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Che cavolo mangi?

Cultura / -

Nelle cucine super moderne coreane si prepara ancora il Kimchi, un piatto che riunisce l’intera famiglia per essere cucinato ai primi di novembre.

Nelle cucine super moderne coreane si prepara ancora il Kimchi, un piatto che riunisce l’intera famiglia per essere cucinato ai primi di novembre, in autunno inoltrato. Una tradizione che si consuma in cucine avveniristiche – ci racconta Marco Bruno di MOTOelastico, studio di architettura con base a Seoul da quasi ventanni – un retaggio di una cultura che doveva mettere da parte le verdure per il rigido inverno. Il Brassica rapa pekinensis, o meglio conosciuto come cavolo di Pechino (e non altri!) è la verdura principale di questo piatto tradizionale. In origine si metteva in vasi di terra, e stava anche per mesi, ma adesso negli appartamenti non è piu' possibile e a nuova esigenza è stato inventato un nuovo prodotto: il kimchi fridge. Un oggetto ormai indispensabile. 
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L’Adda di Leonardo, tra canyon selvaggi e meraviglie dell’archeologia industriale

Cultura / -

L’Adda, armonia tra storia e natura
© Visitadda.com/Spin360

Il tratto dell’Adda che va da Paderno a Trezzo è un museo a cielo aperto. Uno scenario naturale mozzafiato che si integra perfettamente con alcuni degli edifici di archeologia industriale più belli d’Italia. Leonardo da Vinci, frequentatore di questi luoghi, ne venne ispirato per uno dei suoi dipinti più celebri.

Centrali elettriche di fine Ottocento, chiuse, dighe, castelli e deliziose chiesette: tutto in 25 chilometri di fiume. Le testimonianze di secoli di storia sono ovunque, senza che il paesaggio ne risulti in alcun modo deturpato. L’Adda è lungo 313 chilometri, e questo è il suo tratto più affascinante, un canyon che scende tra pareti ripide, ricoperte di boschi, che si riflettono nelle sue acque.  La visita può svolgersi molto agevolmente lungo il percorso ciclopedonale che costeggia il fiume. Che partiate da Paderno o da Trezzo, a piedi o in bici (consigliatissima), nella mappa interattiva in fondo dell’articolo sono segnati tutti i luoghi di interesse. Noi ve lo raccontiamo da Paderno, da nord verso sud.
 
Da Paderno, seguendo il corso dell’acqua
Scendendo al fiume a Paderno d’Adda (parcheggio sul fiume), verso monte si vede la diga di Robbiate, con la centrale Elettrica Semenza (1917). Quando il fiume è in piena lo spettacolo del vapore acqueo che si alza dalla diga è ipnotico. Nella direzione opposta, verso valle, si intravede la forma inconfondibile del ponte di Paderno, un capolavoro di ingegneria completato nel 1889 e ancora percorso ogni giorno da auto e treni. Da qui parte il Naviglio di Paderno, completato nel 1777, che rese possibile, collegandosi a quello della Martesana, la navigazione tra il Lago di Como e Milano.
 
Leonardo, le rapide, i disegni
Dopo qualche centinaio di metri, sulla vostra sinistra, una ripida scaletta conduce al santuario della Madonna della Rocchetta, posto su un’altura che domina il fiume. Nel “Codice Atlantico” di Leonardo ci sono molti disegni che raffigurano le rapide di questo tratto dell’Adda. Il genio fiorentino frequentava abitualmente questi luoghi, durante il suo lungo soggiorno milanese, e qui trovò ispirazione per lo sfondo de “La vergine delle Rocce”. Da questo punto la vista è indimenticabile.
Riprendendo il percorso, le prossime tappe sono le centrali elettriche Bertini (1898) ed Esterle (1906), entrambe ancora attive. La Bertini fu una delle prime d’Europa: con le sue potenti turbine, ancora in funzione, alimentava la prima rete tramviaria elettrificata di Milano, nei primi anni del Novecento. Dopo la centrale Esterle il fiume diviene più placido e le sponde meno ripide. Per qualche chilometro è natura quasi incontaminata, regno di uccelli acquatici, canoe, pescatori.
Centrale elettrica o castello?
Se avete voglia di camminare, o se siete in bicicletta, l’arrivo a Trezzo d’Adda è spettacolare. La centrale Taccani, costruita nel 1906, è un monumento di archeologia industriale unico nel suo genere. Opera di Gaetano Moretti, famoso architetto del modernismo, fu voluta dalla famiglia Crespi per fornire energia al proprio cotonificio. La particolarità di questa centrale è il richiamo al castello medioevale di Trezzo d’Adda, del quale si distinguono, subito dietro, mura e torrione: colore, nervature della facciata e merlata sono un evidente riferimento al famoso maniero.
Il castello di Trezzo è una delle tante fortificazioni dislocate lungo l’Adda, che segnò a lungo il confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Qui venne tenuto prigioniero fino alla morte Bernabò Visconti, zio di Gian Galeazzo, vittima delle lotte spietate con le quali i membri della signoria milanese si contesero il potere del ducato.
 
Fino a Crespi d’Adda, sito UNESCO
Da Trezzo, guardando verso sud, sull’altra sponda del fiume, è ben riconoscibile la torre del castello neomedievale di Crespi d’Adda. È il famoso villaggio operaio realizzato dalla famiglia Crespi, tra il 1878 e il 1925, per ospitare le maestranze che lavoravano nella propria fabbrica. La sua complessità e la sua integrità sono tali che, dal 1995, è stato riconosciuto dall’UNESCO come Sito Patrimonio dell’Umanità. È il luogo ideale per concludere la visita: potete raggiungerlo tramite una passerella che attraversa il fiume.
 
Informazioni pratiche
Se utilizzate l’automobile, non avrete problemi a raggiungere sia Paderno che Trezzo. Paderno è facilmente raggiungibile da Milano con il treno dalla stazione Porta Garibaldi e, se optate per la soluzione treno + bici, potete rientrare dalla stazione di Cassano d’Adda, a poca distanza dal  fiume, effettuando un percorso ad anello.
 
MAPPA DELL’ITINERARIO:
 
 
 

La magica storia del tè

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Kitagawa Utamaro © Christie's Images/Corbis Giappone 1800
Kitagawa Utamaro © Christie's Images/Corbis Giappone 1800
Scozia, 1946
© B. Anthony Stewart/National Geographic Society/Corbis
Pranzo d'affari, 1900
© Everett Collection/Shutterstock
Geisha giapponese (illustrazione in stile tradizionale)
© Ivanchina Anna
Francia, 1892
© Georges Bertin Scott © Tarker/Corbis
Tea Party, Stati Uniti, 1915
© Kirn Vintage Stock/Corbis
Tea Time, UK, 1670
© Lebrecht Music & Arts/Lebrecht Music & Arts/Corbis
Giappone, 1948
© Horace Bristol/Corbis

Uno sguardo suggestivo sulle rappresentazioni fatte per celebrare questa bevanda dal passato fino ad oggi, nelle diverse culture.

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