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Clara Sánchez. La donna è un’ottima cuoca della vita quotidiana senza alcuna stella Michelin

Cultura / -

Clara Sanchez

La scrittrice spagnola racconta del cibo per l’anima e per il corpo. È una delle 104 autrici che partecipano al “Novel of the World”: un’opera corale di WE-Women for Expo dedicata al nutrimento del corpo e della mente e scritta in 28 lingue diverse.

Un’alleanza tra le donne sul tema della malnutrizione e sul tema sostenibilità si può sviluppare anche attraverso la letteratura e l’arte?
Penso che sia essenziale. L'immaginazione è in grado di arrivare dove non arrivano né il potere, né i governi. Noi donne siamo in grado di fornire cibo a partire dal nostro corpo: allattiamo i nostri figli e al contempo cantiamo per loro e raccontiamo loro storie. Sperimentiamo in prima persona ciò di cui il mondo ha bisogno: cibo materiale e spirituale.
 
Lei ha scritto per il “Novel of The World” il racconto “L’odore dei venerdì”. Qual è il ruolo del cibo, del suo odore, della sua consistenza nella tavola spagnola nella nascita di un sentimento, di un’emozione?
Per gli spagnoli, come per i popoli mediterranei in generale, mangiare non è trangugiare. È assaporare, godere. Il cibo è un odore che proviene dall’infanzia o una scoperta. Non ci piace mangiare con le mani, preferiamo un tavolo con una tovaglia anche per uno spuntino di mezz'ora. Prediligiamo mangiare con qualcuno, avere la sensazione di condividere un momento piacevole. Non conosco spagnolo, a meno che non soffra di bulimia, che mangi solo per riempire lo stomaco. Penso che per noi il cibo favorisca la conoscenza di nuovi amici.
 
Nel libro “Entra nella mia vita” le donne si trasmettono conoscenze, storie: in che modo secondo lei il nutrimento dell’anima passa attraverso il passaggio di conoscenze, di generazione in generazione, tra donne?
Noi donne non abbiamo paura di parlare dei nostri sentimenti. Non c'è niente di più incantevole di una donna anziana che parla della sua vita, senza peli sulla lingua. Le cose più importanti, che mi hanno aperto maggiormente gli occhi lungo tutta la mia esistenza, me le hanno raccontate le donne. Vivono tutto il tempo tra i problemi, mentre gli uomini cercano costantemente di dimenticarli.

La letteratura va oltre il momento storico, anche oggi leggiamo autori classici e li sentiamo vicini, continuano a parlarci e ad emozionarci. In questo senso di tensione al futuro e di un messaggio che continua a essere valido, secondo lei quale eredità immateriale può lasciare alle prossime Esposizioni Universali Expo Milano 2015, il primo evento di questo genere che mette al centro la donna con il progetto WE-Women for Expo?
Questa Esposizione Universale ha dato importanza a queste maestre invisibili della vita che sono le donne. Esse insegnano in modo silenzioso. La donna è un’ottima cuoca della vita quotidiana senza alcuna stella Michelin. Penso che We-Women for Expo rappresenti una chiamata a raccolta all’indirizzo di noi stesse. Abbiamo molto da fare!

Clara Sánchez è Ambassador WE-Women for Expo. Leggi la sua biografia e l’intervista sul sito. In occasione delle Women's Weeks di Expo Milano 2015 è tra le scrittrici che partecipano alla maratona di lettura del “Novel of The World” il 4 luglio alle 21.00 all’Expo Centre 
 
 
Leggi il racconto scritto da Clara Sanchez per il Novel of the World su WE-Women for Expo.
 

Abdullah Al-Maatouq Maatouk. Vi presento il lato umanitario del Kuwait

Cultura / -

abdullah maatouk kuwait

Abdullah Al-Maatouq Maatouk, Presidente dell’International Islamic Charitable Organisation e Inviato del Segretario Generale delle Nazioni Unite per i Rifugiati e gli Sfollati Siriani, ha partecipato alle celebrazione del primo anniversario del conferimento al Kuwait del titolo di Centro Umanitario Internazionale. Una vocazione innata che nasce dalla tradizione.

Il 9 settembre è caduto il primo anniversario del conferimento ufficiale da parte delle Nazioni Unite, del titolo all’Emiro come "Leader Umanitario” e dello Stato del Kuwait come "Centro Umanitario Internazionale". Da cosa nasce l’attenzione del Kuwait verso progetti benefici e umanitari che riguardano altri Paesi?
Il Kuwait aiuta tutti coloro che sono stati colpiti duramente da disastri naturali, ma non solo: aiuta tutte le persone in difficoltà. È qualcosa che risiede nella sua tradizione, nel suo atteggiamento. Questa volontà è nella natura del popolo del Kuwait e affonda le sue radici ben prima che la scoperta del petrolio desse al governo anche le risorse economiche. Non aiutiamo perché siamo ricchi e abbiamo il petrolio. È un dovere umanitario e religioso aiutare tutte le persone che sono colpite da qualunque pericolo o calamità. Questo è il ruolo del popolo del Kuwait: aiutare chiunque, musulmani o meno. La religione non fa differenza.
 
Qual è il suo ruolo in quanto Humanitarian Envoy of the UN Secretary General of Syrian refugees?
Oltre a seguire la crisi dei rifugiati e il loro soccorso, coordino gli incontri tra i gruppi di donatori che si dedicano alla crisi siriana in modo specifico. Uno dei miei compiti è organizzare riunioni trimestrali e seguire le crisi più importanti per garantire che non ci sia lavoro inutile e che al contrario tutti lavorino in modo efficiente per risolvere la crisi siriana. Tutto questo solo per la Siria, ma ho anche alcuni impegni e ruoli per l’Iraq, lo Yemen, il Sud Sudan, il Myanmar e il Pakistan.
 
Il World Food Programme è alla ricerca di fondi per aiutare i rifugiati siriani e altre persone in difficoltà nel mondo. Com’è possibile ovviare a questo problema secondo lei?
Il Kuwait mi ha incaricato di consegnare 45 milioni di dollari per le attività del World Food Programme. Ovviamente il WFP ha usato quei soldi per i siriani ma anche per altre popolazioni in difficoltà e persone che soffrono in giro per il mondo. Che il WFP abbia bisogno di maggiori finanziamenti è vero, per questo, in base al mio ruolo, non cerco solo di coinvolgere i governi a fare donazioni, ma cerco l’impegno anche del settore privato per aiutare il WFP. Queste realtà devono lavorare a stretto contatto per rispondere alle crisi, ma i privati devono avere un ruolo più forte.
 

Sicurezza alimentare, nutrizione e salute mondiale: Aspen Forum a Expo Milano 2015 per le Women’s Weeks

Cultura / -

Dassu

In occasione delle Women's Weeks si svolge il Forum organizzato da Aspen Institute Italia e da The Aspen Institute (Washington). Evidenzia in particolare l’aspetto femminile dei temi proposti con dibattiti, interviste, cene e tutorial per stimolare il dialogo, condividere idee e presentare innovazioni nel contesto del tema dell’Esposizione Universale: "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita".

L’Aspen Forum a Expo Milano 2015 includerà una serie di dibattiti, interviste, workshops per stimolare il dialogo, condividere idee e presentare innovazioni nel campo della sicurezza alimentare, della nutrizione, della salute mondiale e della sostenibilità nel contesto del tema: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

Il Forum, organizzato da Aspen Institute Italia e da The Aspen Institute (Washington), in collaborazione con Expo Milano 2015, esaminerà in particolare tre temi.
 
Primo: la sicurezza alimentare e gli effetti sui rapporti transatlantici, tema che sarà affrontato con un evento internazionale importante il 9 luglio presso il Padiglione Europeo, dove interverranno, tra gli altri, Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Anthony Gardner, Ambasciatore degli Stati uniti presso l’Unione Europea e diversi Membri del Parlamento Europeo.
 
Il secondo tema trattato sarà la nutrizione e la salute, con un accento particolare sugli aspetti di genere. Aspen ospiterà un evento l’8 luglio pomeriggio presso il Padiglione Svizzero con la partecipazione, fra altri speakers, di Kathleen Sebelius, ex Segretario per la Salute e i Servizi Sociali del governo americano e Linda Douglass, già consulente di comunicazione e giornalista. Seguirà una discussione su nutrizione e sport, moderata da Evelina Christillin. Un altro evento, organizzato in collaborazione con WAME, affronterà i vari aspetti della questione del "clean cooking". Lidia Bastianich, ambasciatrice di Women for Expo, sarà una dei relatori.

Infine, il terzo tema esaminato dall’Aspen Forum a Expo sarà il rapporto tra il progresso scientifico e l’aumento della produzione alimentare. Un dibattito relativo a questo punto - l'innovazione -  avrà luogo l’8 luglio alla Triennale con la partecipazione, tra gli altri, di Walter Isaacson, Presidente e Amministratore Delegato di The Aspen Institute, Cristina Alberini, Professore del Centro di Neuroscienze dell’Università di New York e Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft. Modererà Monica Maggioni.

Il 10 luglio Aspen Italia organizzerà un workshop su donne e tecnologie 
Le speaker includeranno Marcela Villarreal, Direttore dell'Ufficio per le Comunicazioni, Partnership e Advocacy della FAO, Sonia Massari, Direttore Esecutivo e Direttore dei Programmi di Cultura e Alimentazione del Gustolab International Institute for Food Studies, e Peggy Clark, Vice Presidente Esecutivo per la Politica di The Aspen Institute. Il nuovo numero della rivista Aspenia di Aspen Institute Italia, intitolato "Zero Hunger", sarà presentato in questa occasione.

L’Aspen Forum a Expo Milano 2015 ospiterà rappresentanti mondiali di tutti gli Istituti Aspen. Il Forum riunisce anche 40 esperti provenienti dagli Stati Uniti, la maggior parte dei quali membri di The Aspen Institute’s Food Security Strategy Group, che si riunisce per la prima volta a Milano.
 
 

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