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È Pasqua, è primavera: così si festeggia il risveglio della vita

Cultura / -

Pasqua

In primavera la natura si risveglia e - in coincidenza con la celebrazione di Pasqua - in tutto l'emisfero boreale si festeggia in vari modi il ritorno della vita, attraverso feste in cui non mancano mai uova, dolci e pani ornitomorfi ed altri elementi.

La tradizionale festa del risveglio della natura e i suoi simboli
Dopo la lunga pausa invernale, le corte e fredde giornate, in primavera la Natura si risveglia e in tutto l'emisfero boreale si celebra in vari modi il ritorno della vita, osservata attraverso la lente empirica, antica e popolare, dei fenomeni legati alla flora e alla fauna, e al loro ciclo naturale.
In primavera infatti dalla terra spuntano nuove tenere piante, sui rami degli alberi tornano gemme e boccioli, poi foglie e fiori, preludio di frutti eduli. Nascono nuove vite in seno agli animali domestici dell'uomo: pecore, capre, galline: agnelli, capretti e pulcini sono l'emblema del rinnovato accordo armonico tra la Natura e gli uomini.
Così tra i simboli delle feste primaverili, pagane e religiose, non mancano mai motivi floreali, ornitomorfi, zoomorfi, ritenuti bene auguranti.
 
L'uovo, simbolo universale
Un altro simbolo caratterizza le feste a cavallo tra marzo e maggio: l'uovo.
Basta pensare all'importanza dell'uovo pasquale per i Cristiani, all'usanza antica di colorare e donare uova sode, e più recentemente di cioccolato, o di preparare pietanze pasquali con le uova come immancabile ingrediente.
In alcune regioni europee meridionali i giovani girano per le case facendo la “questua delle uova”: i doni ottenuti sono considerati fausti. Nei paesi germanici e anglosassoni vi è classica “caccia al tesoro con le uova” in cui vengono coinvolti i bambini; in quei paesi è il Coniglio pasquale, figura mitologica di origine germanica, animale fertile e prolifico, quindi portafortuna, a portare in dono le uova.
L'uovo in molte civiltà simboleggia l'eternità, e la continuità della vita oltre la morte.
 
Pasqua in Italia
In Italia il giorno di Pasqua si usa festeggiare consumando sia torte salate a base di verdure di stagione, formaggio fresco e uova, sia dolci particolari, come la colomba pasquale, un tipico dolce italiano lievitato e arricchito da mandorle e granella di zucchero. In Sicilia vengono donate caratteristiche statuine di marzapane a forma di agnello, legate simbolicamente alla morte e alla resurrezione di Gesù Cristo.
Un tempo nelle famiglie contadine italiane si confezionava un pane semplice, spesso ornitomorfo, arricchito con delle uova, che veniva donato ai bambini. In altre regioni ricotta e formaggio fresco arricchivano pani salati o con l'aggiunta di zucchero o miele. Anche il formaggio infatti si ricominciava a produrre solo in primavera, quando pecore, capre e mucche avendo partorito i propri cuccioli, avevano il latte necessario ai casari per i prodotti caseari.
 
La Pasqua ebraica
La Pesah ricorda la liberazione degli Ebrei dalla schiavitù in Egitto; si usa consumare un pasto rituale complesso e con varianti in cui però non manca mai il matzah, pane azzimo, un uovo sodo, erbe amare, l'agnello, frutta secca mista a vino, verdure fresche. Tutti questi elementi rappresentano la durezza della schiavitù, la rievocazione della fuga dall'Egitto, e la speranza di libertà e di una nuova vita.
 
L'incontro tra culture e tradizioni, il cibo della festa, le antiche radici delle tradizioni gastronomiche sono in mostra a Expo Milano 2015, dove ogni Paese espone il meglio dei propri prodotti e della propria storia, nel segno dell'incontro e dello scambio di esperienze e curiosità.
 

Angelina Jolie, Matt Damon, Julia Roberts e gli altri protagonisti della lotta alla fame

Lifestyle / -

 
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Angelina Jolie, Unhcr Goodwill Ambassador, dà una mano a pesare i bambini sotto i 5 anni in Ciad. Questo serve a identificare immediatamente i bimbi che soffrono di malnutrizione nelle aree di confine, provenienti dal Sudan occidentale. È stata anche in Russia, Pakistan, Yemen, Ecuador, Congo, Siria, Giordania, Bosnia, Turchia, Tunisia e Libia.
© Courtesy of Unhcr/Corbis
I cofondatori di Water.org Matt Damon (sinistra) e Gary White (destra) a fianco a Bill Clinton nel 2009 per una campagna volta a portare acqua potabile ad Haiti. Matt Damon ha partecipato alla Clinton Global Initiative a New York anche nel 2014.
© James Leynse/Corbis
Susan Sarandon visita un ospedale Unicef in Tanzania, nel distretto di Magu. L'attrice ha promosso nel 2000 il programma Cspd.
© Louise Gubb/Corbis Saba
Bill Pullman è il protagonista di 'The Fruit Hunters', film di Yung Chang del 2012. Diverso dalle produzioni hollywoodiane, è un meritevole docufilm tratto da un libro che, con ironia e leggerezza, fa conoscere il variegato universo degli appassionati che viaggiano in giro per il globo in cerca di frutti rari e perduti. Qui è ritratto al festival di Newport Beach durante la presentazione del film, mentre assaggia un cesto di more selvatiche per poi offrirle al pubblico.
© Splash News/Corbis
L'attrice Drew Barrymore alle Nazioni Unite a New York è stata nominata "A Friend of the UN" nel 2004, nell'ambito della partnership Global Vision for Peace. È stata la prima personalità nel mondo dello spettacolo a ricevere questa onorificenza. Si è successivamente impegnata in molte campagne, tra cui la Clinton Global Initiative e il World Food Programme.
© Nancy Kaszerman/Zuma/Corbis
Halle Berry
© Photo Image Press/Splash News/Corbis
Julia Roberts
© Daniel Morel/Sygma/Corbis
Paul Newman
© Louie Psihoyos/Corbis
Raul Bova
© Riccardo Cesari/Splash News/Corbis
Sean Connery
© SNS Group/Jeff Holmes/Corbis

In attesa della notte degli Oscar, una carrellata degli attori più impegnati contro lo spreco alimentare e la fame, a favore di progetti volti ad alleviare le sofferenze di donne e bambini in tutto il mondo.

Bebe Vio. In gara continua, anche con l’insalata

Lifestyle / -

Beatrice
Daniele Mascolo © Expo 2015

Beatrice 'Bebe' Vio, 18 anni compiuti a marzo, è una giovane campionessa di scherma, Ambassador di Expo Milano 2015. Una malattia le ha portato via qualcosa, ma non la voglia di battersi né la capacità di vincere. Una vittoria dopo l’altra, si sta allenando e sta gareggiando per conquistare Rio de Janeiro nel 2016. Tra una stoccata e l’altra, ogni tanto viene all’Esposizione Universale. Non solo a mangiare.

Ci sediamo sul divanetto?
No, va bene anche qui in piedi.
 
Senti, ma come ti sei trovata a camminare sulla rete sospesa sulla foresta del Padiglione del Brasile?
Be’, a parte che le maglie non sono troppo grosse, quindi è facile prenderle giuste, cammini normalmente. Anche se quelli accanto erano lì a saltare un po’, ce l’abbiamo fatta bene. Tenevo su io la mia amica Camilla che non ce la faceva!…
 
Hai già avuto modo di girare un po’ per Expo Milano 2015. Com’è?
Sì, è bellissimo. Mi ha colpito proprio.
 
Nelle prossime settimane hai un fitto calendario di allenamenti, cosa ti aspetta?
Da settembre è iniziata la qualificazione olimpica, ci saranno dieci gare in Coppa del Mondo, un Mondiale e un Europeo, più le gare italiane. Dovremo farle tutte, ogni gara che fai prendi un punteggio e i primi dieci del ranking poi sono qualificati per le Paralimpiadi di Rio de Janeiro, in Brasile, nell’agosto del 2016. Abbiamo già fatto quattro gare e al momento sono prima. Se vado avanti così ce la posso fare.
 
Quando sei in sessione d’allenamento cambi dieta con, che so, colazioni energetiche, proteine?
Io, ti dico la verità, normalmente non sono attenta, ci sono un sacco di cose che mi piacciono e non capisco perché non dovrei mangiarle. Fino ad adesso. Quando vado ai ritiri della Nazionale mi cazziano tutti. Mi dicono loro cosa fare, mangiare più insalate, togliere un po’ di schifezze, non mettere la maionese. Ora ho iniziato a fare un po’ di dieta, ad allenarmi di più…
 
Faticoso?
No, devo dire che pensavo molto peggio. Tieni conto che io sono una amante degli aperitivi, per me è una religione, io Spritz-patatine-salame tutte le sere…
 
…Aperitivo super-italiano.
Ehi, super-Veneto! Però adesso che ho cominciato a mangiare cose sane, devo dire che pensavo fosse molto peggio. Alla fine mangio insalata due volte al giorno. Io dicevo che schifo, no, l’insalata due volte al giorno – invece basta metterci un po’ di roba dentro, le cose giuste e diventa buona. Poi, cosa che non mi sarei aspettata, l’altro giorno uscendo da scuola ho pensato “Cavoli, ho voglia di andare a casa a mangiare una buona insalata”. Mi sono detta “Bebe, cosa ti succedendo, non è possibile?!”. Però l’altra sera qui sono andata a mangiare da McDonald’s. Qua hanno il menù digitale.
 
Ma qui a Expo Milano 2015 c’è un’ampia offerta di ogni tipo di cibo, hai visto?
Sì, ho visto l’hamburger di alghe nel Padiglione dei Paesi Bassi. Siamo stati lì ora però abbiamo preferito il pane con la salsiccia e la birra, poi i mini pancake, buonissimi. È bello perché ti danno le cuffie, ascolti la musica, sono tutti lì a divertirsi, sono simpaticissimi, abbiamo fatto foto con tutti gli olandesi.
A me piace proprio tanto questo posto, perché alla fine conosci le varie etnie, sono tutti disponibili, ti salutano, vogliono farti vedere com’è il loro posto. Noi italiani siamo abbastanza fissati con l’Italia, per cui secondo me è bello incontrare persone aperte che vogliono farti capire che è bello anche il Paese in cui vivono loro.
 
Per esempio, dove?
Sono appena stata al Padiglione della Colombia che è bellissimo e uscendo mi sono detta “No, è troppo bello, quest’estate vado in Colombia”. Mi è successo così con tutti gli altri Paesi, anche con quelli che neanche sapevo esistessero!
 
Sei una sportiva. Sei sportiva dentro. Cosa vuol dire?
La scherma ti porta ad essere una persona agonistica anche nella vita, in generale. Se mia sorella mi sfida a una gara a chi finisce prima il proprio piatto, m’ingozzo pur di batterla. Io sono in una gara continua. Anche nel modo di vivere, anche con la malattia, il fatto che facessi scherma mi è proprio servito per riuscire a riprendere a fare bene le cose, dandomi ogni giorno un obiettivo. Mi dico “Oggi imparo ad allacciarmi le scarpe” che con le protesi è un casino, con quei maledetti laccetti. Però a partire dalle cose più semplici - imparo a lavarmi i denti, imparo a mangiare, imparo a vestirmi da sola, che sembrano una cavolata - il fatto di essere una sportiva mi spinge a impegnarmi a fare questo, questo e quest’altro. E se ci riesco, la sera festeggio! È anche un modo di vivere, molto bello.
Mi è servita tanto anche l’idea del team, del fare squadra. All’interno della mia famiglia abbiamo fatto squadra, con la mamma caposquadra che ci tirava su tutti e papà con i discorsi motivazionali! All’interno di una squadra, magari individualmente sai che sta andando male, ma dicendoci l’un l’altro che ce la si poteva fare, aiutandoci a vicenda e gasandoci a vicenda ce l’abbiamo fatta benissimo. Ed è uguale nelle squadre di calcio, nelle squadre di basket, nelle squadre di scherma…
 
Oh, basta camminare, fermati, sono stanco! Sono un po’ fuori esercizio.
Eh, vai in uno di questi spazi Technogym no? Hanno messo un sacco di spinning bike, vacci su!
 
 

Oltre un milione di persone sono già #CiboConsapevoli. E tu?

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