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Shanghai. Vivace e cosmopolita, la “Perla D’Oriente” dallo skyline mozzafiato

Cultura / -

shanghai imm riferimento
Xu Xiaolin, Corbis

Nota anche come la “Regina d’oriente” o la “Parigi d’oriente”, la megalopoli orientale conta oltre 23 milioni di abitanti che la rendono una delle città più densamente popolate del Pianeta. Immensa e caotica, regala ai viaggiatori le sue perle preziose, dall’avvenirisitico treno a lievitazione magnetica fino alla suggestiva Old Street, con il suo susseguirsi di edifici antichi e negozi di giada e seta. Dal 9 al 13 giugno, Expo Milano 2015 celebra le meraviglie di Shanghai.

Considerata da qualche turista il tempio del mercato del falso, per i suoi quartieri traboccanti di merce contraffatta, Shanghai sa riservare enormi sorprese ai vaggiatori che vogliono scoprirne i tesori al di là dell’apparenza. Questa immenso agglomerato urbano che continua a crescere a vista d’occhio e che ha ospitato l’Esposizione Universale del 2010, non è solo la capitale economica della Cina, ma quale metropoli vivace e cosmopolita, è anche una imperdibile meta turistica. Impossibile lasciarsi scappare l’esperienza di passeggiare tra i luccicanti grattaceli di questa Manhattan d’oriente nel quartiere del Pudong, situato lungo il fiume Huangpu o rigenerarsi tra i tranquilli laghetti dello Yu Garden assaporando un rinomato spiedino di gamberi rossi acquistato in una bancarella di street food.
 
Gamberi e ravioli al tartufo. Shanghai è un tuffo tra i sapori
Enormi granchi e gustosi spiedini di calamari sono infatti alcune delle specialità di Shanghai, acquistabili per strada o nei ristoranti più tradizionali insieme agli xiaolongbao, ravioli cinesi dalla pasta sottile che può racchiudere erbette, funghi, tartufi o fagioli rossi. A Shanghai, come nel caso di Pechino, oltre alle prelibatezze locali, è possibile assaggiare anche una moltitudine di specialità provenienti dagli angoli più sperduti della Cina. La cucina di strada profuma di buono, sulle bancarelle della città sono disposte una quantità incredibile di frutta, verdura, carne e pesce freschissimi da cucinare fritti o stufati e serviti insieme a del semplice riso a vapore o a deliziosi spaghettini fatti a mano. Immancabile il peperoncino piccante, la spezia che esalta i sapori delle pietanze locali e che riscalda l’animo dei palati più temerari.
 
Con la partecipazione a Expo Milano 2015 la Cina celebra la terra e i suoi frutti
Il Tema di Partecipazione della Cina a Expo Milano 2015, "Terra di speranza, cibo per la vita", vuole evidenziare il valore che il Paese dà alla terra e ai suoi frutti, come risorsa fondamentale per la sopravvivenza dei suoi abitanti. Il gigantesco Paese orientale porta a Milano la sua filosofia millenaria intrisa di consapevolezza sul ruolo dell’essere umano, visto come parte integrante della natura e da cui non può essere separato e rende omaggio al settore agroalimentare cinese, che riesce a sfamare più di un miliardo e 400 milioni di persone, grazie soprattutto alle coltivazioni di riso e di soya. 
 
 

Detto e mangiato: l’uzzolo

Cultura / -

uzzolo
©Sabrina D'Alessandro/Ufficio Resurrezione

Dicesi di ghiribizzo, voglia acuta e improvvisa, spesso bizzarra, simile a capriccio di bambino.

Alcuni ritengono derivi da Uzza, brezzolina pungente che si sente in campagna al primo mattino e sul far della sera.
Altri legano l’etimo a una cosa diversamente pungente: l’appetito. In tal caso la parola uzzolo si sarebbe formata sul latino esuríre, aver fame, da èsum supino di èdere, mangiare.
La particolarità dell’uzzolo, per quanto folle sia, è infatti quell’urgenza, quella fame grazie alla quale il soggetto che ne è preda sente il pungolo ad agire. 
Se poi agire diventa una lotta, non c’è problema. La fame, come l’uzzolo, non ammette ragione e il suo punzecchìo aiuta a non pensare alla paura.
“Stai sano!” dice Erasmo da Rotterdam “e difendi alacremente la tua follia”, uzzoli inclusi.
Buon appetito.
 
Detto e mangiato: un assaggio di quanto la storia alimentare influenzi profondamente la storia culturale e il modo di leggere la realtà... o meglio, di mangiarla.
 
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Anche i fumetti mangiano. Tutti gli aspetti del cibo nella mostra di Cartoomics

Lifestyle / -

Puffo Cuoco e un dolce guarnito con puffbacche.
via Wow Spazio Fumetto – Museo del Fumetto / © Peyo

Cibi magici ed energetici, piatti golosi, odiosi, velenosi, esotici, bislacchi e, soprattutto, spesso assai improbabili, a volte irraggiungibili. Un’originale rassegna nel panorama del cibo così come ce lo raccontano i fumetti e i cartoni animati è stata allestita a Cartoomics da Wow Spazio Fumetto - Museo del Fumetto di Milano.

Dagli spinaci di Braccio di Ferro alle noccioline di Super Pippo, dalla naftalina (che naftalina non era) di Eta Beta ai cinghiali arrosto di Obelix, la mostra Anche i fumetti mangiano è stato l’omaggio al Tema di Expo Milano 2015 di Cartoomics, la grande fiera dell’arte della fantasia a Milano, Rho Fiera, dal 13 al 15 marzo. Intorno alla mostra c'è l’annuale girandola di appuntamenti nelle aree dedicate al fumetto (con decine di case editrici che presentano le loro novità con autori di punta), al cinema, alla fantascienza, al fantasy, ai cosplay, allo sport e ai tornei di giochi da tavolo e videogame.
 
Nel segno di Expo Milano 2015
La rasssegna, a cura di Alberto Brambilla, Luca Bertuzzi, Riccardo Mazzoni e Luigi Bona e di Wow Spazio Fumetto - Museo del Fumetto di Milano, illustra il rapporto con il cibo o un determinato alimento simbolo di una trentina di protagonisti della scena comics internazionale, presentando anche le ricette per preparare a casa le loro specialità preferite. Per una volta, quindi, i protagonisti di una mostra dedicata a fumetti e cartoons sono stati scelti non tanto per il loro aspetto o le loro gesta, ma per quello che mettono nel piatto, tentando di raccontare la “diversità culturale” con un approccio differente dal solito, in perfetta coerenza con il Tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” dell’Esposizione Universale. Insomma, quella presentata durante la “tre giorni” di Cartoomics 2015 è davvero una mostra tutta da gustare. E non solo metaforicamente, visto che è accompagnata da show cooking dedicati alla realizzazione pratica dei “piatti di china” da parte degli chef della scuola di cucina Imparo a Cucinare e da divertenti laboratori dove i visitatori più piccoli si cimentano nella preparazione di cupcake a tema Cartoomics sotto la guida di Barbara Perego.
 
Perché anche i fumetti mangiano
Il cibo, nei fumetti, assume finalità diverse dal semplice nutrimento. Basti pensare a Popeye, che senza spinaci sarebbe solo un semplice marinaio costretto a subire continue sopercherie e non il forzuto maciste capace di salvare Olivia e tutti i bisognosi dalle situazioni maramaldesche in cui si cacciano. Sulla stessa linea le arachidi che trasformano il goffo Pippo in Superpippo, l’eroe che vola in pigiama di flanella rossa.
Un altro filone è quello del cibo vivente e irraggiungibile, rappresentato dall’eterna rincorsa di Wile E. Coyote all’agognato Beep Beep, dagli infruttuosi tranelli organizzati da Gargamella ai danni dei Puffi e da Tom ai danni di Jerry.
Antropologicamente interessante è anche l’effetto del far conoscere usanze alimentari esotiche, nel segno del rispetto per chi non segue le nostre: il “paradosso” della naftalina/kumquat di Eta Beta, la golosità con cui Naruto si sbafa i ramen e i Ronfi sgranocchiano il loro legno dolce.
Dal punto di vista culinario, c’è anche da notare che questi esempi fanno ingolosire e fan venire appetito: l’espressione con cui Garfield si avvicina alle sue lasagne, Poldo alle sue montagne di panini a scrocco e i Puffi ai dolcetti francesi guarniti con puffbacche di Puffo Cuoco fa davvero venire fame. Tex Willer che ordina la birra, sete.
Una mostra da gustare, anche se mancano Sampei e Mago Merlotto
L’idea è sopraffina, al punto che a tutti vengono in mente altre scene, altri cibi totemici e scene buffe riguardanti l’alimentazione degli eroi a fumetti e dei cartoni animati. Per esempio, manca in questa mostra Sampei mentre mangia - o meglio famelicamente divora, risucchia, ingloba - scodelle su scodelle di riso: è sempre esilarante, e ci fa vedere come in Giappone si usava questo ingrediente onnipresente. Oppure un personaggio un po' dimenticato dei fumetti italiani, il goffo Mago Merlotto, che approfitta di ogni situazione per trasformare qualunque cosa in otri di pastasciutta. 
Ogni personaggio fa storia a sé. Risulta pertanto molto interessante scoprire come una tematica così vasta, a prima vista assai distante dall’universo dei comics, possa essere osservata da molteplici punti di vista. E come delle opere d’arte, di fantasia, di carta e pennarelli, possano apportare conoscenza e riflessione su un comportamento reale, problematico e concreto.
 

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