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Camerun. Dove la fitta foresta pluviale si schiude su spiagge sterminate di sabbia bianchissima

Cultura / -

cover national day camerun
© Atlantide Phototravel_Corbis

Questo incantevole Paese dell’Africa equatoriale che si affaccia sull’Oceano Atlantico, è ricco di territori incontaminati in cui alcuni dei popoli indigeni presenti sul Pianeta vivono da centinaia di anni in stretto contatto e in armonia con la natura più autentica.

Sono molte le meraviglie che dischiude il Camerun a coloro che si accingono a scoprirne i tesori. In primis, vi sono le affascinanti etnie locali dei Pigmei Baka, degli animisti Komà dei monti Alantika e la comunità nomade dei Mbororo che vive immersa nella natura non propriamente ospitale della secca striscia di terra del Sahel, nel nord del Paese. Il Camerun regala però anche la possibilità di visitare territori fertili e accoglienti come le pianure dell’ovest, che vengono coltivate a cacao, frutta e verdure. Sono numerosi i Parchi e le foreste fluviali dove incontrare animali e uccelli rari e protetti come il Parc National de Campo-Ma'an che ospita bufali, elefanti, mandrilli e tartarughe marine e le località dove rilassarsi e trovare refrigerio dall’afa, per esempio le accoglienti località di Limbe e di Kribi, affacciate sull’oceano.

Una terra fertile che dona raccolti abbondanti di frutta e verdura
La ricca cucina camerunense è costituita da ingredienti freschi e rigorosamente a chilometro zero, questo grazie alla terra fertile che contraddistingue buona parte del Paese e che offre alla popolazione raccolti abbondanti di deliziosa frutta e verdura. Sono molto comuni i piatti a base di gamberetti, di platano, di mais, di manioca, di patate dolci, di fagioli e di arachidi con cui si accompagnano porzioni di pesce freschissimo appena pescato o di carne, generalmente di capra, zebu o porcospino. Il piatto più diffuso nel Paese si chiama ndolè ed è una sorta di stufato di arachidi cotte insieme a carne di capra o a filetti di pesce aromatizzati con foglie di vernonia, una pianta aromatica leggermente amarognola che dà grande sapore ai piatti.

Il cacao, la coltura più importante per l’economia camerunense
Il Camerun partecipa a Expo Milano 2015 all’interno del Cluster del Cacao e del Cioccolato con il tema "La coltivazione del cacao, un argomento in favore delle opportunità" che celebra la sua coltivazione più importante ed esportata all’estero, quella di cacao. Quasi un decimo della superficie del Paese, è infatti coperta da questa coltura che, coltivata fin dal periodo coloniale, ha consentito a molte popolazioni locali di entrare nell’economia di mercato. All’interno del Padiglione del Camerun, si rimane affascinati dai suoi colori tipicamente africani, che richiamano la savana, dei monili e delle sculture in mostra. Nelle teche di vetro è possibile ammirare le fave di cacao al naturale e alcuni dei prodotti più rappresentativi del Paese: il miele bianco d’oku 100% naturale, miscele pregiate di caffè e grani di pepe nero e bianco di qualità penja.
 
 
 

Tutti i gelati che puoi assaggiare a Expo Milano 2015: 10 gusti strani da non perdere

Gusto / -

Andrea Mariani © Expo 2015

O perché in edizione limitata, o con ingredienti tipici di un Paese, o perché li puoi trovare solo a Expo Milano 2015, questi gelati squisiti e imperdibili sono tutti da assaggiare durante questa Esposizione Universale.

In una stagione così calda, un’Esposizione Universale dedicata al cibo non poteva non prevedere una ricchissima offerta di una preparazione gastronomica fresca, dolce, piacevole e gradita come il gelato, vero e proprio alimento sinonimo dell’estate.
 
I punti di ristoro dove a ogni ora ci si può fermare a rinfrescarsi sono molti. Diversi Padiglioni di vari Paesi offrono gelati nei loro bar e ristoranti a fine pasto. Vi sono poi i principali punti fermi della mappa, i grandi produttori che garantiscono un’offerta ampia e completa. A Casa Algida si trova l’amplissima gamma di gelati Algida per rinfrescarsi durante il proprio giro del mondo. In un giardino di 250 metri quadri accanto a una giostra colorata per bambini c’è il chiosco di gelati e ghiaccioli Grom, che si possono trovare anche in una Apecar e una sweet bike. Nel chiosco Caffarel ci si può sedere su un gianduiotto in mezzo al prato e fare una pausa dolce con gelato soft in tre gusti. Da Sweeting Natfood invece si può riempire un’originale alambicco di strati di granite multicolore a piacimento. Nel chiosco Amalo gelati e granite sono fatti con frutta fresca, stagionale e a chilometro zero.
 
Ci sono anche state iniziative speciali durante cui è stato possibile assaggiare preparazioni davvero ardite. Dal 2 giugno, per tutta la settimana Orgoglio Italia, Gelateria Rigoletto ha proposto la bruschetta tricolore in versione gelato (pesto, aglio e pomodoro). Migliaia di porzioni di gelato molecolare sono state distribuite al Padiglione Qatar per il gran finale della settimana del pomodoro, il 22 giugno. Uno stuzzicantissimo gelato allo zafferano è stato offerto dalla Grecia al Cluster Bio-Mediterraneo il 24 luglio, e ogni giovedì sera in Piazza Beretta 1812 si tengono due degustazioni di gelato gastronomico: in una delle prossime si testerà perfino il gelato alla mortadella.
 
Nella straordinaria offerta ristorativa di questa Expo Milano 2015 si possono comunque ogni giorno provare esperienze e gusti rari, in edizione limitata, con frutti e sapori tipici di Paesi lontani, oppure versioni speciali di famosi gelati.
Il gelato al dattero
L’offerta di gusti di gelato tipici, inconsueti eppur buoni e dolcissimi nel Padiglione Bahrain non si limita al dattero. Da assaggiare il gelato alle arachidi e il sorbetto al cioccolato. C’è poi il delicatissimo gusto alla rosa, l’ancor più esile zafferano e il saporoso mango. Ma, tra tutti, è il rinomato frutto principe del deserto a spiccare. L’albero del dattero ha una straordinaria capacità di adattamento alla siccità delle zone aride, perché con le sue radici va a trovare l’acqua necessaria fino a 10 metri di profondità e 20 metri di distanza. E che buono. Dolce e carnoso. Si avverte appieno la farinosità del dattero,  il caratteristico gusto, i piccoli pezzettini di frutto. Ricco, deciso, consistente, appagante (2,80 euro).
Padiglione Bahrain [G8]
 
Il gelato al baobab
Il baobab è un maestoso albero tropicale africano. Da millenni per i popoli africani è cibo, medicina e luogo sacro (tanto che solo i saggi possono arrampicarsi tra i suoi rami). Le foglie, il frutto, la corteccia e le radici si impiegano sia a scopo alimentare che nella medicina tradizionale. La polpa del frutto del baobab, estratta dal guscio e naturalmente disidratata, è una fonte di principi nutrizionali essenziali. Usato per il gelato (6 euro), sorprende e spiazza un po’ la consistenza che s’avvicina addirittura a quella di un omogeneizzato di frutta, a una purea. Il sapore a cui s’avvicina è la pera, ma è solo per dare un’idea. Un’abbinata tutta salute e tutto piacere? Succo e gelato insieme.
Padiglione Angola [G8]
 
Il gelato al riso con salsa di zafferano
Questa è l’occasione ideale anche per avvicinarsi alla cucina – e alla filosofia - del grande chef stellato Davide Oldani, Ambassador di Expo Milano 2015, che qui propone un menù incentrato sul riso: paninetti, cialde e, tra i diversi primi, l’ormai simbolico ‘Zafferano e riso’ pensato appositamente per Milano. Latte e riso Carnaroli sono ingredienti anche del gelato (4 euro) su cui inopinatamente si tratteggia un ghirigoro di questa salsa allo zafferano (proveniente da due produttori, uno di Varedo e uno dell’Aquila) in maizena. Le fave di cacao non sono solo una decorazione, donano croccantezza e un piacevole retrogusto amaro. Qui bisogna un po’ sapersi abbandonare al beccheggio tra dolce e salato. Un ondeggiare ancor più marcato se si sceglie di farsi servire il gelato in apposite croccanti cialde di riso, anch’esse particolari, non di riso soffiato per evitare l’effetto polistirolo, bensì preparate ogni mattina con una piccola pressa che tosta il riso lievemente insaporito da infuso di zafferano. Si può anche provare il gelato al panettone, guarnito con un’inedita granella di dolce, e quello al cioccolato con splendide scaglie marmorizzate.
Davide Oldani [J7]
 
Il gelato alla Nutella
Nel concept bar al primo piano di una stecca Eataly, accanto a invitantissime fettone di pane pronte per essere spalmate e a golosissime crêpes da farcire, offrono anche il gelato alla Nutella (3 euro). La formulazione è stata evidentemente attentissima e assai ben calibrata, perché non è gelato al cioccolato o al latte con sopra o dentro una guarnizione della celebre crema alla nocciola Ferrero: il suo sapore distintivo si avverte benissimo, non è eccessivamente dolce e non stanca, e dà l’idea di essere autenticamente Nutella. Solo, freddissima. Anzi, gelata!
Nutella Concept Bar [H15]

Il gelato al gusto Foody
Immancabile in questo tour nell’Esposizione Universale un assaggio del gusto che la Gelateria Rigoletto ha dedicato alla mascotte ufficiale di Expo Milano 2015. Il personaggio, si sa, è composto da diversi frutti della terra, e in omaggio alla medesima ispirazione anche il gelato al gusto Foody. Si presenta arancio tenue-rosato, è una crema a base latte con frutta tropicale, in particolare mango, papaya, maracuja, con confettura di lime. Buonissimo perché i gusti tropicali sono freschi e aromatici ed è divertente trovare le scorze di lime caramellato immerse nella crema (3 euro). Tra gli altri gusti si possono assaggiare il pistacchio di Bronte Dop, il cioccolato di Modica, la menta di Pancalieri, l’amaretto di Saronno, il marsala Florio. Chi ama ancora di più l’originalità può provare a guarnire la sua coppetta di gelato anche con l'olio extravergine di oliva al mandarino, proposto lì accanto da Coppini.
Gelateria Rigoletto [Cardo Sud Est]
 
Il My Magnum
È l’occasione per farsi fare un Magnum su misura (5 euro). Si sceglie l'interno – il cuore di vaniglia o cioccolato sullo stecco - e la copertura di cioccolato (bianco, al latte o fondente). Come decorazione si può optare tra mandorla caramellata, cubetti di cocco, biscottini alla cannella, riccioli al gusto di caffè forte, granella di lampone, petali di rosa, granella di pistacchi, biscottini da nocciola Igp. Gli incaricati creano davanti ai nostri occhi un esemplare unico e personalizzato di gelato. Il cioccolato fuso si indurisce immediatamente a contatto con il gelato e diventa croccante.
Magnum Pleasure Store [G21]
 
Il gelato al Grana Padano
Nella doppia cupola Copagri la scelta di gelati è amplissima, tutti fatti con latte a filiera corta, col marchio “Love It”. Al suo interno lo spazio è concepito come un vero e proprio "mercatino rionale" ricco di tutto il meglio della produzione della rete Copagri. I gusti dei gelati sono così inconsueti e le possibilità di abbinamento talmente  tante che si ha un po’ l’imbarazzo della scelta. Gusti classici, sì, ma anche menta e limone, limone e basilico. Il più inusuale e stuzzicante è senz’altro il gelato al Grana Padano (3 euro). Sa proprio di Grana ed è fatto col Grana, ma il sapore caratteristico e un po’ spiazzante del formaggio è ben abbracciato dalla cremosità rassicurante della crema bianca. Dopo il primo assaggio, una volta abituaticisi, diventa ancora più stuzzicante. Lo si può accompagnare con il gusto mora, per mimare il consolidato abbinamento formaggio-confettura. La degustazione è resa ancor più piacevole dal contesto: sediamoci a gustarlo alla Lake Arena, col suggestivo sfondo dell’Albero della Vita.
Copagri – Love It [D21]
 
Il gelato alla vaniglia israeliana
Sono due i gusti tipici che più attirano l’attenzione nel frequentatissimo spazio davanti al buffet del Padiglione Israele. Il gelato alla vaniglia israeliana (vaniglia bianca con halva variegata al silan, miele di dattero) e il gelato allo yogurt israeliano (yogurt con acqua di rose variegato alla marmellata di albicocche e granella di nocciola), leggermente acidulo con la marmellata di albicocche che dà dolcezza e la parte croccante regalata dalle nocciole, che lasciano in bocca un retrogusto tostato (2,80 euro). A fianco a questi due ci sono anche altri gusti tradizionali come nocciola, pistacchio, mandorla, limone e al cocktail di frutta.
Padiglione Israele [G19]
 
Il gelato al cremino
La vicenda del cremino, inventato a Torino a fine Ottocento, s’interseca con la storia del costume e anche con quella industriale, essendo forse il primo caso di dolce “adottato” da un’industria automobilistica, la Fiat, che nel 1911 ha indetto un concorso per crearne una versione caratterizzata dal marchio sulla confezione. Ancora oggi, i produttori di cremino lo fanno con gianduja, pasta di cioccolato e caffè. L’antica tradizione della casa cioccolatiera delle Langhe è perfettamente riversata nel gelato al gusto Cremino proposto da Pernigotti (2,50 euro). Dalla consistenza vellutata e dal gusto morbido e intenso, il gelato riesce a lasciare ben distinti i sapori del cioccolato e della nocciola piemontese ricalcando perfettamente la piacevolezza della tradizionale pralina di cioccolato gianduia e crema alle nocciole.
Pernigotti: il gelato [H12]
 
La granita di melone bianco
Quando si pensa alla Sicilia si pensa alla cassata, alle mandorle, alle arance, alle granite al caffè. Lo spazio dedicato ai dolci siciliani nel Cluster Bio-Mediterraneo dà modo di assaggiare molte squisitezze, ma inaspettatamente la preparazione fredda più prelibata è la meno nota: una granita al melone bianco (3 euro). Ok, non è propriamente gelato, ma sempre fresca è, sempre di frutta è, sempre dissetante è. C’è anche quella fatta col succo di arance di Ribera e quella al limone. Ma il melone bianco è sorprendente tanto è aromatico, poco zuccherino, estremamente fresco; e la granita è così fragrante che sembra proprio sia solo il frutto ghiacciato e tritato. Chi vuole rendere la merenda più sostanziosa può abbinarla ai biscotti Tumminello alla mandorla cruda con zucchero e conserva di zucca, Maraschino e cannella.
Sweet Sicily, Padiglione Bio-Mediterraneo
 
 
 

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