o dal riso. Il cibo si mangia solitamente con le mani da un piatto comune.
 
Il vino dalla palma e lo street food
Tra le bevande più tipiche della Costa d’Avorio c’è bangui, un vino locale che si ricava dalla palma.
Uno dei cibi più saporiti che si trovano direttamente per le strade è l’alloco, platano maturo tagliato a tocchetti e fritto in olio di palma, insaporito con cipolla al vapore e peperoncino. Solitamente si mangia da solo o accompagnato da pesce grigliato.
 
 
Si possono scoprire le tradizioni gastronomiche della Costa d’Avorio nel Cluster del Cacao e Cioccolato a Expo Milano 2015
 
 

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