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Biodiversità equatoriale, il Gabon festeggia il suo National Day a Expo Milano 2015

Cultura / -

© Emilie CHAIX PhotononstopCorbis

Paese sulla costa atlantica dell’Africa Equatoriale, il Gabon è ricoperto di foreste pluviali per quasi il 90% del suo territorio. Presente a Expo Milano 2015 all’interno del Cluster Cacao e Cioccolato, giovedì 30 luglio il Paese festeggia il suo National Day.

I naturalisti lo considerano uno degli ultimi Eden della biodiversità, territorio grande due volte la Francia, il Gabon è popolato da poco più di un milione e mezzo di persone ed è ricoperto per circa l’87% da una fitta foresta pluviale, in buona parte ancora vergine. Esempio di economia dinamica e al tempo stesso buona gestione delle risorse naturali, da anni il Paese ha scelto di fare dell’ecoturismo e della compensazione ambientale un elemento di sviluppo. Presente all’Esposizione Universale all’interno del Cluster Cacao e Cioccolato, il Gabon mira a sviluppare il settore agricolo puntando sulla coltivazione di questo prodotto sempre più richiesto a livello globale.
 
Scommettere su ossigeno e cacao
La principale fonte di reddito del Gabon è ancora l’industria mineraria, in particolare l’estrazione di petrolio. Attività che per decenni ha assicurato al Paese una crescita economica costante, ma che ora vede il progressivo esaurimento dei giacimenti. Da qui l’esigenza di trovare nuovi modelli di sviluppo, più duraturi e stabili. E’ in questo contesto che il Gabon ha deciso di fare della tutela delle proprie foreste uno strumento di sviluppo, attraverso il loro sfruttamento sostenibile, la promozione dell’ecoturismo e gli strumenti della compensazione ambientale. Al tempo stesso il Paese supporta il miglioramento della propria agricoltura, per quanto riguarda sia produzioni alimentari sia generi da esportazione, come appunto il cacao, adatto al suo clima caldo e umido.
 
Pesce al cioccolato indigeno
La cucina gabonese è varia quanto il mosaico delle sue decine di etnie, che comprendono anche i misteriosi e antichi pigmei della foresta. Molto diffusi e amati i prodotti ricavati dalla selva, dai frutti tropicali alla selvaggina. Onnipresente il pesce, sia quello dell’Atlantico che le innumerevoli varietà d’acqua dolce, conservato secco o affumicato. I carboidrati vengono invece soprattutto da banana-platano, manioca e altri tuberi. Per friggere e condire si usa l’olio di palma, nella sua varietà tradizionale non raffinata: saporita, colorata e ricchissima di vitamina A. Una preparazione particolare è l’Odika, conosciuto anche come Cioccolato Indigeno, una conserva vegetale della consistenza appunto delle tavolette di cioccolato, ricavata da noccioli di mango selvatico tritati e pressati. Dal gusto simile al cioccolato, viene grattugiato come condimento alle pietanze, in particolare carni e pesce.
 

In Repubblica Ceca, un viaggio per immagini tra acqua e colori

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© K13 ART / Shutterstock

Il 15 maggio in Expo Milano 2015 è il National Day della Repubblica Ceca. Un percorso fotografico tra fiumi, città, prodotti tipici e architetture, alla scoperta delle bellezze di un Paese che ha moltissime storie da raccontare.

Alena Seredova. Ho imparato le ricette della mia terra via Skype con la mamma

Lifestyle / -

Alena Seredova. Ho imparato le ricette della mia terra via Skype con mia mamma
Daniele Mascolo © Expo 2015

Una splendida occasione per uno splendido Padiglione. Al National Day della Repubblica Ceca a Expo Milano 2015 c’era Alena Šeredová. Che adora la cucina italiana ma è molto legata alle ricette della sua terra imparate, rivela, collegandosi via Skype con sua mamma.

La modella ceca ha fatto da madrina al National Day della Repubblica Ceca a Expo Milano 2015. Mamma di due bambini, è da anni impegnata nel sociale per SOS Villaggi dei Bambini con cui collabora da molto tempo. “Appena posso cerco di aiutarli per qualche evento o promuovendo il loro impegno”. Non nasconde la sua passione per il mangiare e cerca di essere una madre premurosa.
 
Lei ha promosso e partecipato a diverse iniziative benefiche al fianco dell’organizzazione internazionale privata SOS Villaggi dei Bambini. In cosa consiste questo aiuto?
Sono “una mamma a distanza” di una bambina tunisina, da oramai sei anni. È una cosa alla quale tengo molto. Il mio è un piccolo contributo, ma cerco di rendere un po’ più piacevole la crescita della bambina contribuendo all’educazione e all’alimentazione. Io ho creato di recente una piccola linea di occhiali da sole, e il ricavato della vendita andrà tutta a SOS Villaggi dei Bambini per finanziare l’alimentazione di bambini italiani. Penso che in generale guardiamo sempre troppo lontano, e invece questo piccolo progetto darà una mano in Italia.
 
Con i suoi figli è una madre rigida riguardo a cosa devono mangiare? Riesce a educarli indicando loro cibo sano per nutrirsi?
In teoria è tutto molto facile. Ma nella pratica anche io sgarro ogni tanto. Ho spiegato ai miei figli tutto sulla preparazione del cibo, dandogli delle indicazioni. Frequentano una scuola che collabora con Slow Food, con una mensa che è garanzia di cibo sano. Se penso al mio passato, io sono cresciuta a pane e burro, e nonostante questo sono cresciuta bene. Penso che quando saranno più grandi da soli troveranno la loro strada.
 
Che piatto le ricorda la sua infanzia? Riesce a cucinarlo ogni tanto per Louis Thomas e David Lee?
I miei bambini mangiano molti piatti legati alla cucina ceca. Sono arrivata in Italia che non sapevo cucinare, ma quando sono nati i miei figli ho imparato a preparare i piatti cechi via Skype con la mia mamma. In Repubblica Ceca, a differenza vostra, mangiamo soprattutto dei piatti unici. L’anatra con i crauti è uno dei piatti tipici. Oltre a molte zuppe. Ma io adoro qualsiasi tipo di cucina.
 
I suoi figli praticano molto sport. Come e quanto mangiano dopo aver fatto attività fisica? Che equilibrio tra cibo e sport insegna loro?
Prima della loro attività sportiva, cerco di dar loro cibi più leggeri. Una volta rientrati dai vari allenamenti, al contrario, si possono permettere cose più pesantine. Non li controllo sotto questo aspetto perché sono piccoli, si muovono tantissimo, e non è il momento di pensare a diete particolari. Finché sono bambini che si muovono e fanno sport possono mangiare quello che vogliono.
 

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