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Rice burger: street food Japanese style

Taste / -

11 luglio piatto giappone img rif

Rice is the staple food of the Japanese diet. The rice burger, with two rice cakes instead of bread, is the latest street food innovation. At the Pavilion of Japan there are three types of rice burger to try: sliced beef with teriyaki sauce, chicken and prawn tempura.

Japan is one of the cradles of rice. It has always been the main agricultural crop, and during the Edo period, rice was considered a measure of wealth and power. Even today, cooked rice, called gohan, is the main food in Japanese daily life. The rice eaten in Japan is of the Japonica variety, but over the past six years about 120 new cultivars have been introduced. Overall, there are now 246 types of common rice, 93 suitable for fermenting and 55 types of mochi rice, making a total of 394.
 
Rice burgers: a grain becomes a sandwich
In Japan, rice dishes are created to suit specific occasions: for example, the onigiri is a rice patty which is ideal for a picnic lunch. An innovative and fun street food is the rice burger, in which disks of puffed rice are used instead of bread. At the Pavilion of Japan there are three types of rice burger on offer: sliced beef with teriyaki sauce, chicken or prawn tempura. The compact structure of cooked rice makes it the perfect solution for a quick, healthy meal but which instantly makes you feel full. Its neutral taste enhances and helps one appreciate the different sauces and fillings more intensely. Another specialty in which rice is the basic ingredient is curry, which is widely used in Japanese cooking as well as Indian. In Japan, the curry sauce is not mixed with the rice, but served neatly on one side of the plate, creating two separate halves. One of the tastiest dishes is tonkatsu, a deep-fried pork chop served with rice and a vegetable curry.

The sweetness of rice
Rice is also used as an ingredient in various types of desserts and cakes. One of the most famous is mochi, a traditional delicacy made from a glutinous strain of rice which is then pounded into a white paste. These cakes are usually filled with a paste made from azuki beans, (sometimes incorrectly called “red soya beans”) or jam. They are perfect with a cup of green tea. Rice is used not only as a cooking ingredient for many dishes, but it is also a vital raw material for products such as sake, rice vinegar, mirin (a sweet sake used in cooking), oil and kōji (rice inoculated with aspergillus oryzae).
 
 

Riso e fagioli neri, cocktail e cafiroleta: l'allegria della cucina creola

Gusto / -

26 lug piatto cuba img rif

Un variegato mix di sapori, che abbracciano diverse influenze e tradizioni culinarie. La cucina creola unisce riso, carni e verdure, in un equilibrio che rallegra la vista e il palato.

La cucina cubana, comunemente chiamata creola, è una combinazione di influenze spagnole, italiane, cinesi e di tradizioni locali. Le caratteristiche geografiche uniche del Paese favoriscono l'abbondanza di pesce e carne, ma non manca un grande assortimento di verdure, legumi e frutta.
 
L’allegria della cucina creola: riso, fagioli neri, maiale e platano fritto
I piatti più tradizionali di Cuba sono semplici e genuini, ricchi di gusto. L’esempio migliore è un misto che unisce riso, fagioli neri, insalata, arrosto di maiale e platano fritto. Il riso fa da base e si abbina perfettamente ai frijoles negros, fagioli neri, che hanno un gusto deciso e si trasformano in parte in crema grazie alla lunga cottura. La carne di maiale viene solitamente fatta marinare in un succo di agrumi, risultando tenera e saporita. L’insalata regala freschezza, mentre le banane fritte un tocco dolce e croccante. Il maiale viene presentato anche in un’altra golosa versione: con le parti grasse si realizzano i chicharrones, ciccioli di maiale fritti fino a diventare croccanti, serviti come spuntino o aperitivo accompagnati da rum e birra.
Tra i piatti più famosi si annovera l’ajiaco cubano, un piatto povero e saporito, estremamente nutriente, che racchiude in sé quelle influenze che rendono unica la cucina creola: carne di vitello, mais, peperoncino, zucca, patate, manioca e rape.
I fagioli neri tornano protagonisti nel moros y cristianos abbinati a riso, pancetta tagliata a cubetti, peperoni e cipolla.
 
Cuba: cocktail e dolcezze
A Cuba il clima è tropicale, perfetto per la coltura della canna da zucchero, che occupa oltre un terzo del terreno agricolo. Dalla fermentazione e distillazione della canna da zucchero si produce il rum, che diventa protagonista di cocktail rinfrescanti. Uno dei più famosi è il mojito con zucchero di canna, succo di lime e foglie di menta. Si esportano anche frutti tropicali, come ananas, banane e pompelmi.
Anche la tradizione dolciaria è ricca: ci sono la cafiroleta, sfere dolci create con patate dolci, zucchero, latte di cocco e tuorlo d’uovo, e il torrejas, un dessert tipico fatto con fette di pane passate nel latte e poi spruzzate di vino e spolverate di cannella.
 
Si possono scoprire i cocktail e le tradizioni culinarie cubane nel Padiglione di Cuba nel Cluster del Cacao e cioccolato a Expo Milano 2015.
 
 
 

Costa d’Avorio. Patria di ananas, anacardi, banane, caffè e di gran parte del cacao del mondo

Cultura / -

Costa Avorio - foto
© Olivier Martel / Corbis

La Costa d’Avorio è stata protagonista di una grande espansione nella produzione agricola, dalle banane agli anacardi, ed è oggi il maggior produttore di cacao al mondo. I festeggiamenti per il National Day a Expo Milano 2015 sono un’occasione unica per scoprire, apprezzare e gustare tutti i prodotti ivoriani.

La Costa d’Avorio è un Paese meraviglioso dove spiagge mozzafiato, dove è praticamente impossibile non imbattersi in stelle e altre specie marine, lasciano il posto a foreste ricolme di biodiversità man mano che si risale dall’oceano verso l’entroterra. La Costa d’Avorio ospita uno dei parchi più importanti al mondo perché contiene una delle ultime foreste pluviali dell’Africa occidentale. È il Parco nazionale di Taï, Patrimonio dell’Umanità secondo l’Unesco dal 1982 grazie alla presenza di specie rare, come una particolare specie di ippopotamo, l’ippopotamo pigmeo (così chiamato per le sue dimensioni ridotte) che è stato dichiarato in pericolo dalla Lista Rossa dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN).
 
Il primo produttore di cacao al mondo
Il Paese è anche noto per la sua agricoltura. Le piantagioni più popolari sono quelle di caffè, cocco, banano, ananas e cacao. Ed è proprio quest’ultima pianta che ha reso la Costa d’Avorio famosa nel mondo. Le terre ivoriane producono la maggior quantità di cacao al mondo con circa 1,4 milioni di tonnellate all’anno, da circa vent’anni. Le piantagioni sono concentrate nella parte meridionale del Paese e da queste dipendono circa sei milioni di persone.
 
Non solo da mangiare, tutte le applicazione del cacao
La Costa d’Avorio non poteva che avere il suo Padiglione a Expo Milano 2015 all’interno del Cluster del Cacao e Cioccolato. La sua partecipazione si concentra sulle innovazioni tecnologiche volte a migliorare la qualità dei prodotti derivati dalla lavorazione dei semi e per migliorare la sostenibilità dei sistemi di coltivazione e produzione. Il visitatore può assaggiare, scoprire e apprezzare tutti i modi in cui il cacao può essere utilizzato. Non solo per scopi alimentari, ma anche medici e cosmetici. La Costa d’Avorio festeggia il suo National Day l’11 agosto.
 
 

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