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From the Corn and Avocado Flavor of Mexico to the Gutturnio From Piacenza… A Festival of Special Edition Ice Creams

Taste / -

 
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Gutturnio wine ice cream at Piazzetta Piacenza
Four new flavors of ice cream made from Poretti beer at the Italian Pavilion.
© Padiglione Italia
Poretti beer ice cream at Piazzetta Piacenza
Tomato ice cream served on slices of bread at Piazzetta Piacenza
Helados de Paila ice cream made with premium cocoa from Ecuador and coconut sugar, at the Cocoa and Chocolate Cluster
© Andrea Proietti
Fig ice cream at the Bahrain Pavilion
© Francesco Cappa
Basil sorbet created by chef Davide Oldani
Mourad Balti Touati © Expo 2015
Watermelon and mint ice cream at Gelateria Rigoletto
Mourad Balti Touati © Expo 2015
Champagne and grapefruit granita at the Monaco Pavilion
Panettone ice cream at the Cereals and Tubers Cluster
Avocado ice cream and corn ice cream at the Mexico Pavilion
The chocolate and ice cream-based "Choco cocktail" at the Cocoa and Chocolate Cluster
© Andrea Proietti
Caffarel Gianduia ice cream
Andrea Mariani © Expo 2015
Ice cream packaged in Austria
Dame Blanche, with whipped cream and dark Belgian chocolate, at the Belgium Pavilion
Date ice cream at the Bahrain Pavilion
Andrea Mariani © Expo 2015
My Magnum at the Magnum Pleasure Store
Andrea Mariani © Expo 2015
Nutella ice cream at Expo Milano 2015
Andrea Mariani © Expo 2015
Vanilla ice cream from Israel at Expo Milano 2015
Andrea Mariani © Expo 2015
White melon granita from Sweet Sicily, in the Bio-Mediterraneum Cluster
Andrea Mariani © Expo 2015
Alpine milk ice cream
Andrea Mariani © Expo 2015
Grana Padano ice cream from Copagri at Expo Milano 2015
Andrea Mariani © Expo 2015
Pernigotti ice cream at Expo Milano 2015
Giulia Mazzoleni © Expo 2015
Foody-flavored ice cream from Rigoletto at Expo Milano 2015
Andrea Mariani © Expo 2015
Baobab ice cream at the Angola Pavilion at Expo Milano 2015
Andrea Mariani © Expo 2015

The Ferragosto holiday was an ideal day for proposing new ideas, experiments and surprising typical ingredients from different countries, sponsors and Pavilions… all expressed with ice cream, or "gelato" as they say in Italy. A triumph of deliciousness!

Various Pavilions took advantage of this special occasion to inaugurate new flavors, or to offer one-day tasting events to spread awareness of the gastronomic possibilities of ice cream. The Bahrain Pavilion proposed a new Fig Ice Cream recipe. Monte Carlo offered a delicious granita with Champagne Riviera and pink grapefruit. Israel a free tasting event with four new flavors. In Palazzo Italia, Rigoletto Ice Cream and the Poretti Brewery provided ice creams based on four special beers and one new invention, watermelon with mint.
 
Mexico was rightly proud of two typical and extremely fragrant flavors: avocado and corn, with crushed and toasted flakes of corn incorporated. In Piazzetta Piacenza an entire afternoon was devoted to tasting ice creams made from local ingredients like pumpkin, local craft beers, organic tomatoes, asparagus and an extravagant version with Gutturnio red wine. In the Cocoa and Chocolate Cluster, already well-stocked with ice cream stalls, a tasting event featured traditional pure cocoa ice cream, followed up by inebriating cocktails with ice cream.
 
A festival whose goodness was not only gastronomic: for example, the initiative by
Algida Ice Creams, which throughout the day sold its Share the Love cone at one euro, with the profits devoted to Save the Children projects, and Rigoletto Ice Creams which twinned the launch of its new watermelon and mint flavor with support for social initiatives.
 
 
 

Franco Berrino. Facciamolo scomparire questo zucchero!

Lifestyle / -

Franco Berrino img rif
@Annalisa Cavaleri

Lo zucchero e i dolcificanti artificiali andrebbero tolti dalla dieta. E questo non vale solo per i diabetici, ma per tutti noi. Franco Berrino, epidemiologo ed esperto di correlazione tra cibo e tumori, ci spiega perché zucchero & co. andrebbero fatti sparire al più presto dalla nostra alimentazione quotidiana.

Oggi il diabete è un problema grave?
Non è grave, è gravissimo. Prima di parlare di diabete, però, bisogna capire cosa sia la sindrome metabolica, che significa avere 3 o più di questi sintomi: girovita superiore a 102 cm per gli uomini e a 88 cm per le donne; ipertensione arteriosa superiore a 130 (massima) e 90 (minima); glicemia a digiuno superiore a 110 mg/dl; colesterolemia superiore a 200 mg/dl; trigliceridi superiori a 150 mg/dl. Chi soffre di sindrome metabolica ha un rischio di 5 volte superiore di ammalarsi diabete.
 
Lo zucchero è dannoso? Qual è la correlazione tra consumo di zucchero e diabete?
Il saccarosio, cioè lo zucchero, è composto da glucosio e fruttosio. Lo zucchero è dannoso non tanto perché fa alzare la glicemia, ma in quanto contiene fruttosio, che ostacola il buon funzionamento dell’insulina, l’ormone che regola i livelli di glucosio nel sangue, permettendogli di entrare all’interno delle cellule, dove viene bruciato per produrre energia. Inoltre il fruttosio, contrasta la leptina, l’ormone che toglie il senso di fame e ci avverte di non mangiare più se non ne abbiamo più bisogno. Il diabetico non dovrebbe mangiare né zucchero, né fruttosio, né dolcificanti artificiali.
 
Altri alimenti da evitare?
Lo sciroppo di glucosio-fruttosio, che deriva dal mais. È il peggio del peggio ed è fra le principali cause di obesità negli Stati Uniti. Le industrie alimentari lo usano perché costa meno dello zucchero, si amalgama più facilmente agli altri ingredienti e rende più facile ottenere prodotti soffici. Se trovate scritto in etichetta “sciroppo di glucosio-fruttosio” non comprate quel prodotto. Ad esempio, se a Natale volete mangiare il panettone, andate dal panettiere e fatevelo preparare come si faceva una volta.
 
Sciroppo d’agave?
Anche in questo caso, meglio evitare. Lo sciroppo d’agave è composto al 95% da fruttosio e polimeri del fruttosio; questi ultimi andrebbero bene, ma il fruttosio libero no.
 
E il miele?
Il miele contiene glucosio e fruttosio libero, oltre a sostanze con valore terapeutico, basti pensare che le nonne consigliavano latte e miele per il mal di gola. È meglio dello zucchero, però comunque è molto forte. Se dovete dare una fetta di pane integrale con il miele ai vostri bambini non fatelo la mattina, ma dopo la partita di pallone, quando non c’è più traccia di zucchero nei muscoli e l’aumento di glicemia non sarà così dannoso.
 
Cosa ne pensa degli edulcoranti artificiali?
Le bevande zuccherate e le bevande edulcorate artificialmente fanno venire il diabete. Uno studio su 100 mila insegnanti francesi ha dimostrato che anche chi assumeva bevande “ZERO”, cioè senza zucchero, ma con edulcoranti artificiali, si ammalava di più di diabete. Questi dolcificanti non fanno “sballare” la glicemia, ma aumentano l’assorbimento del glucosio. Lo stesso probabilmente vale per la stevia, di cui oggi si parla tanto. La questione cruciale è proprio l’intensità di gusto dolce: nell’intestino abbiamo sensori per il gusto che quando arrivano sostanze centinaia di volte più dolci dello zucchero fanno aprire le porte per l’assorbimento del glucosio. Paradossalmente la glicemia potrebbe salire di più se dolcifichiamo con la stevia - 200 volte più dolce - che con lo zucchero.
 
Con cosa possiamo sostituire lo zucchero?
Su questo punto vorrei essere chiaro: non si tratta di trovare un sostituto, ma di abituarsi a gusti meno dolci. Ciò vale per tutti, non solo per i diabetici. Chiediamo all’industria alimentare di almeno dimezzare l’intensità di dolce dei prodotti.
 
Però i dolci sono buoni...come si fa a preparare dolci a basso indice glicemico?
Con la frutta secca, ad esempio: l’uvetta sultanina, le albicocche secche possono essere ottimi dolcificanti. Anche una mela o una pera sono naturalmente dolci e possono entrare a far parte di un dessert. Ogni tanto si possono utilizzare i malti - di riso o d’orzo - che contengono maltosio e maltodestrine, che hanno sì un indice glicemico elevato, ma il vantaggio di non contenere il fruttosio. L’importante è che siano accompagnate da un grasso, come un buon olio di oliva  o una crema di mandorle, noci o pistacchi, che rallentano la velocità di assorbimento del glucosio nell’intestino.
 
Ci suggerisce una ricetta semplice?
Ad esempio mescolare farina di mandorle, un pizzico di sale e purea di batata - la patata dolce americana - o composta di mele, farne dei biscotti da far asciugare al forno.  Oppure far cuocere il miglio nel succo di mela, sempre con un pizzico di sale, farne delle palline e poi rotolarle nel cacao amaro. Ricordate che nei cioccolatini sono latte e zucchero a far male, non il cacao.
 
Qualche altro alimento da evitare?
La farina 00 è uno dei principali veleni della nostra alimentazione. L’industria e la grande distribuzione preferiscono la farina 00 perché non  va mai a male. Meglio consumare farine integrali o semi integrali. Facciamo il pane come una volta, con il grano macinato, acqua e poco sale.
 
Si fa abbastanza a livello mondiale per combattere il diabete?
Qualcosa si sta muovendo. Penso ad esempio alla campagna di Michelle Obama Let’s move! e all’annuncio del Department of Agricolture americano, che ha dichiarato che entro due anni sarebbero stati tolti dalle mense scolastiche i cibi che avessero come primo ingrediente un cereale raffinato. Non so se queste misure abbiamo avuto successo, ma sono iniziative meritevoli. La strada, però, è ancora lunga e c’è bisogno di svegliare le coscienze, difendendo la salute al di là degli interessi dell’industria alimentare.
 
Come deve essere un’alimentazione sana?
È molto semplice: deve basarsi su cereali integrali, legumi, verdura e un po’ di frutta. Attenzione, ho detto “integrali”. Io stamattina ho mangiato una crema di riso e orzo perla, con miso, a pranzo un tortino di miglio con fagioli azuki e lenticchie e a cena una minestra leggera con verdure e un dolce. E poi la pasta e fagioli, che è un piatto meraviglioso della nostra tradizione. Amo il dolce e mangio un dolce al giorno, senza zucchero naturalmente. Mi piace la mela cotta con il kuzu, un amido che si ricava da una radice che vive nelle profondità della terra, oppure i muffin e le crostate senza zucchero, dolcificate con albicocche secche, frutta e uvetta sultanina.
 
Proteine animali proprio mai?
Diciamo che non sono integralista. Ad esempio a Pasqua ho mangiato un uovo, ma era l’uovo di una gallina felice. Poi , quando vado sull’Himalaya, mi capita di mangiare il pollo, ma anche in questo caso si tratta di un animale che ha vissuto libero all’aperto. Oggi l’allevamento intensivo è terribile e sottopone gli animali a condizioni dolorose e innaturali. E il prodotto di un animale che ha vissuto in quel modo non è salutare per l’uomo. Non ne faccio tanto una questione di etica, ma di buon senso. Che senso ha mangiare cibi innaturali?
 
Vegetarianesimo, veganesimo, macrobiotica, attenzione al biologico...cosa ne pensa?
Sono movimenti che stanno sensibilizzando le persone sulla necessità di diminuire il consumo di carni rosse, di eliminare gli alimenti ricchi di grassi e zuccheri o coltivati con l’utilizzo di pesticidi. Ma come dicevo non sono un fanatico di niente, perché per stare bene dobbiamo essere flessibili e ogni tipo di rigore non fa bene alla salute. Alcuni vegetariani, ad esempio, non mangiano correttamente perché eccedono nel mangiare latticini, alcuni vegani mangiano troppi zuccheri. Benissimo essere vegetariani o vegani, ma con competenza e criterio.
 
Già che abbiamo toccato l’argomento, di latte e latticini cosa ne pensa?
Che bisogna andarci piano. Non ci sono raccomandazioni nel Codice Europeo contro il Cancro che riguardano i latticini, perché gli studi scientifici non sono univoci, ma non dimentichiamo che il latte che beviamo oggi non è lo stesso che c’era una volta. Oggi le nostre mucche sono nutrite con cibo proteico per giungere a produrre fino a 50 litri di latte al giorno, fino a 100 litri se trattate con l’ormone della crescita, illegale in Europa, ma i NAS sanno bene che succede. Non ho niente contro il latte vero, ma contro il latte falso sì. Poi bisogna smetterla con le pubblicità che dicono che bere latte e mangiare latticini previene le fratture: non è vero, nessuno studio scientifico ha trovato confermato questa tesi.
 
Quali sono i cibi che ingrassano di più?
Le patatine fritte dei sacchetti, le patate, i salumi, la carne, le bevande zuccherate, le farine raffinate e i dolciumi commerciali. E poi bisogna sempre stare attenti alla quantità, anche un cibo “sano”, se mangiato in eccesso, ingrassa. Per restare sani è bene rispettare la varietà dei cibi che la natura ci offre.
 
Cos’è per lei la salute?
La capacità di reagire ai cambiamenti dell’ambiente esterno e di adattarci, la capacità di essere flessibili e di vivere in armonia con la natura.
 
Si fa abbastanza nelle scuole?
No, e purtroppo nelle scuole si vedono sempre più distributori automatici che contengono bibite zuccherate, dolcificate, patatine e cibo spazzatura. Lancio un appello: bisogna introdurre l’educazione alimentare nelle ore di lezione di bambini e ragazzi e, soprattutto, bisogna tenere le industrie alimentari fuori dalle scuole. I Governi non devono delegare i programmi di educazione alimentare alle industrie.
 
Un caso positivo che fa sperare?
Posso fare l’esempio di Milano Ristorazione, che fornisce ogni giorno più di 80 mila pasti ai al giorno, tra cui molti nelle scuole. Ha tolto il prosciutto cotto dai menù,  ha ridotto la carne da 12 a 8 volte al mese, ha introdotto il pane e la pasta integrali e biologici, le carote e le finocchi a spicchi prima del pasto, due minestre di legumi e un tortino di legumi a settimana. Un bel passo avanti, bisogna continuare su questa strada.
 
Ma si può conciliare la logica del profitto con la sana alimentazione?
Con la logica del profitto fine a se stesso no, ma con la logica del giusto profitto sì. Cambiare è possibile e bisogna crederci, lavorare e avere speranza. Ad esempio si può studiare un modo alternativo di conservare carni e salumi, senza usare i nitriti, che sono dannosi. Penso ad esempio alla foglie di shiso, che contengono un naturale potere conservante e vengono utilizzate per l’umeboshi, un popolare condimento della cucina giapponese. Le soluzioni ci sono, basta volerle trovare.
 

Javier Zanetti. Putting his best foot forward for the children

Lifestyle / -

Javier Zanetti
Javier Zanetti © Daniele Mascolo

Javier Zanetti, the former Inter Milan captain returns to the city’s San Siro stadium one year after his farewell match. An anniversary that will be centered on emotion and solidarity, for the Zanetti and Friends Match for Expo Milano 2015, being held on May 4, is a fundraiser dedicated to child nutrition.

Javier Zanetti, 41, who has been flying the flag for Inter for almost twenty years, and is now the club’s vice-president, is also one of Expo Milano 2015’s Ambassadors. As a player, he has always been among the most popular - and not only with Inter fans - for his sportsmanship and for his values both on and off the field.

In 2001, he and his wife Paula launched the PUPI Foundation, an association that supports an extremely poor area of Argentina, helping the most disadvantaged children and providing them with education and care.

As his first event as Expo Ambassador, Zanetti has chosen to organize a soccer match that will help promote sport, as well as what we might call the “culture of food”. The Zanetti and Friends Match for Milan Expo 2015 will be held on May 4, 2015, at 21:00 at the Giuseppe Meazza Stadium (better known as San Siro) in Milan, and will be attended by the football stars both present and past. The event will bring to the stadium thousands of students, who will play an active role by creating banners promoting healthy eating.

You’re now part of the team of ambassadors of Expo Milano 2015. The fundraiser Zanetti and Friends Match is your contribution to the "feeding the planet" cause. What is the aim of the initiative?
This is the first sporting event of Expo Milano 2015, and it will be held in San Siro, a stadium with a long history. The mission of Zanetti and Friends is humanitarian, as it will support many organizations that help the children and the people who need it most. So I think it's a wonderful opportunity as well as a great responsibility.

Your sporting career has been characterized by your values. On the subject of food, what advice would you give to young people who come to the sport?
Good nutrition and a healthy diet are essential for everyone, not only children. For this reason, we must be careful to make available the right information, because this is how you educate people to eat properly, which is helpful for all of us. I believe that this subject is really important. Expo is doing a lot to increase awareness on this topic, and I hope to be able to do the same through sporting events such as this.

The PUPI Foundation helps many children in Argentina. What have you learned these past 13 years about solidarity, and how has it changed your work?
It has influenced it a lot. If a person decides to get involved in the world of charity, it’s because it feels like something he or she must do. Every time I go back to Argentina, to my homeland, I realize that the children that my foundation is helping are doing well, they’re happy. I therefore wanted to do something in Italy too, something that would help many children. I'm happy to now be able to do this also in my city, Milan, and I hope that it will be a great success.
 

Over a million people are already #FoodConscious. What about you?

The ExpoNet Manifesto